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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 12 Dicembre, 2018, 10:36:09 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 01:17 DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

ALLE 10:35 DI MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Michael Dobbs, mostro pericoli politica
Autore, ‘Il giorno dei Lord’ ha aiutato a cambiare sicurezza

Elvira con Servillo, dal palco al docufilmEsce Il teatro al lavoro. Attore poi in film di Igort e Martone

Leonardo: centinaia di eventi in FranciaLe Drian: ‘Passato luminoso può aiutarci ad affrontare presente’

A Lucca unica data italiana ScorpionsIl 27 luglio band ospite al Summer festival

“Ora riscoprire la Matera sotterranea”Nel 1993 l’iscrizione dei rioni Sassi nel Patrimonio dell’Unesco

‘Io sono una poesia’, parole e artiGli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia

Simon Boccanegra, silenzio per CorinaldoMattarella assente in segno di lutto per la tragedia anconetana

Da Hendrix a Winehouse, il ‘Club 27’ in mostra a BolognaDa Hendrix a Winehouse

Renga e Baby K per Capodanno a FirenzeA piazzale Michelangelo, ingresso libero

Piccioli Designer dell’anno a LondraPremiato ai Fashion Awards con Prada e Gucci. Meghan ruba scena

Wildside prepara serie su Audrey HepburnDa un soggetto del figlio Luca Dotti con Spinola. Ciak nel 2020

Binoche presidente di giuria BerlinaleL’annuncio di Kosslick. La 69/a edizione dal 7 al 17 febbraio

Sogno di un valzer, Trieste sogna recordIl 15/12 in piazza Unità la danza più grande del mondo

Sereno Variabile, 40 anni con Bevilacqua è Guinness WorldIl 12 dicembre maratona notturna su Rai2 per festeggiare

Alla Scala Schiaccianoci di BalanchinePer la prima volta in Italia, scene e costumi nuovi

Moschino uomo e pre-donna sfilano a RomaOmaggio a Fellini l’8 gennaio da brand disegnato da Jeremy Scott

In visita agli scavi di Pompei? Attenti ai divietiVietato circolare in bikini e niente selfie sulle colonne

Ramazzotti, 14 nuovi date in EuropaTre show all’Arena di Verona e tre al Teatro Antico di Taormina

Da Parigi a Bologna con Liszt e RossiniUna mostra e una rassegna celebrano i due compositori

Prada, dobbiamo difendere diritti umaniLa stilista a Londra per premi British Fashion Council

Le Vibrazioni, a marzo al Forum AssagoSerata evento per celebrare i 20 anni di carriera della band

La stilista Yiging Yin lascia PoiretMaison fondata nel 1903 dal sarto che liberò le donne dal busto

Reperti etruschi in mostra a PompeiEsposti oggetti provenienti da tombe, santuari e centri abitati

In mostra Milano e gli etruschiImminente apertura museo etrusco fondazione Luigi Rovati

Paolo Conte, cerco la Bologna magraIl sindaco Merola consegna il riconoscimento al musicista

Lillo e Greg, l’umorismo è il nostro superpotereDa 18/12 a Roma, novità e cult in Gagmen – I fantastici sketch

Torino ricorda Fadini e Cabaret VoltaireCon il film Manfred del suo grande amico e sodale Carmelo Bene

Bouchet apre Spoleto film festivalDedicato al tena “Primo piano: pianeta donna”

Museo Torino acquista abito Sofia LorenIdeato da Ettore Scola per il film ‘Una giornata particolare’

Martone, in Capri-Revolution c’è anche l’oggiNel futuro del regista ‘Qui rido io’ su Scarpetta –

Nganang, l’Europa liberata da africani
Scrittore camerunense, social media potenti nel mio esilio

Boldi e De Sica tornano insieme per il cinepanettoneOltre 500 copie con Medusa per ‘Amici come prima’

Un Pirandello per Battiston e DiniLodovini tra Rame e Fo. Andò dirige Bardo, Monti è Miss Marple

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L’ARTICOLO

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MICHAEL DOBBS, ‘IL GIORNO DEI LORD’ (FAZI EDITORE) Maestro dell’intrigo politico, dal 2010 membro della Camera dei Lord, Michael Dobbs, l’autore della serie cult ‘House of Cards’ ci porta nel cuore della violenza, del terrorismo, dei rapporti familiari con la nuova serie di thriller di Harry Jones.
“La politica è una cosa molto seria, ma anche molto pericolosa. Quello che cerco di fare con i miei libri è cercare di far aprire gli occhi alla gente su quali sono i pericoli della politica. Gli uomini hanno sempre vissuto nella paura, basta pensare ai nostri nonni, bisnonni, antenati. Ma, oggi la paura è diversa dal passato perchè la minaccia non viene più, come un tempo, dai nostri vicini ma da posti molto lontani, spesso dall’altra parte del mondo. E quindi, se fossi un politico mi chiederei innanzitutto perchè questo sta avvenendo, cosa abbiamo fatto per cercare di risolvere il problema e se quel tentativo è stato un successo. Il nostro primo ministro, ormai diversi anni fa, ci portò alla guerra in Iraq sostenendo che lo faceva per rendere le strade di Londra più sicure, in realtà quello che è successo in questi anni è che sono diventate più insicure”, dice

