Ultimo aggiornamento 7 Dicembre, 2018, 10:01:02 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
DALLE 08:38 DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018
ALLE 10:01 DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
SPETTACOLI CINEMAMUSICA CULTURA
Colette, la protesta 100 anni prima di #metoo
Dopo anteprima al TFF film di Westmoreland in sala da 6 dicembre
Reuveni, romanzo sull’alba di IsraelePaura e confusione a Gerusalemme ai tempi della Grande guerra
Eredi Mercadante donano suo pianoforteAl Conservatorio di Napoli. Cerimonia poi il concerto 11/12
Gatti, niente Rigoletto, motivi saluteStop per problema aritmia cardiaca, torna sul podio il 9/12
Jovanotti annuncia il ‘Jova Beach Party”Voglio celebrare lo sbarco su luna e Woodstock’
Daniele Silvestri, primo tour palasport25 anni di carriera e un nuovo progetto discografico per il 2019
Una mostra su ‘Guareschi contro tutti’Dal 9 dicembre a Reggio Emilia a 110 anni dalla nascita
Capodanno con la Pfm in piazza ParmaLa musica della storica band saluterà il nuovo anno
Golden Globe, Vice guida le nominationPoi La Favorita, Green book ed È nata una stella
Vivienne Westwood veste museo scienzaAlcoholic jacket blue navy per staff accoglienza
Arte e proteste, la Strada invade Maxxi200 opere e 140 artisti. Melandri, è un progetto politico
Lansdale, rapporti umani sale scritturaEsce ritratto scrittore che auspica ‘Michelle for president’
Natale all’Auditorium da Argerich a PiovaniDecine di appuntamenti. Dosal, fabbrichiamo cultura artigianale
Muratore, la Valle del Belice a LondraIn sede consolato la sua attività di scultore e architetto
Emis Killa in tour dal 9/12 con 5 tappeTra guest Achille Lauro e Boss Doms, Jake la Furia, Gemitaiz
Niente biglietto, il Pantheon resta gratisL’annuncio di Bonisoli. La sindaca Raggi, no alle barriere
In mostra i 50 anni delle StrumtruppenA Bologna tutti i personaggi creati dal disegnatore
Piero della Francesca superstar all’ErmitagePrima monografica in Russia. Mai insieme tanti suoi capolavori
Locatelli, l’ossessione della formaPersonale a Roma con 10 dipinti dell’artista
Scala: torna politica, attesi pochi vipMattarella, Casellati, 4 ministri e molte ‘sciure’
Rosso corallo accende il guardaroba 2019Pantone suggerisce Living coral. Le griffe sono già pronte
Stones, 50 anni Sympathy for the DevilStampa Gb rende omaggio al brano ricordandone l’aura lugubre
Da Firenze via a tour Vandelli-ShapiroPer la prima volta insieme i ‘ragazzi-rivali’ degli anni ’60
A Terni mostra Grandi maestri ‘300-‘500Da Perugino e Pinturicchio a Gozzoli e Barocci
Proposta di matrimonio in Casa di SilviaPrenota tutti i biglietti del turno di visita, poi chiede mano
Golden Globe, Vice guida le nominationPoi La Favorita, Green book ed È nata una stella
Scamarcio e Leone, è thriller tra le AlpiIn sala dal 13 Il testimone invisibile di Stefano Mordini
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TORINO
– E’ un film ben riuscito, che non lascia indifferenti, un biopic in perfetto stile di commedia inglese, destinato a piacere alle donne, ‘Colette’, che dopo l’anteprima al Torino Film Festival è in sala dal 6 dicembre, distribuito da Vision.
L’ultimo lavoro dell’inglese Wash Westmoreland, che ne scrisse la sceneggiatura già nel 2001, presentato al Sundance Festival, racconta della rivolta femminile alla cultura dominante vista da parte di una donna riconosciuta come una delle più famose scrittrice francesi, Gabrielle Colette, oltre cento anni prima di #metoo.
Colette, interpretata da una diafana ma potente Keira Knightley (molti giornali inglesi e americani l’hanno ritenuta assolutamente candidabile all’Oscar), divenne famosa nella storia della letteratura francese ed europea per il suo personaggio Claudine, di fatto il suo alter ego di donna ribelle, spregiudicata, provocatrice, bisessuale e coraggiosa. Il film, ricco di un’ottima fotografia e di una felice sceneggiatura, forse talvolta un po’ troppo plastica, immerge lo spettatore nelle atmosfere della Franca inizio ‘900, puritana nelle campagne, ma libertina a Parigi, tra feste aristocratiche senza freni, spettacoli al Moulin Rouge e imprenditoria editoriale senza scrupoli. Colette, sposata a Willy, interpretato dal convincente Dominic West, scrittore fallito se non fosse per la moglie che scrive per lui sotto falso nome, pur se innamorata del marito, alla fine si ribella e grida alla Francia intera di essere lei l’autrice di tutti i libri della serie di Claudine.
Tutto cominciò per scherzo, alla scrivania della sua casetta di campagna, quando ancora lei e Willy si amavano di amore ingenuo e appassionato. Lui le chiese di scrivere qualcosa per cercare di fare un po’ di soldi e lei inizio così: “Mi chiamo Claudine, abito a Montigny, dove sono nata e dove probabilmente non morirò…”.
