Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 43 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Dicembre, 2018, 03:21:26 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 10:35 DI MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018

ALLE 03:21 DI VENERDì 14 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Matera 2019: la diretta Rai con Proietti
Presidente fondazione conferma anche mostra oggetti turisti

Mostre: sguardo su visitatori museiGli scatti di Pacifico esposti a Firenze dal 9 gennaio 2019

Fashion week celebra uomo ‘spendaccione’Capasa, under 35 spendono 60% in più rispetto a maschi adulti

Il settore ha con Cina rapporti ottimi

Sarnelli canta “Tu sì meglio ‘e me”Nuovo inedito e minitour solidale per la cantante napoletana

I sei finalisti del Premio WondyGiuria presieduta da Mario Calabresi, premiazione 18 marzo 2019

Docu-film su Netflix dedicata a ChanelNella routine di Karl Lagerfeld nella settimana delle sfilate SS

Musica: torna ‘Il viaggio di Roberto’A Ravenna, Ferrara e Parma nella nuova versione per orchestra

A Uffizi disegno preparatorio van WittelGalleria ha quadro ‘Veduta del convento di San Paolo ad Albano’

Elisabetta Franchi celebra 20 anni brandCapsule celebrativa anniversario in rosso lacca, colore-icona

Moda: Bonisoli, valorizzare patrimonioDobbiamo rendere fruibili beni e archivi, anche con un museo

Marinella lancia collezione sciarpeMaison, puntiamo su colore, calore e stile

Torna il libro su mosaico ‘Ara Pacis’Presentata al Museo la riedizione del volume

Miglior libro 2018 Berta Isla di MariasPer Classifica Qualità ‘La lettura’, miglior traduzione a Flabbi

Musica: addio Angelo Conti, frontman ‘Banda Bassotti’Aveva 62 anni, lo annuncia gruppo su pagina ufficiale social

David: si cambia, cinema vota il cinemaNasce premio dedicato a spettatore, apertura a Netflix

Finale X Factor con pensiero a CorinaldoUltimo live con Muse, Mengoni, The Giornalisti e Ghali

Annibale in Italia dopo duemila anni’Un mito mediterraneo’ dal 16/12 a Palazzo Farnese di Piacenza

Rock e fantascienza, binomio inossidabileNel saggio ‘Fantarock’ Gazzola e Assante esplorano gli intrecci

‘I colori dei sentimenti’ nel calcioUna storia d’amore nel calcio e per il calcio

Fabrizio Moro, live palasport nel 2019A ottobre. E in primavera un nuovo album di inediti

A teatro, Pirandello per Battiston-DiniLodovini tra Rame e Fo. Andò dirige Bardo. Monti è Miss Marple

Bonisoli, più vigilanza armata per Colosseo e ForiIl ministro, sono tempi difficili, preferisco prevenire

Scamarcio e Leone, è thriller tra le AlpiIn sala dal 13 Il testimone invisibile

King Crimson, 3 date a luglio in ItaliaAll’Arena di Verona, a Stupinigi Sonic Park e a Umbria Jazz

Civita-imprese per Gallerie Arte AnticaDa catalogo a biglietti, 12 progetti, valore 500 mila euro

Alaimo omaggia Rossini con nuovo CdDisco in occasione dei 150 anni dalla morte compositore pesarese

Redford con la pistola nell’ultimo filmIn sala The Old Man & The Gun, tra malinconia e sorriso

Le maestranze negli Rai negli spot dei concerti di Natale – VIDEOTelecamere, luci e droni per promuovere stagione tv e radio

Suburra la serie 2, donne determinantiDal 22 febbraio, confermato cast da Borghi a Gerini e new entry

Dopo Materadio, 40 nuovi alberi a MateraUna “compensazione ambientale”, accordo Legambiente-Fondazione

Wine to Love, la Muti tra amore e affariIn sala come evento l’opera prima di Domenico Fortunato

Bulgari punta sulla Cina, mercato in crescita e sofisticato A Pechino la nuova collezione dedicata all’Antica Roma

Enrique Iglesias, tour per 20/o carrieraAll the hits live sarà in Italia data unica il 5 maggio a Roma

Macchine mortali, futuro steampunkEsce il 13 dicembre. Da saga bestseller, produce Peter Jackson

A Berlino galleria firmata ChipperfieldSu 4600 metri quadrati la “James Simon Galerie” su Isola Musei

Classico Pop, arte di imitare capolavoriA Roma, dal Grand Tour a oggi la passione per copie e souvenir

Al Mann i misteri dell’antica CinaArrivano in Europa ‘I tesori del Sichuan’, fino all’11 marzo

Leonardo, campagna eventi in PiemontePartendo dall’Autoritratto e giocando sull’idea del selfie

Elisa e Calcutta, singolo insiemeSe piovesse il tuo nome in una nuova veste prodotta da entrambi

Campagna Guess Jeans e Infinite ArchivesNegli scatti di Rayscorruptedmind, nuova star del rap Sheck Wes

Alla Galleria Sabauda l’abate RamelliMibac acquista capolavoro del pittore francese Subleyras

A Natale Uj porta la musica in carcereCon Fondazione Cassa risparmio, anche in Basilica Perugia

Morandini consiglia 5 film con graffitiNelle strade di Torino e Milano

X Factor 2018, vince AnastasioA Milano show con Muse, Mengoni, Thegiornalisti e Ghali

Museo Cinema, in mostra charme MarilynAlla Mole Antonelliana fino al 28 gennaio scarpe star e non solo

Detassis, ai David si cambiaNasce premio dedicato a spettatore, apertura a Netflix

Gyllenhaal, Lontano da qui ed Elena FerranteIn sala dal 13/12 e lavora a adattamento de La figlia oscura

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

POTENZA

– Sarà Gigi Proietti a guidare la diretta televisiva della Rai – che durerà quasi un’ora – durante la quale, il 19 gennaio 2019, Matera inaugurerà l’anno da Capitale europea della Cultura: lo ha annunciato a Tito (Potenza) – partecipando ad un’iniziativa promossa dall’Eni – il presidente della fondazione Matera-Basilicata 2019, Salvatore Adduce. Confermando anche la presenza a Matera, il 19 gennaio, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Adduce ha ricordato alcune delle iniziative programmate per il 2019. E’ compresa la mostra degli oggetti che ciascuno dei turisti potrà portare e lasciare a Matera.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

FIRENZE

– Da visitatori a oggetto di sguardo attraverso l’obiettivo di Massimo Pacifico. E’ ‘Effetto museo – Intrusioni istantanee nei luoghi dell’arte’, mostra ospitata dal 9 gennaio al 25 febbraio al Museo Marino Marini di Firenze, che raccoglie 40 scatti per offrire una visione che ‘guarda chi guarda’ le opere d’arte, il visitatore che ‘abita’ il museo.
L’esposizione, tra le iniziative con le quale il Marini ufficialmente riapre al pubblico dopo un restauro durato alcuni mesi, avrà oggi un’anteprima in occasione di ‘Visito ergo sum – Il pubblico nei musei’, conversazione, ospitata al museo alle 17.30, con Filippo Cavazzoni, direttore dell’istituto Bruno Leoni, il giornalista e critico Angelo Crespi, Mauro Felicori, già direttore della Reggia di Caserta, Ludovico Solima, docente all’Università della Campania e Patrizia Asproni, presidente del Marini.
La mostra di Pacifico, a cura di Claudio Di Benedetto, vuole offrire un’istantanea del rapporto tra i musei e il loro pubblico, consentendo di guardare indisturbati le emozioni che attraversano le persone che visitano i musei: la risata e la commozione, la gioia, espressa talora con passi di danza, o la la noia e anche il torpore, passando dal Victoria & Albert Museum di Londra allo Städelsches Kunstinstitut di Francoforte o la Neue Pinakothek di Monaco, dal Rijksmuseum di Amsterdam al Metropolitan Museum di New York o al Prince of Wales Museum di Mumbai, permettendo una ‘visita’ museale completamente originale e coinvolgente.
– Sarà la sfilata di Ermenegildo Zegna ad aprire, la sera di venerdì 11 gennaio, Milano Moda Uomo. Chiudere la porta spetterà invece a Gucci, con una serata speciale al Gucci Hub, ‘Motus presenta MDLSX con Silvia Calderoni’, per la regia di Daniela Nicolò e Enrico Casagrande.
L’edizione 2019 della moda maschile autunno-inverno avrà in calendario 27 sfilate, con cui la moda italiana celebra un settore che, pur con volumi inferiori di quella femminile, ha crescite più marcate. “Registriamo un trend costante dal 2013 del +2%, che ci aspettiamo continui” ha detto Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda. La crescita della Moda uomo “è dovuto anche ad un cambio generazionale nei nuovi consumatori. Gli under 35 spendono, rispetto al maschio più adulto, in media il 60% in più in abbigliamento. C’è una grande attenzione tra i giovani uomini al vestir bene”.
– Il web “a volte sfugge alle nostre intenzioni” e “Dolce & Gabbana sono un brand importante, con un fatturato importante, che impiega oltre 3.000 persone. Sono grandi ambasciatori dell’Italia”. E’ il commento del presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, alla querelle che ha coinvolto il marchio italiano in Cina. “C’è stato uno scivolone, ma hanno chiesto scusa e sono sicuro che si stanno riprendendo, in tempi rapidi, anche con la Cina che per loro è un mercato importante”.
Tutto il settore Moda Italia ha con il paese asiatico “rapporti ottimi” ha aggiunto Capasa, ricordando il +16,9% nelle esportazioni verso la Cina tra gennaio e agosto 2018. “Credo che anche per Dolce e Gabbana i rapporti si normalizzeranno per il buon lavoro che stanno facendo”.

