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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 2 Dicembre, 2018, 12:48:18 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:08 DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

ALLE 12:48 DI DOMENICA 02 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Inglesorum , il latino di ritorno
il Dizionarietto di latino mappa la rete comune d’Europa

Petruzzelli celebra 10anni ricostruzioneIl 6/12 omaggio a maestranze che hanno lavorato dopo il rogo

A Bari presepe dedicato a Siani e stampaIniziativa di Pinuccio Fazio, papà del 16enne ucciso per errore

Paola Pitagora e gli artisti anni ’60’Fiato d’artista’, spettacoli, incontri, ricordi, film

Das Boot, l’occupazione nazista diventa serie tvSerie ambientata su sottomarino tedesco presentata al Tff

Gestione Il Volo, indagini su TorpedineIl Gip ordina altri accertamenti per appropriazione indebita

Strenne natalizie tra Mina, Eros, CarràSotto l’albero anche edizioni speciali di Jova, Vasco, Coldplay

Raggi all’Opera, abito disegnato per leiSindaca per Rigoletto indossa gonna e corpino di Camillo Bona

Orchestra Mozart Festival in aprileIl complesso fondato da Abbado sarà diretto da Bernard Haintink

Chat a due piazze, bigamia in era socialIl capolavoro di Ray Cooney, con regia di Fabio Ferrari, a Roma

M9, apre a Mestre Museo Novecento tra passato e hi-techInvestimento di 110 mln euro per progetto rigenerazione urbana

Wildlife vince la 36esima edizione TffE si pensa già al 2019. Toffetti, festival è in buona salute

Napoli, morto attore Ennio FantastichiniPer complicanze leucemia acuta. Fatali danni al cervello

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L’ARTICOLO

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PAOLO CESARETTI – EDI MINGUZZI ‘IL DIZIONARIETTO DI LATINO’ (ED. SCHOLE’ PP 347 E. 19,50) – Da studenti abbiamo pensato che era una materia magari anche interessante ma complicata da studiare, colpevole di averci tolto il sonno per una versione fatta bene, da grandi l’abbiamo certamente rivalutata come radice culturale e persino sfoggiata come lingua d’uso per rimarcare gli studi (nel linguaggio corrente come A priori, Par Condicio, Super, Ictus, il modaiolo Rip ma anche con i detti forbiti usati più o meno a proposito ‘Apertis Verbis’, ‘Divide et impera’, ‘Per aspera ad astra’).
Ora è tempo di ‘inglesorum’, il latino di ritorno che usiamo correntemente.
A darne consapevolezza sono Paolo Cesaretti e Edi Minguzzi che dopo il Dizionarietto di greco si sono dedicati a mappare la rete comune d’Europa con il Dizionarietto di Latino. Radici etimologiche, storia della ‘fortuna’ del vocabolo, brevi citazioni, contestualizzazioni di 300 voci scelte in un arco cronologico che va dal VI sec a.C. L’idea del recupero del passato diventa in realtà tramite per comprendere il presente in un modo più ampio, meno banale.
Dopo aver analizzato 900 parole, gli autori della “lingua sovrana immensa onnipotente” come la descriveva Leopardi, spiegano che il latino è nella sostanza la grande lingua delle infrastrutture europee intese come strade certo ma anche come rete tra gli uomini. Il latino è ancora oggi la lingua che sottintende diritto, religione, economia, politica. “Il latino – dicono Cesaretti e Minguzzi dimostrandolo voce per voce nel Dizionarietto – è il veicolo linguistico privilegiato per la definizione dei rapporti, specie quelli che legano tra loro gli uomini”.
“Ho digitato la demo al computer durante il transfer dal campus al terminal: ma il tutor teme che lo sponsor non mi accrediti il bonus perchè il video o l’audio sono pessimi.
Proverò con un’altra app”: sono fantastiche queste quattro righe di anglo-latinismi, ossia i termini latini che l’inglese ha preso in prestito per creare neologismi. Si potrebbe andare avanti con fan, detective story, fiction cult, trans, relaz, sequel, summit, focus, market, city, snob, persino status simbol.
Il latino è global e dalla sua culla in Italia torna ad irradiarsi come un tempo in tutto il mondo. Ci sentiamo inferiori all’estero per non dominare l’inglese? Sentire pronunciare plas il plus effettivamente ci mette a disagio, così come l’antico sine die letto sain dai. E’ chiaro che non ci suona! Così inorgogliamoci invece a sapere che app deriva da ‘applicatio’ (applicazione), computer da computo (calcolare), trans da trans – oltre e genus – genere e quindi discrepanza tra sesso biologico e genere sessuale, user da utor usare e dunque utente e mouse da mus top, solo per citare pochissimi vocaboli d’uso corrente che le nuove generazioni pensano di aver inventato loro.