– AHARON REUVENI, ‘IN PRINCIPIO, CONFUSIONE E PAURA’ (EINAUDI, pp. 198 – 18,50 euro – Traduzione di Luca Colombo) A chi nel 2014, allo scoppio della prima guerra mondiale, afferma con foga in Palestina, allora provincia di un impero Ottomano agli sgoccioli, che “tutta la politica dell’insediamento in terra d’Israele è stata una follia figlia di menti esaltate…. I turchi ci possono spazzar via dalla faccia della terra con un sol colpo della mano…. e non rimarrà nemmeno il ricordo di questo nostro fragile insediamento”, replica con un pacato ragionamento Ghivoni (sotto il cui nome nel romanzo di Reuveni si nasconde un non ancora trentenne Ben Gurion, futuro primo ministro di Israele) concludendo: “Abbiamo bisogno di una Turchia forte perché solo all’interno di un grande impero Ottomano, che comprende molti popoli, tribù, etnie, c’è posto anche per noi e il nostro futuro”.
Basta uno scambio di battute come questo per capire che ci troviamo davanti a un romanzo storico e politico, un romanzo d’avventure intellettuali che, non a caso, si svolge quasi tutto nella redazione e tipografia di una rivista socialista-sionista, ‘La strada’ (e Elena Loewenthal in una sua nota introduttiva ci ricorda come in realtà si chiamasse ‘Ha-Derech’) in cui il futuro personale e degli ebrei arrivati in Palestina è il centro di ogni discussione. Naturalmente attorno ci sono le vite quotidiane, le simpatie, le insofferenze e anche gli amori dei vari personaggi, a cominciare da quello del protagonista, Aharon Tziprovitch, contabile del periodico, innamorato di Menia, un’infermiera che, al contrario di lui, inetto e pronto a farsi da parte ma osservatore ironico e malinconico, ha un carattere deciso e non gli risparmia critiche, visto che non appare certo accecata dall’amore.
Il romanzo, uscito nel 1919 e primo di una trilogia intitolata ‘Verso Gerusalemme’, esprime proprio, sin dal titolo, quell’atmosfera di “confusione e paura” negli anni inquieti e caldi della Grande guerra che vissero i primi coloni, fuggiti dalla Russia zarista che, persa la guerra col Giappone, conobbe nel 1905 un’ondata rivoluzionaria e di repressioni. A Gerusalemme “continuavano a fare discorsi, scrivere articoli, indire commissioni, tutto come erano soliti fare a Vilnius o Kiev 10 anni prima”. Lo scrittore stesso è di origine ucraina, dove nacque nel 1886, deportato in Siberia da dove riuscì a fuggire, girò per anni il mondo, prima di approdare in Palestina e lavorare al periodico di cui si parla in questo libro, quindi scrivere romanzi prima in yiddish e poi in ebraico. Impegnato politicamente nel partito dei lavoratori socialista e poi in polemica con esso e con la sinistra, è considerato uno dei padri fondatori di Israele, assieme al fratello Ben Zevi che ne sarà il secondo presidente della repubblica.
Il romanzo, considerato un classico nel suo paese, si rivela comunque subito alla lettura opera di respiro e di bella scrittura nella capacità da gran romanzo (si avvertono echi di una certa narrativa russa) di restituirci un’atmosfera umana e ideologica, un vivace momento storico in quel crogiuolo di avvenimenti e incontro di persone che da sempre è Gerusalemme.
Assieme al povero Tziprovitch con la sua vita sempre un po’ fuori della mischia, evitando di schierarsi, e che gli costerà un finale di conseguenza, sono molte le figure che restano nella memoria anche del lettore non israeliano, che scopre un periodo storico e una situazione che non conosceva, attraverso ritratti umani diversi e ben articolati, dalla vivace dialettica e ricchi di chiaroscuri, di alte spinte ideali e di piccoli egoismi, di buoni sentimenti e momenti meschini o di vigliaccheria, tra il desiderio di alcuni di andarsene anche per paura del futuro e quello di altri di restare e impegnarsi senza sapere, in un momento di tanta confusione, cosa si riuscirà a fare, cosa accadrà.
– NAPOLI
– Gli eredi di Saverio Mercadante doneranno il pianoforte da camera restaurato del maestro al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Si tratta dello strumento che il Maestro usava a volte di notte, preso dall’ impeto del suo genio, per correggere alcune partiture, e anche per suonare i nuovi brani al cospetto della sua amata Sofia.
Alla cerimonia, in programma alle 10, durante la quale verrà presentato lo strumento, prenderanno parte, Carmine Santaniello (direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella), Francesco Emilio Borrelli (consigliere regionale e membro della commissione cultura), Pasquale Scialò (compositore e musicologo, insegna Pedagogia della Musica presso il Conservatorio ‘G.
Martucci’ di Salerno), Carlo Mormile (pianista e compositore.
Maestro presso il conservatorio di San Pietro a Majella) e Francesco Rodriguez (erede Saverio Mercadante). L’11 dicembre, infine, è in programma un concerto nell’ambito di una giornata dedicata al Maestro Mercadante.
– A causa di un problema di aritmia cardiaca verificatosi nella notte fra il 4 e il 5 dicembre, il maestro Daniele Gatti è costretto a rinunciare alla recita di Rigoletto in programma stasera, giovedì 6 dicembre. La recita sarà diretta dal maestro Stefano Ranzani. Lo comunica il Teatro dell’ Opera di Roma.
