Ultimo aggiornamento 19 Dicembre, 2018, 05:04:17 di Maurizio Barra
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ALLE 05:04 DI MERCOLEDì 19 DICEMBRE 2018
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Oscar: Dogman fuori, l’Italia spera nei premi ‘minori’
Suspiria in shortlist per canzone originale e trucco-acconciature
18 dicembre 2018 01:36
L’annuncio della shortlist è arrivato a spegnere le speranze di vivere da protagonisti la Notte degli Oscar il 24 febbraio 2019: tra i 9 film, scelti tra 87, che si contenderanno l’ingresso in cinquina per la statuetta come miglior film straniero, Dogman di Matteo Garrone non c’è. Un percorso di premi, tra cui la Palma d’oro a Cannes al protagonista Marcello Fonte, con il bis del 15 dicembre agli Efa a Siviglia dove riconoscimenti sono andati anche per costumi, acconciature e make up, che aveva fatto ben sperare, forse anche illudere che la strada verso il Dolby Theatre di Los Angeles fosse percorribile. L’Italia va avanti, come tante volte in questi anni, con le categorie tecniche: Suspiria di Luca Guadagnino (in sala dal 1 gennaio) è nelle shortlist di trucco e acconciature (Fernanda Perez) e in miglior canzone originale (Thom Yorke dei Radiohead).Tra i 9 in gara per la cinquina, sei sono stati scelti dai membri dell’Academy e tre da un comitato esecutivo ristretto: dentro ci sono titoli di grande bellezza come il polacco Cold War (in sala dal 20 dicembre) di Pawel Paliwkosky, il messicano Roma di Alfonso Cuaron (Leone d’oro a Venezia 2018), il tedesco Opera senza nome di Florian Henckel von Donnersmarck, tre film che possono contare sulla forza distributiva (e di marketing) rispettivamente di Amazon, Netflix e Sony.”Ci dispiace ovviamente – dice
Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema che ha prodotto con Archimede e Le Pacte e distribuito Dogman – ma siamo comunque a fianco di un genio del cinema che ora è immerso nella preparazione di Pinocchio. Dogman ha avuto tanti riconoscimenti a cominciare dal palcoscenico di Cannes e ne siamo ben orgogliosi. Sapevamo che era un anno difficile, con competitor di grande valore, ma tra quei nove potevamo starci”.La campagna per entrare nella shortlist “è stata fatta, per quanto con i budget di cui disponiamo, non certo gli stessi di Netflix o Amazon, abbiamo organizzato a New York e a Los Angeles le proiezioni e anche Marcello Fonte è andato in America a promuovere il film”. Garrone, che nei primi mesi del 2019 comincerà le riprese di Pinocchio tra Lazio, Toscana e Puglia, è in piena preparazione e non si è concesso di andare in America né nello scorso weekend agli Efa a Siviglia dove pure era atteso. Il casting del film dal capolavoro di Carlo Collodi è in fieri: dopo il coinvolgimento di Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e la smentita di Alba Rohrwacher Fata Turchina, si vocifera di Marcello Fonte come Grillo parlante, mentre nel cast tecnico Garrone si affiderà al due volte premio Oscar Mark Coulier per il trucco e a Rachael Penfold alla supervisione degli effetti speciali.
Il pudore, tra censura e libertàBoneschi racconta l’Italia bigotta e le spinte all’emancipazione
18 dicembre 201811:32
– MARTA BONESCHI, IL COMUNE SENSO DEL PUDORE (il Mulino, pp.208, 15 Euro). La doppia morale del Fascismo, con la virilità sbandierata di un duce che ‘tutto può’ e il resto della popolazione imbrigliato nelle regole della pubblica ‘pudicizia’. La battaglia nei primi anni del secolo scorso di Margherita Sarfatti per sdoganare l’educazione sessuale, soprattutto per le classi più disagiate, accanto all’invito di Matilde Serao rivolto alle donne di preservarsi e non mostrarsi agli sguardi maschili, senza lasciare scoperta neppure la caviglia. Le maglie della censura strette tante volte attorno a Pier Paolo Pasolini e ai suoi film, il sequestro di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci con la controversa ‘scena del burro’ interpretata da Marlon Brando e Maria Schneider, la pubblica gogna per Mina madre di un figlio avuto da un uomo sposato. E poi la distanza siderale tra un sesso che per gran parte del ‘900 era ritenuto lecito solo nel talamo nuziale, almeno ufficialmente, e l’approccio esibizionista alla sessualità dei nostri tempi, con la sfera dell’intimità che diventa “un mercato di massa a buon prezzo”. “Il comune senso del pudore” è il titolo dell’interessante saggio di Marta Boneschi, edito da il Mulino, nel quale la giornalista e storica ripercorre con brio e rigore scientifico la storia del ‘900 dal punto di vista di ciò che attiene al sesso, alla moralità e all’indecenza. Che cosa è il pudore, chi ne decide i limiti e con quale diritto? Quando si può parlare di indecenza e quando ancora di libertà? Sono alcune delle domande a cui Boneschi tenta di rispondere offrendo al lettore una riflessione di ampio respiro, che inizia proprio dall’analisi del concetto di pudore e delle sue implicazioni nella vita collettiva e del singolo. Di certo il pudore è insieme “un sentimento e un comportamento”, qualcosa di sfaccettato e difficilmente definibile, che muta al mutare della società e delle epoche ma anche in base alla soggettività.