– NAPOLI

– Esce “Tu sì meglio ‘e me”, il nuovo singolo di Monica Sarnelli, anticipazione del prossimo album di inediti dell’artista napoletana, annunciato per la primavera 2019.
“Un brano che parla di amore e di dolore- sottolinea l’artista – con un testo di Bruno Lanza che nasce dalla condivisione di esperienze ed impressioni e che evidenzia come ad una necessità smisurata di tenerezza, di unione, di contatto, non sempre corrisponda una reale volontà di espressione sincera e disarmata di questi sentimenti, soprattutto tra gli adolescenti, capaci di indossare corazze tanto imponenti quanto fragili per nascondersi agli altri”.
La musica è di Sally Monetti e Federico Spagnoli, mastering a cura di Bob Fix, la produzione artistica è firmata da Gigi De Rienzo per l’etichetta Lazzara Felice. “Una canzone – aggiunge la Sarnelli – che parla di amore a partire dal riconoscere errori e mancanze e che incita ad affidare la ricerca del bene alla consapevolezza dei propri limiti”.
– ‘Una donna può tutto’ (Ponte alle Grazie) di Ritanna Armeni, ‘Resto qui’ (Einaudi) di Marco Balzano, ‘La manutenzione dei sensi’ (Fazi) di Franco Faggiani, ‘La casa degli sguardi’ (Mondadori) di Daniele Mencarelli, ‘Le assaggiatrici’ (Feltrinelli) della Premio Campiello 2018 Rossella Postorino e ‘Le stanze dell’addio’ (Bompiani) di Yari Selvetella. Sono i sei finalisti della seconda edizione del ‘Premio Wondy’ per la letteratura resiliente. La cerimonia di premiazione sarà il 18 marzo 2019 al teatro Manzoni di Milano.
La giuria è presieduta quest’anno dal direttore de La Repubblica, Mario Calabresi ed è composta da una rosa di giornalisti, accademici, scrittori: Diamante D’Alessio, Luca Dini, Chiara Fenoglio, Selvaggia Lucarelli, Michela Marzano, Marco Missiroli, Emanuele Nenna, Alessandra Sarchi, Gianni Turchetta e Andrea Vitali.
La seconda edizione del premio – promosso dall’Associazione ‘Wondy Sono Io’ in memoria di Francesca Del Rosso, giornalista e scrittrice scomparsa nel 2016, diventata nota con il nome di Wondy dopo la pubblicazione del libro ‘Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro'(Rizzoli) – è rivolta alle opere, scritte in italiano e pubblicate fra il primo settembre del 2017 e il 31 agosto del 2018, che raccontano come fare fronte in modo positivo agli ostacoli della vita.
Le sei opere sono state scelte tra i 42 volumi inviati. I lavori saranno poi esaminati dalla giuria tecnica e da una giuria popolare. Al vincitore, scelto dalla giuria tecnica, andrà un premio di 5000 euro e un’opera su tela dell’artista Luca Tridente. Allo scrittore più votato dalla giuria popolare, che si esprimerà sulla pagina Facebook dell’associazione WondySonoIo, andrà un premio di 2000 euro.

– E’ in arrivo su Netflix la nuova docu-serie ad alto tasso di stile dedicata a Chanel.
Diretta da Andrew Rossi e disponibile a partire dal 21 dicembre, 7 Days Out, introduce alla scintillante e stacanovista routine di Karl Lagerfeld nella settimana precedente alla sfilata di Haute Couture Spring-Summer 2018. Un tour dove il “Kaiser” della moda svela i backstage del Chanel Métiers d’Art, la linea tutta artigianale, in un viaggio virtuale tra gli uffici stile e i laboratori sartoriali del colosso francese, dove nascono le pregiate creazioni del brand all’insegna dell’alta artigianalità. La docu-serie non si occuperà, però, solo di moda ma seguirà anche sette giorni nella vita di personaggi di altri settori come food, intrattenimento e sport.
– RAVENNA

– Sul palcoscenico che l’ha vista nascere nel 2014 e nella città che ha saputo trasformare il percorso della memoria in un tributo della collettività, la produzione originale di teatro musicale ‘Il viaggio di Roberto, un treno verso Auschwitz’ torna in scena nella nuova versione rivista per orchestra dall’autore delle musiche Paolo Marzocchi.
Prodotto dal Teatro Alighieri nel 2014, testo di Guido Barbieri e regia di Alessio Pizzech, lo spettacolo torna ora a Ravenna il 16 dicembre (ore 15.30), seguito da due matinées per le scuole (17 e 18 dicembre), prima delle repliche al Teatro di Ferrara (21 dicembre) e al Regio di Parma (27 e 28 gennaio) in occasione della Giornata della Memoria.
“Riportare in scena un lavoro come questo è necessario – sottolinea Pizzech – Siamo in un tempo di perdita di qualsiasi elemento di memoria. Siamo proiettati nel presente, viviamo nell’istante. ‘Il viaggio di Roberto’ pone invece la memoria come valore: l’arte diventa un monito, capace di andare oltre il tempo”.

– FIRENZE

– E’ stato acquistato dal ministero per i Beni culturali e affidato alle Gallerie degli Uffizi il disegno preparatorio per la ‘Veduta del convento di San Paolo ad Albano’, opera realizzata dal pittore olandese Gaspare van Wittel e già conservata alla galleria Palatina di Palazzo Pitti.
Il disegno, di proprietà di un privato, è stato comprato per 25 mila euro dal ministero per evitarne la ‘partenza’ per un Paese estero. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, in occasione della presentazione dell’opera, ha ricordato che “agli Uffizi abbiamo la collezione più grande di disegni preparatori”.
“Per questo motivo – ha aggiunto – è un’ottima occasione per avere un quadro insieme al suo disegno preparatorio”. Il dipinto era stato commissionato a van Wittel per commemorare il ricevimento offerto dal cardinal Ottoboni a Clemente XI Albani nell’estate del 1710: il Papa è raffigurato affacciato al balcone del convento. L’opera appena acquisita non sarà visibile in esposizione permanente perché “il disegno – ha spiegato il direttore Schmidt – deve stare al buio la maggior parte del tempo”. “Abbiamo istituito – ha aggiunto – le conferenze del mercoledì pomeriggio alle quali portiamo opere dai depositi e dal gabinetto disegni e stampe. Queste conferenze continueranno anche durante il nuovo anno e ora che abbiamo ricevuto questo importante acquisto organizzeremo un incontro dedicato al disegno e al quadro”.
– Una capsule di dieci capi nel colore preferito, rosso lacca, celebra i 20 anni del marchio Elisabetta Franchi. Sono abiti nel colore del Natale, della passione, dell’amore per il lavoro e per gli animali che la stilista di Bologna profonde nella sua attività da due decenni. La cura per i dettagli si esprime nella capsule attraverso elementi ironici e identificativi: la fodera interna è stampata all-over e raffigura la stilista con la sua amata Cherie, circondata dai suoi collaboratori, in testa ha una torta-cappello, i bottoni riproducono il numero 20. Completano la capsule una T-shirt con l’immagine della designer e l’anniversary bag in naplack. La Betty Blue Spa, azienda che oggi si chiama Elisabetta Franchi, è nata nel ’98. Il nome ripreso da Betty Doll, la bambola su cui la stilista faceva i primi esperimenti di moda da bambina e che oggi viene riprodotta e venduta. La designer ha creato una moda per “tutte le donne” impegnandosi a favore degli animali, non utilizzando più pellicce e piuma d’oca.
– “La moda italiana ha archivi pazzeschi, dai modelli meravigliosi di alta moda al pret a porter e in questo momento non c’è un vero monitoraggio. Per questo oggi ho istituito una commissione apposita per capire come valorizzare questo patrimonio”. Lo dice il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli

. “Dobbiamo vedere di mappare questi beni, metterli in sicurezza e proporre delle forme di fruizione. Sia che diventi un museo unico sullo stile di Victoria and Albert oppure diffuso o anche virtuale” aggiunge.
– Marinella, lo storico marchio napoletano celebre per le sue cravatte, lancia un nuovo prodotto must have che arricchisce la propria proposta di accessori: un’elegante collezione di sciarpe, disponibili nella linea uomo e donna, realizzate in tessuti di pregio e caratterizzate dalle inconfondibili fantasie che rendono unico il brand.
I colori e i tessuti continuano a essere gli elementi di distinzione – viene sottolineato dalla maison – creando uno stile che da oltre cento anni è sinonimo di eccellenza Made in Italy. Ogni modello di sciarpa è declinato in un’ampia gamma di nuance e in diverse dimensioni, dal taglio classico a quello maxi. Le sciarpe raccontano, attraverso i tessuti utilizzati, tre grandi mondi: la lana, il cashmere e l’immancabile seta.
“Gli accessori maschili sono da sempre il nostro mondo – spiega Maurizio Marinella -. Oggi la cravatta è certamente l’oggetto che più ci rappresenta, ma riteniamo giusto non dimenticare gli altri dettagli: sciarpe ricche di colore, calore, stile”.
– Dodici anni dopo la sua posa, il mosaico ‘Ara Pacis’ di Palladino – istallato presso l’altare della pax augustea nella struttura di vetro e acciaio dell’architetto Richard Meier – torna ad essere celebrato ed ammirato anche attraverso il libro a lui dedicato. La ristampa del volume ‘Ara Pacis – un mosaico di Mimmo Palladino’ è stata presentata presso il Museo dell’Ara.
A promuoverla Consulbrokers, società di brokeraggio di livello internazionale, in occasione dei suoi 30 anni di attivita’. “Paladino si impegnò molto per trasmettere tutta l’anima dell’Ara Pacis nel suo mosaico, andando addirittura ad usare solo tessere usate anche in epoca romana. Vedere, quindi, questo mosaico riportato alla sua importanza, mi inorgoglisce”, ha detto il critico d’arte Ludovico Pratesi. “Il Museo dell’Ara Pacis, anche grazie al mosaico del Paladino, rimane tra i più importanti di Roma”, le parole di Orietta Rossini, della sovrintendenza capitolina ai beni culturali.

