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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 1 Dicembre, 2018, 10:08:05 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 09:20 DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

ALLE 10:08 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Workshop per imparare arte della parola
A Milano incontro gratuito aperto a professionisti e amatori

Tff dedica giornata extra a BertolucciCon i film Novecento, Il conformista e Io ballo da sola

L’affresco di Moretti, il nostro Paese è come il CileSantiago-Italia da ponte solidale anni ’70 a individualismo oggi

Torino factory cerca talenti under 30Proiettati 8 cortometraggi girati nelle 8 circoscrizioni

In mostra la ‘Follia di guerra’ 1915-18A Imola per centenario fine conflitto e 40 anni legge Basaglia

Cremonini chiude la tre giorni a BolognaAlla Unipol Arena omaggi a Baggio e al bassista diventato papà

Morto Bruno Cagli, storico presidente Santa CeciliaMusicologo, docente universitario, direttore di festival

E’ morto Sandro MayerDirettore ‘DiPiù’ e ‘Gente’. Opinionista Ballando con le stelle

Gomorra da Napoli a Londra, il nuovo volto del maleSul set della quarta stagione in onda a marzo. Si lavora alla quinta

Firenze 1a percentuale affittuari AirbnbFondazione Michelucci, alloggi offerti pari all’1% dei cittadini

Giornate Sorrento, anteprima con Ruffini2 dicembre al Tasso, poi tanti ospiti da De Sica a Verdone

Esce Amarsi è possibile, il nuovo singolo degli Audio2Un album dal titolo ‘432 hz’ nel 2019

La Scala apre con Attila, un Verdi più attuale di FacebookDiretta su Rai1, tolto il crollo del ponte per rispetto Genova

World Summit, Ikon tra migliori progettiE’ la ‘Grande Guerra’ in realtà virtuale per Fondazione Carigo

Remake Pinocchio, Hanks forse GeppettoAttore in trattativa per riadattamento film Disney 1940

Mary Poppins torna e punta agli OscarEmily Blunt e Lin-Manuel Miranda sfidano altri blockbuster

Amici, De Filippi forma la classeNella scuola anche il tenore Alberto e la ballerina Anna Maria

Scala, Comune rinuncia a biglietti primaContributo sale a 5,5 milioni. Non ci sarà vendita solidale

A Enia premio letterario SuperMondelloDue riconoscimenti sono andati al suo “Appunti per un naufragio

Venezia a S.Rocco la luce per TintorettoLe tele riprendono potenza espressiva

Marcello Fonte, ho una Ferrari dentroAttore Palma d’oro protagonista di Sembravano applausi

Eros spodesta Salmo e guida la hit paradeAl terzo posto Cristina D’Avena. Sesti i Pooh

Frida Kahlo a NY con contenuti Casa AzulDa febbraio al Brooklyn Museum, “ponte culturale Usa-Messico”

Auditorium Roma e Atene, opere di PianoRealizzate da Salini Impregilo “opere pubbliche terzo millennio”

Film restaurato, esce ‘L’appartamento’Cineteca Bologna lo porta nelle sale dal 3 dicembre

Parole incrociate, storia dell’inventoreFu un impiegato di Lecco ma la notorietà andò a un americano

Carl Brave torna con Notti Brave (After)Sette brani e duetti con Max Gazzè, Guè Pequeno e Luché

A Matteo Garrone Premio Langhe RoeroDamilano, premio coniuga il grande cinema e la cultura del vino

Asta record per banconota 1000 lire 1899Bolaffi, top lot numismatica moneta del 1864, oltre 225mila euro

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L’ARTICOLO

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Un workshop gratuito per imparare ‘L’arte della parola’, un’anatomia del provino “dove ogni battuta, ogni sguardo e ogni respiro, devono essere funzionali al racconto del personaggio”. E’ l’opportunità che verrà offerta, domani, dall’Ica (International Cinema Academy) di Milano, la “prima scuola in Italia dedicata alle esigenze di formazione attoriale, per la recitazione cinetelevisiva e le arti sceniche in generale, con pratica sul set, orientamento finale e reali contatti con il mondo del lavoro”. Il workshop, i cui posti sono limitati, è rivolto a professionisti o persone comuni che vogliono migliorare la capacità di parlare in pubblico. “Il docente, Roberto Graziosi – spiegano gli organizzatori – è uno dei più importanti casting director diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, assistente di Giorgio Strehler al Piccolo di Milano”.
Interverranno ospiti del mondo dello spettacolo, tra cui Lorenzo Beccati autore di ‘Striscia la notizia’.
– TORINO

