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Ultimo aggiornamento 17 Dicembre, 2018, 10:29:08 di Maurizio Barra

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TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

DALLE 12:45 DI DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

ALLE 10:29 DI LUNEDì 17 DICEMBRE 2018

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Con Leosini ‘nel cuore ferito della strage di Erba’
Su Rai3 speciale Storie maledette, con Pietro e Beppe Castagna

16 dicembre 201812:45

Una grande narrazione che va al di là dell’iter del delitto, per cercare il senso e il significato profondo nella natura dei personaggi”: Franca Leosini riprende il filo del racconto di Storie maledette con una puntata straordinaria, in onda stasera alle 21.15 su Rai3, che promette di portare il pubblico nel “cuore ferito della strage di Erba”. A parlare, “per la prima volta, Pietro e Beppe Castagna, unici due sopravvissuti” al delitto, avvenuto l’11 dicembre 2006.
Malgrado tre sentenze abbiano stabilito in via definitiva che i responsabili del massacro di Raffaella Castagna, di suo figlio Yussef di soli due anni, di sua madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini siano i vicini di casa Rosa Bazzi e Olindo Romano, sulla famiglia Castagna “continua a infuriare, violento, atroce, il vento dei sospetti”, sottolinea la giornalista. E proprio oggi sul Corriere della Sera c’è la notizia dell’ispezione ministeriale sull’inchiesta sulla strage: il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha chiesto alla procura di Como gli atti su quanto avvenuto.
La Leosini da sempre si muove ‘in verticale’, andando a fondo nei retroscena delle vicende più efferate, con la precisione scientifica con cui studia i casi per mesi e insieme con la sua prosa ricercata che l’hanno resa un idolo anche sul web.
“Sarà una puntata anomala – spiega – una circumnavigazione attorno alla storia: al di là del merito della vicenda delittuosa, mi soffermerò sui personaggi, racconterò tutto quello che non si sa, come si sono conosciuti Azouz Marzouk e Raffaella, come i genitori di Raffaella abbiano vissuto l’innamoramento della figlia per questo giovane tunisino che arrivava da un altro ‘pianeta’, nel senso più ampio del termine, e ancora cosa fa Azouz adesso. Cercherò di spiegare come si sono svolte le vite di Olindo e Rosa, la ‘coppia quadrupede’, come li definì il pm per sottolinearne la fusione patologica.
Soprattutto mi confronterò con i fratelli di Raffaella, in particolare con Pietro, indicato come l’autore di una strage familiare dettata da motivi di interesse da chi sostiene l’innocenza di Olindo e Rosa. E lo stesso Azouz ha ribadito più volte di non credere alla verità processuale”, ricorda Leosini.
“Spero che il racconto possa avere riscontro, interessare al pubblico”, sottolinea la giornalista, che si concede pochissime apparizioni televisive: “Ai colleghi, anche quelli della mia rete, che mi invitano, dico sempre ‘no grazie’: è una scelta di rigore, di rispetto per una materia così delicata”. Dopo lo speciale su Erba, Storie maledette tornerà in onda in primavera su Rai3 con un nuovo ciclo di puntate.
Efa, vince Cold War.Fonte miglior attorePremio del pubblico Chiamami col tuo nome di Guadagnino

16 dicembre 201813:53

– Marcello Fonte migliore attore europeo agli European Film Awards 2018 a Siviglia per Dogman di Matteo Garrone. Premio del pubblico assegnato a “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino. Ma il film che ha sbancato è stato COLD WAR del regista polacco Pawel Pawlikowski, cerchio d’amore melò bianco e nero che parte dalla Polonia tra le macerie della seconda Guerra mondiale, che si porta a casa ben 5 premi , ovvero film, regia, sceneggiatura e attrice europea (Joanna Kulig) e montaggio. Uscirà in sala con Lucky Red dal 20 dicembre. Non è andata a premio invece l’opera di Alice Rohrwacher LAZZARO FELICE, candidata a quattro riconoscimenti.
Marcello Fonte, nel ricevere il premio (il secondo importante dopo la Palma d’oro a Cannes) con la sua solita semplicità dice facendo riferimento ai suoi concorrenti :”Ma erano tutti più belli di me? Questo premio non me lo aspettavo proprio, lo dedico comunque a tutti quelli che lavorano”.
Jonathan Pryce ‘Legend’ a Capri, Hollywood30 dicembre premio ad attore inglese volto di Papa Francesco