– E’ ‘Berta Isla’ (Einaudi) di Javier Marías il miglior libro del 2018. A metterlo al vertice è la Classifica di Qualità de ‘la Lettura’, arrivata alla sua settima edizione. Secondo classificato è il romanzo di Paolo Giordano Divorare il cielo (Einaudi), in terza posizione ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) di Antonio Scurati. Assegnato anche il premio per la migliore traduzione, alla sua seconda edizione, che va a Lorenzo Flabbi per ‘Una donna’ di Annie Ernaux (L’orma). Marías e Flabbi riceveranno un’opera dell’artista Velasco Vitali (Bellano, Lecco, 1960) realizzata nell’antica Fonderia Battaglia di Milano.
In ‘Berta Isla’, Marías racconta la storia del matrimonio tra Berta Isla e Tomás, in cui si annida uno sconvolgente segreto.
Un libro che si addentra nelle pieghe di un amore imperfetto e nel mistero che ogni cuore nasconde, anche a chi crede di conoscerlo a fondo. Il romanzo di Marias compare anche al secondo posto della Classifica della Traduzione, che vede premiato il traduttore Maria Nicola. Al terzo a pari merito Luca Briasco per The Outsider di Stephen King (Sperling & Kupfer) e Vincenzo Vega per La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker (La nave di Teseo).
La giuria della Classifica di Qualità, presieduta da Marzio Breda (segretario Severino Colombo), è quest’anno composta da 311 membri, redattori, collaboratori e amici de ‘la Lettura’ e traduttori. Ciascun partecipante è stato chiamato a esprimere un massimo di tre preferenze tra tutti i libri usciti in Italia nel 2018, spaziando liberamente tra narrativa italiana e straniera, saggistica, varia, libri per ragazzi, poesia, graphic novel. I libri votati in questa edizione sono stati in totale 475. La stessa giuria aveva anche la possibilità di esprimersi per la migliore traduzione.
La top ten e tutti i libri votati sono pubblicati sul numero #368 de ‘la Lettura’.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Angelo Conti, detto ‘Sigaro’, chitarrista e frontman della banda Bassotti, è morto dopo una breve malattia. Aveva 62 anni ed era originario di Roma dove era nato nel 1952 e dove si è spento. I suoi compagni, per ricordarlo, hanno postato un’immagine sul profilo Facebook del gruppo: “Chi lotta non sarà mai schiavo. Ciao Sigaro”.
Domani dalle 8 alle 11 sarà allestita la camera Ardente al Gemelli. Poi alle ore 12:30 l’ultimo saluto al Tempio Egizio al Cimitero Monumentale al Verano.
La Banda Bassotti è stata una delle storiche formazioni di combat rock romane. Angelo Conti alla chitarra, con il cantante Gianpaolo ‘Picchio’ Picchiami e David Cacchione sono stati i due fondatori, avevano creato il gruppo durante la pause di lavoro in cantiere, dove i membri della futura band facevano i manovali. Ad accomunarli ulteriormente la militanza politica. Il loro sound era ruvido e contaminato, come si usava in quegli anni, con un mix di influenze che andava dai Clash al reggae, al 2 tone ska britannico.
Sarebbe diventata una vera e propria band qualche anno più tardi, nel 1987, quando il curioso miscuglio di operai decide di ufficializzare quello che prima era solo una passione.
In modo particolare, le loro canzoni sposeranno le cause di popoli come quello palestinese o di paesi dell’America Centrale come El Salvador o il Nicaragua e, quando scoppia la guerra in Ucraina, sostengono i ribelli insorti contro Kiev. Il debutto avviene nel 1991 con Balla e difendi, poi c’è Figli della stessa rabbia, nel 1992 e una serie di titoli coerenti con ciò che la banda ha sempre voluto essere: Avanzo de cantiere, Siamo guerriglia e l’ultimo, del 2014, Banditi senza tempo.
Ai David si cambia e il cinema vota davvero il cinema. E questo in vista della 64a edizione dei Premi David di Donatello, che si terrà il prossimo 27 marzo in diretta su Raiuno. È quello che ha annunciato stamani il presidente e direttore artistico, Piera Detassis, spiegando come abbia messo mano insieme al Consiglio Direttivo dell’Accademia del Cinema Italiano, a quella giuria troppo ‘allargata’ che aveva creato non poche polemiche negli anni scorsi. Una sorta di ‘bonifica’ e di ridefinizione con criteri più attenti alla professionalità dei votanti che passano da 2148 a 1559.Tra le novità anche un nuovo premio dedicato a Il David de lo spettatore per il film uscito entro il 31 dicembre, che avrà totalizzato il maggiornumero di spettatori e presenzecalcolate entro la fine di febbraio e anche un’apertura alle piattaforme di downloading come Amazon e Netflix, almeno per quelle opere uscite nelle sale cinematografiche di almenocinque città, con una tenitura minima di7 giorni (cosa che potrebbe far rientrare anche Sulla mia pelle di Alessio Cremonini). A partire dal 2020 poi con il nuovo decreto, la tenitura minima potrebbe essere ridotta a tre giorni “in caso di film programmati da sale con carattere di evento, in giorni diversi dal venerdì, sabato, domenica e giorni festivi”.E questo nel segno di un David che spiega la Detassis intende “respirare allo stesso ritmo del cinema rappresentandolo con precisione e rigore anche negli eventuali sviluppi futuri e garantendo apertura al cambiamento”. Intanto la giuria. Sarà composta da1559membri, di cui11saranno i membri del Consiglio Direttivo, 1165saranno poi i candidati e vincitori delle passate edizioni e383faranno parte della nuova giuria ‘Cultura e Società’ (a fronte dei983delle ex-componenti “Spettacolo, Cultura e Società”). Quest’ultima (che rappresenta il 20% contro l’80% di quella dei candidati e vincitori), la cui lista sarà pubblicata a giorni, comprende “quelle professionalità determinanti”: si va dai direttori di festival e di cineteche a organizzatori culturali, da direttori di teatri gallerie e musei a firme del giornalismo e della critica, dagli agenti agli uffici stampa, dagli esercenti ai distributori. Cambiamenti anche per il David giovani che sarà scelto e votato da una giuria nazionale di3.000studenti degli ultimi due anni dellescuole secondarie di II grado.Per la prima volta, i film in concorso verranno infatti visionati non solo nelle sale ma anche tramite una piattaforma David di Donatello dedicata alle scuole partecipanti. Dall’edizione 2019, una commissione formata da sette esperti, in carica per due anni, avrà poi il compito di preselezionare i15documentari da sottoporre al voto della giuria per poi arrivare alla cinquina. Infine Ficarra e Picone, che avevano polemizzato più volte con i criteri del premio tanto da non iscrivere più i loro film ai David, sono tornati sui loro passi. Dice con soddisfazione Piera Detassis:”Mi hanno chiamato dicendomi che sono fiduciosi nel cambiamento che abbiamo portato avanti”.

“Ci sentiamo responsabili dei messaggi che trasmettiamo al nostro pubblico più giovane e proprio per questo durante la nostra finale ci sarà spazio anche per una riflessione sui fatti di Corinaldo”. Le parole sono di Nils Hartmann, responsabile dei contenuti originali di Sky, che ha annunciato oggi un momento dedicato alla tragedia della discoteca Lanterna Azzurra, dove hanno perso la vita cinque giovanissimi e una mamma, inserito nel programma della finale della dodicesima edizione italiana di X Factor, questa sera al Mediolanum Forum di Milano. L’ultimo atto della gara a suon di canzoni, vedrà sfidarsi sul palco del palazzetto dei grandi eventi musicali, i quattro finalisti che quest’anno rispondono ai nomi di Luna, Naomi, Anastasio e Bowland.Una sostanziale parità, quindi, per i giudici Manuel Agnelli, Fedez, Mara Maionchi e Lodo Guenzi che arrivano alla finale di stagione con un concorrente a testa. Dopo l’annuncio a sorpresa e in diretta tv da parte di Agnelli a proposito del suo imminente addio ad X Factor, oltre che alla pausa annunciata da Fedez, quella che si apre per la prossima edizione del talent, è un possibile rimescolamento completo delle carte, visto anche il dubbio sulle riconferme di Mara Maionchi e Guenzi.”L’annuncio di Manuel ci ha un po’ stupiti – ha commentato Hartmann – ma non abbiamo ancora pensato al futuro. In gara gli animi si scaldano e si possono dire tante cose. Di natura ci piace scompaginare le cose ma di giudici e futuro cominceremo a parlarne con l’anno nuovo”.Oltre ai quattro impegnati a contendersi il titolo di talento dell’anno, secondo Sky e secondo il pubblico votante da casa, in scena passeranno anche quattro ospiti dai nomi più che noti. Se Marco Mengoni si presenterà per duettare assieme ai concorrenti, al Forum ci saranno anche i super ospiti internazionali Muse, così come i TheGiornalisti e Ghali. Sul fronte dei numeri, quelli diffusi da Sky parlano di qualcosa come 3 milioni e quattrocento mila spettatori medi per l’intera stagione, ma soprattutto di un record di voti pari a 47 milioni, con una crescita del 49 per cento rispetto all’anno passato. Annunciata come super tecnologica, la finale che sarà affidata sempre alla direzione artistica di Simone Ferrari, sarà in onda alle 21,15 su Sky Uno è in chiaro anche su TV8, anticipata alle 20,25 dallo speciale Ante Factor, sempre su Sky Uno.