”Le condizioni di salute del maestro Gatti sono già in fase di miglioramento, ma gli sono necessari alcuni giorni di riposo.
Tornerà sul podio dell’Opera di Roma a partire da domenica 9 dicembre, per dirigere le restanti recite di Rigoletto in cartellone”.
– “Il primo ricordo cosciente della mia vita è la sera che guardai la tv quasi 50 anni fa lo sbarco sulla luna, avevo 3 anni e il mio primo ricordo è la luna, la luna è la spiaggia dell’universo “. Così Jovanotti ha aperto la conferenza stampa durante la quale ha annunciato la sua nuova avventura per il 2019, il Jova Beach Party, un tour sulle spiagge italiane, “più di un concerto, più di una festa un format completamente nuovo, una giornata intera totalmente diversa ogni volta”. “E un mese dopo lo sbarco sulla luna un altro importante evento da ricordare, Woodstock, un nuovo modo di stare al mondo – ha aggiunto – ecco, io il prossimo anno voglio celebrare questi due eventi straordinari”.
– “Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione”. Con un post sulle sue pagine social, Daniele Silvestri annuncia così la sua nuova avventura: il ritorno nel 2019 con una lunga tournée nei palasport, che scandisce i 25 anni di carriera, e un nuovo progetto discografico ricco di suoni da “grandi spazi”. Le date già in calendario sono: 19 ottobre 2019 Foligno (Pala Paternesi), 25 ottobre 2019 Roma (Palazzo dello Sport), 8 novembre 2019 Padova (Kioene Arena), 9 novembre 2019 Rimini (RDS Stadium), 15 novembre 2019 Bari (Palaflorio), 16 novembre 2019 Napoli (Palapartenope), 22 novembre 2019 Milano (Mediolanum Forum), 23 novembre 2019 Torino (Pala Alpitour).
– REGGIO EMILIA
– Luoghi e personaggi di Giovannino Guareschi tra illustrazione, cinema e vignette rivivono dal 9 dicembre al 13 gennaio allo Spazio Gerra di Reggio Emilia nella mostra ‘Guareschi contro tutti’, a 110 anni dalla nascita e 50 anni dalla morte, e a 70 anni dall’uscita del primo libro della saga del ‘Mondo piccolo’.
Saranno esposti esempi della sua attività di vignettista politico (principalmente per Bertoldo 1936-1943 e Candido 1945-1957), del suo Mondo Piccolo visto sia attraverso manifesti e fotobuste cinematografiche, tratte dai film con Fernandel e Gino Cervi, sia attraverso tavole a fumetti dei graphic novel dedicati. In mostra anche 25 disegni originali creati da alcuni autori italiani di fumetto, tra cui Manara, Silver, Cavazzano, Giardino e Palumbo. Una sezione è poi dedicata ai luoghi di Guareschi che rivivono nello slideshow fotografico ‘Mondo piccolo’ di Paolo Simonazzi e nell’omonimo docufilm di Alessandro Scillitani, viaggio in un microcosmo tra la riva destra del Po e la via Emilia.
– PARMA
– Sarà la storica band della Pfm a celebrare il passaggio al nuovo anno nel tradizionale concerto gratuito del 31 dicembre in Piazza Garibaldi a Parma.
La Pfm-Premiata Formerai Marconi porterà sul palco uno speciale concerto “Il Suono del Tempo” suonando i brani più celebri del suo vastissimo repertorio e alcuni pezzi tratti dal nuovo album “Emotional Tattoos”.
L’appuntamento della notte di San Silvestro è organizzato dal Comune di Parma e ha il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
La band salirà sul palco alle 23.00 e, dopo aver festeggiato la mezzanotte con il pubblico della piazza, proseguirà il concerto sino all’una. Al termine del live, la musica continuerà ad animare la piazza sino alle 2.30.
– LOS ANGELES
– Sono state annunciate le nomination alla 76esima edizione dei Golden Globe, che si terrà a Los Angeles il 6 gennaio. Vice, L’uomo nell’ombra, film che racconta l’ascesa del vicepresidente americano Dick Cheney interpretato da Christian Bale, guida la lista dei più nominati con sei candidature, seguito, con cinque nomination, da La Favorita, Green book ed È nata una stella, con Bradley Cooper e Lady Gaga, che festeggiano il loro debutto (alla regia per il primo, e al cinema per la seconda) facendo il pieno di nomination: miglior film, regia, migliori attore e attrice e miglior canzone originale per Shallow. Sul fronte delle miniserie ad avere la meglio è stata American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, con quattro nomination. Nella categoria drammatica si contenderanno il premio Homecoming, Killing Eve, Pose, The Americans e Bodyguard, mentre nella sezione dedicata alla commedia sono in lizza The Good Place, The Marvelous Mrs. Maisel, Kidding, Barry, e The Kominsky Method.