Dobbs, un vero Lord inglese con un grande senso dell’ironia.
Oggi, aggiunge, “possiamo dire con una certezza sicurezza che ridurre in macerie paesi come l’Iran, l’Afghanistan, la Libia e la Siria è stata veramente una pessima idea”. E non fa sconti all’Unione Europea: “è diventata artritica, lenta, iper burocratica ed estremamente inefficiente. E dato che non può essere assolutamente riformata è meglio uscirne. Detto questo il Regno Unito rimarrà sempre un alleato dell’Unione Europea ma non sarà più sottoposto ai diktat di Bruxelles”.
Ne ‘Il giorno dei Lord’, Dobbs ci porta alla solenne cerimonia annuale di apertura del Parlamento, al giorno in cui si riuniscono le persone più importanti dell’Inghilterra: la Regina Elisabetta, il Principe Carlo, il primo ministro, giudici, leder spirituali. Quattrocento anni prima in quell’occasione Guy Fawkes aveva cercato di far saltare in aria tutti, ma aveva fallito. Oggi cosa accadrebbe in quella stessa situazione è quello che ci viene raccontato nel libro. “Il piano di Fawkes era molto serio ma ha fallito e lui ha fatto una fine orribile. Mi interessava prendere questa cosa e aggiornarla ai tempi moderni. La storia si ripete sempre e noi commettiamo sempre gli stessi errori” racconta Dobbs, classe 1948. “Pensando ad un attacco di questo tipo oggi sono arrivato a delle conclusioni abbastanza inquietanti: sarebbe stato facile per qualcuno commettere un attentato del genere e quindi questa storia volevo che fosse anche un avvertimento alle nostre autorità affinchè non prendessero per scontata la gestione della sicurezza del Parlamento. Questo libro ha aiutato a cambiare le regole sulla sicurezza che oggi abbiamo a Westminster”.
Dobbs si è divertito molto a scrivere i cinque libri della saga di Harry Jones, parlamentare ed ex militare pluridecorato – di cui in Italia è uscito questo primo capitolo, nella traduzione di Stefano Tummolini – “perchè è diverso da tutti gli altri politici. Innanzitutto è ricco, mentre la maggior parte di quelli che troviamo in romanzi o film, sono poveri, si sono fatti da soli. Harry si è ritrovato un’eredità milionaria alla morte del padre. Da un lato si chiede se si merita tutta questa fortuna e dall’altro questo lo rende estremamente indipendente, nessuno può minacciarlo perchè lui ha tutti i mezzi per potersela cavare da solo. Mi piace perchè è sempre alla ricerca di soluzioni originali, indipendenti e ha anche il coraggio di accettare i rischi che questo comporta” spiega lo scrittore lord. E dell’importanza dei rapporti famigliari sottolinea: “Non puoi capire un politico, ma neppure un re o una regina, o una persona senza conoscere il suo background, senza conoscere la sua famiglia”.
E la serie di Harry Jones non si fermerà a cinque libri: “ho intenzione di scriverne altri. Una volta che la Brexit sarà alle nostre spalle spero di avere un po’ più di tempo per far conoscere meglio Harry, anche perchè devo ancora trovargli una donna”. Grande anche l’interesse per farne una trasposizione cinematografica o una serie tv. “Io preferirei la tv perchè il personaggio di Harry è molto particolare e sfaccettato”. Anche House of Cards potrebbe riservare sorprese: “Mai dire mai” dice ridendo lo scrittore.

– Martedì 11 dicembre al cinema Mexico di Milano, il 16 dicembre al cinema Massimo di Torino, il 17 al Cinema del carbone di Mantova poi nel nuovo anno a Napoli, Firenze, Bologna, Roma seguendo le tappe della tournée teatrale. Sono fra le prossime date d’uscita di ‘Il teatro al lavoro’ documentario di Massimiliano Pacifico dedicato alla ‘costruzione’ di ‘Elvira’ di Brigitte Jacques, lo spettacolo, tratto dalle lezioni tenute dal grande attore Louis Jouvet nel 1940, con il quale Toni Servillo (che per il debutto milanese del film non fiction sarà in sala insieme al cast per un incontro con il pubblico) sta riempiendo i teatri nelle ultime stagioni, in Italia e all’estero. Il documentario, distribuito da Kio Films insieme al corto L’unica lezione di Peter Marcias, dedicato ad Abbas Kiarostami, con cui ha debuttato ‘abbinato’ anche alle Giornate degli Autori dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Il teatro “nella sua dimensione di officina, nella sua capacità di lavorare sulla coscienza di una persona, dell’attore, invitandolo a considerare il personaggio come un paesaggio misterioso da attraversare, dal quale ritornare rinnovato, cambiato” ha spiegato l’attore al Lido. Fra le lezioni che traiamo da Jouvet c’è “ad esempio la necessità di ritrovare un tensione pedagogica, dove il pedagogo non mantiene la visione di adulto ma celebra nei ragazzi lo stupore dell’infanzia”. Oggi”non è facile trovare un dialogo con i ragazzi, più abituati a mezzi di comunicazione superficiali e elementari, ma chi si avvicina al teatro sa che deve affrontare la complessità”. Il cinema italiano non si avvicina spesso al racconto del teatro, “però c’è grande curiosità soprattutto dai registi delle ultime generazioni nei confronti degli attori di teatro”. Servillo, tornato in scena con Elvira al Piccolo Teatro Grassi, dove sarà fino al 22 dicembre, sarà al cinema nel 2019 con ‘5 è il numero perfetto’, debutto alla regia di un maestro del fumetto, Igort, con Valeria Golino, affresco napoletano dell’Italia degli anni ’70. Inoltre lo vedremo protagonista del prossimo film di Mario Martone, Qui rido io, ritratto di Eduardo Scarpetta.
– PARIGI

– “Un passato luminoso può servirci da trampolino per affrontare il presente”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, presentando a Parigi l’anno di celebrazioni in Francia per i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci. Intitolata ‘Viva Leonardo da Vinci! 2019′ – 500 ans de Renaissance(s)’, la rassegna si terrà nella regione del Centre-Val de Loire, dove il genio toscano si trasferì nell’ultima parte della sua vita, invitato dal Re di Francia Francesco I/o, e che sarà segnata da oltre 500 eventi culturali con grandi tematiche: patrimonio, arte contemporanea, arte e letteratura, musica, giardini, scienza e rivoluzioni tecnologiche, architettura, artigianato o gastronomia. “La storia del Rinascimento – ha aggiunto Le Drian – è anche la storia del posto della Francia in Europa. La storia di un formidabile turbinio che porterà a successi eclatanti”. “Lunga vita al Rinascimento”, ha concluso il capo della diplomazia francese esprimendosi dinanzi ai rappresentanti dei territori della Loira, la seconda zona piu visitata di Francia dopo Parigi. Alla presentazione, nei saloni del Quai d’Orsay, era presente anche l’Ambasciatore di ‘Viva Leonardo Da Vinci!’ nonché star della divulgazione tv, Stéphane Bérn. “Ma quale ambasciatore – ha ironizzato lui con modestia – è Leonardo il migliore ambasciatore di sé stesso…”. Quindi l’elogio del Rinascimento, “un momento unico della nostra storia, quando, improvvisamente, scoprimmo che l’essere umano doveva tornare al centro della società”. La programmazione è disponibile sul sito ‘vivadavinci2019.fr’

– LUCCA

– Sarà a Lucca, per il Summer festival, l’unica data italiana degli Scorpions: la band sarà in piazza napoleone il 27 luglio.
Tra i gruppi più influenti della storia del rock, gli Scorpions i sono formati ad Hannover nel 1965 ed hanno venduto più di 100 milioni di dischi nel mondo. Ancora oggi, sono considerati tra i massimi esponenti del genere hard & heavy. Il maggiore successo l’hanno ottenuto negli anni Ottanta, con brani passati alla storia, come Still Loving You, Rock You Like a Hurricane, No One Like You e Wind of Change.
– MATERA

– Recupero delle funzioni e del valore della Matera sotterranea, poco conosciuta dai turisti, delle buone pratiche di restauro per estendere l’esperienza della Città dei Sassi e Capitale europea della cultura 2019 ad altre realtà del comprensorio rupestre e dell’area mediterranea.
E’ quanto ha auspicato si possa fare “con una programmazione adeguata” l’architetto Pietro Laureano, protagonista 25 anni fa, il 9 dicembre 1993, a Cartagena (Colombia), dell’iscrizione dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre tra i beni tutelati dall’Unesco.
– MODENA