Partendo dalla fine dell’800, quando una morale condivisa ha faticato a emergere per via di cambiamenti sociali, politici, economici e culturali che hanno modificato radicalmente il contesto e aperto la strada a moralisti e predicatori, l’autrice arriva ai nostri giorni, in cui si vive un analogo momento di confusione e di transizione, nel vortice frenetico della società della comunicazione globale. Tanti gli aneddoti e i personaggi, le sentenze e i processi eclatanti, i fatti culturali e storici che si affollano nel libro (basti pensare alle molteplici battaglie nate attorno al corpo delle donne), per dare un quadro che racconta tanto del carattere della nostra Italia: un Paese spesso e volentieri bigotto, in cui alle spinte modernizzatrici si sono opposte fazioni di censori e moralisti pronti a combattere con ogni mezzo (dal richiamo al cattolicesimo alla denuncia in tribunale alla condanna di fronte all’opinione pubblica) la ‘corruzione dei costumi’. Peccato perché dalla storia già vissuta in tema di pudore, scandali, buone maniere e morale condivisa non abbiamo forse tratto grandi insegnamenti: basta guardare la situazione attuale, con una libertà sfacciata (o finta?) che sdogana ogni forma di esibizione del sé, del sesso, del nudo e del turpiloquio. Sembra che il comune senso del pudore ormai sia caduto sotto i colpi di un’umanità narcisista e voyeur, in un quadro morale indefinito che lascia prevalere il ‘fai da te’: “occorre prendere atto che non se n’è andato soltanto il pudore biblico, protezione del corpo e tutela di sé, se ne sono andati anche il pudore delle buone maniere, il rispetto di sé e della sensibilità altrui”, scrive Boneschi. Per ritrovare un nuovo senso del pudore, secondo l’autrice, sarà utile aspettare che il tempo passi e che l’orizzonte si rischiari, arginando la deleteria azione di chi si indigna e punta il dito senza indicare soluzioni condivise.
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7 Uomini a mollo, fragilità si riscatta in piscinaIn sala la commedia divertente di Gilles Lellouche
18 dicembre 201809:42
Una commedia divertente, intelligente, profonda e originale: è 7 Uomini a mollo di Gilles Lellouche (dal 20 dicembre distribuito da Eagle Pictures e Leone Film Group). Dentro ci sono alcuni dei maggiori interpreti del cinema francese al servizio di una storia deliziosa, una commedia sociale, quasi un nuovo Full Monty.
Eccola: dopo aver perso il lavoro Bertrand (Mathieu Amalric) e’ in piena depressione, si sente inutile con i figli e con la moglie (Marina Fois) che lo mantiene. Nella piscina dove va ad ingannare il tempo legge l’annuncio: si cercano nuotatori per dare vita ad un team di nuoto sincronizzato maschile. Perche’ no? Gli altri compagni sono tutti perdenti come lui, ciascuno perso nei propri drammi, tutti gravi. C’e’ un dirigente operaio benestante (Guillaume Canet), con il figlio autistico, una moglie che non lo comprende piu’ e una madre che lo riconosce solo a tratti. C’e’ un rocker anziano che vive in una roulotte, si veste come negli anni ’70 e ancora sogna di diventare una star dei concerti dal vivo mentre la figlia lo compatisce. C’e’ un piccolo commerciante di piscine, Marcus (Benoit Poelvoorde), praticamente in bancarotta e poi ancora un bambinone che non ha superato i traumi infantili, un immigrato asiatico senza famiglia… E anche le allenatrici non sono da meno: due ex campionesse di nuoto diventate nemiche dopo un incidente, una finita sulla sedia a rotelle, incattivita dalla vita (Leila Bekhti), l’altra alcolista (Virginie Efira).
La piscina e’ un modo per nuotare in un altro ambiente, dimenticare la vita fuori. Ma poi ecco l’idea: partecipare in Norvegia al primo campionato di nuoto sincronizzato maschile, rappresentare la Francia, riscattarsi, avere di nuovo fiducia in se stessi. Le loro forme fisiche sono ridicole, l’allenamento che devono fare e’ al di sopra delle loro possibilita’. Si ride di questi adulti pingui e depressi, ma il riscatto e’ sempre possibile.