NAPOLI16 dicembre 201818:39

L’attore inglese Jonathan Pryce, che sarà il volto di Papa Francesco in ‘The Pope’ di Fernando Meirelles, attualmente in corsa per tutti i premi internazionali per l’ interpretazione in ‘The Wife’ di Bjorn Runge, riceverà il ‘Capri Legend Award’ il 30 dicembre nel corso del gran gala di Capri Hollywood – The International Film Festival al Cinema Paradiso di Anacapri. Massimo riconoscimento della kermesse presieduta quest’anno dal regista USA Lee Daniels e dall’artista israeliana Noa, il premio è stato attribuito in passato a Omar Sharif, Ben Kingsley, Samuel L. Jackson, Faye Dunaway, Vanessa Redgrave, Helen Mirren e Terry Gilliam. E sarà proprio il celebre regista inglese a premiare l’amico Pryce che ha lavorato con lui nei cult movies ‘Brazil’, ‘Le avventure del barone di Münchausen’, ‘I fratelli Grimm e l’incantevole strega’, sino al recente ‘Don Quixote’. Settantuno anni, settanta film (l’ultimo ‘The Wife’ al fianco di Glenn Close, favorita alle vittoria del’Oscar 2019).
Da Giosetta Fioroni un calendario dell’AvventoA Legnano i 24 dipinti sulla parete di un palazzo alto 30 metri

Una grande favola magica raccontata dalle pennellate suggestive di Giosetta Fioroni sta prendendo forma nel centro di Legnano. Sulla parete di un palazzo di cinque piani in piazza San Magno ogni giorno viene svelata una delle 24 tessere del Calendario dell’ Avvento ‘en plein air’ che quest’ anno porta la firma dell’ artista. Nel fine settimana, dal venerdi alla domenica, l’ appuntamento si svolge con un procedura ad effetto che richiama schiere di bambini e genitori: alle 18 due scalatori del Club Alpino Italiano vestiti da Babbo Natale si calano dalla sommità dell’ edificio alto 30 metri per aprire la nuova finestra tra la meraviglia e gli applausi dei piccoli spettatori. A operazione conclusa i rocciatori scendono a terra e distribuiscono caramelle e sorrisi. Negli altri giorni l’ apertura è fissata la mattina alle 10.
“Posso raccontare una favola ai bambini?” ha risposto Giosetta Fioroni accogliendo la proposta degli organizzatori.
L’ artista romana ha così realizzato 24 acquarelli 30 centimetri per 20, ognuno dei quali è stato riprodotto nel formato di tre metri per due. Protagonisti del racconto sono gli animali, resi con tocco leggero e immaginifico dalla pittrice e scultrice, tra i protagonisti dell’ arte nella seconda metà del secolo scorso.
Giosetta Fioroni ha colto spunti e stimoli fra i suoi autori preferiti, da Kafka a Plath, da Coetzee e Maupassant all’ amica Anna Maria Ortese. I disegni sono stati collocati sulla struttura in ponteggi e microfilato blu a coprire i 388 metri quadrati della parete che resta illuminata tutta la notte. L’ ultima casella sarà svelata il 24 dicembre, che coincide proprio con il compleanno della pittrice, di cui lo scorso settembre si è chiusa al Museo del Novecento di Milano la grande mostra antologica. L’idea è di Flavio Arensi, direttore artistico iniziative culturali comune di Legnano. “Volevamo uscire dai musei – spiega – e portare l’arte fuori pensando ai bambini legati al calendario dell’ Avvento che regala un cioccolatino ad ogni apertura mentre si avvicina il Natale. Facciamolo in grande, ci siamo detti”. Già la prima edizione 2017, con le opere dell’artista lombardo Velasco Vitali, aveva registrato successo.