– Uno spaccato inedito del clima artistico e culturale che ha caratterizzato Modena e Reggio Emilia in una stagione cruciale della storia contemporanea: è l’obiettivo della mostra ‘Io sono una poesia. Parole sui muri e le arti negli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia’, in programma dal 16 dicembre al 5 maggio ai Musei Civici di Modena.
Un’ampia selezione di opere, in collaborazione con Fondazione Modena Arti Visive e Musei Civici di Reggio Emilia, offre uno spaccato del vivace clima artistico e culturale di quegli anni con uno sguardo interdisciplinare che prosegue la precedente esperienza espositiva ‘Incubi e sogni di provincia’, dedicata agli anni Cinquanta.
Il fenomeno sperimentale è evidente nella pittura, nel teatro, nella musica, nella poesia, nel design, nell’architettura, nella grafica, nella fotografia e culmina nel 1967-68 a Fiumalbo con l’evento ‘Parole sui muri’, dove un centinaio di artisti d’avanguardia di tutto il mondo rivestono di creatività e arte l’intero paese dell’Alto Appennino.

– RIMINI

– Si è aperta con un momento di raccoglimento sulle note di Saint-Saens in ricordo delle vittime di Corinaldo la serata riminese dedicata al “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, terzo evento inaugurale del Teatro Galli da poco riaperto alla città. Alla prima avrebbe dovuto partecipare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha poi rinunciato in segno di lutto per la tragedia della discoteca in provincia di Ancona. Pur in un clima non proprio festaiolo, l’opera verdiana targata “Mariinsky” è piaciuta ed è stata accolta dal pubblico con larghi consensi. E non tanto per la raffinata orchestrazione del direttore Valery Gergiev, quanto per l’autorevolezza delle voci maschili, vera e propria sorpresa dello spettacolo. È difficile per un’opera così complessa mettere assieme una compagnia omogenea capace di rendere al meglio le continue sottigliezze espressive che Verdi ha scritto in partitura. Eppure il raffinato lavoro di Gergiev ha prodotto una linea di canto di grande coerenza.

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‘Il Club 27: Hendrix, Cobain, Morrison, Joplin, Winehouse, Jones’: è il titolo di una mostra che si apre il 13 dicembre alla galleria ONO arte di Bologna.
Attraverso il mito del cosiddetto “Club dei 27” vuole celebrare alcuni tra i più importanti artisti della storia della musica deceduti alla stessa età, 27 anni, spesso a causa di abuso di droga e alcol, di omicidio o suicidio.
Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison morirono infatti tutti a quell’età, tra il 1969 e il 1971 appunto.
All’epoca la coincidenza suscitò qualche commento, ma fu solo con la morte di Kurt Cobain, nel 1994, che l’idea di un “Club 27” ha cominciato a prendere piede nella percezione pubblica, trasformandosi in un mito alimentato dai media.
Nel 2011, diciassette anni dopo la morte di Cobain, Amy Winehouse morì all’età di 27 anni, spingendo ancora una volta a rinnovare l’attenzione nei confronti del ’27 Club’. Solo tre anni prima, la cantautrice aveva espresso il timore di morire a quell’età.
In molti di questi casi rimane aperta la domanda su cosa avrebbero fatto negli anni a seguire. Sia Hendrix che Cobain e Basquiat, infatti, avevano infatti progetti a breve e lungo termine e un’idea concreta di come si sarebbe sviluppata la loro arte e, di conseguenza, possiamo immaginare come questa avrebbe influito sulla cultura popolare.
La mostra, che si concluderà il 24 febbraio, è un pretesto per indagare alcune tra le grandi icone della musica che hanno influenzato la cultura popolare fino ai giorni nostri, ed è composta da 40 opere, alcune esposte in esclusiva italiana, di Jill Furmanovsky, Michael Lavine, Charles Peterson, Jan Persson, Terry O’Neill, Baron Wolman, Lee Jaffe, James Fortune, Guy Webster

– FIRENZE

– Francesco Renga e Baby K saranno i protagonisti della lunga notte di Capodanno a piazzale Michelangelo di Firenze, organizzata da Comune di Firenze e Radio Bruno. La serata sarà presentata e animata dai dj di Radio Bruno, che trasmetterà l’evento in diretta radio e tv. Ingresso libero dalle 21. Il programma completo del Capodanno a Firenze 2019 sarà reso noto nei prossimi giorni.
– LONDRA

– Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, è il Designer dell’anno a Londra. Lo stilista romano ha ricevuto il prestigioso Designer of the Year Award ai British Fashion Awards, gli Oscar britannici della Moda, nel corso di una cerimonia alla Royal Albert Hall che ha visto la partecipazione di un parterre stellare di celebrità, fra cui una radiosa Meghan Markle. Se Piccioli è stato insignito del riconoscimento (consegnatogli da Brooke Shields) come stilista internazionale più influente nella definizione delle tendenze della moda globale, il premio di migliore designer di abbigliamento Donna dell’anno invece è andato a Clare Waight Keller di Givenchy, chiamata sul palco proprio dalla neo duchessa di Sussex.
Fra gli altri premiati, Miuccia Prada con l’Outstanding Achievement Award alla carriera e Marco Bizzarri, Ceo di Gucci – a suo volta nominato marchio dell’anno – riconosciuto come migliore business leader nell’industria della moda.
– La Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli sta sviluppando una serie sulla vita di Audrey Hepburn, tratta da un soggetto del figlio di Audrey, Luca Dotti con Luigi Spinola.
Nello scrivere il bestseller del New York Times Audrey At Home, Luca e Luigi hanno esplorato la reale personalità di Audrey e hanno scoperto che dietro alla musa, alla madre e alla figura dedita alle cause umanitarie c’è sempre stata semplicemente una ragazza che non ha mai smesso di essere stupita dal dono della vita. Per sviluppare la serie, Luca intraprenderà un’ampia ricerca storica sugli anni formativi di sua madre.
L’inizio della produzione è previsto per il 2020.

– BERLINO

– L’attrice francese Juliette Binoche sarà presidente della giuria del 69/o festival internazionale del cinema di Berlino (7-17 febbraio 2019). Lo ha reso noto il direttore del festival Dieter Kosslick.
– TRIESTE

– Trieste punta a entrare nel Guinness dei Primati con il ‘valzer più grande del mondo’, ovvero il più alto numero di coppie danzanti in contemporanea.
L’appuntamento è per il 15 dicembre, alle 18, nel luogo simbolo dell’elegante capoluogo giuliano, Piazza Unità d’Italia. A presentare l’ambizioso obiettivo per questa seconda edizione di ‘Sogno di un valzer’, l’assessore comunale al Turismo, Maurizio Bucci, che ha invitato danzatori – professionisti e non – da tutta Italia a contribuire alla realizzazione di questo record. “Servono 1.511 coppie – ha spiegato Bucci – per battere il record detenuto dal 2010 da Tuzla, in Bosnia-Erzegovina, dove ballarono 1.510 coppie”. Solo “5 minuti di ballo per segnare un record mondiale”. L’idea “è quella di lanciare un format e un messaggio: quello del binomio Trieste-Vienna e dell’eleganza, che contraddistingue questa città”. Le coppie possono essere composte da un uomo e una donna, due uomini, o due donne.
“L’importante è partecipare”.