– Sono firmate da Vivienne Westwood le nuove divise dello staff del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Lo staff di accoglienza indossa i classici tailleur Westwood nella variante colore blue navy. Per le donne l’iconica Alcoholic Jacket è abbinata a pantaloni o gonna tubino. Per gli uomini, completo classico giacca e pantalone da alternare a pull in maglia cammello. Anche i responsabili dei laboratori e gli animatori scientifici del Museo vestono Westwood. Per loro t-shirt in cotone biologico ecosostenibile con felpa color malva e i Tapered Jeans della collezione Anglomania. “Insieme alla città – dice Giorgio Ravasio, country manager Italia di Vivienne Westwood – con questa capsule collection celebriamo anche Leonardo da Vinci, creativo visionario e inarrivabile modello di riferimento, con la convinzione che creare abiti per chi opera nella diffusione della cultura sia un segnale forte a favore della consapevolezza e contro la superficialità dilagante”.
– “La Strada. Dove si crea il mondo” è la grande mostra che invade il Maxxi dal 7 dicembre al 28 aprile, portando una suggestiva mescolanza di lingue, culture, convivenze possibili e impossibili, stimoli, confronti e tante domande negli spazi del museo romano. Un progetto ambizioso per dimensioni e significato, curato da Hou Hanru e dallo staff curatoriale e di ricerca del Maxxi, che la presidente Giovanna Melandri non ha esitato questa mattina a definire “politico, nel senso più alto e sacro del termine, perché ci chiede di riflettere sulla polis: la strada è teatro di relazioni e conflitti in ogni latitudine, e noi oggi abbiamo difficoltà a ripensare questo luogo fisico come luogo di connessioni”. Ma ‘attraversare’ questa strada non è impresa da poco: sono infatti oltre 200 le opere (installazioni, video, foto, manifesti) firmate da più di 140 artisti presenti in un percorso lungo e suggestivo, che abbraccia il visitatore e ne sollecita continuamente sensi e intelletto.
– Autore di oltre quaranta romanzi e centinaia di racconti, tra cui la fortunata serie di Hap e Leonard, di cui uscirà nel 2019 una nuova avventura più thriller, Joe Lansdale, lo “Stephen King del Texas Orientale”, è adesso anche il protagonista di un ritratto speciale, frutto delle conversazioni con un amico e traduttore, Seba Pezzani.
“I libri e le biblioteche mi piacciono, però se resti chiuso nella torre d’avorio finisci per perdere di vista i rapporti umani che sono il sale della scrittura” dice Lansdale, oggi a ‘Più libri più liberi’ per l’attesa presentazione di ‘Joe Lansdale. In fondo è una palude’ pubblicato da Perrone editore con la prefazione di Luca Crovi.
“Sono nato contadino e resto contadino” dice lo scrittore, 67 anni, che ha mantenuto una forte relazione con l’ambiente da cui proviene. In questo viaggio nella sua terra e nella sua storia afferma che “Trump fa rimpiangere Nixon” e per il futuro degli Stati Uniti vorrebbe “Michelle for President”.
– Il racconto tra palcoscenico e vita di Lina Sastri, Appunti di viaggio; il concerto di Martha Argerich con Mischa Maisky e Antonio Pappano; il ‘Rendez Vous with Marlene’ di Ute Lemper; I Cavalli di Battaglia di Gigi Proietti, Roma e la romanità protagonisti con Tosca (in uno spettacolo dedicato a Gabriella Ferri) e Luca Barbarossa, che proporrà diversi eventi anche nel cartellone 2019. E ancora, fra gli altri, Max Gazzè con La favola di Adamo ed Eva – 20/o anniversario, Sergio Cammariere, Irene Grandi, Giovanni Allevi, il festival e la mostra dedicati al Gospel, Richard Galliano, il viaggio fra le canzoni di Mogol e Battisti, Lisa Gerrard, Ambrogio Sparagna e La Chiarastella, Mario Biondi.Sono solo alcuni delle decine di appuntamenti per Natale Auditorium 2018, all’Auditorium Parco della Musica di Roma dall’8 dicembre al 6 gennaio, cui si aggiungono gli eventi di Natale alla Casa del jazz, 16 concerti dal 6 dicembre al 5 gennaio. “La nostra è una fabbrica di cultura artigianale. In ogni prodotto mettiamo anima, vita e cuore. L’Auditorium Parco della Musica è uno spazio per la famiglia e in queste giornate vogliamo rifletta gioia e un vero feeling natalizio” dice José R. Dosal, amministratore delegato di Musica per Roma. Uno ‘spirito’ arricchito dall’allestimento negli spazi fuori dall’Auditorium (ora gestiti direttamente da Musica per Roma) del mercatino di Natale e della pista di pattinaggio su ghiaccio. Un insieme di eventi che contribuisce a rendere la struttura sempre più popolare e aperta alla città: “L’Auditorium Parco della Musica di Roma anche nel primo semestre del 2018 regala numeri in crescita, con +3% di presenze e +13% di incassi” sottolinea il presidente della Fondazione Musica Per Roma, Aurelio Regina. Tra i debuttanti all’Auditorium c’è Lina Sastri, che definisce Appunti di viaggio (11 dicembre) come “uno spettacolo senza copione, un modo libero attraverso musica, parola e danza di raccontare e provare a condividere con la gente l’unica cosa che conta, oggi più che mai, l’emozione e la bellezza che noi artisti abbiamo avuto la fortuna di avere in dono”.Luca Barbarossa riprende il filo del suo ultimo album e tour ‘Roma è de tutti’ con due concerti evento (22 e 23 dicembre), ricchi di ospiti. Saranno i primi due appuntamenti ideati dal cantautore nell’ambito della ‘Carta bianca’ ricevuta da Dosal per un programma di eventi che continuerà nel 2019, da incontri/concerti insieme a grandi colleghi sui capolavori della canzone a La notte dei miracoli, racconto degli artisti romani di nascita, ma anche d’adozione, come Fellini e Lucio Dalla. “L’obiettivo – dice Barbarossa – è cercare di trasmettere una romanità un po’ diversa da quelle di Mafia capitale e Romanzo criminale, quella basata sul talento, sulla voglia di esprimersi”. Un tema al centro anche del viaggio di Tosca, sul palco il 31 dicembre, con ‘Romana, il concerto’, dedicato a Gabriella Ferri, “l’artista grazie a cui faccio questo mestiere. L’ho vista in teatro da bambina e mi ha folgorato”.Ambrogio Sparagna propone La Chiarastella (4 e 5 gennaio), l’orchestra di musica popolare, formata, aderendo al progetto della Caritas Come in cielo, così in strada, con musicisti, cantori provenienti da varie parti del mondo, che caratterizzano la vita ‘di strada’ della capitale. “Si valorizza la musica nella sua capacità di mettere ponti e togliere muri – dice Sparagna – mi piacerebbe chiudere il percorso dell’orchestra con un concerto a Betlemme”. Il fisarmonicista porterà l’atmosfera natalizia anche all’Aeroporto Leonardo da Vinci, esibendosi il 10 dicembre con zampognari e suonatori di ciaramelle che vengono da Amatrice. Dosal anticipa anche qualche nome dei protagonisti dell’estate 2019: Skunk, Anansie, Tears for Fears, Diana Krall e Toto.