– Il Torino Film Festival omaggia Bernardo Bertolucci con una giornata di proiezione domenica 2 dicembre, il giorno dopo la fine del festival, al Cinema Massimo.
“Un modo per celebrare uno dei grandi autori del cinema italiano, appena scomparso, attraverso una selezione di tre dei suoi film più significativi”, spiega il Tff. Si tratta DI ‘Novecento’, del 1976, con Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, ‘Il conformista’ del 1970,c on Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin, e ‘Io ballo da sola’, del 1996, con Liv Tyler, Jeremy Irons, Sinéad Cusack, Rachel Weisz. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione della Cineteca di Bologna, di Minerva Raro Video e del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
TORINO – ‘Santiago, Italia’ il nuovo film di Nanni Moretti sul Cile passato oggi al Torino film festival, tre anni dopo ‘Mia madre’, è un documentario dall’impianto classico, ma con una chiaro intento morale e la precisa volontà di fare un inevitabile confronto di “come eravamo” negli anni Settanta e di come siamo diventati. Dedicato al colpo di stato dell’11 settembre 1973 di Pinochet che pose fine al governo socialista di Salvador Allende in Cile, ‘Santiago, Italia’ che chiude la 36/a edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 dicembre con Academy Two, è una lunga serie di interviste e materiali di repertorio sulla fine del governo socialista di Allende e sul ruolo dall’ambasciata italiana a Santiago.Un’ambasciata che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime (circa 600), consentendo poi loro di raggiungere l’Italia, unico paese in Europa che, tra l’altro, non aveva riconosciuto il governo Pinochet. Insomma cileni migranti che approdarono in un Italia diversa, quella degli anni di piombo e ideologizzata, un Paese che li accolse e li integrò con grande accoglienza. Scorrono sullo schermo in ‘Santiago, Italia’, tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l’allora ambasciatore italiano a Santiago. C’è poi l’avvocato Carmen Hertz che ricorda il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nel golpe di Pinochet; chi ricorda le torture del regime e chi il lancio di bambini oltre il muro dell’ambasciata italiana (un modo estremo per dar loro salvezza).E ancora la testimonianza del diplomatico Piero De Masi che, di fronte all’invasione della sede italiana, dice:”pur non avendo risposte ufficiali dall’Italia decisi alla fine di tenerli tutti”. Tra immagini di repertorio del docu quelle dello stadio-lager allestito da Pinochet subito dopo il golpe e quelle dei caccia che bombardarono la Moneda, il loro stesso palazzo presidenziale con dentro Allende poi trovato morto (per suicidio o assassinato?) Moretti, di cui si sente la sola voce durante le interviste, mette la sua faccia, e si vede, solo una volta quando intervistando un ex ufficiale di Pinochet in prigione (fine pena 2038), il generale Raúl Eduardo Iturriaga Neumman, replica alle sue ragioni di militare fedele al regime e al suo desiderio di un’intervista meno faziosa con uno scandito:”io non sono imparziale”.Ma la morale del film è tutta nell’intervento finale di Erik Merino, ex esule dal Cile negli anni Settanta e ora imprenditore in Italia: “Sono arrivato in un paese che aveva fatta la guerra partigiana e che aveva difeso lo statuto dei lavoratori. Oggi viaggio per l’Italia e che somiglia sempre di più al Cile, alle cose peggiori del Cile. Un consumismo terribile, quello che si vede, dove la persona che hai al tuo fianco se può ti calpesta. C’è ormai solo individualismo”.

– TORINO

– Con il nuovo progetto Torino Factory, presentato al Torino Film Festival, la città si candida come set cinematografico in tutta la sua reale estensione fisica, nelle sue 8 circoscrizioni. Con l’intento, spiegano il presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Manera e il direttore artistico del progetto, Daniele Gaglianione, “di ancorare il cinema al territorio”.
“Da un lato – dice l’assessora alla Cultura della Città, Francesca Leon – si alimenta la vocazione della città a fucina di cinema avvicinando i giovani talenti locali ai diversi settori dell’industria cinematografica, dall’altro si mette al centro la vita dei cittadini attraverso la creatività”.
Il format è dedicato a cortometraggi realizzati da under 30.
Alla prima edizione hanno partecipato 43 progetti tra i quali ne sono stati scelti 8, uno per circoscrizione, tutti proiettati oggi al Tff. “Sono 8 lavori tra loro diversi – dice Gaglianone – si va dall’horror al film realista, dal visionario al film di denuncia.
– IMOLA (BOLOGNA)

– A Imola tra il 1915 e il 1918 furono oltre seicento i militari ricoverati nel Manicomio di Santa Maria della Scaletta (Osservanza) e nel Manicomio provinciale di Bologna in Imola. In una mostra documentaria, ‘Follia di guerra’, allestita alla Biblioteca comunale e visitabile dal primo dicembre al 2 febbraio, l’esperienza di guerra e la degenza in manicomio sono narrate attraverso le storie racchiuse nei documenti sanitari e nella corrispondenza.
Le cartelle cliniche dei soldati parlano di danni morali e fisici, ma anche di vergogna, paura, senso d’abbandono: dei traumi e delle emozioni dei soldati provenienti dal fronte e originari di ogni parte d’Italia.
La mostra, promossa dalla Biblioteca e dall’Archivio storico comunale, è organizzata in occasione del centenario della fine della Grande guerra (1918-2018) e del quarantennale della legge Basaglia (1978-2018), che ha riorganizzato l’assistenza psichiatrica con la chiusura dei manicomi. L’analisi delle cartelle cliniche è stata possibile anche grazie al riordino fatto sulla base del progetto elaborato dall’Archivio storico comunale e finanziato dall’Ausl, proprietaria della documentazione. L’inventario è stato realizzato con la piattaforma messa a disposizione dall’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna.