Ben 4.234 puntate, per un totale di 1.965 ore di trasmissione. Queste cifre riassumono Sereno Variabile, il programma condotto e ideato da Osvaldo Bevilacqua, che spegne 40 candeline. Grazie a questo traguardo, ha ottenuto il riconoscimento mondiale del Guinness World Records come programma tv di viaggi di più lunga durata, di tutti i tempi, con lo stesso conduttore. Il record in questione è stato riconosciuto e certificato dalla prestigiosa organizzazione internazionale. Per festeggiare questo nuovo primato mondiale, su Rai2 andrà in onda una maratona televisiva di Sereno variabile nella notte del 12 dicembre, a partire dalle 00.30. La consegna del nuovo Guinness World Record è avvenuta nella sede Rai di Viale Mazzini, alla presenza del presidente Marcello Foa e di Amadeus.Bevilacqua ha ricevuto il certificato da Lorenzo Veltri, giudice ufficiale del Guinness World Record. Veltri: “Bevilacqua è un recordman”. Ma per lui anche un’altra sorpresa: una grande torta con 40 candeline con tanto di brindisi finale. Trasmesso un filmato contenente videomessaggi di congratulazioni al conduttore, alcuni molto affettuosi, di Al Bano, Piero e Alberto Angela (ognuno il suo personale), Maurizio Costanzo, Benedetta Rinaldi e Franco Di Mare, Michele Guardì, Giancarlo Magalli e Roberto Morise, Rita Pavone, Tiberio Timperi, Adriana Volpe e tanti altri.
Prima un lungo filmato aveva riassunto i 40 anni di Sereno Variabile che vide la luce sulla seconda rete della Rai (allora era un quindicinale di turismo e tempo libero) il 24 novembre 1978. Padrino della puntata fu il colonnello Edmondo Bernacca, il famoso e amatissimo meteorologo della tv di quegli anni, nello studio una giovanissima Enrica Bonaccorti, la prima di una lunga serie di conduttrici che si sono avvicendate nelle successive edizioni di Sereno Variabile. Alcuni nomi? Da Maria Giovanna Elmi, a Maria Teresa Ruta, Silvia Verdone, Mita Medici, Paola Saluzzi (“ha debuttato con me e ne sono orgoglioso” dice della rossa giornalista), Patrizia Pellegrino, all’attuale Maria Teresa Giarratano.
Marcello Foa ha ricordato i dettagli del primo Guinness World Record ricevuto da Bevilacqua, interrottamente autore e conduttore del programma, nel 2015: sarebbe potuto andare 44 volte sulla Luna e avrebbe fatto 421 volte il giro del mondo, oggi 3 anni dopo, con tanti altri chilometri sulle spalle, Sereno Variabile festeggia i 40 anni e un nuovo guinness. “Bevilacqua – ha evidenziato Foa – è il simbolo dell’italiano che ama viaggiare, ha aperto un filone. E’ rimasto una persona autentica e semplice che ama scoprire posti meravigliosi con freschezza”. E aggiunto il presidente Rai: “Bevilacqua è una sorta di James Bond viaggiatore che non incute timore ma solo simpatia”. “Non so nemmeno se esistano due persone che hanno ottenuto due record mondiali di fila. Ti invito ad andare avanti e a mantenere il sorriso che ti contraddistingue”.Bevilacqua non si aspettava forse tanti complimenti e sincero ha replicato: “La presenza di tanti amici, di tutti i direttori che ho avuto, le tante istituzioni che in realtà sono amici, a citarli tutti farei notte,.. Tutto questo equivale ad un record. Queste presenze fanno un grande piacere”. E ancora: “Ringrazio il pubblico che mi è stato fedele. È un riconoscimento che mi fa dimenticare tutta la fatica di questi anni. Non mi aspettavo tutto questo affetto. Anche il paragone con 007… Avevo questa tendenza e non lo sapevo!. Dal 1978 a oggi abbiamo percorso circa 18 milioni di chilometri. Per un lungo periodo sono stato continuamente in viaggio. Partivo, andavo in posto sperduto del mondo, tornavo a casa e il giorno dopo ero di nuovo su un aereo.
Ora ci concentriamo sull’Italia è più lieve”. Nel corso delle varie edizioni Bevilacqua ha incontrato personaggi famosi dello star system internazionale da Federico Fellini a Sylvester Stallone (“era preparatissimo sull’arte e la cultura italiana, mi soprese moltissimo”), a Robert Redford, Kevin Costner, ai tenori Josè Carreras e Lucia Pavarotti. Tra gli incontri di grande spessore quello con il principe Filippo di Edimburgo, consorte della regina di Inghilterra, per parlare di un tema a lui caro come il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, con lo scritture Wilbur Smith o con Isaac Asimov, considerato uno dei padri della fantascienza. Ma ha ricordato con commozione anche i suoi incontri con due pontefici papa Giovanni paolo II quando ancora non parlava bene l’italiano, e ultimamente Papa Francesco.  La maratona di Sereno Variabile andrà in onda nella notte del 12 dicembre: “Cominceremo – conclude Bevilacqua – con uno speciale che abbiamo realizzato in questi giorni. Poi, tutta la notte, staremo insieme in compagnia”.

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Con un allestimento mai messo in scena in Italia dello Schiaccianoci di Ciaikovskij si apre domenica 16 dicembre la Stagione del Balletto del Teatro alla Scala. È la proposta del capolavoro a firma George Balanchine che lo produsse negli anni ’50 in Usa. Sul palcoscenico oltre 130 artisti. Nel ruolo della fata Confetto Nicoletta Manni.
Direttore Michail Jurowski. “La fondazione Balanchine non lascia molti spazi nel cambiare la produzione originale – ha detto il sovrintendente del Teatro Alexander Pereira – E questo spettacolo segue assolutamente le regole coreografiche con tutto il suo fascino”. Sono nuovi però scene e costumi creati da Margherita Palli. “Mi sono chiesta cosa avrebbe fatto Balanchine se avesse avuto a disposizione i laboratori della Scala – ha detto – e l’ho realizzato”.
“Finalmente possiamo mettere in scena questo spettacolo, è sempre stato un sogno”, ha aggiunto il direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala Frederic Olivieri.
– Moschino sfilerà per la prima volta a Roma. Il direttore creativo Jeremy Scott ha scelto la capitale italiana per portare in passerella la collezione Moschino Uomo e la pre-collezione Moschino Donna Autunno/Inverno 2019.
La scelta di sfilare a Roma appare naturale per Jeremy Scott, che spiega: “Ho deciso di presentare la collezione Uomo e la pre-collezione Donna A/I 2019 negli storici studi di Cinecittà a Roma, poiché lo show sarà un omaggio al grande Federico Fellini che ha girato proprio lì alcuni suoi capolavori cinematografici.
Ho preso ispirazione dal suo lavoro e dai magnifici personaggi protagonisti di film quali Roma, La Dolce Vita, Satyricon, 8 1/2, Casanova solo per citarne alcuni”. La sfilata si terrà martedì 8 gennaio 2019.
Anche Karl Lagerfeld scelto gli studi di Cinecittà per una sfilata di Chanel Métiers d’Art nel 2015.
– POMPEI (NAPOLI)