– PIACENZA

– Dopo duemila anni Annibale torna in Italia per una mostra, a Palazzo Farnese di Piacenza dal 16 dicembre al 17 marzo, che ripercorre l’epopea del grande condottiero cartaginese.
‘Annibale un mito mediterraneo’, curata dall’accademico Giovanni Brizzi, è un viaggio nella storia del Mediterraneo all’epoca delle Guerre puniche, attraverso la vicenda dell’uomo che osò sfidare Roma, e affianca all’esposizione dei reperti (ceramiche, armi, dipinti), provenienti da collezioni italiane e straniere, un apparato tecnologico che movimenta l’allestimento con teche olografiche, videoinstallazioni, videowall e proiezioni, attraverso le quali la figura di Annibale incrocerà quella di due grandi icone classiche come Alessandro Magno ed Eracle.
La mostra offre anche un approfondimento storico sugli aspetti strategici, militari e politici della seconda guerra punica, verso lo spettacolare scontro tra Cartagine e Roma, e si chiude con la sconfitta di Annibale, il rientro a Cartagine, l’esilio e i suoi ultimi giorni.
– FANTAROCK. STRANEZZE SPAZIALI E SUONI DA MONDI FANTASTICI DI MARIO GAZZOLA ED ERNESTO ASSANTE (Arcana Edizioni, pagg. 460, euro 26,50). C’è un filo sottile che lega i Kraftwerk e David Bowie, Alan Parson e i Pink Floyd ad Isaac Asimov, Ray Bradbury, Philip K. Dick e James Ballard. Dagli anni Cinquanta, periodo in cui inizia la conquista dello Spazio, ad oggi la storia del rock è stata spesso suggestionata dalla fantascienza e da mondi lisergici e nuovi. Canzoni, videoclip e copertine di dischi si sono ispirate a letteratura, cinema e fumetti del genere fantastico. Concept album e opere rock come Diamond Dogs e I Robot, colonne sonore per i film come Metropolis di Giorgio Moroder o 1984 degli Eurythmics, fino ai più recenti Matrix e Strange Days sono progetti che chiaramente mostrano questa influenza. E l’esplosione più recente dei videogiochi e delle serie tv stanno offrendo nuovi spunti.
A tracciare la storia di questa interazione è il saggio di Mario Gazzola ed Ernesto Assante. Gazzola è uno scrittore, giornalista e blogger milanese, cofondatore e direttore del sito http://www.posthuman.it. Assante è un giornalista e critico musicale, storica firma de La Repubblica, che ha scritto diversi libri in tandem col collega Gino Castaldo. FantaRock si articola in capitoli cronologici supportati da una serie di appendici, storie trasversali che approfondiscono tematiche specifiche e cross-temporali. Ci sono i suoni sperimentali nel cinema e nella narrativa di fantascienza; la carriera di David Bowie, poliedrico musicista e attore che ha creato la figura dell’astronauta Major Tom, che lo ha accompagno fino all’ultimo disco Blackstar; l’influenza di William Burroughs sul rock e l’incompiuto film da Wild Boys coi Duran Duran; i musicisti che hanno recitato o addirittura diretto film del fantastico e scritto libri o fumetti (Mick Jagger, ancora David Bowie, Sting, Roger Daltrey, Alice Cooper, Gene Simmons, Iggy Pop, Sun Ra, Wayne Coyne, Rob Zombie). Tra i capitoli del libro anche il fertile rapporto fra rock, fumetti e copertine di dischi. E, appunto, l’impatto che la recente esplosione dei videogiochi e delle serie tv sta esercitando sull’immaginario del fantastico, diventando nuovo terreno d’interazione.
FantaRock contiene anche i contributi di un corposo gruppo di autori, interviste inedite a musicisti come Eugenio Finardi che col suo Extraterrestre portò l’intreccio rock-fantascienza anche in Italia. E testimonianze di scrittori come Bruce Sterling, che con i suoi racconti ha contribuito a definire il filone cyberpunk. Nel saggio c’è pure una prefazione di Giancarlo De Cataldo e una postfazione di Gabriele Salvatores. “Da un certo momento in avanti rock e costruzione di universi procedettero affiancati, come in una parata che ambiva a catturare lo zeitgeist, lo spirito del tempo”, racconta lo scrittore e magistrato. Per il regista di Mediterraneo e Nirvana, tra rock e fantascienza c’è più di un punto di contatto, “in entrambi c’è la ricerca intrinseca di dimensioni diverse, la necessità di guardare quello che c’è dietro il muro, dietro l’ovvio, la voglia di scoprire il dark side non solo nella luna ma anche nella vita”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sarebbe facile avere come idolo calcistico Cristiano Ronaldo e Messi, o, tornando indietro nel tempo, Maradona e Platini. O, da tifoso laziale, mostri sacri come Bruno Giordano e Alessandro Nesta. Ma a volte è molto meglio farsi trasportare dai sentimenti e scegliere col cuore: è quello che ha fatto Fabrizio Sapia che, ammette nell’introduzione, è riuscito a scrivere a quattro mani la biografia “del mio idolo sportivo”.
Angelo Adamo Gregucci, di professione stopper, ha vissuto sulla sua pelle il passaggio dal calcio fatto di marcature a uomo a quello della zona, la stessa che ha iniziato a insegnare diventando allenatore a fine carriera, ora nel team della nazionale. Il racconto della vita di Gregucci è quella di un calciatore nato negli anni ’60, cresciuto sui campetti improvvisati in cemento sotto casa a San Giorgio Jonico e diventato protagonista del settennato che portò la Lazio da un campionato di serie B con nove punti di penalizzazione al ritorno in Europa dopo sedici anni di assenza. E’ un racconto intenso, una lunga storia d’amore, destinata agli innamorati del calcio fatto di sentimenti.

– Reduce da un 2018 che lo ha consacrato come uno dei protagonisti dell’anno, Fabrizio Moro, attualmente al lavoro sul nuovo album di inediti in uscita in primavera, tornerà a esibirsi live nel 2019 con 4 appuntamenti nei palasport. Queste le date di ‘Palasport 2019: il 12 ottobre al Pal’Art Hotel di Acireale (CT), il 18 e 19 ottobre al Palazzo Dello Sport di Roma, il 26 ottobre al Mediolanum Forum di Milano. Sul palco insieme a Fabrizio Moro ci sarà la sua storica band: Claudio Junior Bielli (Pianoforte, Tastiere e Programmazioni), Roberto Maccaroni (chitarra e cori), Danilo Molinari (chitarra), Alessandro Inolti (batteria), Andrea Ra (basso e cori).
– Il ‘Così è (Se vi pare)’ di Luigi Pirandello con Giuseppe Battiston, Maria Paiato e Filippo Dini a Torino e l”Ivan’ (Karamazov) di Dostoevskij per Fausto Russo Alesi e Serena Sinigaglia a Milano; Valentina Lodovini in ‘Tutta casa, letto e chiesa’ di Franca Rame e Dario Fo e Maria Amelia Monti in ‘Miss Marple – Giochi di prestigio’ da Agatha Christie per Pierpaolo Sepe, entrambe a Roma. E ancora, ‘La tempesta’ di Shakespeare che Roberto Andò dirige con Prospero-Renato Carpentieri, accanto a Calibano-Vincenzo Pirrotta, Ferdinando-Paolo Briguglia, Gonzalo-Fabrizio Falco, a Palermo; ‘La tragedia del vendicatore’ di Thomas Middleton nella riscrittura de Stefano Massini per Declan Donnellan a Firenze; fino alla ‘Salomè’ che Luca De Fusco ha tratto da Oscar Wilde con Eros Pagni, Gaia Aprea e Anita Bartolucci, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
– “Meglio prevenire che curare”. A pochi giorni dall’attentato che ha sconvolto il centro storico di Strasburgo e riportato la paura del terrorismo in Europa, arriva dal ministro della cultura Bonisoli l’annuncio del giro di vite sulla sicurezza del Colosseo, il più iconico tra i monumenti italiani, meta turistica sempre affollata, con oltre 7 milioni di biglietti staccati ogni anno. Inserito già dal 2016 come tutta l’area archeologica centrale di Roma nella lista degli obiettivi sensibili da super proteggere, l’Anfiteatro Flavio è del resto già oggi presidiato da militari armati, così come la passeggiata dei Fori imperiali protetta dai blindati dell’esercito. E anche quest’anno come sempre a Natale, sottolinea il prefetto di Roma Paola Basilone, la vigilanza verrà ulteriormente rafforzata nei giorni delle feste. Da oggi comunque si farà di più, con una presenza più forte di militari armati non solo all’esterno, ma anche all’interno dei monumenti, per offrire ulteriore sicurezza alle persone e ai monumenti patrimonio dell’umanità: “Potrà pure essere esagerato, ma se c’è un posto dove essere più realisti del re è proprio questo” allarga le braccia Bonisoli, che sottolinea il rapporto di proficua collaborazione con il Comune di Roma. “Magari non sarà necessario farlo in maniera continuata, magari si possono scegliere alcuni momenti topici dell’anno, per esempio ad agosto quando il sito archeologico è preso d’assalto dai turisti, ma vedere qualcuno in divisa è importante”. L’idea, precisa il ministro presentando insieme con il direttore del Parco Archeologico Alfonsina Russo il piano per l’implementazione dei sistemi di sicurezza del sito, è quella di ricorrere a poliziotti e carabinieri liberati “dai servizi di scorta al quale in molti abbiamo rinunciato. Lavoratori delle forze dell’ordine che vanno usati dove c’è più bisogno. Certo si tratta sempre di forze limitate – puntualizza – ma che possono diventare un piccolo elemento aggiuntivo per la sicurezza”. Intanto, mentre il Comune di Roma con ilvice sindaco Luca Bergamo annuncia la partenza di una sorta di piano antitruffe, con nuova segnaletica plurilingue (anche in cinese) e servizi per assistere i turisti e proteggerli da bagarini, taccheggiatori e truffatori di vario genere, la direzione del parco archeologico lancia un piano per la protezione dei monumenti che raddoppierà telecamere e sensori, costruendo una rete di controllo “intelligente” e super tecnologica attorno a Colosseo, Fori, Palatino, Domus Aurea. Un progetto da “7 milioni di euro che andrà in gara entro i primi mesi del 2019 e dovrebbe essere completato entro un anno circa dalla partenza dei lavori” assicura Alfonsina Russo. E che fa parte del più generale progetto sicurezza lanciato da Mibac, con 109 milioni di euro per 313 siti della cultura per la messa a norma di impianti e la protezione di lavoratori e visitatori. Il solo Colosseo, dove oggi ci sono 50 telecamere, ne avrà alla fine 100 che si aggiungeranno ad un sistema di sorveglianza sperimentale. “L’obiettivo è proteggere i monumenti ma anche innalzare il livello di sicurezza generale per consentire la riapertura di monumenti oggi chiusi”, spiega la direttrice Russo. E Roma, conclude il ministro, “può fare da modello”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un thriller classico, pieno di sliding doors, è quello che propone ‘Il testimone invisibile’ di Stefano Mordini, che approda in sala dal 13 dicembre con Warner Bros.
Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato, questo il cast principale, per raccontare una vicenda ambientata principalmente tra le montagne del Trentino.
Questa la storia senza spoiler. Adriano Doria (Scamarcio), giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo, chiusa dall’interno, accanto al corpo senza vita della sua amante, la nota fotografa Laura Vitale (Leone).
Tutto è contro il manager che così viene accusato di omicidio pur dichiarandosi innocente.
Come sono arrivati questi due amanti in quella stanza d’albergo? Attraverso un lungo flash back si scopre che Adriano e Laura su una strada di montagna hanno avuto un brutto incidente d’auto causato dal passaggio improvviso di un cervo.
Un incidente che ha coinvolto anche un altro giovane automobilista che sembra morto nella sua auto. Che fare? Chiamare la polizia e rischiare che la loro storia clandestina finisca sulle prime pagine dei giornali? Si decide di non farlo.
Da qui la coppia si ritrova nell’albergo con Laura morta e Adriano accusato.
Per difendersi, il manager incarica la penalista Virginia Ferrara (Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. Nel frattempo l’emergere di un testimone ‘invisibile’, che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della difesa.
Tre ore serrate di interrogatorio in cui colpevoli ed innocenti si confondono in un caos accusatorio.
“Mi sono ispirato al noir classico americano – spiega oggi Mordini – con uno sguardo ad Hitchcock, per un thriller in cui ogni protagonista doveva interpretare se stesso e anche un’altra persona diversa da sé”.
Solo alla fine il regista riconosce che il film è il remake del film spagnolo ‘Contrattempo’ di Oriol Paulo: “Abbiamo tratto da quel film gli elementi centrali, ma poi lo abbiamo adattato e ambientato in Italia”. “Ho portato avanti questo personaggio rispettando i meccanismi del thriller classico – spiega Scamarcio -. Adriano è un uomo all’apice della sua carriera, ma alcuni scheletri nell’armadio tornano a galla per riportarlo ‘dove non c’è salvezza senza sofferenza’ (una delle frasi tormentone del film, ndr)”.
– Un tour mondiale che toccherà tre continenti e “l’abbraccio” del pubblico dei maggiori festival ed arene estive. I King Crimson festeggeranno così nel 2019 il 50/o anniversario del gruppo. La leggendaria band capitanata da Robert Fripp sarà in Italia con tre date a luglio e precisamente l’8 all’Arena di Verona, il 10 alla Palazzina di Caccia Stupinigi Sonic Park a Nichelino (Torino) e il 18 all’Arena Santa Giuliana di Perugia nell’ambito di Umbria Jazz.
I concerti di tre ore serrate della band includono materiale proveniente da dodici dei loro tredici album in studio, tra cui molte canzoni dal loro capolavoro del 1969, “In The Court Of The Crimson King”. La nuova line-up di otto membri suona molti pezzi storici che i Crimson non hanno mai suonato dal vivo, così come nuovi arrangiamenti di classici dei Crimson. Ci sono anche nuovi brani strumentali e nuove canzoni, così come le composizioni dei tre batteristi, Pat Mastelotto, Gavin Harrison e Jeremy Stacey, uno dei momenti salienti dei concerti.
– Un nuovo catalogo digitale, sicurezza e risparmio energetico, pagamento dei biglietti via smartphone, digitalizzazione completa della volta di Pietro da Cortona. A un anno dalla firma, l’Associazione Civita e le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini presentano i risultati del progetto WeACT – La Tecnologia per Arte, Cultura, Turismo, Territorio, partnership pubblico-privato che ha coinvolto 12 imprese in un piano di valorizzazione e fruizione delle Gallerie. “Un esempio di come la collaborazione tra pubblico e privato può portare risultati interessanti e trasferibili anche ad altre realtà”, sottolinea il ministro Bonisoli. Da Civita ad Avvenia, Consorzio Glossa, DM Cultura, ENEA, Ericsson, Gruppo DAB, Logotel, Mastercard, Oracle, Vodafone e Wind Tre, le imprese protagoniste “nel primo caso di sponsorizzazione tecnica”, dice Giovanna Castelli, direttrice di Civita. Oltre 100 professionisti e 20 specializzazioni coinvolte, per un valore complessivo degli interventi di oltre 500 mila euro.
– BOLOGNA