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BARI

– Per ricordare i dieci anni dalla ricostruzione del Teatro Petruzzelli che il 6 dicembre del 2008 fu riportato al suo originale splendore dopo il rogo che lo distrusse il 27 ottobre del 1991, il 6 dicembre prossimo il sindaco di Bari e presidente della Fondazione Petruzzelli, Antonio Decaro, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, festeggeranno con un evento aperto alla città: un grande concerto dedicato all’arte, alla bellezza e al sapiente lavoro delle maestranze alle quali sarà consegnata una pergamena. “Dieci anni fa la sera del 6 dicembre 2008 all’interno del Teatro Petruzzelli totalmente ricostruito in poco di più di un anno dall’inizio dei lavori – scrive Emiliano su Fb – abbracciavo uno per uno gli operai che riuscirono in questa memorabile impresa. Quella sera avremmo dovuto inaugurare il Teatro ma non fu possibile. La gioia per avere mantenuto la mia promessa e la delusione per non avere avuto i permessi di apertura, si fondevano nella commozione dell’abbraccio con gli operai”.
Lavorando incessantemente con competenza e professionalità, si evidenzia in una nota del comune, 180 donne e uomini, in 579 giorni, hanno ridato vita alle strutture, ai fregi e ai decori di uno dei più importanti politeama d’Europa. Per rendere omaggio al loro lavoro, il prossimo 6 dicembre si esibirà la Petruzzelli Swing Orchestra, con i maestri dell’Orchestra del Teatro accompagnati nella sezione ritmica di musicisti jazz. La serata sarà aperta da un contributo video realizzato dall’Accademia del Cinema dei Ragazzi.

– BARI

– È stato inaugurato a Bari vecchia il presepe “dedicato al cronista Giancarlo Siani e a tutta la stampa”, a cura dell’associazione intitolata a ‘Michele Fazio’, il 16enne ucciso per errore in un agguato mafioso il 12 luglio del 2001. Il padre di Michele, Pinuccio, ha voluto dedicare quest’anno il presepe al giornalista napoletano ucciso il 23 settembre 1985 dalla Camorra, e a tutti i giornalisti “perché senza di voi non avremmo voce, le nostre storie sarebbero sconosciute”, ha detto. “Spesso venite attaccati – ha aggiunto Fazio – ma non si comprende che il vostro è un lavoro rischioso, che richiede tanto impegno e dal grande valore sociale”.
All’inaugurazione ha partecipato anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, Piero Ricci. “La scelta di Pinuccio Fazio di dedicare il presepe ai giornalisti ci riempie di orgoglio – ha commentato Ricci – perché da una vittima della criminalità organizzata viene il sostegno alla stampa, in un’epoca di odio nei confronti dei giornalisti”. “Siani – ha aggiunto – è un simbolo anche perché era un precario, e questo la dice lunga sulle minacce che i giornalisti subiscono ogni giorno anche rischiando la vita”. L’iniziativa è patrocinata dalle associazioni Arci Bari, Libera e La Giusta Causa. Il presepe, realizzato dagli artisti Emanuele Dell’Aglio e Giuseppe Catacchio, sarà visitabile in strada Zeuli 15, nella città vecchia, tutti i giorni fino al 2 febbraio 2019 con ingresso gratuito. Pinuccio Fazio ha iniziato la tradizione del presepe fin dal 2004. Il primo fu dedicato a suo figlio Michele e poi negli anni successivi alle mamme, alle forze dell’Ordine, alla magistratura e a tutte le vittime innocenti di mafia e delle guerre.