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LONDRA
– Come è cambiata la Valle del Belice a 50 anni dal devastante terremoto che l’ha colpita: questo il tema al centro della mostra ‘Synthesis’ sull’intensa attività del giovane artista siciliano Vincenzo Muratore, inaugurata dal console generale d’Italia a Londra, Marco Villani, nella sede del consolato. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 23 gennaio, è una riflessione personale, estetica e antropologica sul concetto di ricostruzione, stratificazione e trasformazione dei luoghi e delle comunità attraverso una serie di opere scultoree, create nella capitale britannica, e architettoniche realizzate dall’artista sul territorio del Belice presso la Comunità Trinità della Pace di Contessa Entellina (Pa) negli ultimi 10 anni. La mostra inoltre accoglie una sezione fotografica dedicata a otto cittadine siciliane – Sambuca di Sicilia, Menfi, Sciacca, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belice, Montevago e Poggioreale – che testimonia il passaggio degli eventi storici e naturali su questi territori.
– Da domenica 9 dicembre Emis Killa torna dal vivo in cinque date nei club più importanti d’Italia.
Il rapper multiplatino torna sul palco dopo le due anteprime live di Roma e Milano, due spettacoli sold out dove il pubblico ha potuto ascoltare per la prima volta i brani di “Supereroe” (Carosello Records), l’ultimo album di Emis Killa certificato disco d’oro. Il tour, presentato da Vivo Concerti, toccherà la seguenti tappe: 9 dicembre (Milano Fabrique); 12 dicembre (Roma Atlantico); 13 dicembre (Firenze Viper); 14 dicembre (Bologna Estragon); 16 dicembre (Torino Hiroshima – SOLD OUT-). Special guest delle date di Milano e Roma amici e colleghi di Emis Killa: a Milano Achille Lauro e Boss Doms, Jake La Furia e Vegas Jones, a Roma Gemitaiz, Carl Brave, Achille Lauro e Boss Doms e Vegas Jones.
– “Il Pantheon resterà gratuito. Al contrario di quanto era stato stabilito dal mio predecessore nel 2017, non sarà introdotto alcun biglietto. Un provvedimento del genere avrebbe limitato la tradizionale libertà di accesso nelle chiese di culto della capitale e creato, inoltre, una cesura tra il monumento e la piazza, da sempre percepiti, dai romani e non solo, come un armonioso insieme unico, da fruire senza barriere”. Lo annuncia su FB il ministro della Cultura Alberto Bonisoli. A dirsi subito contrario ad un ticket per il Pantheon era stato il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, che ora plaude alla “scelta forte e importante sia per chi vive a Roma che per chi visita la nostra città. Più di un anno fa presi posizione contro l’idea di far pagare il biglietto in questo luogo di culto: oggi festeggiamo questa felice conclusione”. Soddisfatta anche la sindaca Virginia Raggi: “Per Roma è importante mantenere libero accesso ai luoghi di culto e cultura senza creare barriere tra la piazza e il monumento”.
– BOLOGNA
– Nel 1968 uscì la prima striscia di ‘Sturmtruppen’, l’improbabile esercito sgangherato i cui protagonisti parlano il ‘tedeschese’, creato dal talento di Bonvi (Franco Bonvicini), fumettista e artista, scomparso nel 1995 a soli 54 anni. ‘Sturmtruppen 50 anni’ è la mostra che, dal 7 dicembre al 7 aprile, lo celebra a Bologna, a Palazzo Fava, a pochi metri da dove l’artista ebbe il proprio studio. Oltre 250 le opere, molte inedite (scelte tra 6000), che ne ripercorrono la carriera, con anche le altre creazioni da Nick Carter a Cattivik a ‘Storie dello spazio profondo’ create con Francesco Guccini. Curata dalla figlia Sofia e da Claudio Varetto, la mostra evidenzia l’antimilitarismo in cui Bonvi caratterizzava i propri ‘soldaten’, grotteschi e divertenti, fumetto corale con una ridda di personaggi. Bonvi non è stato un semplice cartoonist che anticipò la graphic novel, ma un artista apprezzato anche da Umberto Eco e Oreste del Buono, oltre che ideatore di personaggi per la pubblicità e sceneggiatore.