“I miei protagonisti – ha detto Gilles Lellouche – sono uomini fragili, marginali, complessanti, sottovalorizzati, sono il contrario del macho, ma hanno una bellissima storia di solidarieta’ maschile e umana da raccontare”. Gli attori, cosi’ come si vede nel film, hanno fatto un allenamento degno di Rocky: “Ci alzavamo alle 4 di mattina e subito giu’ in acqua – racconta uno dei belli del cinema francese, Guillaume Canet, ex marito di Diane Kruger, da anni compagno di Marion Cotillard, con cui ha avuto due figli, Marcel e la piccola Louise nata un anno fa – concentratissimi, un impegno che non riesco a definire meglio che con la parola coraggio”.
Un film con uomini ‘post Weinstein’, si e’ scherzato oggi in conferenza stampa, “diciamo soprattutto un film con interpreti in stato di grazia al servizio di una storia che non rinuncia a raccontare le fragilita’ maschili”, risponde Lellouche. Amalric, protagonista in un film corale, parla di “sceneggiatura capolavoro che racconta come l’unico antidoto al senso di fallimento e profonda solitudine che spesso sentiamo siano solo l’amore e l’amicizia”.
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Occhiali Victoria’s Secret con MarcolinAlleanza con il gruppo di occhialeria di Longarone fino al 2023
18 dicembre 201811:21
– L’accordo di licenza siglato tra Marcolin Group e L Brands (Victoria’s Secret e Victoria’s Secret Pink) dà vita a un nuovo modello di digital business nel mondo dell’eyewear. Il gruppo di Longarone (BL) e L Brands hanno deciso d’introdurre un approccio digitale al mondo dell’occhialeria, strada per crescere in un mercato in contrazione. La prima collezione eyewear nata dalla partnership con L Brands, in realtà è stata indossata durante il fashion show di Victoria’s Secret a novembre. Le top models hanno sfilato sul catwalk sfoggiando montature Victoria’s Secret e Victoria’s Secret Pink disegnate e prodotte da Marcolin Group. L’accordo di licenza, su base WW, sarà valido sino a fine 2023. La distribuzione nel canale ottico worldwide verrà aperta nel 2019.
Shapes moderne e fascinose per le montature Victoria’s Secret, impreziosite da dettagli glamour, pietre ed elementi iconici propri del brand, tra i quali la trama a righe e il color oro.
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Sesso negato a disabili in film di CodaMark’s Diary, storia di due ragazzi diretta dal regista sardo
CAGLIARI18 dicembre 201812:32
– Mark e Andrew sono due ragazzi colpiti da una grave disabilità. Quando si incontrano esplode tra loro un’attrazione e un amore reciproco tanto profondo quanto impossibile da realizzare. Perché non si possono praticamente muovere ed entrare in una qualsiasi forma di intimità. La soluzione? Emozioni e sentimenti affidati a due personaggi di fantasia. Con l’amore che diventa virtuale- visionario- onirico. Ma non è una sconfitta: è un punto di partenza. Il rapporto tra amore e disabilità è il tema di fondo di Mark’s Diary, il nuovo film del regista sardo Giovanni Coda. Una coproduzione italo-inglese con l’Università di Derby che si affianca all’associazione Labor. L’opera sarà presentata ad Amsterdam in anteprima internazionale nell’ambito del New Renaissance Film Festival: nel pre festival si è già aggiudicata la sezione “Film of the week” mentre a Napoli ha conquistato il premio per il miglior film all’Omovies Film Festival.
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Torna miniserie Capitano Ultimo con Bova”Caccia ai Narcos”, 19 e 20 dicembre in prima serata su Canale 5
18 dicembre 201813:05
– Ultimo, il colonnello dei carabinieri artefice di clamorose operazioni investigative a partire dalla cattura del boss Totò Riina, come sempre interpretato da Raoul Bova, torna con una nuova miniserie dal titolo “Ultimo – Caccia ai Narcos”, il 19 e il 20 dicembre in prima serata su Canale 5.
Prodotto da Taodue Film per Mediaset, in questo nuovo capitolo Ultimo sarà alle prese con i due gruppi criminali più potenti e feroci del mondo uniti nel business del traffico di cocaina proveniente dal Sudamerica. Ultimo ripercorre il percorso che porta la droga di origine colombiana nei porti italiani ad opera dei cartelli messicani che sono in affari con la ‘ndrangheta calabrese, ormai da tempo la più potente organizzazione criminale attiva a livello europeo nello spaccio di cocaina. Una storia che mostra attraverso gli occhi di Ultimo, chiamato a una missione rischiosa sotto copertura, la dimensione globalizzata del crimine e la violenza con cui le organizzazioni si spartiscono gli enormi ricavi dello spaccio.