– Erano un gruppo di artisti ventenni e si chiamavano Claudio Cintoli, Franco Angeli, Alighiero Boetti, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Nimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi e Renato Mambor.
Quest’ultimo era fidanzato con una ragazza molto bella che voleva fare l’attrice e sarebbe divenuta nota come Paola Pitagora, che un giorno avrebbe raccontato in un romanzo-memoire quegli anni Sessanta del Novecento, passati a Piazza del Popolo attorno al bar Rosati, cercando di attirare l’attenzione di due galleristi, Plinio De Martiis con La Tartaruga e Fabio Sargentini con L’Attico, e del mondo di scrittori e cineasti che frequentavano il bar di fronte, Canova.
Oggi quel libro, ”Fiato d’artista” (Sellerio editore) è diventato uno spettacolo che si replica sino a domenica 9 dicembre) e una manifestazione con lo stesso titolo negli spazi del Vascello diretto con vivacità e ostinazione da Manuela Kustermann. Sono dieci giorni di seminari e incontri.

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La presentazione della nuova serie dal 4 gennaio su Sky Atlantic in Italia, Das Boot, ambientata in un sottomarino tedesco, il famoso U-612, durante l’occupazione nazista in Francia, è stata l’occasione oggi al Torino Film Festival per fare il punto sulla produzione delle serie tv in Europa. “E’ finito il tempo in cui erano solo gli Stati Uniti a sfornare serie tv di successo – ha spiegato il regista della serie tedesca in 8 puntate, Andreas Prochaska – ormai in Europa si producono serie molto amate dal pubblico come le tedesche Babylon Berlin e questa, già venduta in 100 Paesi tra cui la stessa America. Si è formato uno stile, un genere ben preciso, molto richiesto sul mercato che sta interessando tutti i Paesi”.
Das Boot è in onda in Germania da una settimana e già si parla di uno dei prodotti di maggior successo di Sky di quest’anno. “Forse perché il tema dell’occupazione nazista in Europa é ancora forte, non solo per i tedeschi, ma per tutti. O anche per le atmosfere del film ad episodi, quasi tutti ambientati nell’angusto e claustrofobico sommergibile U-612, vissuto dalla Germania di allora, nel 1942, come un perfetto prodotto dell’alta ingegneria tedesca”.
La serie descrive, attraverso gli occhi dei soldati tedeschi, il fanatismo cieco che spinge i giovani a una guerra senza senso, un tema ancora oggi di attualità. Prochaska ha spiegato di essersi ispirato all’omonimo romanzo di Lothar-Gunther Buchleim, nonché al famoso film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen. “Ho studiato con attenzione quel capolavoro – spiega – perché non ci sono molti documenti su come i soldati vivessero in quell’ambiente claustrofobico e miniaturizzato”. Il film é attualmente in fase di traduzione in diverse lingue “cosa non facile – aggiunge il regista – perché i protagonisti parlano tedesco, francese e inglese. Un elemento questo, il multilinguismo, importante anche sotto un profilo contenutistico in quanto si racconta il rapporto di quei giorni tra la cultura militare tedesca e la resistenza del paese oppresso, in questo caso la Francia. La miglior cosa forse sarebbe poterlo vedere in lingua originale con i sottotitoli”.
Il cast è stellare, si va da Lizzy Caplan (Master of Sex) a Vicky Krieps (Il filo nascosto), da Rick Okon (Tatort) a Tom Wlaschiha (Il trono di spade), a Vincent Kartheiser (Mad Men), August Wittgenstein (The Crown), Rainer Bock (Bastardi senza gloria), Leonard Scheider (Finsterworld).