A Noa premio Pellegrino di Pace AssisiPer “messaggio di pace che cerca di veicolare”

ASSISI (PERUGIA)16 dicembre 201816:35

– La cantante israeliana Noa riceverà il premio “Pellegrino di Pace” istituito dal Centro internazionale per la pace di Assisi “per il suo impegno per il Medio oriente e per il messaggio di pace che cerca di veicolare attraverso la musica”. La cerimonia è in programma il 21 dicembre al santuario della Spogliazione.
A Noa – spiega la diocesi di Assisi in una nota – sarà consegnato un bronzo di Norberto dal presidente del Centro pace, Caterina Costa, alla presenza dal vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, e del sindaco, Stefania Proietti. Seguirà il concerto per la pace con Andrea Ceccomori e l’ensemble Assisi Suono sacro.
Da quando è stato istituito, nel 1988, il premio è stato consegnato a importanti personaggi della politica, dell’economia, della musica ed associazioni che si occupano di sociale: da Michail Gorbaciov a Madre Teresa, da Bill Gates al generale Rolando Mosca Moschini, da Ernesto Olivero ad Andrea Bocelli, dalla Nazionale italiana cantanti alla comunità di Lampedusa.
Butterfly, Max vuole essere MaxineSu FoxLife miniserie su tema trasngender da Tony Marchant

16 dicembre 201818:43

Un bambino che vuole diventare bambina. Una bambina che fin da piccola si sente intrappolata in un corpo maschile. La serie, che ha fatto il boom di spettatori in Inghilterra, racconta con delicatezza la storia di un bambino di undici anni in lotta con sé stesso e con la propria natura sessuale. Delicata e commovente Butterfly è la miniserie che mostra ai telespettatori senza retorica o immagini morbose cosa si prova ad avere un figlio transgender. Creata e firmata dal premio Bafta Tony Marchant, Butterfly, in onda in prima visione assoluta da stasera dalle 21.00 su FoxLife (Sky, 114), è tra i drama più attesi della stagione e racconta la complessa relazione che vive una coppia di genitori separati, Vicky, il premio Emmy Anna Friel (Limitless e Goal!) e Stephen, interpretato da Emmett J. Scanlan (Hollyoaks, The Fall), nell’affrontare la richiesta di cambio di sesso da parte del figlio minore Max (Callum Booth-Ford). Il conflitto centrale tra i due genitori è caratterizzato dal fatto che entrambi vogliono proteggere Maxine, ma hanno idee completamente diverse sul come farlo. Stephen, il padre, continua ad aggrapparsi all’idea che, quella del figlio, sia ancora una fase passeggera, mentre per Vicky è importante solo che Maxine stia bene fisicamente e mentalmente al di là di tutti i problemi. Fin da piccolissimo Max si è sempre sentito una bambina imprigionata in un corpo maschile e il suo desiderio di diventare Maxine è qualcosa davanti a cui i suoi genitori non possono più far finta di niente. I due si troveranno dunque a dover far fronte ad una situazione sempre più delicata, che li condurrà ad imbattersi in tutte le conseguenze di una scelta che necessita un’accettazione prima in casa e poi da parte della società. La serie abbraccia il pensiero di una famiglia trigenerazionale con diversi punti di vista e diverse sensibilità. Ad esempio la nonna di Maxine, Barbara interpretata da Alison Steadman (Dolce è la vita, Orgoglio e pregiudizio) è legata ai principi delle identità del genere sessuale e incarna lo stupore e lo scetticismo della vecchia generazione davanti ai cambiamenti come se fossero “assurdità moderne”. Il regista Anthony Byrne (Peaky Blinders) in Butterfly racconta in modo potente e realistico il tema con delicatezza, mettendo in scena una famiglia credibile e amorevole nonostante le difficoltà, facendoci immedesimare nei personaggi e facendoci chiedere come avremmo reagito se una cosa simile fosse successa a noi. La colonna sonora di Butterfly è stata scritta dal duo che ha composto la colonna sonora di Stranger Things: Kyle Dixon e Michael Stein

Storia mirabile della Rocca SassocorvaroDurante occupazione nazista fu riparo segreto capolavori d’arte