– BOLOGNA

– Quasi due ore e mezza di musica, ventiquattro canzoni che hanno ripercorso una carriera ormai ventennale: dalla più recente ‘Possibili scenari’, senza dimenticare gli inizi, ovvero i Luna Pop, con il tormentone ’50 Special’ oppure ‘Marmellata #25’. Cesare Cremonini ha chiuso ieri il suo ‘tour nel tour’ bolognese, con la terza serata consecutiva alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno.
“Mi ricordo quando camminavo sotto i portici di questa città, mai avrei pensato all’epoca di poter costruire qualcosa di così grande”, le parole dell’artista nato proprio a Bologna, che nel corso del concerto ha dialogato più volte con il pubblico.
Cremonini ha dedicato la canzone ‘Vorrei’ al bassista Nicola ‘Ballo’ Balestri, diventato papà in questi giorni e presente il 29 novembre sul palco di Casalecchio. Immancabile la maglia del Bologna calcio indossata da Roberto Baggio, che il cantautore ha mostrato al pubblico prima di raccogliere una sciarpa dei tifosi rossoblù. “Sono stati tre giorni meravigliosi”, ha detto.
Fu secondo solo al Conte di San Martino che fu a capo dell’Accademia per 52 anni. Santa Cecilia, una delle più importanti istituzioni musicali italiane, perde il suo ultimo principe: a 76 anni è scomparso Bruno Cagli, presidente onorario ma già presidente dell’Accademia dal 1990 al 1999 e poi nuovamente dal 2003 al 2015. Musicologo e saggista, è stato docente universitario a Urbino e Napoli, era nato a Narni il 2 giugno 1942. Un lungo incarico alla guida dell’istituzione che Cagli ha portato avanti per 21 anni, traghettando l’Accademia verso riconoscimenti internazionali grazie anche a scelte che hanno operato profondi cambiamenti. Il musicologo negli anni si è distinto anche come come autore di testi e sceneggiature teatrali e radiofoniche.
Infaticabile promotore di progetti culturali,  negli anni ’70 ha legato il suo nome alla Fondazione Rossini di Pesaro di cui è stato direttore artistico. Sono anni in cui gli incarichi artistici si susseguono a ritmo incalzante: all’Accademia Filarmonica (dal 1978 al 1981 e dal 1986 al 1988), al Teatro dell’Opera di Roma (1987-1990), al Festival Verdi (1999-2001), al ROF nel 1981, fino ad approdare nel 1990 alla guida dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Tra le iniziative che hanno visto il suo impegno ci sono numerosi Festival, come il Festival Barocco di Viterbo e il Festival verdiano di Parma, in occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Giuseppe Verdi. Autore di numerosi testi pubblicati su riviste specializzate e rappresentati a teatro, Cagli ha scritto quattro libretti d’opera, e nel 2014 con l’editore Bulzoni ha pubblicato il volume Teatro, che raccoglie una selezione della vasta produzione di Cagli per il teatro di prosa. La sua professionalità si è espressa anche per la radio, la televisione e il cinema dove ha lavorato come sceneggiatore e autore nel film Rossini, Rossini di Mario Monicelli. Nel 1981 ha vinto il Prix Italia con il melodramma radiofonico Una vendetta in musica, del quale ha scritto testo e musica. Oltre che dell’Accademia di Santa Cecilia Bruno Cagli è stato membro dell’Arcadia, dell’Accademia di San Luca, dell’Istituto di Studi Romani, dell’Accademia Filarmonica Romana, dell’Accademia Raffaello di Urbino. È stato insignito della medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.
– È morto a Roma il giornalista Sandro Mayer, direttore del settimanale ‘DiPiù’ e opinionista a ‘Ballando con le stelle, il programma di Milly Carlucci su Rai1.
Mayer era nato a Piacenza nel 1940 e il prossimo 21 dicembre avrebbe compiuto 78 anni. Laureato in scienze politiche, è stato per vent’anni direttore del settimanale ‘Gente’ e dal 2004 dirigeva alcune testate di Cairo Editore.
NAPOLI – Esterno notte, ha appena smesso di piovere nella realtà e nella finzione Napoli vista dal Vomero brilla come una pietra preziosa: Genny e Azzurra insieme, solidali come mai, girano una delle ultime scene della dodicesima e ultima puntata della quarta serie di Gomorra, si scambiano baci appassionati e promesse e la notizia è che sono ancora vivi. Niente sangue, niente violenza – qualcuno dietro le quinte chiede ‘ma ora la butta di sotto?’ – solo amore: ”Come sei bella’, dice lui in vena di confessioni (”quello che ero prima bussa per uscire fuori, è una continua battaglia”), per poi chiosare ”la battaglia è finita”.Ma a quale costo la pace? E quale pace? Nell’incontro con il cast al gran completo, nell’elegante ristorante che ospita la scena sul set agli sgoccioli per la serie che andrà in onda a marzo 2019 su Sky Atlantic, non si è saputo molto della trama della quarta stagione ma si è saputo comunque che non sarà l’ultima: ”stiamo già lavorando alla quinta, perchè, finita questa, abbiamo capito che c’erano ancora i margini per andare avanti”, dicono in coro Riccardo Tozzi di Cattleya (che la produce con Sky e Fandango in collaborazione con Beta Film) e Nils Hartmann responsabile delle produzioni originali di Sky.”Questa sarà la stagione degli spaesamenti – spiega Tozzi – perchè i protagonisti non si troveranno più nei loro luoghi abituali e vivranno esperienze di grande intensità emotiva”. Genny eccolo qui, sopravvissuto alla morte dell’amico e fratello Ciro ”si deve adeguare ad un nuovo modello di male”, spiega Salvatore Esposito che è diventato grande insieme al suo personaggio. ”Insieme alla moglie Azzurra – dice Ivana Lotito che le dà il volto – iniziano ad intraprendere un nuovo business, si spostano su un terreno professionale diverso”. Li incontreremo quindi a Londra, ”che è la scelta ideale per spostare l’attenzione sul futuro del business europeo e mondiale. Una situazione in cui i personaggi si troveranno immersi nel male e nella consapevolezza che il male è ovunque. Poca violenza? Scuramente qui ci sarà anche una violenza diversa, fatta da personaggi che magari non uccidono direttamente ma portano le persone a suicidarsi”.”Napoli comunque rimane protagonista assoluta – continua Salvatore – ora siamo al Vomero ma il cuore della serie rimane nella periferia, nelle stesse location degli anni passati abbiamo girato tanto anche lì. Ma Genny, appunto, sarà anche altrove”. Ancorato al territorio, come spiega Cristiana Dell’Anna, è invece il suo personaggio, Patrizia: ”che ama profondamente e in modo viscerale la sua terra e in questa serie più che mai”.Chi è veramente altrove è Marco D’Amore che, morto il suo personaggio, Ciro, alla fine della terza stagione, ora è uscito di scena ma ha trovato una nuova collocazione dietro la macchina da presa nel nuovo ruolo di regista insieme a Francesca Comencini (che cura anche la supervisione artistica), Claudio Cupellini, Enrico Rosati e Ciro Visco. ”Io vivo questa serie – dice D’Amore – con grande sacralità, ogni scena, ogni momento deve avere una sua profondità. Ho rincorso e perseguito un elevato livello di epicità”. ”Con questa quarta serie – aggiunge Hartmann – Gomorra che negli ultimi 10 anni è nata ed ha vissuto della contaminazione e dell’evoluzione del gruppo, arriva alla sua maturità”.