– Agli omaggi a Gioachino Rossini in occasione del 150/o dalla morte si aggiunge ora quello del baritono Nicola Alaimo, artista di riferimento nel panorama nazionale ed internazionale proprio, ma non solo, nel repertorio del compositore pesarese: l’editore bolognese Bongiovanni ha pubblicato il cd ‘Largo al factotum’ nel quale il cantante interpreta alcune delle arie tratte da Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola, L’italiana in Algeri e Il viaggio a Reims.
Il disco è il risultato di un concerto al Teatro della Fortuna di Fano del 7 febbraio con l’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro e sarà presentato il 17 al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Il cantante è ospite abituale da oltre un decennio al Rossini Opera Festival di Pesaro. Al momento impegnato nel Simon Boccanegra all’Opéra de Paris, Alaimo il prossimo anno sarà protagonista in Falstaff a Montecarlo e a Madrid, La Cenerentola alla Scala di Milano e a Amsterdam, Rigoletto a Marsiglia, Adriana Lecouvreur al Festival di Salisburgo.
-Tra malinconia e sorriso arriva in sala il 20 dicembre con la Bim, dopo essere passato alla 13/a edizione della Festa di Roma, l’ultimo atteso film di Robert Redford: ‘The Old Man & The Gun’. Almeno sulla carta il canto del cigno di questo attore due volte premio Oscar che ha deciso di dire addio alle scene. La storia, che sembra scritta dal più coraggioso degli sceneggiatori ubriachi, è invece incredibilmente vera. Si tratta delle straordinarie vicende umane e criminali di Forrest Tucker (Redford), un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. E solo su quest’ultimo fronte aveva all’attivo, al momento della cattura, ben 16 fughe tra cui quella temeraria e rocambolesca dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni. Non solo, Forrest Tucker aveva disorientato per lungo tempo le autorità di polizia per la sua capacità di rendersi introvabile come per la sua incredibile gentilezza verso i rapinati. Una cosa che non poteva che, alla fine, conquistare l’opinione pubblica americana, innamorata della sua banda composta da altri due vecchietti con pistola (interpretati da Danny Glover e Tom Waits). Sulle sue tracce, nel 1993, si mise l’amletico investigatore John Hunt (il premio Oscar Casey Affleck), che gli diede la caccia anche perché sempre più affascinato dalla figura di Tucker. Nel frattempo il ladro gentiluomo aveva stretto una romantica relazione con una vedova, Jewel (Sissy Spacek) incontrata in una delle sue tante fughe, che lo amava nonostante non avesse davvero chiara la sua vera professione. Nel film un Robert Redford segnato dal tempo, ma ancora pieno di fascino, si barcamena in questa storia con sicuro divertimento, proprio come voleva fosse il suo ultimo film. “Mai dire mai, però ho praticamente deciso che sarebbe stato il mio ultimo ruolo – ha detto l’attore in una intervista a EW (Entertainment Weekly), specificando di tener fede a quanto aveva già sostenuto nel 2016 – . Ho voglia ora di avviarmi alla pensione, perché faccio questo lavoro ormai da troppo tempo, da quando avevo 21 anni”. Redford ha anche aggiunto nell’intervista di essere abbastanza soddisfatto di questo suo ultimo ruolo da cui esce positivo e ottimista: “L’unica mia condizione era che fosse un personaggio divertente. E Forrest è proprio così, un personaggio meraviglioso e complesso, pieno di vita e amante del rischio, ma anche deciso a divertirsi”.

– Per la prima volta saranno gli operatori, i fonici, i tecnici e gli scenografi i protagonisti dello spot che annuncia la serie dei concerti della Rai per il Natale. E’ un modo per celebrare le professionalità delle maestranze, donne e uomini della Rai che saranno davanti le telecamere in qualità di testimonial della campagna che promuove la musica classica natalizia in tv e alla radio. Nel promo si vede una singolare orchestra che esegue – con gli strumenti che sono propri di questi insoliti “musicisti”, telecamere, luci, microfoni e droni – lo spartito delle immagini e dei suoni per far “ascoltare” la musica con gli occhi.Lo spot, ideato e realizzato internamente dalla Direzione Creativa, in collaborazione con il centro di produzione di Torino, è stato girato all’Auditorium Rai di Torino, sede naturale della prestigiosa Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. I concerti di Natale andranno in onda dal 14 dicembre al 6 gennaio. Ad aprire la programmazione due eventi istituzionali: venerdì 14 dicembre alle 18.15 su Rai2 dall’Aula di Montecitorio con la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia e domenica 16 dicembre alle 12.20 su Rai1, in diretta dal Senato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal maestro Fabio Luisi e con il soprano Ekaterina Bakanova. Sarà ancora l’Orchestra della Rai protagonista, con “Lo Schiaccianoci” del concerto diretto da James Conlon dall’Auditorium Rai di Torino trasmesso venerdì 21 dicembre alle 20.30 in diretta su Radio3.E ancora martedì 25 dicembre su Rai1 alle 12.30 il Concerto di Natale nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, con José Carreras. Non mancheranno i classici del 1 gennaio: alle 12.20 su Rai1 con il Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia e alle 13.30 su Rai2 con la tradizionale Philharmonic Orchestra di Vienna. Ricca la programmazione concertistica di Rai5, che si chiuderà giovedì 3 gennaio con il concerto dall’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma e che vedrà protagonisti Antonio Pappano, Martha Argherich e Mischa Maisky.
– Nella nuova stagione le donne della serie acquisiranno ruoli spietati e determinanti nello sviluppo della storia: debutta il prossimo 22 febbraio il secondo capitolo di Suburra, la serie, il primo crime thriller italiano originale Netflix prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. La seconda stagione è ambientata nei quindici giorni che precedono le elezioni del nuovo sindaco di Roma, a tre mesi dalla fine della prima. La battaglia tra criminalità organizzata, politici corrotti e la Chiesa si fa ancora più intensa e i personaggi diventano sempre più affamati di potere. Tornano i protagonisti della prima stagione a cui si aggiungeranno nuovi personaggi. Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Lele (Eduardo Valdarnini), Sara Monaschi (Claudia Gerini), ambiziosa consulente finanziaria legata alla Chiesa, il politico Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) e lo spietato boss Samurai (Francesco Acquaroli).
– MATERA

– Per “rendere meno impattante, sotto il profilo ambientale”, la festa di Rai Radio3 “Materadio” – svoltasi nel settembre scorso a Matera – sabato prossimo, 15 dicembre, 40 nuovi alberi saranno piantati nella città Capitale europea della cultura nel 2019. Lo ha annunciato la Fondazione Matera-Basilicata 2019, spiegando che l’iniziativa è il frutto di un accordo con Legambiente.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

L’attore Domenico Fortunato firma la sua prima regia con ‘Wine to love’, commedia romantica ambientata nel Vulture, in Lucania, tra masserie e vigneti, della quale è protagonista insieme a Ornella Muti. Una produzione Altre Storie con Rai Cinema, che sarà in sala come evento speciale il 18 e il 19 dicembre.
Siamo in Basilicata, alle pendici del Monte Vulture dove si trova il vigneto dell’azienda vinicola capitanata dall’introverso Enotrio Favuzzi (Fortunato) che cura personalmente le viti e produce l’Aglianico, pregiato vino rosso. Grazie al World Wine Award, il suo vino ha ormai travalicato i confini nazionali. Così, non a caso, la potente Laura Rush (Jane Alexander), direttrice di un’enoteca di lusso di New York, che da tempo ha avviato una campagna d’acquisto di aziende vinicole italiane, ha deciso di mettere le mani anche sul vino di Enotrio. L’asso nella manica della Rush è il giovane e ambizioso Nico (Alessandro Intini), il suo uomo più fidato, che spedisce in Italia.
– PECHINO