SAN PIETROBURGO – Piero della Francesca come non lo si era mai visto è all’Ermitage. Il prestigioso museo di San Pietroburgo, fondato 254 anni fa da Caterina II, festeggia in questi giorni il suo compleanno con la prima, grandiosa, mostra in terra di Russia dedicata al maestro italiano del Rinascimento con una serie pirotecnica di capolavori, alcuni usciti esclusivamente per questo evento dai siti che li custodiscono. Undici dipinti e quattro manoscritti autografi: nessuna mostra temporanea era riuscita in passato a riunire numero così alto di opere del genio di Sansepolcro. Il massimo, con sei, si era toccato anni fa in Inghilterra.”Il monarca della pittura”, curata da Tatiana Kustodieva, presenta fino al 10 marzo dipinti e affreschi provenienti da sei musei italiani e cinque stranieri, e quattro testi originali che documentano il Piero matematico, impegnato a definire le regole scientifiche della pittura. Nella piccola, suggestiva Sala del Picchetto dove domina il bianco, spicca l'”Annunciazione”, dal Polittico di S. Antonio, con quella straordinaria fuga di colonne dall’effetto tridimensionale al centro della scena, una lezione magistrale di prospettiva di cui l’artista fu tra i primi scoprire le regole. L’opera, mai prestata prima, appartiene alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia. Da Urbino arriva la “Madonna di Senigallia”, da Venezia il “San Girolamo e un devoto”. Dal museo civico di Sansepolcro “San Ludovico” “San Giuliano”, due affreschi staccati da Palazzo Pretorio e dalla Chiesa di s. Agostino. Ecco poi il “S. Nicola da Tolentino” del Museo Poldi Pezzoli di Milano.Quanto ai prestiti dall’estero, la National Gallery di Londra ha concesso “San Michele”, il Louvre di Parigi il Ritratto di Sigismondo Malatesta”, il museo Thyssen-Bornemisza di Madrid il “Ritratto di giovane”, il Museo di arte antica di Lisbona il “S. Agostino”, e la Alana Collection di Newark (Usa) la “Madonna con bambino” (in arrivo nei prossimi giorni). Mancano, ovviamente, alcune opere e affreschi considerati inamovibili, conservati in Italia in musei nazionali o in siti in Umbria tra Perugia, Monterchi, Arezzo e San Sepolcro.Dalla rassegna – organizzata dalla magnifica sede espositiva statale di San Pietroburgo in collaborazione con Fondazione Ermitage Italia e Villaggio Globale International – emerge la grandezza dell’arte del genio umbro che, ha scritto lo storico dell’arte russo Michail Alpatov, “si è voluta paragonare alla musica di Mozart, ma la sua capacità di abbracciare il mondo con uno sguardo può essere raffronta anche al talento di Tolstoj”. Un “titano tra i titani” che tra i geni rinascimentali italiani “occupa un posto ben superiore, se possibile, rispetto agli altri”, osserva il direttore dell’Ermitage Mikhail Piotrovsky. “I quadri di Piero sono gioielli rari che è difficile prestare anche temporaneamente – spiega -. È un evento eccezionale nella vita del Museo, nella nostra conoscenza dell’Italia, nella nostra concezione della cultura italiana. Ogni opera di Piero è un trionfo dello spirito ma è anche figlia della scienza, come dimostrano i trattati presenti in mostra”. Tra i testi, appunto, occupa un posto particolare la versione autografata nel testo e nei disegni di “De prospettiva pingendi”, prestito della Biblioteca Palatina del Complesso monumentale della Pilotata di Parma. Un’opera fondamentale per generazioni di pittori che gettò le basi di “quello che sarebbe divenuto il linguaggio comune e condiviso dell’arte occidentale per i quattro secoli successivi”.Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli – nel suo messaggio di saluto riportato in catalogo – mette in risalto i vincoli dell’Ermitage con l’Italia “evidenti non solo nelle architetture e nelle ricchissime collezioni di arte italiana ma che si nutrono di una rinnovata vitalità grazie alle molteplici iniziative che vi vengono organizzate”. Tra le più recenti i Longobardi e l’Arte Povera, in arrivo l’Astrattismo di Achille Perilli e Umberto Mariani. Il clou sarà nella prossima primavera con la grande mostra su Pompei. “È una esposizione d’élite, non per tutti, per chi già conosce l’arte e la pittura” ha detto la curatrice. Il direttore Piotrovsky ne parla come della “mostra del secolo, organizzata come solo l’Ermitage sa fare'”. L’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano ha rimarcato: “Abbiamo cercato di fare la nostra parte per un evento di portata mondiale che entrerà nella storia della museografia”, ricordando “i rapporti eccellenti e le affinità elettive” tra Italia e Russia confermati dai 7 milioni di persone registrati nel 2018 negli eventi bilaterali organizzati dai due paesi”. Con Piero della Francesca tornano ad accendersi accendono i riflettori sull’arte italiana, di cui l’Ermitage conserva una collezione sterminata. Nelle sale che affacciano sul fiume Neva ghiacciato, scorrono Leonardo da Vinci, Tiziano, Botticelli, Tintoretto, Giorgione, Della Robbia, Canova con centinaia di altri capolavori di prim’ordine dal XIII al XVIII secolo.