– Basta mangiare panini seduti sui banchi di quelle che era antiche locande e basta anche scattare selfie in piedi sulle colonne. Non è più possibile lasciare scorrazzare cani e bambini come se si trovassero in un parco pubblico e sono aboliti gli ombrelli, che solitamente le guide sollevano per farsi seguire dai gruppi di visitatori, a meno che non piova. Così pure è assolutamente vietato andare in giro a dorso nudo o circolare in reggiseno, abbigliamento che uomini e donne, soprattutto stranieri, adottano nelle giornate più calde d’estate. Sono alcuni dei 22 divieti e consigli comportamentali che scattano per i visitatori degli Scavi di Pompei.
Alcuni erano già adottati e si potevano leggere all’ingresso degli Scavi, altri sono nuovo del tutto. La ragione? Determinare uno stop alle scene ritenute scandalose nella città antica tra le più famose al mondo.
– Dopo l’annuncio di 60 show e delle date in Nord e Sud America con cui Eros Ramazzotti toccherà città come New York, Los Angeles, Miami, Chicago, Toronto, Mexico City, Buenos Aires, Rio De Janeiro, San Paolo, Santiago del Cile e molte altre, si aggiungono 14 nuovi appuntamenti in Europa per il Vita ce n’è World Tour che ha già registrato vendite per oltre 200 mila biglietti sui primi concerti europei e il sold out della data di debutto a Monaco di Baviera del 17 febbraio che è raddoppiata. A seguito di un primo assaggio nel continente all’inizio del 2019 e dopo la parentesi di concerti nelle Americhe, il tour mondiale dell’artista italiano tornerà in Europa nei mesi di luglio e agosto con altre date in Francia, Italia, Spagna, Austria e Croazia per arrivare l’11, il 12 e il 14 settembre all’Arena di Verona e il 3, 4, 6 agosto al Teatro Antico di Taormina con tre speciali appuntamenti.
– BOLOGNA

– A Liszt e Rossini, e alle rotte dei loro percorsi che si intrecciano sotto le due Torri, sono dedicate la mostra e la rassegna di incontri e concerti ‘Da Parigi a Bologna, in viaggio con Liszt e Rossini’, dal 12 dicembre al 31 gennaio alla Biblioteca d’arte di San Giorgio in Poggiale. La mostra è promossa dalla Fondazione Istituto Liszt e nasce in collaborazione con Genus Bononiae-Musei nella Città.
Il percorso propone documenti d’archivio come due lettere autografe dei compositori e 25 pannelli che raccontano i viaggi di Liszt che, giovanissimo, parte da Vienna, passando per Parigi fino al suo arrivo in Italia: il focus è incentrato sul soggiorno bolognese del 1838 e sul rapporto di amicizia con Rossini, di cui si celebra quest’anno il 150/o anniversario della scomparsa. Previsti anche diversi eventi dove musica, arte e cultura si intrecciano, tra cui un approfondimento su Marie d’Agoult, la compagna di Liszt che lo seguì nel viaggio italiano, e concerti e conferenze su pianoforti storici.
– MILANO

– “Penso che tutti noi che lavoriamo nella moda dobbiamo assumerci la responsabilità di difendere la libertà e i diritti umani, che in questo momento sono in pericolo”. Lo ha detto Miuccia Prada alla Royal Albert Hall di Londra, dove ieri sera ha ricevuto l’Outstanding Achievement Award, presentato da British Fashion Council, per il suo contributo all’industria mondiale della moda.
Miuccia Prada ha ricevuto il premio dall’attrice Uma Thurman e dal regista Steve McQueen. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, è stato invece premiato come Designer dell’anno.
– L’appuntamento è per il 26 marzo 2019: Le Vibrazioni si esibiranno per la prima volta al Mediolanum Forum di Assago per celebrare i 20 anni di carriera.
Sarà una festa della musica rock, prodotta da 432 srl, che vedrà la presenza sul palco di tanti amici artisti che hanno condiviso con Le Vibrazioni il loro lungo percorso. Nell’attesa del debutto sul palco del Forum, a febbraio la band si esibirà in alcuni dei più prestigiosi club internazionali nel Così Sbagliato – European Tour. Queste tutte le date del tour europeo: 5 febbraio – Madrid @ Cafè Berlin; 6 febbraio – Barcellona @ Razzmatazz; 8 febbraio – Parigi @ La Boule Noire; 9 febbraio – Bruxelles @ VK; 10 febbraio – Liverpool @ Invisible Wind Factory; 11 febbraio – Dublino @ Whelan’s; 12 febbraio – Londra @ 02 Academy Islington; 14 febbraio – Amsterdam @Q-Factory; 16 febbraio – Berlino @ Cassiopea.
– Poiret annuncia, dopo appena sei mesi di collaborazione, la fine del suo rapporto con la sua direttrice creativa, la designer cinese Yiqing Yin. La maison che appartiene al gruppo Shinsegae e l’amministratore delegato Anne Chapelle ringraziano in uno scarno comunicato la stilista per il suo apporto al rilancio della storica maison, tornata a sfilare a Parigi solo nel marzo 2018, appena sei mesi fa.
Ma in verità tutti attendono di apprendere se e da chi la designer sarà sostituita, dal momento che è in ballo la sorte non di una griffe qualsiasi, ma della maison fondata nel 1903 a Parigi da Paul Poiret, il sarto che liberò le donne dalla costrizione del busto, facendo sognare tutta la Belle Époque.
Il marchio Poiret era tornato sotto i riflettori dopo quasi un secolo d’inattività. Nel 2015 era stato rilevato dal gruppo sud-coreano Shinsengae International. La businesswoman belga Anna Chapelle (già a capo di Haider Hackemann) ricopre il ruolo di ad, mentre Yiqing Yin si occupava dell’ufficio stile.
– POMPEI (NAPOLI)