SASSOCORVARO (URBINO)16 dicembre 201816:48

– Appare subito possente nella sua massa di pietre e mattoni, al centro di un grande spiazzo, all’inizio dello sperone su cui è costruito il paese vecchio di Sassocorvaro tra gli spettacolari colli marchigiani del Montefeltro, questa Rocca castello dalle curiose forme tutte tondeggianti e dalla pianta a immagine di tartaruga, realizzata negli anni attorno al 1475 dal grande architetto senese Francesco di Giorgio Martini (1439 – 1502), lo stesso del Palazzo Ducale di Urbino, di quello di Urbania e di quello di Gubbio, e con una storia ricca che arriva ancor viva sino agli anni ’40, durante la seconda guerra mondiale.
Voluta da Federico da Montefeltro, capolavoro dell’architettura militare dell’epoca, durante la Seconda guerra mondiale custodì oltre 10.000 capolavori d’arte (tra cui la Tempesta del Giorgione, opere di Piero della Francesca, Raffaello, Lorenzo Lotto, Tiziano e Mantegna) per evitare che subissero danni e poi dopo il 15 aprile ’43, venissero trafugate dai nazisti

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Strenne tra libri cult e memoir
Conversazione Morricone-Tornatore e Stephen King per Natale 2018

16 dicembre 201818:37

Gli imperdibili che non si è riusciti a leggere, come ‘Berta Isla’ di Javier Marias. I maestri, che riservano sempre delle sorprese, come ‘The Outsider’ di Stephen King. Le conversazioni tra big come quella tra Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore in ‘Ennio, un maestro’ (HarperCollins) e il memoir dell’ex first lady degli Stati Uniti, Michelle Obama. C’e’ un mondo da scoprire tra i libri strenna, classici, nuovi o da recuperare, da mettere sotto l’albero di Natale 2018. Per i fan e non solo di ‘House of cards’, c’è ‘Il giorno dei Lord’ (Fazi) di Michael Dobbs, primo capitolo della nuova serie di thriller dedicata a Harry Jones e chi ha amato la trilogia di Kent Haruf non può perdere ‘Vincoli’ (NN), il romanzo d’esordio, alle origini della città di Holt. Ecco una scelta di titoli.- ‘BERTA ISLA’ (EINAUDI) DI JAVIER MARIAS, premiato come il miglior libro dell’anno nella Classifica di Qualità de La Lettura. E’ la storia di un amore che deve convivere con un segreto. Un romanzo sulle zone d’ombra e sull’impossibilita’ di conoscere anche le persone più vicine, che non è del tutto negativo perchè “se si svela tutto non si riesce piu’ a sorprendere l’Altro” come ha detto lo scrittore. – THE OUTSIDER (SPERLING&KUPFER) DI STEPHEN KING. E’ una nuova versione di IT per l’era Trump. Nel romanzo, che ha esordito al primo posto del New York Times, King ci fa compiere un viaggio nelle nostre paure di oggi. – DA MOLTO LONTANO (MARSILIO) DI ROBERTO COSTANTINI. Premio Scerbanenco per la migliore opera noir degli anni 2000, Roberto Costantini ci regala in questi giorni un nuovo titolo della sua serie gialla sulla storia recente italiana, ‘Da molto lontano’, ambientato tra gli anni di Tangentopoli e oggi, con un commissario Balistreri in pensione, richiamato a lavorare su un caso di cui si era occupato negli anni ’90. – ‘BECOMING. LA MIA STORIA’ (GARZANTI) DI MICHELLE OBAMA, il memoir dell’ex first lady degli Stati Uniti è un inedito ritratto intimo di una donna che ha costantemente sfidato le aspettative e la cui storia ci ispira a fare altrettanto. – IL PONTE D’ARGILLA (FRASSINELLI) DI MARKUS ZUSAK. Per chi ama l’autore di ‘Storia di una ladra di libri’ è arrivato, tredici anni dopo quel successo, ‘Il ponte d’argilla’, storia dei cinque fratelli Dunbar che se la devono cavare da soli, dopo la morte della madre e l’abbandono del padre. Un ritratto familiare sui nostri destini incrociati. – IL TUNNEL (EINAUDI) DI ABRAHAM B. YEHOSHUA. Il grande scrittore israeliano ci mostra quanto sia necessario trovare “nuove forme di identità” in questo nuovo romanzo che vede protagonista l’ingegnere israeliano in pensione, Zvi Luria, al quale, a poco più di settant’anni, viene diagnosticato un inizio di demenza senile. – L’ABISSO DI EROS (PONTE ALLE GRAZIE) DI MATTEO NUCCI. Un po’ saggio e un po’ racconto, il libro esplora la potenza invincibile di Eros, il dio oscuro delle origini, maschile e femminile, in un viaggio attraverso Omero, Saffo, Platone, Socrate e Tucidide. – MATRIGNA (SOLFERINO) DI TERESA CIABATTI. L’autrice de ‘La più amata’ (Mondadori), finalista al Premio Strega 2017 riflette con taglio incisivo su cosa significhi essere genitori, figli, fratelli e sorelle. Un ritratto familiare che smonta ogni aspirazione alla perfezione. – NEBBIA A TANGERI (DEA PLANETA) DI CRISTINA LOPEZ BARRIO. Finalista al premio Planeta 2017, la scrittrice madrilena fa coincidere le emozioni dei personaggi con il luogo in cui si muovono, Tangeri, in un mirabile intreccio che vede Flora, in fuga dal suo matrimonio fallito, trasformarsi in una detective letteraria. L’uomo con cui ha passato una notte d’amore è anche il protagonista di un romanzo. Il mistero si fa fitto. – TEMPORARY ROAD (UNA) VITA DI FRANCO BATTIATO (LA NAVE DI TESEO), cofanetto con libro e dvd del film documentario di Giuseppe Pollicelli e Mario Tani in cui Battiato rivive la sua carriera e le sue rivoluzioni.