– BOLOGNA

– Elio Cesari, in arte Tony Renis, accusa Michele Torpedine, produttore musicale di artisti del calibro di Lucio Dalla e Zucchero, di avergli sottratto denaro quando i due condividevano la società di management che gestiva in esclusiva i guadagni de ‘Il Volo’, il trio di giovani cantanti che vinse il Festival di Sanremo nel 2015. Dalla denuncia di Renis, presentata nel 2015, è nato un fascicolo penale che ora prenderà nuova linfa dopo la decisione del Gip di Bologna Rossella Materia che ha disposto ulteriori indagini a carico di Torpedine, accusato di appropriazione indebita aggravata. Il giudice, dopo l’udienza del 29 ottobre, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Antonello Gustapane e, accogliendo l’opposizione dei difensori di Renis, gli avvocati Antonio Cappuccio e Stefania Zambelli, ha dato alla Procura due mesi di tempo per fare accertamenti e nuove acquisizioni.
Natale, tempo di regali, di strenne e di cofanetti musicali. Il periodo più prolifico dell’anno per nuove uscite discografiche e repack anche stavolta non è da meno del solito. E non c’è che l’imbarazzo della scelta per cosa mettere sotto l’albero. A partire dai progetti nuovi, appena pubblicati, come Vita ce n’è, il nuovo disco di Eros Ramazzotti, come sempre nel segno dell’amore, o Atlantico di Marco Mengoni, risultato di oltre due anni passati in giro per il mondo. Natale è anche il periodo preferito di Mina, che torna – solo in voce, ovviamente – con Paradiso (Lucio Battisti Songbook), in cui raccoglie tutti i brani di Battisti che lei ha già interpretato in passato, più due canzoni mai cantate prima. Amore è la parola d’ordine quest’anno anche di Michael Bublè, che ha rinunciato alle atmosfere natalizie cui ci aveva abituato per dare alle stampe Love, un album di “storie d’amore” ripercorrendo come di consueto i classici del repertorio americano. Cuore fa rima con amore , nche per Giorgia, che in Pop Heart reinterpreta brani di Jovanotti, Ramazzotti, Zucchero, Tiziano Ferro, Whitney Houston. Proprio a ridosso delle feste (il 14 dicembre) arriva anche Bruce Springsteen, con il doppio cd Springsteen on Broadway, le registrazioni uniche solo voce, chitarra e piano di brani ormai leggendari introdotti dallo stesso artista. Tra le novità anche Down the road wherever di Mark Knopfler, What is Love dei Clean Bandit e Heart to Mouth dell’italo-americana LP. Quasi un classico, ormai, anche i duetti di Cristina D’Avena sulle note delle sigle dei cartoni animati in Duets Forever. Tra i giovani, Salmo macina record con Playlist e Shade si fa valere con Truman. A metà tra un disco nuovo e una riedizione è il lavoro annunciato a sorpresa di Cesare Cremonini: “Possibili Scenari per pianoforte e voce”. Ad un anno di distanza dall’uscita di “Possibili Scenari”, il cantautore bolognese consegna ai suoi fan la versione sofisticata e intima piano e voce. Chi invece punta tutto sulle atmosfere natalizie è Raffaella Carrà, che dopo cinque anni di assenza dalle scene musicali, torna con “Ogni volta che è Natale”, disco da cantare e da ballare. Uscito già da qualche settimana il primo holiday album di Eric Clapton, Happy Xmas, con i classici natalizi rivisti da slowhand. Lungo, lunghissimo l’elenco dei cofanetti ripubblicati o in versione live: c’è Jovanotti con Oh, live!, un box che oltre a Oh, vita!, l’album prodotto da Rick Rubin uscito un anno fa, anche il dvd del concerto. E c’è anche Vasco Rossi, che continua a festeggiare anniversari, e così festeggia i 40 anni del primo album …Ma cosa vuoi che sia una canzone…. La ristampa inaugura anche la serie R>PLAY di Sony Music, per i quarantennali. I Coldplay celebrano il tour di A Head Full Of Dreams (che ha infranto ogni record di presenze) con la pubblicazione di Live In Buenos Aires / Live In São Paulo / A Head Full Of Dreams (Film). Laura Pausini, dopo il trionfo ai Latin Grammy Awards, ha preparato una special edition dell’ultimo lavoro, pubblicando Fatti sentire ancora, con cd e dvd (del concerto sold out al Circo Massimo di Roma nel luglio scorso) e nella versione deluxe anche libro. Versione live (quella al Forum di Assago del 7 gennaio 2017) anche per Renato Zero con Alt in tour. Un vero e proprio magazine per Emma con il suo Essere Qui – Boom Edition. Non sono da meno i rapper, con Sfera Ebbasta che propone “Sfera Ebbasta Rockstar – Popstar Edition”, doppio cd contenente Rockstar, uscito a inizio anno con in più quattro versioni remix, e Popstar, con 3 nuovi inediti, 3 nuove versioni remix e il tormentone estivo Pablo. Non mancano nemmeno quelli che ormai hanno dato l’addio alle scene (almeno come gruppo): l’ultimo live a Bologna dei Pooh, di due anni fa, è racchiuso in Pooh 50 – L’ultimo abbraccio, 52 brani che ripercorrono la storia di una delle band più longeve. Ripercorrono la loro carriera ma insieme anche Raf e Umberto Tozzi, in una collaborazione sfociata in Raf Tozzi, cofanetto con i successi rimasterizzati dei due artisti.