La Cina “è un mercato cresciuto e sofisticato: presentare altrove le collezioni e non qui è ormai impensabile”. Il numero uno di Bulgari, Jean-Christophe Babin, non ci pensa due volte sulla priorità che il Dragone ha nelle strategie del gruppo, sulla spinta del fattore demografico e di un Pil che cresce al ritmo del 6-7% annuo. E’ pari per volumi al Giappone, ma diventa il primo assoluto su scala globale se si include Hong Kong nella formazione della cosiddetta Grande Cina, osserva Babin che, in un’intervista spiega come negli ultimi anni sia cambiato anche il modo cinese di fare shopping. “L’acquisto all’estero – rileva – non funziona più come in passato, perché la differenza tra prezzi in Cina e quelli esteri non è tanto diversa. Può magari convenire per il fattore cambio, ma sia il potere d’acquisto, aumentato anche per le politiche fiscali del governo, sia la percezione dell’autenticità del brand sul mercato locale hanno reso più favorevole e facile l’acquisto in patria”. C’è, in altri termini, “sempre più conoscenza dei marchi, più fiducia sull’autenticità e la richiesta di servizi di altissima qualità. La presentazione di novità deve essere fatta in Cina allo stesso momento di Roma”. La crescita di Bulgari è a due cifre quest’anno e si tratta di una “cifra che dobbiamo ai gioielli”, con punte ancora più alte in Cina, assicura Babin nell’atmosfera “dall’anima italiana in termini di lusso, di sofisticazione dei materiali e di servizio”, che offre l’hotel Bulgari di Pechino, quarto per apertura poco più di un anno fa a livello globale. Si trova sul fiume Liangma, nella parte alta del quadrilatero delle ambasciate di Sanlitun. E’ l’atmosfera scelta per la presentazione al pubblico cinese di Fiorever, la nuova collezione di gioielli che è un omaggio ai temi ricorrenti in statue, dipinti e manufatti dell’Antica Roma. Si ispira ai quattro petali, ma nella novità dei diamanti rispetto alle tradizionali gemme colorate che caratterizzano la produzione della storica maison, tutta italiana tra Roma e il Piemonte, sottolinea il numero uno del gruppo. “Una scelta voluta sia il fiore ‘romano’, un simbolo, sia il diamante e la prevalenza del ‘bianco’ a completamento di un’offerta mirata ad ampliare i motivi floreali che facciamo” e a raggiungere anche una clientela non solo di alta disponibilità economica. “All’interno di ogni petalo ce n’è uno piccolo e quindi sarebbero 8, un numero che ad esempio qui in Cina è considerato particolarmente propizio”, nota Babin. La roadmap negli alberghi, invece, procede secondo la tabella pianificata. Dopo Pechino, Shanghai e Dubai, la settima struttura sarà nel 2020 a Parigi (“i lavori sono in fase molto avanzata”), poi Mosca nel 2021 e Tokyo nel 2022. Saranno alla fine del programma “15, forse anche 18, ma mai 50”. Lo scopo è tutelare l’esclusività del servizio. “Al massimo – assicura – potremo salire a poco più di mille camere in tutto il pianeta”.

– Personaggio iconico, tra i cantanti più influenti del pop contemporaneo, Enrique Iglesias festeggia i numerosi successi degli ultimi 20 anni di carriera con il grande show “All the hits live”, che approderà in Italia il 5 maggio a Roma, al Palazzo Dello Sport – Roma Eur, unica data italiana. La star arriverà in Italia con il suo undicesimo tour mondiale con il quale sovvertirà nuovamente le regole con uno show pieno di effetti pirotecnici, tecniche laser e uno schermo led gigante lungo 40 metri. Con 100 milioni di singoli e album venduti, 197 premi, tra cui Grammy, Billboard Awards e World Music Awards, Enrique Iglesias è uno degli artisti di maggior successo nel mondo. Brani come “Bailamos”, “Rhythm Divine” “Hero” o “Be With You” e gli ultimi successi tra i quali “Duele El Corazon”, “Subeme La Radio”, “El Bao”, “Move To Miami” o il recente “I Don’t Dance (Without You)” sono sempre tra i più popolari in tutto il mondo.
– Megalopoli predatrici in movimento e piccole città mobili (tutte chiamate ‘trazioniste’), in un mondo, tra conquiste e deportazioni, sempre più spogliato di risorse; società classiste nelle quali i reperti ‘archeologici’, dai vecchi smartphone ai Minions, sono nei musei ma acquistano valore solo quelli che permettono di costruire nuove armi. E’ il futuro steampunk (basato su un mix in costumi e ambientazioni, di tecnologia futuristica e elementi del passato), del 3718, raccontato da Macchine mortali di Cristian Rivers, in sala dal 13 dicembre con Universal. E’ l’adattamento del primo libro, uscito nel 2001, della saga letteraria young adult bestseller (in quattro romanzi, più altri, quattro scritti in seguito come prequel) di Philip Reeve. Motore del progetto è Peter Jackson (di cui Rivers è stato a lungo collaboratore) che ha acquistato i diritti del libro nel 2009 e dopo aver pensato a lungo di dirigere il film si è ritagliato i ruoli di cosceneggiatore e coproduttore. La storia riecheggia molti capisaldi fantasy e della fantascienza, da Frankenstein a Star Wars, tra padri indegni, figlie ribelli e potentissime armi da distruggere, da Blade Runner a Terminator, passando per Mad Max. Nel cast il duo di giovani protagonisti, Hera Hilmar e Robert Sheehan con Hugo Weaving, la rivelazione Jihae, Leila George, Ronan Raftery e Stephen Lang. Questa storia post-apocalittica, ambientata oltre 1600 anni dopo la guerra globale (detta ‘dei 30 minuti’) che ha annientato l’umanità e sconvolto la geografia dei continenti, è stata scritta nel 2001, ben lontana da ogni idea di Brexit, ma ha una premessa che suona oggi molto ironica: la potentissima Londra, con tutti i propri simboli in bella mostra, dai leoni di Nelson alle cabine telefoniche rosse, ha lasciato la Gran Bretagna per trasferirsi in un’Europa sempre più spoglia dove le città mobili da arpionare ‘ingurgitare’ e spogliare di ogni risorsa, sono sempre meno. Dopo una nuova caccia riuscita, durante la ‘deportazione’ a bordo dei ‘conquistati’, una misteriosa ragazza, Hester Shaw (Hilmar), nella confusione della folla, tenta di uccidere, in cerca di una vendetta molto personale, uno dei leader, Thaddeus Valentine (Weaving). Gli salva la vita il giovane storico/archeologo, ex aspirante aviatore, Tom (Sheehan), che però, si ritroverà in fuga con Hester e impegnato con i combattenti della Lega Anti- Trazionista guidati da Anna Fang (la cantante e artista visuale sudcoreana Jihae) a combattere Valentine e i suoi spietati piani per distruggere e conquistare, la stanziale Shan-Guo, centro di comando degli Anti-Trazionisti. Un bailamme che sul grande schermo colpisce, e a tratti, avvince, a livello visivo ma soffre per una narrazione confusa dove non mancano gli stereotipi, pur regalando alcuni personaggi forti, come Anna e Shrike (un bravissimo Stephen Lang), ultimo implacabile e solitario cyborg ‘Rinato’, creato per distruggere, che colleziona pezzi di bambole e conserva in sé i sentimenti paterni della vita umana passata. I richiami all’oggi nella storia non mancano, ma Jackson ne ha fatto aggiungere uno ulteriore solo poche settimane fa, introducendo fra le istruzioni audio impartite ai profughi deportati a bordo di Londra, l’annuncio ‘I bambini potrebbero essere momentaneamente separati dai genitori’, per evocare ciò che sta succedendo negli Usa per la guerra di Trump all’immigrazione clandestina: “Stavamo lavorando al mixing audio e arrivavano quelle notizie orribili su quanto succedeva al confine (Usa-Messico), così abbiamo pensato di aggiungere quel voiceover – ha spiegato Jackson a Uproxx -. Eravamo molto molto arrabbiati e in questo modo volevano dare il nostro commento”. Mondadori, che ha pubblicato il primo volume della saga nel 2004, ne ha fatta uscire una nuova edizione a cui farà seguire nel corso del 2019 gli altri tre volumi.

– BERLINO

– È stata inaugurata a Berlino la “James Simon Galerie”, opera dell’archistar David Chipperfield e nuovo pezzo forte della cosiddetta Isola dei Musei. Si tratta di una struttura di ingresso per i cinque più celebri musei della capitale. Su una superficie di 4600 metri quadrati, la galleria ha alle spalle un lungo sfortunato cantiere e oggi è stata salutata dalle istituzioni berlinesi come “suggestivo entree” per l’isola e “regalo del cielo”. I lavori alla struttura erano iniziati nel 2009 e la tabella di marcia iniziale prevedeva l’inaugurazione entro il 2013. Ma il sottosuolo berlinese – sabbioso e ricco d’acqua – ha comportato diverse sfide tecniche, che hanno fatto tardare a lungo le consegne. Dell’Isola dei Musei fanno parte il celeberrimo Pergamon, che custodisce l’altare di Pergamo, il Bode Museum, l’Alte Nationalgalerie, l’Altes Museum e il Neues Museum. La nuova galleria accoglierà i servizi di tutto il complesso museale da gennaio. Dell’isola farà parte anche l’Humboldt Forum.
– La passione per l’arte greca e romana nell’epoca del Grand Tour contagiò sovrani, aristocratici e viaggiatori illustri e favorì il fiorire di laboratori e botteghe di maestri specializzati nella riproduzione seriale di capolavori del mondo classico. Si sviluppò allora la fabbrica di souvenir destinati ad arricchire collezioni e dimore, con le repliche ispirate – o copiate di sana pianta – alle icone dell’ antichità. Di questo capitolo particolare della storia dell’ arte si occupa la mostra “Il Classico si fa Pop. Di scavi, copie e altri pasticci”, fino al 7 aprile, che il Museo Nazionale Romano ha suddiviso in due delle sue sedi, Palazzo Massimo e Crypta Balbi. Tutto parte dalla scoperta dieci anni fa nel rione Monti durante scavi archeologici dell’atelier di Giovanni Trevisan, il Volpato, artista e incisore della metà del Settecento che tra i committenti contava il Re Gustavo III di Svezia e l’ imperatrice Caterina II di Russia e che realizzò prodotti raffinati per una cerchia ristretta di clienti interessati agli originali di epoca romana o alle repliche di dimensioni più piccole. E’ una mostra dall’ allestimento suggestivo, che fa un uso ampio e coinvolgente di videografica e effetti di luce per proiettare il tema in un ambito molto moderno. La sfida, nelle intenzioni dei curatori – Mirella Serlorenzi, l’ ideatrice, Marcello Barbanera e Antonio Pinelli – è ribaltare l’ impostazione classica dell’ esposizione museale cercando di ricreare il contesto e le modalità il cui l’ opera è stata creata. Per spingersi fino ad oggi e riflettere sulla serialità dell’opera d’arte celebrata da Warhol ma “ribadendo che l’ arte classica non era caratterizzata da capolavori unici e irripetibili”. A Palazzo Massimo si racconta la storia delle grandi copie cominciata dal mondo antico. In una sala buia una luce bianca scorre lentamente sull’Ermafrodito dormiente, da un originale del II secolo, poi un fascio di luce più gialla prosegue sulla Ninfa dormiente di Antonio Canova, del 1820-22, che gli è accanto. Sulle pareti si illuminano le immagini dei dipinti della Venere di Canova, e la coppia di foto speculari di La Nuova Dolce Vita (2009), di Francesco Vezzoli, con Paolina Borghese e l’ attrice Eva Mendes, in un gioco molto efficace di rimandi. Di grande impatto la sala con le cinque statue di varie epoche e provenienze (tra le circa venti in circolazione) ispirate al disperso discobolo di Mirone a cui si contrappone la grande foto del 1985 di Robert Mapllethorpe del modello nudo nella posa del discobolo. Effetti mirabolanti crea la grande scatola a specchi con le statue dei due Tirannicidi nella quale il visitatore può entrare e su cui si riversa una continua cascata di immagini multicolori in videografica. La Crypta Balbi, invece, documenta lo scavo con i 12 mila pezzi trovati nella Bottega di Volpato e, tra le maggiori attrazioni, presenta il maestoso Dessert di Bacco e Arianna, centrotavola formato in origine da 98 pezzi proveniente da Bassano del Grappa, un'”opera di arte neoclassica pura”. “E’ una mostra molto colta e raffinata – ha detto Daniela Porro, direttrice del Museo Nazionale Romano – che per il suo allestimento pop curato da giovani architetti piacerà anche ai giovani, ai quali guardiamo in modo particolare”. Mirella Serlorenzi ha insistito sul valore scientifico della esposizione che nasce da una ricerca sul campo. “Volpato – ha spiegato – è un personaggio poliedrico eccezionale che oggi potremmo definire il ‘manipolatore dell’ antico’. Raccontando la produzione di una bottega si può capire il collegamento tra archeologia e storia dell’ arte”. “Qui si vuole raccontare che le opere, dalla creazione al rinnovamento, hanno avuto molte vite – spiega Marcello Barbanera -. Due copie del discobolo ne sono la prova: una trovata negli Horti imperiali, l’altra in una casa modesta. Dal passato a oggi l’arte è un po’ tutto un rimescolamento di carte”. La “febbre” per l’ arte antica fu scandita nel Settecento anche da interventi spregiudicati sulle opere classiche, restauri azzardati, falsificazioni vere e proprie, assemblaggi di pezzi provenienti da sculture e architetture diverse a formare pastiche affascinanti. “Di fronte a questa straordinaria domanda – osserva Pinelli – si pose un formidabile esercito di artisti che si rifecero a tecniche e materiali del passato o se ne inventarono di nuovi. La ripresa dell’ antico ha avuto una ricaduta fino a noi. Sono gli antenati illustri delle statuine della torre di Pisa o del David di Donatello che troviamo sulle bancarelle. Ma la discesa verso la plastica è stata riscattata anche attraverso l’ ironia warholiana della Pop art”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