– L’intensità del rosso che si unisce all’uso equilibrato del bianco, del blu e del giallo per creare simboli e analogie. E poi, accanto all’espressività del colore, l’ossessione per le forme, concluse e definite, oppure spezzate da schizzi e tratti verticali o diagonali, in un alternarsi di elementi conici, ovoidali, cubici, per un continuo rimando alla pittura del passato. E’ un infinito e affascinante mondo di segni tutto da scoprire e interpretare la personale di Lorenzo Locatelli intitolata “Emotions Vibrations”, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar, in programma a Roma dal 6 al 22 dicembre alla Virus Art Gallery. La mostra presenta al pubblico 10 opere che raccontano l’intero percorso dell’artista romano, partendo dagli anni ispirati al futurismo (Locatelli è stato allievo a Roma di Sante Monachesi) fino a proseguire con l’evoluzione della sua ricerca.
Le opere sembrano lasciare allo spettatore delle tracce da seguire per poter conoscere il suo mondo e penetrare il suo universo pittorico.
– MILANO
– Torna la politica alla prima della Scala, che il 7 dicembre inaugura la stagione lirica con Attila nella regia di Davide Livermore e sul podio Riccardo Chailly, ma si conferma poca mondanità all’apertura. Per la prima volta da quando è stato eletto presidente della Repubblica, sarà infatti presente all’apertura Sergio Mattarella (finora aveva solo assistito, infatti, al concerto per i 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini). Oltre al Capo dello Stato nel palco reale – insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al presidente della Lombardia Attilio Fontana – siederanno il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Presenti anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e quello dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, molte signore milanesi come Elsa Monti, Luciana Saccomanni, Claudia Buccellati, Daniela Javarone e ovviamente Roberto Bolle.
– Living Coral, rosso corallo, vivo, quel particolare tono di rosso vibrante di luce e di sfumature dal fuoco all’arancione che infiamma i fondali marini, è il colore suggerito da Pantone (numero 16-1546) per poter rinnovare il guardaroba estivo 2019. Living Coral è una cromia adatta a bionde e more, esaltando sia i capelli chiari e l’incarnato delicato, sia le pelli ambrate con chiome brune. “Il rosso corallo è una tonalità piena di vitalità, con un accenno dorato che infonde energia e ravviva con delicatezza” spiega il marchio americano che detta le tendenze-colore da cui attingono la moda e il design. Ecco perché il rosso corallo piace tanto alle griffe. Living coral può rendere più elegante qualsiasi capo, sia il tailleur più sportivo sia l’abito da red carpet.
“Socievole e vivace il Living Coral è un colore rassicurante al centro dell’ecosistema cromatico naturale. Living coral ha già colorato le grandi passerelle della nuova moda da Armani a Prada, da Valentino a Chanel fino a Michael Kors.
– LONDRA
– Sympathy for the Devil, la hit più macabra dei Rolling Stones, compie 50 anni e la stampa britannica le rende omaggio, ricordandone l’aura negativa e gli eventi lugubri che negli anni le sono stati attribuiti, inclusi un omicidio ed un incendio.
Secondo il Daily Mail, Mick Jagger era stato ispirato a scrivere il mefistofelico brano dalla sua compagna di allora, Marianne Faithfull, che l’aveva convinto a leggere il romanzo di Mikhail Bulgakov ‘Il Maestro e Margherita’ nel quale il protagonista è il diavolo. L’incisione del singolo fu immortalata dalla cinepresa del regista francese Jean-Luc Godard, che rubò il titolo Sympathy for the Devil per un documentario sui venti rivoluzionari del 68. Tuttavia durante le riprese, nello studio discografico divampò un incendio che distrusse tutto tranne le registrazioni della canzone. Quando la band suonava il pezzo in concerti dal vivo, scoppiavano spesso tafferugli ed una volta, al Festival di Altamont in California, vi fu persino un omicidio.
– FIRENZE
– Partirà lunedì 10 dicembre dal teatro Verdi di Firenze il ‘Love and Peace tour’ con un duo inedito, Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, storici leader rispettivamente delle band dei The Rokes e dell’Equipe 84. Per anni rivali e in continua competizione, i due ‘ragazzi’ degli anni ’60 si sono ritrovati dopo una carriera lunga oltre 50 anni per tornare a sfidarsi con ironia ed energia nei più prestigiosi teatri Italiani. Dopo Firenze Shapiro e Vandelli saranno l’11 dicembre a Roma (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli), e successivamente a Torino (13 dicembre, Teatro Colosseo), Bologna (15 dicembre, Teatro Manzoni), Montecatini (18 gennaio, Teatro Verdi), La Spezia (19 gennaio, Teatro Civico), Brescia (25 gennaio, Dis_Play Brixia Forum), Milano (29 gennaio, Teatro Ciak), Trento (31 gennaio, Auditorium Santa Chiara) e Schio-Vicenza (1 febbraio, Teatro Astra). “L’emozione è tanta” hanno detto, messe via le armi, ci divertiamo e ogni tanto ci sorridiamo anche”.