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Lunga gonna nera in radzmire dalla linea a sirena indossata su un corpino bianco con ampio scollo a V lavorato con centinaia di budellini di organza che modellano perfettamente il corpo per poi cadere liberi sulle spalle.
E’ l’abito che indosserà la sindaca di Roma Virginia Raggi domani domenica 2 dicembre in occasione dell’apertura della stagione lirica presso il Teatro dell’Opera di Roma. E’ stato ideato e realizzato appositamente per lei dallo stilista Camillo Bona. Il tutto è completato da una cappa di velluto nero doppiata di seta bianca e da lunghi guanti di raso nero.
Orecchini di perla e collarino anch’esso di perle sono stati realizzati da Aniello Galderisi per Camillo Bona.
”Una mise da sera moderna ma estremamente elegante e raffinata pensata proprio per esaltare la bellezza e la personalità di Virginia Raggi”, che assisterà al Rigoletto di Giuseppe Verdi diretto dal maestro Daniele Gatti e con la regia di Daniele Abbado.
– BOLOGNA

– Dal 26 al 28 aprile torna a Bologna la seconda edizione dell’Orchestra Mozart Festival, il complesso sinfonico fondato da Claudio Abbado che ora è in residenza a Lugano. Dopo la morte del maestro, nel 2014, il testimone alla guida dell’Orchestra Mozart è passato al direttore olandese Bernad Haintink che sarà ai concerti in programma prima nella città svizzera (dal 21 al 24 aprile) e poi nel capoluogo emiliano-romagnolo, dove il complesso è nato nel 2004. I programmi, negli spazi dell’Auditorium Manzoni, prevedono per la prima serata la Sinfonia concertante per oboe, fagotto, violino, violoncello e orchestra di Haydn e l’Eroica, la terza, di Beethoven, mentre il 28 verranno eseguiti l’Ouverture da Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 22 di Mozart (solista Martin Helmchen) e la Sinfonia N. 4 di Schubert. Anche in questa occasione ci sarà un concerto dei Solisti dell’Orchestra, il 27, dedicato a musiche di Mozart e Beethoven.

