Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2018, 13:57:13 di Maurizio Barra
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 21:40 DI GIOVEDì 13 DICEMBRE 2018
ALLE 13:56 DI SABATO 15 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Google, sul Play Store si fa beneficenza
Attivo anche in Italia, l’intera somma va alle ong umanitarie
Europa prima per ricerche su AIBattuti Usa e Cina, ma Pechino in grande rimonta
Un anno senza smartphone, sfida vale 100mila dollariNo a chat e tablet, 365 giorni con un telefono anni ’90
Truffe o hate speech, YouTube elimina 7,8 mln di video Tre su 4 sono spam o truffe, meno di 1% incita a odio e violenza
Twitter, le richieste dei governi sono aumentate del 10%Pubblica Transaparency Report sui primi sei mesi del 2018
Apple, divieto iPhone Cina costringerà a accordo con QualcommBloomberg, lo ammette Cupertino in documenti al tribunale
Facebook: nuovo bug, esposte le foto di potenziali 6,8 mln utentiLo ha rivelato la stessa azienda, come riportato da diversi media internazionali
A Natale sempre più acquisti online, in 2 mesi spesa 6,8 mldOsservatorio PoliMi, tra regali richiesti tecnologia e giocattoli
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
SEMPRE AGGIORNATE
L’ARTICOLO
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Con il Natale alle porte, Google apre alla beneficenza. Gli utenti a breve potranno fare donazioni attraverso il negozio di applicazioni della compagnia, il Play Store, con la garanzia che l’intera somma andrà al destinatario. La novità è in arrivo nei giorni prossimi in otto Paesi: oltre all’Italia, in Usa, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, Canada e Messico.
Sul Play Store si potrà donare a diverse organizzazioni umanitarie e ambientaliste, dalla Croce Rossa all’Unicef passando per Wwf, Save the Children e Medici senza frontiere.
Sul versante della beneficienza Google non arriva per prima. Da alcuni anni Apple usa il suo negozio di applicazioni, l’App Store, per raccogliere donazioni, soprattutto in caso di calamità naturali come l’uragano Harvey del 2017, gli incendi in California o le inondazioni a Kerala, in India, nell’agosto scorso.
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Il primato delle ricerche scientifiche in campo di intelligenza artificiale, o quantomeno della pubblicazione di articoli sul tema, spetta all’Europa, anche se la Cina sta riguadagnando velocemente il terreno perduto. Lo afferma il rapporto Ai Index, secondo cui sono peró gli americani a pubblicare le ricerche più influenti.
I dati sono stati ricavati dal database Scopus, che tiene traccia di oltre 30mila pubblicazioni. Il 28% degli articoli pubblicati del 2017 proveniva dall’Europa, seguita dalla Cina (25%) e dagli Usa (17%).
Pechino è peró sulla buona strada per il sorpasso, con una crescita del 17% solo l’anno scorso, mentre per l’Europa si è avuto un +8% e per gli Usa +13%. La classifica cambia se si esamina il ‘citation impact’, una misura dell’influenza delle ricerche basata sul numero di citazioni ricevute, che vede primi gli Usa davanti a Europa e Cina. “Gli Usa battono tutti gli altri – si legge – con gli autori statunitensi che sono citati l’83% di più della media globale”.
Centomila dollari a chi riesce a stare senza smartphone per un anno. A lanciare l’insolito concorso è Vitaminwater, marchio di acque funzionali appartenente a Coca-Cola, che sfida l’homo technologicus a passare 365 giorni senza smanettare su smartphone e tablet.Per provare a partecipare, oltre a essere residente in Usa, entro l’8 gennaio occorre scrivere su Twitter o Instagram come si vorrebbe usare l’anno senza smartphone, insieme agli hashtag #NoPhoneforaYear e #contest. In seguito una giuria valuterà i post dando un punteggio a creatività, originalità, umorismo, qualità di foto o video e anche della grammatica.A questo punto il vincitore potrà iniziare la sfida: munito di un telefono old-style, di quelli in uso a metà degli anni Novanta, dovrà trascorrere 52 settimane lontano da smartphone e tablet, compresi quelli di amici e familiari, ma potrà utilizzare computer e altoparlanti smart come Google Home e Amazon Echo.Lo sponsor – si legge nelle regole – si riserva il diritto di fare verifiche nel corso dell’anno, e di sottoporre il partecipante alla macchina della verità alla fine dei 12 mesi.Se la persona deciderà di arrendersi dopo sei mesi, avrà comunque diritto a 10mila dollari.Sui social sono già molti i post di chi vuole affrontare la sfida. Livia si dice pronta a guardare le costellazioni invece del display, Amelia si concentrerebbe sul college e Lady Brown riprenderebbe gli studi. Rhiannon userebbe il tempo per allenarsi per la maratona, fare un viaggio coast-to-coast sulla Route 66, visitare tutti i parchi nazionali e attraversare a nuoto il canale della Manica. In parecchi passerebbero più tempo con i figli e le persone care.