NAPOLI

-Un popolo misterioso dedito al culto del sole e a riti sciamanici visse 4000 anni fa nelle valli del Fiume azzurro. La scoperta della sua civiltà, nel secolo scorso, ha riscritto la storia della Cina antica portando alla luce capolavori intrisi di spiritualità. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) ospita, per la prima volta in Europa, nella mostra ‘Mortali Immortali, i tesori del Sichuan nell’antica Cina’ (14 dicembre – 11 marzo 219) ben 130 testimonianze della cultura Shu. Nel’immenso salone della Meridiana, opere in bronzo, oro, giada e terracotta, dal secondo millennio a.C. fino all’epoca Han (II secolo d.C.) raccontano il percorso di un popolo destinato a sparire e l’enigma delle maschere di bronzo più sofisticate dell’archeologia di tutti i tempi. “Questa importante esposizione, che chiude idealmente l’anno del turismo Europa-Cina e rientra tra le attività promosse nell’ambito del Forum Culturale Italia-Cina del Mibac – spiega il direttore del Mann Paolo Giulierini, che domani inaugurerà la mostra insieme a una delegazione cinese – conferma il sempre più solido legame tra il museo e il paese del Dragone per la promozione del patrimonio culturale italiano ma anche di quello cinese in Italia. Ricordiamo che le mostre del Mann su Pompei, nei maggiori musei cinesi fino al luglio 2019, contano già oltre due milioni di visitatori”. Gli oggetti esposti a Napoli includono grandi statue e vasi rituali di bronzo, elementi decorativi in oro, preziosi reperti in giada, le celebri maschere con gli occhi sporgenti e ingigantiti, statuette in terracotta e delicati recipienti di lacca. Dalla terra dell’abbondanza, così come era chiamata la fertile regione cinese, alla ‘Campania felix’ delle città vesuviane sepolte: ed è così che il cavallo di Sanxingdui, il sole di Jinsha, l’immagine del più grande albero di bronzo della storia dell’archeologia, dialogano in insoliti e suggestivi accostamenti, con la meridiana, la statua in bronzo di Apollo ed il cavallo di Ercolano. La mostra realizzata sotto la guida dell’Ufficio provinciale della Cultura del Sichuan, raccoglie pezzi dai principali musei databili dal 1600 a.C. (Dinastia Shang) al 220 d.C. (Dinastia Han). L’allestimento, con suggestivi effetti riflesso, è curato dagli architetti Gaetano Di Gesu e Susanna Ferrini di “n!studio Asia”. Ricostruzioni digitali, foto, video dello scavo aiutano il pubblico a comprendere il contesto di rinvenimento dei reperti e lo sviluppo di questa antica civiltà cinese così lontana dalla cultura della Cina ‘classica’. “I morti dovrebbero essere serviti come i vivi” è l’espressione più antica ritrovata sul tema dell’aldilà ed è proprio l’armoniosa convivenza tra uomo e natura il segno esemplare di un popolo che rappresenta un mistero profondo dell’archeologia della Cina e del mondo intero.

– TORINO

– Parte a gennaio la campagna di comunicazione ‘Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro’ creata dal Teatro Stabile di Torino intorno all’idea del ‘selfie’…che si farebbe oggi Leonardo, per celebrare il ricco calendario di iniziative a Torino e in Piemonte per celebrare i 500 anni dalla scomparsa del Maestro. Un calendario di eventi che riprende il titolo dalla grande mostra che si apre il 15 aprile ai Musei Reali e che espone, tra l’altro, 13 disegni autografi di Leonardo, il ‘Codice sul volo degli uccelli’ e il famosissimo ‘Ritratto da vecchio’ noto come l’Autoritratto.
In programma appuntamenti calendarizzati, come le mostre all’Accademia Albertina, al Castello di Rivoli, al Giardino Botanico Rea di Trana, al Museo del Cinema, e altri in via di definizione. “Siamo partiti un po’ in ritardo – dice la direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella – ma offriamo un prodotto particolare, coeso, capace di attirare italiani e turisti, inserito ovviamente nel programma iniziative per Leonardo del Mibact”.
– Dopo aver dominato le classifiche radiofoniche per settimane e registrato milioni di views su YouTube, conquistando la certificazione del Disco d’Oro, “Se piovesse il tuo nome”, il primo singolo estratto dal nuovo album di Elisa “Diari Aperti” (Island Records), arriva in radio e digitale in una nuova versione cantata in duetto da Elisa insieme a Calcutta, autore della canzone con Dario Faini e Vanni Casagrande. I due artisti, tra messaggi whatsapp e incontri in studio, hanno deciso di regalare al pubblico una versione speciale che anche musicalmente vive in una nuova veste prodotta da entrambi.
– Nuova collaborazione tra Guess Jeans Usa con Infinite Archives per lanciare una capsule e una nuova campagna. Il marchio americano attinge dal suo passato per la collaborazione con il brand fondato nel 2015 dal direttore creativo di Chicago Easy Otabor, che ha l’obiettivo d’immortalare i momenti chiave del passato nel mondo dell’arte, della moda, dello sport, della musica e della cultura pop.
Volto della campagna è Sheck Wes, nuovo fenomeno del rap prodotto dall’etichetta Cactus Jack Records, immortalato dal celebre fotografo Rayscorruptedmind con i capi della capsule collection in stile anni Novanta. Il direttore creativo di Infinite Archives, Easy Otabor, ha collaborato con il team di Guess per selezionare i modelli iconici del brand più vicini alla visione di Infinite Archives. La capsule include infatti giacche e pantaloni stile worker in denim, canapa e velluto a coste, accanto alle T-shirt girocollo a righe con logo in un ampio ventaglio di colori.
– TORINO

– La collezione della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino si arricchisce di un nuovo capolavoro, acquistato dal Mibact, il ritratto de L’abate miniatore Felice Ramelli, eseguito intorno al 1735 dal pittore francese Pierre Subleyras, formatosi nella Roma internazionale del primo ‘700 e celebrato autore di ritratti e pale d’altare per il clero romano e per gli ordini religiosi della penisola.
La tela, di alta qualità stilistica, raffigura l’abate lateranense Giovanni Felice Ramelli, di origine piemontese, nominato da papa Clemente XI Albani custode dei codici miniati della Biblioteca Apostolica Vaticana, ed egli stesso miniaturista. La luce nel tratto e il brano di natura morta sul tavolino conferiscono un senso di verità e naturalezza che ne fanno uno dei più bei ritratti del ‘700. Tanto da fare da spunto per una preziosa miniatura su porcellana, probabilmente opera dello stesso Ramelli, custodita a Palazzo Reale. I due dipinti, ora riuniti, si possono rispecchiare l’uno nell’altro.