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La bigamia può essere un sogno o un incubo, dipende dai punti di vista. I rischi crescono nell’era dei social che trasformano il mestiere del bigamo in una fatica di Sisifo. Al tassista Mario Rossi di punti di vista ne rimangono pochi quando si rende conto che la sua doppia vita, condotta con successo per vent’anni – grazie all’escamotage del turno giorno-notte – sta per naufragare. I suoi due figli si sono conosciuti sul web e decidono di incontrarsi. È la fine! Le sue due mogli saranno mortificate, i due figli amareggiati e lui…arrestato. Questo incontro non s’ha da fare, decide Mario.
E scatena, nelle due ore dello spettacolo, una girandola di bugie che vanno ingrossandosi come uno tsunami. Chat a due piazze è un testo capolavoro di Ray Cooney. Un meccanismo comico perfetto a cui questa scintillante edizione da’ un ulteriore giro di vite. In scena Antonio Pisu e Gianluca Ramazzotti. La regia è di Fabio Ferrari. Si replica dal 4 dicembre al 6 gennaio (a capodanno due spettacoli) al teatro Roma.
Una nuova officina del sapere, tecnologica e interattiva, un’opportunità per confrontarsi, studiare e interrogarsi sulla contemporaneità, ma allo stesso tempo uno spazio storico restituito alla cittadinanza e reintegrato nel tessuto urbano del centro di Mestre. Questo è M9, il Museo del Novecento, unico in Italia, inaugurato oggi alla presenza del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.
Il progetto, voluto dalla Fondazione di Venezia con un investimento di 110 milioni di euro e 950 ore di lavoro, ha voluto restituire alla terraferma lagunare, figlia ‘povera’ del centro storico, un luogo multimediale che racconti l’identità dei cittadini con un nuovo respiro internazionale. L’intervento, firmato dalla studio berlinese Sauerbruch Hutton, ha previsto la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta per complessivi 10 mila metri quadri. Così M9 è riuscito a creare un dialogo con il passato, restituendo a Mestre un’area non del tutto valorizzata e spesso sfiorata dal degrado e dall’incuria. L’idea è stata quella di dare vita ad un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo. Una finestra culturale con un ‘cuore’ che guarda al secolo scorso ed una ‘testa’ tecnologicamente avanzata come testimonia l’apparato innovativo della struttura: a partire dai 276 pannelli fotovoltaici che garantiscono 86.000 kwh di energia solare per finire, visivamente, con i 20 mila elementi in ceramica di 13 colori che rivestono le facciate. Il risultato è un centro multifunzione (con auditorium, spazi per esposizioni permanenti e temporanee, aree per i servizi e l’intrattenimento) che va oltre un tradizionale museo, ispirato alle esperienze internazionali di rigenerazione urbana, proponendo un format innovativo, una sorta di piccola Smart City al servizio dei cittadini. Un’autocelebrazione che sa cogliere anche l’autoironia: la sezione 8 del museo si chiama “Per farci riconoscere. Cosa ci fa sentire italiani” ed è dedicata al genio italico, a quelle particolarità che ci hanno reso ogni giorno amati nel mondo per letteratura, arte, musica e cinema.

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TORINO

– Il film americano di Paul Dano Wildlife, reduce dai successi di Cannes e Toronto nonché del Sundace, vince il 36esimo Torino Film Festival. Ispirato al romanzo Incendi di Richard Ford, racconta un matrimonio che si sgretola; sullo sfondo l’America anni ’60 vista con gli occhi di un ragazzo. Il titolo del film fa riferimento ad un incendio boschivo della zona – siamo nel Montana – ma anche agli incendi emotivi dei due protagonisti, interpretati da Jake Gyllenhaal e Carey Mulligan.
“Il festival gode di ottima salute – sottolinea Toffetti – le sale erano piene. Abbiamo anche risparmiato il 2% del budget, a riprova che con una buona e oculata gestione si possono fare grande cose”. Soddisfatta anche Emanuela Martini, il cui mandato di direttore scade con la prossima edizione. “Martini è una grande risorsa per questo festival – dice Toffetti – Se mai non fosse più direttore, sarebbe bene rimanesse tra i suoi responsabili”.
– NAPOLI

– É morto a Napoli il popolare attore Ennio Fantastichini. Era ricoverato da più di due settimane nel Reparto di Rianimazione del Policlinico della Federico II, diretto da Giuseppe Servillo, per le complicanze di una leucemia acuta promielocitica. Per Fantastichini, 63 anni, fatali sono state le complicanze emorragiche della neoplasia ematologica di cui era affetto. In particolare a stroncarlo sono state le emorragie cerebrali che hanno fatto seguito a complicanze polmonari ed intestinali.      [print-me title=”STAMPA”]

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