– FIRENZE

– Firenze è al primo posto tra le città italiane per la percentuale di affittuari Airbnb rispetto alla popolazione: gli 8mila alloggi offerti sulla piattaforma sono pari all’1% dei cittadini, calcolati in 800.000 sommando ai residenti chi vive nel capoluogo toscano. Il dato emerge dalla ricerca ‘Percorsi abitativi per l’emancipazione’ della Fondazione Giovanni Michelucci presentata al convegno ‘Fai la casa giusta’ promosso dalla Fondazione Cr Firenze. “Il problema di questo genere di attività è che ha drogato il mercato – ha commentato Massimo Colombo della Fondazione Michelucci -, ha tolto la possibilità di avere affitti a lungo termine, molti residenti che avevano alloggi li hanno destinati a questa attività, trasferendosi in periferia e svuotando il centro città”. Questa tendenza, ha aggiunto Colombo, “ha portato a diminuire le opportunità abitative e anche ad aumentare il costo degli affitti in centro e anche in periferia”.
– NAPOLI

– Inizia a Sorrento con Paolo Ruffini, presente in sala alla proiezione di ‘Up & Down-Un film normale’ il 2 dicembre al Cinema Tasso (ore 21) la settimana dedicata al grande cinema. La serata è una anteprima aperta alla città delle Giornate Professionali di Cinema, principale momento d’incontro dell’industria cinematografica italiana (fino a sabato 8 dicembre). Tra i tanti protagonisti del cinema italiano attesi a Sorrento, Serena Rossi, Luca Argentero, Massimo Boldi, Christian De Sica, Fausto Brizzi, Aldo Baglio, Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio, Claudia Gerini, Andrea Occhipinti, Gabriele Muccino, Matilda De Angelis, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Antonio Albanese, Riccardo Milani, Giovanni Veronesi, Matilde Gioli, Carlo Verdone, Luigi e Aurelio De Laurentiis. La 41/a edizione è promossa dal Comune di Sorrento e dall’Anec, l’associazione nazionale degli esercenti di cinema che le produce e organizza, con il sostegno del Mibac e della Regione Campania.
Da domani sarà trasmesso nelle radio “Amarsi è possibile”, nuovo singolo degli Audio2, una produzione Clodio Music. Per l’occasione il gruppo campano annuncia ufficialmente il titolo del nuovo album 432 hz, in uscita nel 2019.
“Amarsi è possibile”, brano firmato dagli stessi Gianni Donzelli e Enzo Leomporro, con arrangiamenti di Luigi Pignalosa, è una canzone d’amore raffinata e ricca d’immaginazione che si muove in equilibrio fra il piano del racconto e quello della metafora, per definire i tratti di un “un sentimento sincero, poi schiude le ali, come un frutto maturo”.
In attesa della tracklist completa gli Audio2 escono, in tutte le piattaforme digitali e negozi online (e su YouTube con il video); il videoclip del singolo, firmato da Michele Vitiello, guarda a mondi immaginati e si affida a suggestive riprese aeree, in cui la musica riconquista un ruolo centrale, da autentica protagonista, in equilibrio fra dimensioni interiori e terrestri.IL VIDEO

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MILANO – La “serata d’opera più importante del mondo” (copyright del sovrintendente della Scala Alexander Pereira) il prossimo 7 dicembre si aprirà con Attila, con Riccardo Chailly sul podio e la regia di Davide Livermore. Come sempre, chi non sarà in teatro (praticamente sold out i biglietti che hanno prezzi fino a tremila euro) potrà seguirla in diretta su Rai1, al cinema in Italia e all’estero, e in una trentina di punti di Milano, dall’Ottagono della Galleria al carcere di San Vittore al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.
Una prima diffusa, insomma, per “coinvolgere il grande pubblico e rendere contagiosa la passione dell’opera” come ha spiegato l’ad della Rai, Fabrizio Salini, confermando che la prima sarà sulla rete ammiraglia anche nei prossimi anni (nel 2019 toccherà a Tosca). D’altronde, secondo Livermore, “Verdi è l’autore più attuale che ci possa essere. Neanche un rapper del Bronx è attuale quanto lui”, che nella sua vita di compositore “non ha mai cavalcato i like, è stato una spina nel fianco della società” di cui ha messo in luce “ipocrisie e lato oscuro”. Per dimostrarne l’attualità, il regista (grazie anche alle scenografie di Gio Forma, ai costumi di Gianluca Falaschi e ai Video di D-Wok) ha ambientato la vicenda del re degli Unni in un Novecento distopico, dicendo addio a “corna e pelli di montone” ma senza dare una connotazione precisa del tempo. L’obiettivo è essere “al servizio di Verdi” senza distogliere l’attenzione dall’opera. Anche per questo, Livermore ha deciso di evitare la caduta del ponte su cui si trovano per un faccia a faccia Attila e il generale romano Ezio. Il ponte si dividerà, ma non sarà distrutto “per rispetto dei morti e della sofferenza” di chi ha vissuto il crollo del ponte di Genova.
“Non ci interessa fare effetti teatrali a scapito della sensibilità delle persone”, ha aggiunto, liquidando anche le polemiche per eventuali scene blasfeme, contro cui si è scagliato un sindaco della provincia di Bergamo che al riguardo ha scritto anche al sovrintendente. “E’ giusto che ci siano stati un’evoluzione, dei cambiamenti, delle riduzioni di cose e quello che abbiamo tolto – ha tuonato Chailly – è affar nostro”. Comunque tutto, ha assicurato il direttore musicale della Scala, è stato fatto “in funzione della musica”. Qui Attila (dopo Giovanna d’Arco seconda opera della trilogia giovanile di Verdi, che Chailly vuole mettere in scena e che si concluderà con Macbeth) viene eseguito nell’edizione critica Ricordi del 2012. In più, il maestro ha voluto aggiungere prima del trio del terzo atto cinque battute composte da Rossini e l’aria del tenore che Verdi aveva scritto per la Scala e che dai suoi anni non è più stata cantata qui.
“Per me è stato come tornare a scuola ancora”, ha spiegato il tenore Fabio Sirtori, che interpreta Fortunato, mentre Ildar Abdrazakov (Attila) ha parlato di un “sogno che diventa realtà”. Alla presentazione hanno partecipato anche alcuni degli sponsor della prima: da Edison, che illuminerà il 7 dicembre con energia che arriva da fonti rinnovabili, a Bmw a Jti fino a Rolex che ha annunciato anche un grande concerto per il 23 giugno alla Scala con i Wiener Philharmoniker e i suoi ‘ambasciatori’ da Placido Domingo a Jonas Kaufmann e Gustav Dudamel. Ma per ora i riflettori sono sul 7 dicembre, quando sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Questa è anche una grande serata dell’Italia – ha concluso il sovrintendente Pereira – che deve concentrarsi sulle sue forze. Una di queste sono i valori culturali e l’opera lirica”.