‘Libertà’ 40 anni dopo, il nuovo video di Sergio Caputo – ANTEPRIMA ESCLUSIVAIl cantautore rivisita una sua vecchia canzone contenuta nell’ultimo album ‘Oggetti smarriti’

16 dicembre 201818:40

Era il 1978 quando Sergio Caputo pubblicava il suo primo 45 giri ‘Libertà dove sei’ (titolo che poi diventò ‘Libertà’).
“Scritto in anni turbolenti della storia italiana (1977-1978), potrebbe sembrare un brano dal significato politico. Non è così. In realtà, Libertà non ha nulla a che fare con la politica, bensì ha a che fare con la ricerca della libertà individualmente e spiritualmente”, spiega Caputo, che oggi ricanta questa canzone e ne pubblica un nuovo VIDEO

, girato con tecniche diverse con una telecamera e uno smartphone.Secondo l’autore “non si può associare il concetto di libertà ad un ordinamento politico-sociale di qualunque tipo, perchè nel momento stesso in cui deleghi qualcun altro, sia lo Stato sia una religione, a stabilire le regole della tua libertà, da quell’istante non sei più libero. La ricerca della libertà viene da dentro di noi e regola le nostre azioni e il nostro modo di essere”.”Libertà” è uno dei brani contenuti nell’ultimo album di Sergio Caputo, ‘Oggetti smarriti’, un disco ‘unplugged’ (fatta eccezione per il singolo ‘Scrivimi scrivimi’).
L’album contiene brani ‘smarriti’, ovvero brani che a suo tempo non furono prescelti come singolo-radio, ma che il pubblico del cantautore ama e richiede nei concerti.”Oggi, per quanto mi riguarda, il video – spiega Caputo – non ha più la funzione di stupire il pubblico con riprese dai droni e coreografie sexy, tantomeno di far sembrare il pezzo qualcosa di più di una semplice canzone. Il video per me sostituisce la defunta, o rarissima, apparizione televisiva, quella che consentiva al pubblico di associare un brano all’artista, alla sua faccia, alla sua personalità. YouTube è piena di video di miei pezzi, realizzati dai fans, che mostrano la sola copertina per tutto il tempo della canzone, e questi video registrano centinaia di migliaia di views. Ho voluto dare qualcosa in più, dare me stesso mettendoci la faccia, così che chi mi conosce già mi ritroverà come sono, e chi non mi conosce avrà occasione di farlo. In tempi di selfie, credo che questo incarni molto bene lo spirito della rete”.