– Una città etrusca dal nome ignoto sorgeva 600 anni prima di Cristo dove in epoca romana sarebbe stata fondata Pompei e nella Palestra grande degli Scavi si può visitare dall’11/12 la nuova mostra di circa 800 reperti provenienti da musei italiani e europei per un excursus sulle prime influenze etrusche in Campania. “Pompei e gli Etruschi” è il titolo dell’allestimento: materiali in bronzo, argento, terrecotte, ceramiche, da tombe, santuari e da abitati, consentono di analizzare e mettere a confronto più elementi per affrontare il tema.
I primi secoli della storia di Pompei sono poco noti perché gli strati più antichi della città sono stati ricoperti e in gran parte distrutti dalla città sannita dei secoli III e II a.C. e da quella romana sepolta nel 79 d.C. Oggi si ritiene unanimemente che quella prima città, il cui nome è ignoto, sia stata fondata intorno al 600 a.C. da alcuni Etruschi giunti dall’Etruria interna, la regione situata a nord di Roma, tra la costa tirrenica, Tevere e Arno.
– Il rapporto tra Milano e gli Etruschi è al centro della mostra Il viaggio della chimera”, che apre il 12/12 al Civico Museo Archeologico, che l’ha concepita e realizzata insieme alla Fondazione Luigi Rovati, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano.
Il progetto mette in luce il legame fra Milano e la civiltà degli Etruschi nato dalla metà dell’Ottocento con la costituzione del nucleo più antico delle Raccolte Archeologiche milanesi e rinsaldato nel dopoguerra, quando Palazzo Reale ospitò una grande mostra nel 1955. Questa data segna l’avvio di una feconda stagione per l’etruscologia a Milano: dalla Fondazione Lerici del Politecnico di Milano alle campagne condotte dall’Università degli Studi di Milano a Tarquinia e nell’Etruria padana al Forcello di Bagnolo S. Vito. Un legame continuato con i recenti scavi condotti a Populonia e che proseguirà con l’imminente apertura al pubblico del Museo Etrusco della Fondazione Luigi Rovati.
– BOLOGNA

– “Mi ha sempre molto incuriosito questa città, perché fin dai primi tempi sono andato a caccia della Bologna magra, in antitesi con il cliché della grassa Bologna, e questa mia ricerca non si è ancora conclusa. Sono partito dai passatelli in brodo, dal pittore Giorgio Morandi e da Guglielmo Marconi. E avevo ragione, c’è una Bologna magra, pieno di spirito raffinato e sensibilità”. Sorride e gioca con le parole Paolo Conte, come del resto ha sempre fatto nel corso di una carriera lunga più di 50 anni, scandita da grandi successi in Italia, in Francia e negli Stati Uniti. Oggi però il cantautore, polistrumentista e pittore piemontese è riuscito a “fermarsi un attimo” come ha detto il sindaco Virginio Merola, per ricevere la Turrita d’Argento, onorificenza cittadina, “in segno di profonda ammirazione e gratitudine di Bologna città creativa della Musica Unesco”.
Proprio in questi giorni Paolo Conte sta ‘vivendo’ Bologna, per due concerti di “Cinquant’anni di Azzurro”, al Teatro EuropAuditorium.
ROMA – Uno è il micidiale Uomo elastico. Nel senso che ha gran talento a lanciare gli elastici. L’altro è l’Uomo bradipo, con tutto quel che ne consegue. E poi ecco l’irresistibile Telepentothal, cui non si riesce a nascondere la verità. O l’Uomo saetta, superveloce e superintelligente, “pur con qualche problema di fiatone ancora da risolvere”. Dopo il successo de L’uomo che non capiva troppo, tornano così al Teatro Olimpico di Roma Lillo & Greg, alias Claudio Greg Gregori e Pasquale Lillo Petrolo, protagonisti di Gagmen – I Fantastici sketch, produzione LSD Edizioni in scena dal 18 dicembre al 6 gennaio.”Uno spettacolo particolarissimo, perfetto per le feste”, dice il direttore artistico del teatro Lucia Bocca Montefoschi, mentre, tutina aderente e sguardo minaccioso, i due sfilano insieme al cast, con Valeria Della Bidia, Attilio Di Giovanni e Marco Fiorini. “Nel mondo dei supereroi siamo stimatissimi e accreditati”, assicurano. Con la coregia di Claudio Piccolotto, per loro una galleria di nuovi personaggi e storici cult, tratti dal repertorio teatrale ma anche di radio e tv, come la rubrica Che, l’hai visto? e Normal man. In programma, anche uno speciale Capodanno con spettacolo, concerto della storica band Latte e i suoi derivati e “pensiamo a un mio streep tease”, dice Lillo, che a febbraio sarà al cinema nel nuovo film di Fausto Brizzi, Modalità aereo. “E’ dal ’95 che ogni anno alterniamo una commedia a uno spettacolo di sketch – racconta Greg – Siamo cresciuti nell’epoca d’oro degli sketch, tra Franca Valeri, Selce e Luttazzi, Bice Valori e Paolo Panelli, Cochi e Renato. In questo spettacolo, alcuni sono più surreali e grotteschi, ma in comune c’è la disamina dell’essere umano che si arrampica sugli specchi per arrivare a mete irraggiungibili”. “Il 70% sono nuovi – prosegue Lillo – Ben tre dedicati ai supereroi, che sono un po’ gli Achille ed Ettore dei nostri tempi: è una passione nobile. E siccome la Marvel non ci avrebbe mai chiamato, ne abbiamo creato alcuni noi. Anche con poteri inutili, anzi, inficianti”. In fondo, riflettono, “l’umorismo, far ridere la gente, è già un superpotere. Soprattutto dopo un passato da nerd come il nostro, in cui nella conta non ci volevano mai in squadra a calcio. Oggi invece spesso le persone ci dicono che grazie a noi hanno dimenticato per qualche ora pene importanti”.Potendo scegliere? “A me piacerebbe l’invisibilità – risponde subito Lillo – Non da usare contro la criminalità, ma per togliermi alcune soddisfazioni personali. Non lo direi neanche in giro”. “Io vorrei essere molto forte – riflette Greg – per andare in giro a ‘corcare’ di botte la gente”. E a guardare indietro nel tempo si arriva fino al ’91, quando incaricati da una casa editrice di pensare una rivista di fumetti umoristici, i due si presentarono e la trovarono chiusa. “Erano falliti e non ci avevano neanche avvisato – ricordano – Sembrava una tragedia, ma si rivelò una fortuna. Avevamo un po’ di canzoni in repertorio e mettemmo su Latte e i suoi derivati. Prendevamo 50 mila lire a sera nei localini, fino a quando un giorno trovammo una fila che girava intorno al palazzo. All’inizio ci siamo chiesti ‘ma dove vanno?’ – ammette Lillo – Poi abbiamo capito che era partito un passaparola importante”. Ma dopo tanti anni di risate, un film drammatico? “Volentieri – risponde Greg – La difficoltà è trovare un umorismo nelle nostre corde. Un film drammatico ci permetterebbe di scandagliare quanto maturato a teatro”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TORINO

– Torino omaggia Edoardo Fadini, fondatore del Cabaret Voltaire protagonista della vita intellettuale torinese per decenni, amico e sodale per 30 anni di Carmelo Bene.
A 5 anni dalla scomparsa dell’organizzatore teatrale e critico, il Teatro Piemonte Europa diretto da Valter Malosti gli dedica la stagione e, il 16 dicembre al Teatro Astra, la proiezione del film Manfred di Carmelo Bene, realizzato dalla Rai nel 1978 e trasmesso nel 1983 su Rai2. Attorno alla proiezione, una conversazione con la figlia Susanna Fadini e gli storici Leonardo Mancini, Armando Petrini, Franco Prono e il presidente della Casa del Teatro Ragazzi Alberto Vanelli.
Fadini iniziò come critico teatrale all’Unità e a Rinascita.
Diresse l’Unione Culturale di Torino fondata da Franco Antonicelli, fondò le riviste Teatro (con Giuseppe Bartolucci e Capriolo) e Fuoricampo, e nel 1967 il Manifesto del Nuovo Teatro con Franco Quadri e Giuseppe Bartolucci, insegnò al Dams di Torino e portò il Living Theatre in Italia.