Da luglio a settembre YouTube ha rimosso 7,8 milioni di video e 224 milioni di commenti per violazione delle norme. Lo rende noto Google nel rapporto trimestrale sulla trasparenza. L’operazione di pulizia ha portato anche alla chiusura di 1,6 milioni di canali, dovuta a gravi illeciti o a violazione ripetuta delle regole. La chiusura ha determinato alla rimozione di tutti i video presenti su questi canali, che ammontano a circa 50 milioni.La maggior parte dei 7,8 milioni di filmati – circa tre su quattro – sono stati bannati per spam, contenuti ingannevoli o truffe. Il 10% è stato eliminato per tutelare la sicurezza dei minori, il 9% per sesso e nudità, il 3,4% per i contenuti violenti o comunque crudi, lo 0,7% per cyberbullismo.Sono ancora più esigui ma “assolutamente inaccettabili”, sottolinea Google, i video che incitano all’odio e alla violenza: lo 0,4% è stato eliminato per promozione della violenza o dell’estremismo violento; lo 0,2% per incitamento all’odio. Questi filmati – di cui i governi in Europa, America e Asia hanno chiesto di fare piazza pulita su siti e social – sono stati rimossi in modo tempestivo: oltre il 90% ha ricevuto meno di 10 visualizzazioni prima di sparire da YouTube. La percentuale vale anche per i video cancellati per la sicurezza dei bambini.Google sottolinea il ruolo dell’intelligenza artificiale, e in particolare dell’apprendimento automatico, nell’individuare i filmati contrari alle norme. Quattro video su cinque, tra quelli eliminati, sono stati scovati dalle macchine, e di questi il 74,5% non è stato visto da nessuno.
Twitter ha ricevuto un aumento del 10% di richieste di informazioni dai governi, a fare la parte da leone gli Stati Uniti che copre un terzo di quelle totali. Lo rende noto il Transparency Report della società riferito ai primi sei mesi del 2018. Il rapporto che viene stilato dal 2012 tiene conto per la prima volta anche delle violazioni alle policy interne della società: oltre 6 milioni di profili sono stati segnalati sotto questa categoria, e oltre 600mila sono stati sospesi.Le richieste di rimozione di contenuti, globalmente, hanno riguardato 27.811 profili Twitter. L’Italia ha chiesto al social network informazioni su 67 account. Gli Stati Uniti hanno il maggior numero di richieste di informazioni (2.231 su un totale di 9.226 account). Il microblog ha rispettato il 76% di queste.Tra queste, c’erano anche 99 richieste di rimozione su 228 profili, ma la piattaforma non le ha rispettate. La società ha inoltre ricevuto nei primi sei mesi dell’anno 58mila notifiche di rimozione per violazione del copyright, ha rimosso contenuti nel 70% dei casi.
Un divieto cinese della vendita di alcuni modelli di iPhone costringera’ Apple a patteggiare con Qualcomm la disputa sui brevetti. Lo ammette – riporta l’agenzia Bloomberg – Apple in alcuni documenti depositati in tribunale, dopo che la giustizia cinese ha stabilito che Cupertino ha violato due brevetti Qualcomm e emesso un’ingiunzione preliminare per il divieto di vendita di alcuni iPhone.”Apple sara’ costretta a patteggiare, facendo scivolare nuovamente tutti i produttori di cellulari” nell’obbligo i pagare ”elevate commissioni che risultano in perdite non recuperabili per il mercato dei cellulari” afferma Apple in un documento scritto in cinese mandarino con la traduzione in inglese.
Nuova tegola su Facebook. Le foto di potenziali 6,8 milioni di utenti sono state pubblicate senza che questi abbiano dato un permesso, a causa di un bug. Lo ha reso noto la stessa azienda fondata da Mark Zuckerberg e come riportano diversi media internazionali. Facebook ha spiegato nel dettaglio come alcune foto potrebbero essere finite nelle mani di app a cui e’ stato data l’autorizzazione di accedere alle immagini, ma questo prima che gli scatti fossero condivisi.Le app in questione sarebbero state in grado di fare questo perche’ il social network immagazina una copia delle fotografie che gli utenti non hanno ancora deciso di condividere nel loro profilo.Il bug all’origine del disguido avrebbe colpito per 12 giorni tra il 13 e il 25 settembre scorso e le app coinvolte sono oltre 1.500 prodotte da 876 sviluppatori. Non sarebbero coinvolte invece le fotografie condivise nelle conversazioni di Messanger.
Tra novembre e dicembre gli acquisti online degli italiani valgono circa 6,8 miliardi di euro, pari al 25% della domanda di eCommerce annuale, in crescita di circa il 20% rispetto al 2017. Sono le previsioni dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano in vista delle festività natalizie. Tra i regali più richiesti online ci sono quelli tecnologici, abbigliamento e prodotti sportivi, giocattoli, oggetti di design e cosmetici. E con la crescita degli acquisti sul web cresce il pericolo di attacchi hacker. Secondo l’Osservatorio sono prevalentemente quattro le motivazioni che spingono a fare acquisti su Internet. La maggiore maturità dell’offerta (più sezioni dedicate ai regali, proposta di confezioni regalo con messaggi di auguri, personalizzazione del prodotto e reso esteso fino a 60 giorni); convenienza di prezzo per la presenza di promozioni online; crescente cultura digitale degli italiani; maggior consapevolezza sui vantaggi dell’eCommerce.
Per i regali di Natale domina la tecnologia con smartphone, assistenti vocali, tv e piccoli elettrodomestici. Una tendenza confermata anche da Amazon.it che, secondo i dati di vendita, ai primi posti dei regali sotto l’albero segnala l’altoparlante intelligente Echo Dot e gli auricolari AirPods. La corsa ai regali è una ghiotta occasione per gli hacker che puntano a dati personali e bancari. Gli esperti della società di sicurezza Ermes consigliano di controllare l’affidabilità dei venditori eCommerce e di non cedere alle email di phishing che sommergeranno le nostre caselle elettroniche in questo periodo pre-natalizio. [print-me title=”STAMPA”]