– TERNI
– Celebrare la presenza nell’Umbria meridionale di artisti di spicco che, a servizio di importanti committenti dell’epoca, hanno lavorato nel solco tracciato dai grandi autori; partecipare alla ricorrenza del centenario del museo per “eccellenza” della regione: è con questo duplice obiettivo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni ha allestito nella propria sede di palazzo Montani Leoni – con la collaborazione della Galleria nazionale dell’Umbria – la mostra dal titolo ‘Presenze artistiche in Umbria. I grandi Maestri attivi tra il 300 e il 500 e la Galleria di Carta’.
Il Perugino e il Pinturicchio, Benozzo Gozzoli e il Maestro della Dormitio Virginis, ma anche Federico Barocci, Mattia Preti e Jean Baptiste Wicar sono solo alcuni dei nomi che spiccano nell’elenco degli autori delle opere esposte (alcune per la prima volta in assoluto) in un doppio allestimento che sarà visitabile al pubblico dal 7 dicembre al 24 febbraio 2019, ogni venerdì, sabato e domenica.
– RECANATI (MACERATA)
– Chiede la mano della fidanzata nella Casa di Silvia, gli ambienti sopra le antiche scuderie di Palazzo Leopardi dove visse Teresa Fattorini, la “Silvia” del celebre canto di Giacomo Leopardi. Protagonista della richiesta di matrimonio Enrico Astuti, originario di Loreto e residente a Milano, che prima ha prenotato tutti i biglietti dell’ultimo turno di visita alla Casa di Silvia. Poi una volta solo con la fidanzata Francesca Righi di Milano le ha chiesto di sposarlo. “La richiesta di Enrico ci ha emozionati e siamo stati felici di aprire a questi innamorati le porte della casa di Silvia per un momento così importante – ha detto la contessa Olimpia Leopardi -. E’ stato il nostro regalo di nozze! Silvia custodisce il sogno dell’amore. La sua casa è il luogo in cui esprimere desideri, promettersi reciprocamente felicità e coltivare le proprie speranze e sogni”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
LOS ANGELES
– Sono state annunciate le nomination alla 76esima edizione dei Golden Globe, che si terrà a Los Angeles il 6 gennaio. Vice, L’uomo nell’ombra, film che racconta l’ascesa del vicepresidente americano Dick Cheney interpretato da Christian Bale, guida la lista dei più nominati con sei candidature, seguito, con cinque nomination, da La Favorita, Green book ed È nata una stella, con Bradley Cooper e Lady Gaga, che festeggiano il loro debutto (alla regia per il primo, e al cinema per la seconda) facendo il pieno di nomination: miglior film, regia, migliori attore e attrice e miglior canzone originale per Shallow. Sul fronte delle miniserie ad avere la meglio è stata American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace, con quattro nomination. Nella categoria drammatica si contenderanno il premio Homecoming, Killing Eve, Pose, The Americans e Bodyguard, mentre nella sezione dedicata alla commedia sono in lizza The Good Place, The Marvelous Mrs. Maisel, Kidding, Barry, e The Kominsky Method.
Un thriller classico, pieno di sliding doors, è quello che propone ‘Il testimone invisibile’ di Stefano Mordini, che approda in sala dal 13 dicembre con Warner Bros. Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato, questo il cast principale, per raccontare una vicenda ambientata principalmente tra le montagne del Trentino.Questa la storia senza spoiler. Adriano Doria (Scamarcio), giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo, chiusa dall’interno, accanto al corpo senza vita della sua amante, la nota fotografa Laura Vitale (Leone). Tutto è contro il manager che così viene accusato di omicidio pur dichiarandosi innocente. Come sono arrivati questi due amanti in quella stanza d’albergo? Attraverso un lungo flash back si scopre che Adriano e Laura su una strada di montagna hanno avuto un brutto incidente d’auto causato dal passaggio improvviso di un cervo. Un incidente che ha coinvolto anche un altro giovane automobilista che sembra morto nella sua auto. Che fare? Chiamare la polizia e rischiare che la loro storia clandestina finisca sulle prime pagine dei giornali? Si decide di non farlo.Da qui la coppia si ritrova nell’albergo con Laura morta e Adriano accusato. Per difendersi, il manager incarica la penalista Virginia Ferrara (Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. Nel frattempo l’emergere di un testimone ‘invisibile’, che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della difesa. Tre ore serrate di interrogatorio in cui colpevoli ed innocenti si confondono in un caos accusatorio.”Mi sono ispirato l noir classico americano – spiega oggi Mordini – con uno sguardo ad Hitchcock, per un thriller in cui ogni protagonista doveva interpretare se stesso e anche un’altra persona diversa da sé”. Solo alla fine il regista riconosce che il film è il remake del film spagnolo ‘Contrattempo’ di Oriol Paulo: “Abbiamo tratto da quel film gli elementi centrali, ma poi lo abbiamo adattato e ambientato in Italia”. “Ho portato avanti questo personaggio rispettando i meccanismi del thriller classico – spiega Scamarcio -. Adriano è un uomo all’apice della sua carriera, ma alcuni scheletri nell’armadio tornano a galla per riportarlo ‘dove non c’è salvezza senza sofferenza’ (una delle frasi tormentone del film, ndr)”. [print-me title=”STAMPA”]