– SPOLETO (PERUGIA)

– È stata Barbara Bouchet, madrina della manifestazione, ad aprire lo “Spoleto film festival. Primo piano: pianeta donna”, la rassegna cinematografica competitiva che si tiene a Spoleto e in altre località umbre dal 10 al 15 dicembre.
Il via ufficiale alla manifestazione è stato dato con l’inaugurazione della mostra fotografica su Anna Magnani.
Il Festival competitivo vede in concorso diverse opere prime e non, di lungometraggio e di cortometraggio, firmate da autrici italiane con particolare riguardo agli esordi. Il festival vivrà i suoi momenti clou a Spoleto, ma sarà ospitato in diverse realtà umbre con proiezioni ed eventi speciali. A giudicare le opere in concorso un gruppo di esperti, che assegnerà i premi per la migliore regia, migliore sceneggiatrice, migliore attrice, migliore produttrice e migliore cortometraggio. Verrà inoltre assegnato un premio speciale ad un’attrice icona del cinema italiano nel mondo.
– TORINO

– Il Museo del Cinema di Torino si è aggiudicato all’asta di Minerva Auctions Gruppo Finarte il costume di scena di Sofia Loren in Una giornata particolare di Ettore Scola. “Abbiamo fatto il possibile per far entrare la ‘vestaglietta’ di Sofia Loren nella nostra collezione – dice la conservatrice Donata Pesenti Campagnoni – perché si tratta di un’icona che travalica i confini del cinema, simbolo dell’identità italiana”. L’investimento è stato di 22.500 euro, diritti inclusi.
Accanto all’abito il Museo ha anche acquisito il disegno originale di Ettore Scola, “che consentirà ai visitatori – spiega Sergio Toffetti, presidente del Museo – di ripercorrere l’intero percorso creativo: dalla prima intuizione al costume come oggetto museale alla scena immortalata sullo schermo”.
Soddisfatte anche Paola e Silvia Scola: “Siamo felici che il Museo del Cinema, amato da cinefili e studiosi, si sia aggiudicato la vestaglia di Sofia Loren e il bozzetto, riunificando così in un solo spazio il lavoro di nostro padre”.
– Non solo un viaggio in un pezzo di storia nella Capri del 1914, ma anche “un film sul passato che racconta anche molto il presente”. Così Mario Martone all’incontro stampa di ‘Capri-Revolution’, già in concorso al Festival di Venezia 2018 e ora in sala dal 20 dicembre con 01 in 150 copie. “Il fatto è – ha spiegato Martone – che il presente oggi è appiattito su conflitti, schematismi rigidi, muri, a cui però manca profondità, una cosa che il passato può invece ricreare. Il mondo è oggi – continua – più che mai complesso e, per fare solo un esempio, ha un bel dire Trump che quello che sta succedendo alla natura non ci riguarda, ci riguarda eccome”.In Capri-Revolution, Martone, pronto a tornare sul set nel 2019 con ‘Qui rido io’ su Eduardo Scarpetta – rinnova invece la sua voglia di rileggere la storia a modo suo e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso delle prima guerra mondiale. Qui una comune di giovani nordeuropei trova il luogo ideale per la propria ricerca esistenziale e artistica. Il film narra così l’incontro tra Lucia, giovane e semplice capraia (Marianna Fontana), la raffinata comune proto-hippie guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto). Tre realtà che verranno trasformate entrando in contatto tra loro. “L’arte è un processo collettivo che ci riguarda tutti – continua il regista parlando di questo film che chiude la trilogia sull’Italia del passato dopo ‘Noi credevamo’ (2010) e ‘Il giovane favoloso’ (2014) -. Cosa sarebbe la nostra vita senza canzoni e musica? Ogni volta che qualcuno legge un libro c’è qualcosa che si muove, succede qualcosa. Oggi invece tutto si è irrigidito”.E ancora sul presente e sull’immediato futuro dice il regista napoletano: “Le pietre d’inciampo divelte a Roma tra le tante cose agghiaccianti che accadono, è una cosa che spinge alle lacrime e ci dice molto su cosa stiamo diventando”. Mentre sul fronte del vegetarianismo, sottolinea: “Io non sono vegetariano, ma il vegetarianismo sarà una nuova frontiera politica del futuro, una cosa che andrebbe capita al più presto”. Nel futuro di Martone ancora Napoli: “Tornerò sul set con ‘Qui rido io’, un film ambientato proprio negli stessi anni di Capri-Revolution ma dedicato alla figura del celebre attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Il titolo del film è solo la frase che campeggia sulla villa di Scarpetta (La Santarella). Questo lavoro sarà poi anche un modo per tornare a lavorare con Toni Servillo”. Le riprese di ‘Qui rido io’, prodotto da Indigo e Publispei con Rai Cinema, inizieranno nel 2019. –