– TRIESTE

– La Grande Guerra raccontata dall’azienda Ikon attraverso la Realtà Virtuale è uno dei 40 migliori progetti digitali al mondo, e l’unico per l’Italia, premiato dall’Onu e dall’Unesco con il World Summit Award, che premia l’innovazione digitale.
Si tratta dell’allestimento virtuale del Museo della Grande Guerra sul Monte San Michele, teatro delle pagine più tragiche della Prima Guerra Mondiale: un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia realizzato con Intesa Sanpaolo e il sostegno di Onorcaduti e del Comune di Sagrado. E’ stato riconosciuto a livello mondiale (180 i Paesi selezionati) per qualità del prodotto, innovazione e capacità di unire cultura, turismo e digitale. A un secolo dalla conclusione del conflitto il progetto multimediale ha contenuti sorprendenti e si visitare in chiave ‘immersiva’ il Museo del San Michele, facendo uso di realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni in 3D.

– NEW YORK

– Tom Hanks potrebbe essere Geppetto nel nuovo film ‘Pinocchio’. Hollywood Reporter scrive che l’attore è in trattative per il ruolo nel remake live action della pellicola animata della Disney del 1940. Il progetto, la cui regia sarà affidata a Paul King, fa parte della strategia della casa cinematografica americana di riadattare parte dei suoi film animati più di successo. Una strategia che sembra funzionare visto che il trailer del remake del ‘Re leone’, in uscita la prossima estate, è stato il secondo più visto in assoluto.
‘Pinocchio’ del 1940, basato sul libro di Carlo Collodi, fu il secondo film animato della Disney dopo ‘Biancaneve e i sette nani’ del 1937. Sempre secondo Hollywood Reporter l’unico ostacolo al ruolo per Hanks è un conflitto con il suo prossimo film di fantascienza ‘Bios’. La produzione vorrebbe infatti iniziare le riprese a febbraio: in quel caso non sarebbe compatibile con Pinocchio che dovrebbe andare sul set a maggio.
NEW YORK – Mary Poppins ritorna con la valigia di tappeto e l’ombrello dal manico con il pappagallo, ed e’ gia’ profumo di Oscar ancor prima del debutto nelle sale. Per citare l’opinione che la magica bambinaia dei libri di P.L. Travers aveva di se, il verdetto dei pochi eletti ammessi alla prima red carpet del film a Los Angeles e’ stato unanime: “Praticamente perfetto sotto ogni punto di vista”.Il sequel con Emily Blunt e Lin-Manuel Miranda del leggendario film del 1964 che aveva avuto protagonisti Julie Andrews e Dick Van Dyke uscira’ nelle sale Usa il 19 dicembre, in tempo per Natale, ma anche per piazzarsi tra i grandi contendenti agli Oscar 2019 con altri blockbuster come “Black Panther”, “A Star is Born” e “A Quiet Place”: una novità, secondo The Hollywood Reporter, rispetto ad anni recenti quando i giurati dell’Academy avevano puntato su film indipendenti e di nicchia. Le previsioni di incassi per “Mary Poppins Ritorna” sono di oltre 65 milioni di dollari nella prima settimana nelle sale e solo negli Stati Uniti.E certamente si parla già dell’ambita statuetta della migliore attrice protagonista per la Blunt, che torna a sollevare gli spiriti della famiglia di Michael Banks, che era bambino al tempo del primo film: sono passati 20 anni dalle avventure del primo film che fece della Andrews una star. Michael e’ in lutto per la morte improvvida della moglie e i suoi tre figli hanno estrema necessita’ di quel “poco di zucchero” che solo la signorina arrivata con il vento dell’Est sa come amministrare.Il ritorno di Mary Poppins contiene quel mix di elementi capaci di proiettare un film al successo sia di cassetta che di critica: oltre alla Blunt e al creatore del rap “Hamilton” Lin Miranda che per l’occasione sfoggia un perfetto accento “british”, recitano Colin Firth, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters e Meryl Streep nella parte di Topsy, la cugina anziana di Mary, mentre il 92enne Van Dyke ha avuto un piccolo ruolo cammeo di un banchiere che balla il tip-tap. Tra la 35enne Emily e la 69enne Meryl c’e’ un forte feeling cinematografico: hanno recitato assieme nel 2006 in “Il Diavolo Veste Prada”, poi in “Into the Woods”, ed e’ nata una amicizia fatta di rispetto reciproco.Il regista Rob Marshall offre ulteriore valore aggiunto avendo visto l’Oscar per il miglior film nel 20o2 con Chicago e avendo diretto musical come “Nine” e “Into the Woods”: “Il mondo di oggi e’ un luogo fragile e c’e’ bisogno di un po’ di magia. Lo sento personalmente e so che l’intero cast la pensa come me”, ha detto spiegando sul red carpet perché ha accettato di girare il film.