I dieci comandamenti, la casa come dirittoDalla provincia di Bologna alla periferia di Foggia, passando per Forlì, storie di disagio abitativo

16 dicembre 201819:08

Dalla provincia di Bologna alla periferia di Foggia, passando per Forlì, Domenico Iannacone racconta la casa come diritto per ogni essere umano in Fuori piove, quinto appuntamento della nuova stagione de I dieci comandamenti, in onda su Rai3 domenica 16 dicembre, alle 20.10.
Si va dalla caduta verticale di un padre bolognese, che dopo la separazione è costretto a vivere in macchina, a quella collettiva di una comunità alle porte di Foggia, dove 50 famiglie italiane da anni vivono in container di pochi metri quadrati. Alloggi sovraffollati, povertà, isolamento, difficoltà economiche raccontati all’interno delle mura domestiche.
Ma vicino a tante storie di disagio abitativo, c’è anche la speranza con un progetto virtuoso di co-housing sociale alle porte di Forlì. Attraverso un finanziamento pubblico e un progetto di eco-edilizia, 18 famiglie hanno abbracciato l’idea di vivere in un modo diverso gli spazi comuni, il risparmio energetico e la solidarietà tra chi ci abita. Un tentativo di rendere la casa il luogo ideale per un esperimento di coesione sociale.

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Incassi Usa, Spider-man animato è al top
Per la 13/ma volta guida gli incassi un film da Marvel Comics

16 dicembre 201819:38

‘Spider-man: un nuovo universo’ di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, in Italia dal 25 dicembre con Warner Bros, domina il box office americano del weekend, con un record: il più grande esordio per un film animato nel mese di dicembre. Sono 35 milioni 400 mila dollari stimati di incasso e per la 13/ma volta quest’anno al numero uno del box office Usa c’è un film adattato dalla Marvel Comics. Al secondo posto, a netta distanza con 17 milioni 210 mila dollari, un altro film Warner: The Mule di e con Clint Eastwood, con anche Bradley Cooper. Il terzo posto è per un altro film animato, The Grinch che mette ulteriori 11 milioni di dollari nel già ricchissimo bottino d’incasso: 239 milioni 288 mila dollari

Gli schizzi antistress di Orson WellesProdotto da Michael Moore in sala il documentario di Cousins

17 dicembre 201809:52

Arriva in sala, come film evento dal 16 al 19 dicembre, Lo Sguardo di Orson Welles, un film documentario diretto da Mark Cousins e distribuito da I Wonder Picturese e Unipol Biografilm Collection nell’ambito delle I Wonder Stories che si concentra sull’universo grafico del grande regista e drammaturgo. Grazie all’accesso esclusivo al materiale privato di Orson Welles, Mark Cousins indaga una leggenda: attraverso i suoi occhi, disegnato con le sue mani, dipinto con i suoi pennelli. Il lungometraggio, prodotto da Michael Moore, si allontana dalle tecniche dei convenzionali documentari per la televisione e non si concentra esclusivamente sul lavoro di Welles dietro la cinepresa. Dice Cousins: “Ci sono molti documentari su Welles e decine di libri. È un regista canonico.
Nel mio lavoro ho cercato di guardare più al cinema africano o indiano rispetto ai film americani. Ma poi ho sentito che esistevano ancora molti disegni e dipinti di Welles. Ero incuriosito. Mi piace il concetto del ‘tempo libero’ dedicato agli schizzi, al prendersi del tempo sbarazzandosi dello stress concentrandosi su altro. Gran parte del mio lavoro negli ultimi anni si è occupato dello sguardo. Forse queste opere di Welles potrebbero aiutarmi a capire come lui guardava?”.
Basandosi su questa premessa il regista presenta nuove scansioni digitali delle opere d’arte e animazioni realizzate appositamente, che danno vita in maniera limpida alla magia del mondo grafico di Welles. Le animazioni sono opera del grafico Danny Carr, intervallate da clip tratte dai film di Welles, registrazioni di programmi radiofonici e interviste televisive di Welles e incontri con Beatrice Welles, che raccontano le storie dietro alle immagini. Una colonna sonora originale del giovane compositore nordirlandese Matt Regan dà al film emozione ed espressività.
Web, social, etica, come proteggersiGiornalisti, psicologi e avvocati spiegano valore della privacy