PATRICE NGANANG, LA STAGIONE DELLE PRUGNE (66THAND2ND, PP 349, EURO 18). Gli africani che combattono per liberare l’Europa. E’ quello che ci racconta lo scrittore e poeta camerunense Patrice Nganang, 48 anni, nel romanzo ‘La stagione delle prugne’, secondo capitolo di una trilogia sul Novecento, in cui la fine della seconda guerra mondiale è vista dall’Africa, dagli africani partiti per combattere.
“Le storie che parlano dell’Africa sono sempre raccontate dal punto di vista occidentale. Volevo sovvertire questa abitudine e raccontare l’Africa, il mio paese, il Camerun, dal punto di vista degli africani” dice Nganang, che si è opposto al regime di Paul Biya, nel 2017 è stato incarcerato nel suo paese d’origine dove non può più tornare perchè è stato privato dei diritti civili. In questi giorni a Roma, dove ha partecipato all’ultima edizione della fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, Nganang, che insegna Letterature comparate alla Stony Brook University, da 18 annivive negli Stati Uniti e con i suoi libri ha vinto premi come il Marguerite Yourcenar e il Grand prix litteraire d’Afrique noir. La stagione delle prugne, pubblicato in Italia da 66thand2nd, con la traduzione dal francese di Marco Lapenna, si apre con l’immagine del deserto. “Un’immagine forte insieme a alla traversata del Mar Mediterraneo. Sicuramente è un viaggio che ricorda quello fatto dai migranti oggi. Però di solito, come viene raccontato dai media occidentali, è un viaggio connesso a storie di povertà e di fuga. Mentre, nel mio caso, la rotta rimane la stessa ma c’è una differenza sostanziale, qui i soldati africani viaggiano per liberare l’Europa e quindi entreranno a Parigi da conquistatori” spiega Nganang che indossa un abito tradizionale, blu con ricami dorati. “L’esilio non è una condizione che mi fa piangere addosso, anzi mi spinge ad agire ancora di più” dice lo scrittore che considera una salvezza, nella sua condizione, i social media.
“Oggi i social media sono quello che poteva essere il teatro negli anni ’40 o il cinema negli anni ’60 per gli scrittori africani e neri. Ovvero, un modo molto potente per raggiungere il maggior numero di persone possibili. Io non li utilizzo per promuovermi, ma per aver un dialogo quotidiano, anche più forte che in passato, con le tantissime persone con cui sono in contatto in Camerun e per continuare a gestire le mie attività culturali e politiche a distanza” spiega lo scrittore che dal 1993 vive all’estero però era solito tornare, due tre volte all’anno, in Camerun, dove ha casa e famiglia, una fondazione di scrittori e attività politiche.
“Adesso che non posso più tornarci, sono aumentati i miei rapporti con gli africani camerunensi che non vivono in Camerun.
Continuo a coltivare una rete di persone molto forte, anche qui a Roma” racconta. E annuncia che il prossimo obiettivo è creare “un canale tv che andrà sul satellite. La base sarà in America, però raggiungerà i camerunensi in tutto il mondo. Nell’ultimo mese sono riuscito a raggiungere, attraverso i social media, migliaia di camerunensi che vivono fuori dal Camerun e gli ho convinti a donare un totale di 10 mila euro al mese per questo nuovo progetto. Sarà una rete tv per tutti loro”. Romanzo corale, sulle imprese degli eroi del Camerun, tanti inghiottiti dalle sabbie del Sahara, ‘La stagione delle prugne’ ci porta, raccontando la guerra, anche nel cuore della scrittura, del cenacolo poetico di Pouka. “Questo romanzo è il secondo capitolo di una trilogia che ho voluto fosse attraversata da una domanda, ovvero qual è il ruolo dello scrittore in periodi storici turbolenti, di guerra. Qual è la responsabilità dello scrittore? E cosa può fare per il proprio paese?” afferma Nganang. “La cosa bella della letteratura, della poesia è che unisce le persone, le fa incontrare. Nel mio libro – racconta – c’è un club di autori e poeti che si incontrano per scrivere e da questa situazione si troveranno catapultati in una esperienza di guerra. Il loro bagaglio di parole, di poesie arriverà fino a Parigi. Questo è un simbolo di come la letteratura possa viaggiare anche verso tutti i Pesi e continenti”.
– Passano gli anni, ma il cinepanettone, quello doc con Massimo Boldi e Christian De Sica, non muore. E così i due attori, dopo 12 anni e 23 cinepanettoni all’attivo, tornano insieme in ‘Amici come prima’ diretto dallo stesso Christian De Sica (con l’aiuto alla regia del figlio Brando) in sala con Medusa dal 19 dicembre in più di 500 copie.
Invecchiati, senza più amanti nell’armadio, Boldi e De Sica mettono mano al loro repertorio per un cinepanettone doc con qualche parolaccia, tanti ammiccamenti, ma anche con qualche inevitabile malinconia vista la storia con due protagonisti al tramonto.
“E’ una commedia più slapstick rispetto ai cinepanettoni tradizionali – dice De Sica – io allora facevo lo sciupafemmine, qui invece sono un disperato. Questa è un storia a tutto tondo dove ci sono anche melanconia e tenerezze” conclude l’attore che più volte ci tiene a dire che con Boldi non c’è mai stato un vero litigio.
“Siamo stati lontani professionalmente 12 anni, ma siamo sempre rimasti amici – replica Boldi -. Christian ha fatto i suoi film e io altri, ma non abbiamo mai litigato. Rincontrarci è stata una grande gioia: è come se ci fossimo lasciati ieri.
Con i cinepanettoni abbiamo raccontato l’Italia – dice con orgoglio Boldi – e con questo film spero possa iniziare un nuovo ciclo”. Ma cosa racconta questo neo-cinepanettone? La storia di Cesare (Christian De Sica) stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso di Milano, sempre affabile e 11 lingue parlate all’attivo, ma con l’arrivo di nuovi soci cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto, Luciana(Regina Orioli), efficiente ed algida figlia di Massimo Colombo (Boldi), storico proprietario dell’hotel, licenzia per primo proprio il direttore. Rimasto senza lavoro, scopre che Luciana sta cercando per suo padre, un vecchio in carrozzella (ma solo per pigrizia) e che si circonda di giovani escort, una badante, ed è disposta a spendere 5000 euro al mese.
Cesare non ci pensa due volte e si candida grazie anche all’aiuto del suo amico Marco (Maurizio Casagrande). Si traveste da donna e si trasforma in Lisa che conquista Massimo al primo incontro. Cesare haperò un problema non da poco: non ha il coraggio di svelare la verità alla moglie Carla (Lunetta Savino) e al figlio Matteo (Francesco Bruni), aspirante cantante, che continuano a crederlo benestante direttore d’hotel. Da qui, ovviamente, mille situazioni tra un Boldi anziano e sex-addicted e un De Sica, in versione Tootsie, alle prese con parrucche e seni posticci.

– Il Così è (Se vi pare) di Pirandello con Giuseppe Battiston, Maria Paiato e Filippo Dini a Torino e l’Ivan’ da Dostoeskij con Fausto Russo Alesi a Milano; Valentina Lodovini in Tutta casa, letto e chiesa di Franca Rame e Dario Fo e Maria Amelia Monti in Miss Marple – Giochi di prestigio, entrambe a Roma; La tempesta di Shakespaere per Roberto Andò, a Palermo, e La tragedia del vendicatore di Thomas Middleton per Declan Donnellan a Firenze; fino alla Salomè di Wilde con Eros Pagni, ancora a Roma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end. Giuseppe Battiston, Maria Paiato e Filippo Dini, che firma anche la regia è il Così è (Se vi pare) di Luigi Pirandello prodotto dallo Stabile di Torino, in prima fino al 6 gennaio al Carignano. Dai Fratelli Karamazov di Dostoeskij, Serena Sinigaglia dirige Fausto Russo Alesi in Ivan, al Teatro Studio Melato del Piccolo, Milano, fino al 16 dicembre. A Roma Tutta casa, letto e chiesa, di Franca Rame diretta da Sandro Mabellini, alla Sala Umberto.

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