– Nella puntata di sabato 1 dicembre, Maria De Filippi forma la classe di questa 18/a edizione. Erano previsti 12 banchi ma, a sorpresa, sono diventati 14: si sono infatti aggiudicati direttamente l’ingresso nella scuola di “Amici” Alberto Urso tenore e Anna Maria Ciccarelli ballerina.
Ne fanno parte tra i Ballerini: Miguel Chavez, Arianna Forte, Marco Alimenti, Mowgli, Giusy Romaldi e Anna Maria Ciccarelli. Cantanti: Giordana, Mameli, Tish, Daniel Piccirillo, Alessandro Casillo, Giacomo Eva, Jefeo, e Alberto Urso. In chiusura di puntata Amici ricorda con affetto il direttore e amico Sandro Mayer. Il programma prodotto da Fascino P.g.t.
per Mediaset è ideato e condotto da Maria De Filippi e scritto con Mauro Monaco, Fabio Pastrello e Luca Zanforlin. A cura di Eliana Guerra. Produttore esecutivo Claudia Ciaramella. Regia Andrea Vicario.
– Il contributo del Comune di Milano alla Scala per il 2018 è di 5,5 milioni di euro. Meno quindi dei 6,4 milioni del 2016 ma più dei cinque versati lo scorso anno. Il sindaco Giuseppe Sala, che è anche presidente del teatro, lo ha spiegato uscendo dalla riunione fiume del cda, spiegando che il Comune rinuncerà ai biglietti della prima del 7 dicembre, che così il teatro può mettere normalmente in vendita (prezzo massimo tremila euro l’uno). Palazzo Marino ha sempre tradizionalmente avuto un pacchetto cospicuo di biglietti che venivano distribuiti ai consiglieri comunali. L’ex sindaco Giuliano Pisapia decise di mettere in vendita i biglietti e utilizzare il ricavato per progetti di solidarietà. “La vendita solidale non ci sarà – ha spiegato Sala – perché abbiamo l’obiettivo di tenere i conti” in ordine.
La Scala, ha assicurato, chiuderà in pareggio il 2018 anche se c’è stata una flessione dei ricavi della biglietteria.

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PALERMO

– Davide Enia, attore e scrittore, è il vincitore del premio SuperMondello e del Mondello Giovani 2018. I due riconoscimenti sono andati al suo “Appunti per un naufragio” edito da Sellerio. Dal libro è stata tratta la rappresentazione teatrale “Abisso”, che in questi giorni è andata in scena a Palermo, interpretata dallo stesso Enia.
La cerimonia per l’assegnazione del premio si è svolta presso la Società Siciliana per la Storia Patria, nell’ambito della XLIV edizione del premio letterario internazionale Mondello promosso dalla Fondazione Sicilia. Per la sezione “opera italiana” con Enia sono stati selezionati e premiati Michele Mari con “Leggenda privata” (Einaudi), Laura Pariani con “Di ferro e d’acciaio” (NNE). Ad Alberto Casadei con “Biologia della letteratura” (il Saggiatore) è andato il premio per la sezione Mondello critica. I quattro autori sono stati designati dal comitato di selezione presieduto da Giovanni Puglisi.

– VENEZIA

– In occasione delle celebrazioni del Cinquecentenario della nascita del Tintoretto, i celebri teleri della Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia tornano a splendere sotto una nuova luce, grazie al nuovo sistema di lighting design. Il progetto, messo a punto da Studio Pasetti Lighting, realizzato su commissione della Confraternita della Scuola Grande di San Rocco e realizzato grazie alla collaborazione tecnica dell’Azienda iGuzzini, rappresenta un traguardo nel settore museale verso un nuovo concept nell’uso della luce, in grado di valorizzare il ricco ed articolato patrimonio artistico della Sala Capitolare. In particolare, pubblico potrà ora apprezzare appieno la tecnica compositiva delle maestose tele del Tintoretto, la costruzione delle figure, realizzate con pennellate di puro colore e luce, i particolari sullo sfondo, le particolarità simboliche, elementi che contraddistinguono l’opera del celebre pittore veneziano e che appaiono con tutta la loro potenza espressiva.
TORINO