17 dicembre 201810:04

– Se con gli smartphone siamo ormai abilissimi, tanto da condividere lo storytelling della nostra vita in tempo reale, e conosciamo tutta la comodità della Rete, dal fare acquisti con un click al comunicare senza difficoltà e a costo zero da ogni angolo del mondo, non siamo però ancora così smaliziati da proteggere noi stessi (e i nostri dati personali) dalle insidie del mondo digitale. Un aiuto potrebbe arrivare dal libro “Web, social ed etica” (Edizioni Ets, pp.132, 15 Euro) a cura di Eugenia Romanelli, che mette in primo piano il tema della necessità, non più procrastinabile, di diffondere una cultura della riservatezza come strumento di difesa. Con la prefazione di Massimo Bray e attraverso i saggi di undici esperti (Davide Mula, Marco Lagazzi, Giovanni Camerini, Maria Chiara Parmiggiani, Silvia Spanò, Adriana Mazzucchelli, Roberto Mazzoni, Mario Morcellini, Rory Cappelli, Vincenzo Vita, Riccardo Acciai), il volume affronta la questione della sicurezza sul web e sui social network dal punto di vista giornalistico, giuridico e psicologico per offrire un quadro chiaro ed esaustivo del contesto attuale al lettore, spesso ignaro dei pericoli che corre mentre naviga su Internet. Proprio perché siamo sempre ‘connessi’, spesso pensiamo infatti di padroneggiare il web, di comprenderne ogni aspetto, senza sapere che in realtà il 94% della Rete è un mondo ancora completamente sconosciuto: per questo non bisogna mai abbassare la guardia, perché non c’è totale consapevolezza delle azioni che compiamo online e delle conseguenze che esse hanno. Il problema nasce dal fatto che mentre navighiamo ognuno di noi lascia traccia di sé: considerando che – come hanno dimostrato recentemente lo scandalo Wikileaks e il caso di Cambridge Analytica con il furto dei dati degli utenti di Facebook – le informazioni personali rappresentano merce preziosissima per chi usa lo spazio web per fare profitto o peggio per compiere crimini, è quanto mai necessario fare attenzione e responsabilizzarsi. Una cattiva web reputation può portare danni patrimoniali ma anche all’esistenza stessa della persona, e purtroppo il diritto all’oblio, di cui tanto si discute, è ancora difficile da raggiungere: per questo, soprattutto in assenza di una normativa chiara che regolamenti ogni aspetto di Internet, dobbiamo essere noi stessi in prima persona a difenderci, non solo conoscendo come la legge ci può aiutare ma correggendo i nostri comportamenti verso una autotutela della nostra privacy. “Navigatori senza bussola in un cielo senza stelle”: così Eugenia Romanelli, presentando oggi il libro a Roma, definisce gli utenti di una Rete che è “strumento democratico e rivoluzionario”, ma anche qualcosa che contiene pericoli “a livello macroscopico e microscopico”. “E’ cambiato il paradigma identitario: oggi non possiamo più fare a meno di rappresentarci”, prosegue, “a livello macroscopico i dati personali sono il nuovo petrolio, mentre a livello microscopico siamo di fronte alla piaga sociale del cyberbullismo, del sexting, della dipendenza da social, dei giochi che istigano al suicidio, dell’odio virale. Il libro nasce dal fatto che sono madre: noi adulti abbiamo il dovere di responsabilizzare i nostri figli e di far acquisire loro la patente della consapevolezza dei propri comportamenti sul web”.
La carica degli Spider-man a NataleIl supereroe si moltiplica nello spettacolare film animato