– PERUGIA

– Dare un messaggio culturale e sociale al Natale di Perugia: con questo obiettivo le Fondazioni Cassa di Risparmio di Perugia e Umbria Jazz organizzano due concerti per portare gli auguri alla città con le voci del New Direction Tennesse State Gospel Choir.
Il 23 dicembre l’evento è in programma alla Basilica di San Pietro, mentre la vigilia di Natale si terrà all’interno del carcere di Capanne.
In occasione delle festività natalizie le due Fondazioni, quindi, hanno organizzato concerti in luoghi simbolo, seppur per motivi diversi, della città, come è stato annunciato a palazzo Graziani da Giampiero Rasimelli, direttore generale di Umbria Jazz, Giampiero Bianconi e Fabrizio Stazi, presidente e segretario generale della Fondazione Caripg.
Protagonista degli eventi quello che è considerato uno dei migliori gruppi gospel in circolazione.
– TORINO

– Riparte da Torino e Milano, la celebre campagna di comunicazione Zanichelli #laculturasifastrada con un invito innovativo ad andare in sala e a riscoprire il cinema d’autore. Il Dizionario dei film e delle serie televisive consiglia i suoi 5 ‘Imperdibili’, scelti tra i migliori film italiani del 2018 (Cremonini, Garrone, Golino, Mastandrea e Moretti), e li propone in forma di graffiti urbani nelle vie di Torino e Milano. Due film sono tratti dalla nuova edizione dell’opera, appena uscita, Il Morandini 2019, pellicole scelte tra le migliori della stagione cinematografica 2018; tre sono film in sala proprio in questi giorni.
Due dei cinque film scelti, ‘Santiago, Italia’ di Nanni Moretti, e ‘Ride’ di Valerio Mastrandrea sono stati presentati all’ultimo Torino Film Festival. Gli altri tre sono ‘Euforia’ di Valeria Golino, ‘Dogman’ di Mattero Garrone e ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

lungo percorso che dai quarantamila aspiranti concorrenti di X Factor che si sono presentati alle selezioni, ha portato alla finale a quattro andata in scena questa sera e che ha incoronato Anastasio. Ad aggiudicarsi la corona di talento della musica italiana, secondo il talent di Sky e secondo il pubblico votante da casa, il rapper che puntata dopo puntata ha messo d’accordo giudici e pubblico. All’ultimo atto della dodicesima edizione italiana di X Factor le squadre dei quattro giudici, Manuel Agnelli, Fedez, Mara Maionchi e Lodo Guenzi, si sono presentate in una situazione di parità, con un concorrente a testa, Luna, Naomi, Anastasio e i Bowland.
Ad inaugurare il palcoscenico della finalissima, i quattro si sono presentati in scena sulle note riviste di una ben augurante Heroes di David Bowie, accompagnati sul finale anche da, Alessandro Cattelan, mattatore e presentatore confermato anche per la prossima edizione dell’X Factor italiano. Nemmeno il tempo di far terminare il brano d’apertura, che il pubblico del Forum ha potuto cominciare ad applaudire il primo ospite della sera, quel Marco Mengoni, tornato da super ospite sul palco che lo aveva visto vincitore quasi dieci anni fa, con il brano ‘Voglio’. Semplice il regolamento della serata: due manche con un eliminato ciascuno, oltre ad uno scontro finale a due. La prima manche è quella dei duetti di tutti i concorrenti con Marco Mengoni, alle prese con quattro titoli di successo della voce di Ronciglione. Ad aprire la lista di duetti è stata la piccola del gruppo, Luna, che con Mengoni si è confrontata sulle note di ‘Ti ho voluto bene veramente’. Per il rapper Anastasio, la scelta è ricaduta invece su ‘Guerriero’, così come ai Bowland è toccata ‘Io ti aspetto’ e a Naomi ‘L’essenziale’. Mentre il pubblico da casa votava per la prima decisiva eliminazione della serata, Cattelan ha dato il benvenuto sul palco milanese ai secondi ospiti della finalissima, Thegiornalisti, reduci dal successo degli ultimi live e dell’album ‘Love’, record di streaming, hanno portato sul palco di Sky un medley di tre dei loro brani tra i più cantati ed ascoltati in radio e in rete: ‘New york’, ‘Qnscda’ e ‘Felicità puttana’. Il verdetto del televoto ha deciso che i primi a dover abbandonare il palco del forum sarebbero stati i Bowland, formazione iraniana e fiorentina d’adozione. ”
Vi giuro che sarò il primo ad acquistare il vostro disco – ha detto Cattelan agli eliminati – e non vedo l’ora che esca”. Per la seconda manche, i tre rimasti in gara si sono presentati con un ‘best of’ di tre brani a testa, a cominciare dal rapper-cantautore Anastasio, studente ventunenne di Meta di Sorrento, con la sua versione di ‘Se piovesse il tuo nome’ di Elisa, ‘Generale’ di De Gregori e ‘The wall’ dei Pink Floyd che nelle fasi precedente del programma tanto era piaciuta a Mara Maionchi. Luna, sedicenne sarda, ha invece puntato su una terzina di brani composta da ‘Mica Van Gogh’ di Caparezza, ‘God is a woman’ di Ariana Grande e ‘Blue jeans’ di Lana Del Rey. Tutt’altre note quelle scelte invece da Naomi, studi lirici alle spalle e scopertasi talentuosa del rap proprio ad x Factor, che per il suo best of ha scelto ‘Bang Bang’, ‘Look at me now’ e ‘Never enough’. “Volenti o nolenti -ha detto Fedez- la sfida finale di quest’anno è fra 3 concorrenti che hanno a che vedere col rap”.
Dopo l’esibizione di Ghali, altro ospite della serata, e televoto alla mano, Cattelan ha annunciato il nome del secondo concorrente eliminato della finale: Luna, terza classificata sul podio di X Factor 12. Attesissimi dal pubblico, sul palco di X Factor, poco prima dell’ultimo scontro della stagione tra concorrenti, sono sbarcati anche i Muse, band da venti milioni di album venduti in tutto il mondo e vincitrice di due Grammy Awards. Per l’occasione, Matt Bellamy e soci hanno presentato per la prima volta in Italia ‘Pressure’, il nuovo singolo tratto dal nuovo e ottavo album ‘Simulation Theory’, oltre a ‘Starlight’. A questo punto, a giocarsela all’ultima nota si sono trovati Anastasio e Naomi, questa volta con i rispettivi brani inediti: ‘La fine del mondo’ per il primo dei due e ‘Like the rain’ per Naomi . Tra i due è stato il rapper della squadra di Mara Maionchi ad avere la meglio, conquistando il pubblico, un contratto discografico e la possibilità di cominciare una carriera nel mondo della musica italiana.

– TORINO

– “Io non so chi abbia inventato i tacchi alti ma tutte le donne gli devono molto”. In questa frase della ‘stella più brillante del firmamento di Hollywood’ è racchiuso ‘Merry Marilyn’, l’omaggio che il Museo del Cinema di Torino rende a Marilyn Monroe con un allestimento scenografico di alcuni degli oggetti iconici della diva a cominciare dalle scarpe.
Fino al 28 gennaio, nell’aula del Tempio, si possono ammirare 16 paia di scarpe, indossate dalla star nella vita e sui set.
Provengono dal Museo Salvatore Ferragamo; accanto un’installazione con 60 paia delle décolleté tacco 11 in vernice rossa dello stilista. Dall’Academy di Los Angeles arrivano invece i figurini per costumi dell’attrice, mentre il Museo del Cinema propone un nuovo allestimento degli oggetti di Marilyn che fanno parte della collezione del museo.
Per la prima volta è inoltre esposto il beauty case usato nel cult movie A qualcuno piace caldo. “Un regalo di Natale per la città”, dicono le curatrici Nicoletta Pacini e Tamara Sillo.
– Ai David si cambia e il cinema vota davvero il cinema. E questo in vista della 64/a edizione dei Premi David di Donatello, che si terrà il 27 marzo in diretta su Rai1. Lo ha annunciato il presidente e direttore artistico, Piera Detassis, spiegando come abbia messo mano insieme al Consiglio Direttivo dell’Accademia del Cinema Italiano, a quella giuria troppo ‘allargata’ che aveva creato non poche polemiche negli anni scorsi. Una sorta di ‘bonifica’ e di ridefinizione con criteri più attenti alla professionalità dei votanti che passano da 2148 a 1559. Tra le novità anche un nuovo premio dedicato a Il David de lo spettatore per il film uscito entro il 31 dicembre, che avrà totalizzato il maggior numero di spettatori e presenze calcolate entro la fine di febbraio e anche un’apertura alle piattaforme di downloading come Amazon e Netflix, almeno per quelle opere uscite nelle sale cinematografiche di almeno cinque città, con una tenitura minima di 7 giorni (cosa che potrebbe far rientrare anche Sulla mia pelle).
“La poesia è il diario di un animale marino che vive sulla terra, desideroso di volare via”. E’ una frase del poeta Carl Sandburg, che secondo la cineasta italo americana Sara Colangelo, racchiude l’anima della protagonista del suo film, Lontano da qui, con Maggie Gyllenhaal. Remake, in chiave personale, dell’israeliano Haganenet, di Nadav Lapid, è un viaggio emotivo tra dramma, thriller psicologico e un tocco di commedia nera, che al Sundance al vinto il premio per la migliore regia, in arrivo dal 13 dicembre con Officine Ubu. Tutto ruota intorno a Lisa, maestra d’asilo di Staten Island, moglie e madre di due figli adolescenti, che scopre in uno dei suoi piccoli allievi, Jimmy di cinque anni, il talento di uno straordinario quanto inconsapevole poeta in erba. Per lei, schiacciata da una vita sicura e ripetitiva, proteggere e aiutare Jimmy diventa un’ossessione.Un ruolo sul filo fra ombra e luce, bene e male, vestito alla perfezione da Maggie Gyllenhaal, che sta anche lavorando alla preparazione della sua prima regia: l’adattamento di La figlia oscura di Elena Ferrante. Lontano da qui, che ha nel cast, anche l’esordiente e bravissimo Parker Sevak nel ruolo del baby poeta, insieme, fra gli altri a Gael García Bernal, Rosa Salazar e Michael Chernus, costruisce su temi abitualmente più legati ai drammi, atmosfere da thriller e compie una profonda riflessione su quanto nel mondo sempre più ipertecnologico, veloce e violento di oggi, lo spazio per il pensiero libero, il talento e l’arte possano venire schiacciati senza accorgercene. Lisa, appassionata di poesia che ha rinunciato ai suoi sogni per la famiglia, invece ne è consapevole e non vuole vedere Jimmy, trascurato dai genitori, perdere quel raro dono. Per questo è pronta a tutto, anche a scelte estreme. Lontano da qui “parla del desiderio irrealizzato di essere un poeta, del talento, della mediocrità, dello sforzo di vedere il mondo in modo diverso: parla della ricerca della bellezza in luoghi insoliti” spiega Sara Colangelo nelle note di produzione.”Mi ha colpito il modo in cui Sara nella sceneggiatura poneva una domanda pertinente, cosa significa essere una donna oggi? Qui entriamo – ha commentato l’attrice a The Playlist – nella mente di una donna che è ‘affamata’ e soffre in questa cultura”. Per Maggie Gyllenhaal, protagonista anche sul piccolo schermo con la serie sul mondo del porno tra anni ’70 e ’80, The Deuce (in onda in Italia su Sky Atlantic), ora si avvicina una delle più importanti sfide della sua carriera, la prima regia, con l’adattamento per il grande schermo de ‘La figlia, oscura’, il romanzo di Elena Ferrante, della quale l’attrice è un’appassionata fan. “Le ho scritto per chiederle i diritti – ha raccontato al New Yorker Festival – e lei mi ha risposto che me li avrebbe dati solo a condizione che il film l’avessi diretto io. Io non avevo pensato alla regia, ero piena di dubbi, ma la sua convinzione mi ha commosso. Una persona che ammiro mi stava dicendo ‘Ce la puoi fare”.       [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.