– Incontrare Marcello Fonte, Palma d’Oro a Cannes per Dogman di Matteo Garrone è sempre un’esperienza unica perché il suo autentico candore prima ti spiazza e poi ti conquista. Protagonista del documentario ‘Sembravano applausi’ di Maria Tilli, ‘fuori programma’ al Torino Film Festival, ritrae l’attore prima, durante e dopo, le riprese del film di Garrone, candidato per l’Italia alle nomination per l’Oscar straniero. Una sorta di backstage del film in cui si assiste anche al modo di lavorare del regista romano a Castel Volturno e poi tante scene dello scantinato in cui ha vissuto a Roma, della baracca in Calabria dove ancora volutamente vive la madre con il nuovo compagno e quattro galline fino alle immagini di lui sulla Croisette, a ricevere la Palma come miglior attore protagonista.
Una vita la sua, che sembra la favola di Cenerentola al maschile: “Quando sono stato ad Hollywood mi hanno portato a vedere le case delle grandi star, ma non mi hanno colpito più di tanto. Io la Ferrari ce l’ho dentro”.
– Vita ce n’è, il nuovo album di Eros Ramazzotti uscito una settimana fa in 100 Paesi del mondo in italiano e spagnolo, debutta direttamente in vetta alla classifica Fimi-Gfk dei dischi più venduti della settimana, spodestando Salmo e il suo Playlist, che scivola in seconda posizione.Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, Duets Forever – Tutti cantano Cristina, in cui Cristina D’Avena ha coinvolto sedici colleghi, da Patty Pravo a Malika Ayane, da Nek al Volo, invitandoli a cimentarsi in altrettante sigle storiche di cartoni animati. In quarta posizione si confermano i Maneskin con Il ballo della vita, davanti a Giorgia, quinta con Pop Heart.In una top ten che alterna rap e grandi classici, entra al sesto posto Pooh 50 – L’ultimo abbraccio: la raccolta dei 52 brani dell’ultimo live della band, che due anni fa a Bologna ne ha segnato l’addio alle scene. Torna nella top ten Ultimo, settimo con Peter Pan; a seguire Michael Bublé con Love, Elisa con Diari aperti (questa settimana guadagna quattro posizioni ed è nona) e Roberto Vecchioni con L’infinito. Tra i singoli spopolano le voci di X Factor: in testa c’è Anastasio con La fine del mondo, poi Martina Attili con Cherofobia. Seguono i Maneskin con Torna a casa e Salmo, che piazza Il cielo nella stanza (feat. Nstasia e Sfera Ebbasta). Tra i vinili, dominano Cristina D’Avena e i Pooh.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 23 al 29 novembre:1) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)3) DUETS FOREVER – TUTTI CANTANO CRISTINA, CRISTINA D’AVENA (WARNER BROS-WMI)4) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)5) POP HEART, GIORGIA (MICROPHONICA SRL- SONY)6) POOH 50 – L’ULTIMO ABBRACCIO, POOH (FRIENDS & PARTNERS SRL-SONY)7) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICE)8) LOVE, MICHAEL BUBLE’ (WARNER BROS-WMI)9) DIARI APERTI, ELISA (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)10)L’INFINITO, ROBERTO VECCHIONI (DM PRODUZIONI-ARTIST FIRST)Ecco la classifica dei singoli:1) LA FINE DEL MONDO, ANASTASIO (RCA RECORDS LABEL-SME)2) CHEROFOBIA, MARTINA ATTILI (RCA RECORDS LABEL-SME)3) TORNA A CASA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT.NSTASIA (EPIC-SME)5) CABRIOLET, SALMO FEAT. SFERA EBBASTA (EPIC-SME)Ecco la classifica dei vinili:1) DUETS FOREVER – TUTTI CANTANO CRISTINA, CRISTINA D’AVENA (WARNER BROS-WMI)2) POOH 50 – L’ULTIMO ABBRACCIO, POOH (FRIENDS & PARTNERS SRL-SONY)3) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)4) NEVERMIND, NIRVANA (GEFFEN RECORDS/USM-UNIVERSAL MUSIC)5) VITA CE N’E’, EROS RAMAZZOTTI (POLIDOR-UNIVERSAL MUSIC)

NEW YORK – Frida Kahlo arriva a New York con, per la prima volta i contenuti della sua leggendaria Casa Azul. La mostra ‘Appearances Can Be Deceiving’ (le apparenze ingannano, dal titolo di un disegno dell’artista che la raffigura con un vestito trasparente e sotto tutti i segni delle sue infermita’) aprirà i battenti l’8 febbraio al Brooklyn Museum.”Siamo felici di ospitare a New York l’omaggio a una figura iconica e internazionalmente famosa”, ha detto Anna Pasternak, la direttrice del museo, sottolineando l’importanza dell’iniziativa “nel particolare momento storico che stiamo vivendo, quando è assolutamente necessario costruire ponti culturali tra Stati Uniti e Messico”. La mostra, che arriva dopo i successi delle rassegne dedicate a David Bowie e a Georgia O’Keefe, e’ la più completa negli Usa in un decennio e, come per Bowie, raccoglie il testimone dalla retrospettiva organizzata sulla Kahlo al Victoria and Albert Museum di Londra dove per la prima volta gli oggetti della Casa Azzurra avevano viaggiato fuori dal Messico.Al Brooklyn Museum il focus sarà su come politica, identità di genere, abiti e disabilita’ ebbero un ruolo nel definire l’opera e la vita dell’artista. La storia di Frida sarà narrata attraverso i suoi “effetti personali” tra cui gli iconici abito Tehuana, gioielli mesoamericani e alcuni dei corsetti e delle protesi dipinte a mano: tutti provenienti dalla casa dove furono riscoperti e inventariati nel 2004 dopo esser stati messi sotto chiave nel 1954, alla morte dell’artista. Rivera aveva posto la condizione che non avrebbero potuto essere rivelati prima di 15 anni dalla sua propria scomparsa. I cimeli di Frida sono esposti assieme a importanti dipinti, disegni e fotografie della Collezione Jacques and Natasha Gelman.Sullo sfondo dell’arte c’e’ sempre la vita: nel caso di Frida, malattia, incidenti, aborti e i tradimenti di Rivera. La Kahlo viene vista oggi come una potente figura di donna che rifiutando le costrizioni del genere, della sessualità’ o della disabilita’, creo’ attorno a se’ un mito decenni prima di Madonna o Lady Gaga. La mostra sara’ ordinata cronologicamente: tra i quadri ci sara’ il celebre “Autoritratto con Collana” del 1933, l'”Autoritratto con treccia” del 1941 e l'”Autoritratto come una Tehuana con Diego nella mente” che la raffigura con una figurina del pittore in miniatura posizionata sopra le celebri sopracciglia. Accanto, le cose che la circondavano nell’esistenza quotidiana. Un centinaio di oggetti: arte e vita diventano un’unica cosa.Aspettando un’affluenza di pubblico paragonabile a quella di ‘David Bowie is’ (275 mila biglietti venduti, un record), il Brooklyn Museum fara’ pagare l’ingresso a parte, da 20 a 25 dollari, a seconda del giorno della settimana. Usualmente e’ chiuso lunedì’ e martedì, il museo per l’occasione restera’ aperto sette giorni su sette.