16 dicembre 201818:38

Chiunque può essere, a suo modo, Spider-man: un timido adolescente afroamericano/latino, un 40enne con la pancetta, un eroe in bianco e nero alla Humphrey Bogart, una ragazza coraggiosa, una bimba in stile anime con robot personale e persino un maiale. Sono solo alcune delle incarnazioni del supereroe che hanno arricchito per anni sui fumetti Marvel tra dimensioni parallele e variazioni narrative, l’universo Spider-verse. Una molteplicità al centro del primo lungometraggio animato per il cinema sul personaggio, ‘Spider-man: un nuovo universo’ di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, in Italia dal 25 dicembre con Warner Bros. Un nuovo debutto per l’Uomo Ragno della gestione ‘Sony/Marvel’ parallelo al reboot live action affidato con successo a Tom Holland, capace di entusiasmare i critici e gli spettatori delle anteprime (debutterà negli Usa a metà dicembre), portando al cinema con un’animazione mozzafiato che mescola cgi e 2d anche disegnato a mano (un lavoro che ha richiesto una settimana di lavoro per ogni secondo di film), l’energia i colori, il ritmo, i suoni, lo stile grafico, le tante sfumature di ironia e la complessità dei fumetti. Una rilettura con al centro Spider-Man/Miles Morales, adolescente di papà poliziotto afroamericano e mamma infermiera portoricana, nato nel 2011 (in omaggio a Obama) sui comics creati da Brian Michael Bendis (testi) e l’italiana Sara Pichelli (disegni).Il timido e intelligente Miles, newyorchese di Brooklyn si sente un outsider nel liceo esclusivo che frequenta e preferisce passare il tempo a fare graffiti con lo zio ‘ribelle’ Aaron. Da una nuova avventura insieme, e il classico morso di un ragno radioattivo, Miles si ritrova con i poteri di Spider-man senza sapere come gestirli. Un pericoloso incrociarsi di dimensioni parallele voluto dal ‘cattivo’ Kingpin, portano il teenager a dover imparare, suo malgrado e in fretta, come si fa il supereroe. Un percorso innescato dagli incontri con due Peter Parker, uno brillante ventenne e uno quarantenne un po’ stropicciato e imbolsito, che diventa mentore del neo-Uomo Ragno; la coraggiosa coetanea (o quasi) Spider-Woman (nata sui fumetti nel 2014 con Jason Latour Robbi Rodriguez); Spiderman noir (creato nel 2009 da David Hine, Fabrice Sapolsky e il teramano Carmine Di Giandomenico) personaggio in bianco e nero che nel suo mondo anni ’30 dà la caccia ai nazisti; Peni Parker (creata nel 2014 da Gerard Way e Jake Wyatt), bimba metà asiatica che combatte i cattivi con il suo robot ‘ospite’ del regno radioattivo, e il buffo ma implacabile maiale in costume da supereroe Peter Porker alias Spider-Ham (ideato nel 1983 da Tom DeFalco e Mark Armstrong). Un apparente delirio, capace di celebrare l’essenza, tra humour e action, del personaggio, che regala nella versione originale doppiatori d’eccezione, come, fra gli altri, Chris Pine per il Peter Parker ventenne; Hailee Stanfield per Gwen Stacy/Spider-Woman; Lily Tomlin per una combattiva Zia May; Mahershala Ali per zio Aaron e Nicolas Cage per Spider-Man Noir ispirandosi, a suo dire, a James Cagney e Humphrey Bogart. La Sony ha coinvolto in questo riavvio animato il duo ipercreativo e irriverente formato da Chris Miller e Phil Lord (The lego movie): “La cosa esaltante di Spidey è che puoi vedere questo supereroe indossare una maschera, volare in giro e pensare ‘Hey potrei esserci io sotto quella maschera – spiega nelle note di produzione Lord, che con Miller coproduce, ma firma anche, da solo, il soggetto e come coautore, la sceneggiatura -. Uno dei temi principali del film è che tutti noi abbiamo dei poteri e dobbiamo affrontare le nostre responsabilità indipendentemente da chi siamo o dove siamo nati”.      [print-me title=”STAMPA”]

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