– Due opere progettate da Renzo Piano e realizzate da Salini Impregilo, il Centro Culturale Stavros Niarcos Foundation ad Atene, con Opera House e biblioteca, e l’Auditorium Parco della Musica di Roma, sono al centro dell’incontro organizzato a Roma da Salini Impregilo e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
L’incontro, dal titolo “l’Auditorium di Roma e l’Auditorium di Atene: due opere pubbliche del terzo millennio”, si terrà il 4 dicembre dalle ore 18.00 a Roma, presso il Foyer della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica e vedrà la partecipazione del Maestro Greco Leonidas Kavakos, di Pietro Salini, Michele dall’Ongaro, Presidente e Soprintendente dell’Accademia di Santa Cecilia e Aurelio Regina, Presidente Fondazione Musica per Roma.
L’evento sarà l’occasione per presentare il libro “The Last Agorà”, pubblicazione fotografica realizzata da Salini Impregilo con Electa, sulla costruzione del Centro Culturale della Fondazione Stavros Niarchos ad Atene, e per inaugurare la mostra fotografica allestita all’Auditorium Parco della Musica dal 4 dicembre al 7 gennaio, per accompagnare il visitatore alla scoperta dei due prestigiosi progetti culturali realizzati dal gruppo Salini Impregilo a Roma e ad Atene.
– BOLOGNA

– La Cineteca di Bologna porta nelle sale, dal 3 dicembre, in versione restaurata in 4K, il film ‘L’appartamento’ (1960), cult di Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLaine.
‘L’appartamento’ vinse cinque Oscar, tra cui quello per il miglior film, la miglior regia, la migliore scenografia e il miglior soggetto originale. “Le sequenze di Natale e Capodanno – come scrisse il giornalista e critico Hellmuth Karasek – sono da annoverare tra il meglio del cinema degli anni Sessanta”.
Dopo l’anteprima della scorsa estate alla 32/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’, il film esce grazie al progetto della Cineteca per la distribuzione dei classici restaurati.
– LECCO

– Giuseppe Airoldi fu il primo a proporre le ‘Parole incrociate’. Airoldi era un impiegato del Comune di Lecco. Era il 14 settembre del 1890, una domenica, e il nuovo gioco – presentato proprio con quel nome e con definizioni numerate verticali e orizzontali – uscì senza firma sul ‘Secolo Illustrato’ di Milano. La sua storia è nel libro ‘L’uomo delle parole incrociate’, autore Giorgio Spreafico, scrittore e giornalista di Lecco. Il romanzo, pubblicato da Teka Edizioni di Lecco, è un’approfondita ricerca storica.
Solo 23 anni dopo il giornalista Arthur Wynne, un inglese trapiantato in America, propose sul ‘Fun’ (supplemento del New York World) il Word-Cross Puzzle che lo rese famoso come padre del passatempo enigmistico più amato e diffuso nel mondo. Un titolo usurpato? In molti in Italia non ebbero dubbi quando nel 1960 si scoprì finalmente l’identità del precursore di fine Ottocento, tuttavia la fiammata di notorietà non bastò a ribaltare la situazione in favore di Airoldi che morì a 53 anni, nel 1914.
– “Due anni fa non mi facevano entrare nei locali, ora si aprono le file per me. Pazzesco”.
Carl Brave, il fenomeno dell’indie pop che arriva da Roma, ricorda quando era solo Carlo Luigi Coraggio, ex giocatore di basket con la passione per la musica e poche visualizzazioni su YouTube. Poi il boom con “Polaroid”, l’album d’esordio col socio Franco126, e la caduta libera verso il successo del disco da solista “Notti Brave”. A due anni dai giorni in cui era solo uno spettatore, Brave presenta l’atteso “Notti Brave (After)” prodotto da Universal. Sette brani, duetti con Max Gazzè, Guè Pequeno, Luché e Ugo Borghetti, immagini come quadri raccontati in un italiano sporcato dal romanesco, atmosfere familiari ma più luminose del passato. “Questo disco è nato mentre realizzavo ‘Polaroid’, non ho avuto il trauma da lavorazione – ha raccontato – La verità è che mi piace davvero quello che faccio, se non fosse il mio lavoro lo farei comunque nel tempo libero”.

– TORINO

– Matteo Garrone, il regista di Gomorra, Reality, Dogman, film candidato italiano alla selezione dell’Oscar per il film straniero, ha ricevuto stasera a Torino, alla Nuvola Lavazza, il premio Langhe Roero e Monferrato, nato nel 2017 da un’idea del presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Damilano, con lo scopo di promuovere il patrimonio culturale del piemontese, associando l’eccellenza dell’enogastronomia locale all’eccellenza del cinema italiano. A Garrone sono state consegnate, nel corso di una cena di gala stellata il cui provento viene devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, 100 bottiglie di vino come campione della migliore produzione piemontese messe a disposizione dai Consorzi vinicoli del Roero, dell’Asti Docg, del Barbera d’Asti e del Barolo. “Tengo molto a questo premio – ha detto Damilano – perchè fa incontrare due eccellenze, il cinema italiano e la cultura del vino”. Garrone ha visitato l’Ircc di Candiolo insieme alla presidente Allegra Agnelli

– TORINO

– Tre milioni di euro, diritti inclusi, e oltre il 70% dei lotti venduti per la due giorni dedicata a “monete, banconote e medaglie”, in Sala Bolaffi a Torino il 29 e il 30 novembre per il dipartimento di numismatica di Aste Bolaffi. Protagoniste della vendita le grandi rarità dei Savoia: top lot dell’asta la moneta da 50 Lire 1864 di Vittorio Emanuele II salita fino a 225.700 euro, il 100 Lire 1880 della Zecca di Roma aggiudicato a 83.000 euro.
Nel capitolo delle banconote, straordinario realizzo per l’unico esemplare conosciuto del biglietto di banca da 1.000 Lire “Grande M-Matrice” con decreto del 9.12.1899, volato fino a 73.200 euro, dieci volte la base d’asta, dopo decine di rilanci fra collezionisti in sala e collegati al telefono. Si tratta – spiega Aste Bolaffi – di un vero record di aggiudicazione per una banconota in una vendita pubblica.      [print-me title=”STAMPA”]

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