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Cantata dei Pastori torna con P. BarraAl Politeama dal 20 dicembre. Verso candidatura come bene Unesco
NAPOLI18 dicembre 201813:25
– Da oltre tre secoli a Napoli non c’è Natale senza ‘Cantata dei Pastori’ e da oltre 40 anni non c’è ‘Cantata’ senza Peppe Barra: e mentre si è messo in moto l’iter per la candidatura della rappresentazione come bene immateriale Unesco (sostenuto dalla Regione) lo spettacolo liberamente ispirato all’opera teatrale sacra di Andrea Perrucci torna in scena al Teatro Politeama di Napoli, da giovedì 20 dicembre fino a domenica 6 gennaio, firmato da Barra e Paolo Memoli.
“La cantata ha segnato le feste natalizie dei napoletani – racconra Barra – La prima volta che ho interpretato Razzullo è stato nel 1974 e da allora ho sempre voluto fortemente portare in scena questo spettacolo, una sacra rappresentazione che non è altro che il presepe in movimento”. Testo di teatro gesuitico, scritto per contrastare la ‘diabolica’ Commedia dell’Arte, ‘La Cantata dei Pastori’ è, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, una storia che racconta le traversie di Giuseppe e Maria.
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Colosseo: più visitatori,7,4 mln in 2018Direttore parco archeologico, più 5,7 per cento rispetto al 2017
18 dicembre 201813:48
il Colosseo ha avuto 7,4 milioni di visitatori, il 5,7% in più del 2017″. Lo ha annunciato il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, in occasione della presentazione del nuovo logo e del nuovo sito del Parco archeologico.
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TripAdvisor, Colosseo più prenotatoNella top ten mondiale con Musei Vaticani e Canal Grande
18 dicembre 201814:02
– Buone notizie per l’Italia dalla classifica delle “esperienze” su TripAdvisor: il Colosseo è l’attrazione più popolare al mondo nel 2018 in base alle prenotazioni ricevute sul sito. Se si considera anche il secondo gradino del podio mondiale occupato dai Musei Vaticani (che tecnicamente si trovano nella Città del Vaticano) e il decimo con il Canal Grande di Venezia, l’Italia occupa ben 3 attrazioni tra le 10 più prenotate al mondo, primato che condivide solo con la Francia (che è presente con Museo del Louvre 4/o, Torre Eiffel 5/o e Reggia di Versailles 9/o). Le attrazioni italiane dimostrano quindi di essere tra le preferite dei viaggiatori globali quest’anno, superando icone internazionali come la Statua della Libertà (3/a), la Sagrada Familia (6/a), il Golden Gate (7/o) e Stonehenge (8/o).
LE 10 ATTRAZIONI PIÙ PRENOTATE DEL MONDO NEL 2018 1. Colosseo, Roma, Italia 2. Musei Vaticani, Roma, Italia 3. Statua della Libertà, New York City, Stati Uniti 4. Museo del Louvre, Parigi, Francia 5. Torre Eiffel, Parigi, Francia 6. Sagrada Familia, Barcellona, Spagna 7. Golden Gate, San Francisco, Stati Uniti 8. Stonehenge, Amesbury, Regno Unito 9. Reggia di Versailles, Versailles, Francia 10. Canal Grande, Venezia, Italia LE 10 ATTRAZIONI PIÙ PRENOTATE IN ITALIA NEL 2018 1. Colosseo, Roma 2. Musei Vaticani, Roma 3. Canal Grande, Venezia 4. Pompeii – Parco Archeologico, Pompei 5. Galleria dell’Accademia, Firenze 6. Galleria degli Uffizi, Firenze 7. Cattedrale di Siena, Siena 8. Torre di Pisa, Pisa 9. Basilica di San Marco, Venezia 10. Il Cenacolo, Milano
Bolle danza a Capodanno, anche con un robotSu Rai1 evento il 1 gennaio. La direttrice De Santis, un’operazione pop
18 dicembre 201819:29
– Tra i partner di Roberto Bolle per ‘Danza con me’, evento del primo dell’anno su Rai1, anche un robot, una macchina da una tonnellata e mezzo di peso, al cui braccio meccanico l’étoile si esibirà in un insolito passo a due. E’ l’ultima frontiera di un’arte antica, e anche uno dei momenti più curiosi, commoventi, ma pure rischiosi (prima di sincronizzare i movimenti il ballerino ha subito un piccolo incidente), dello show che la rete diretta da Teresa De Santis regala ai suoi telespettatori per il secondo anno consecutivo. Tra le altre performance annunciate oggi in conferenza stampa, il duetto con Cesare Cremonini e un ballo con Alessandra Ferri, 55 anni, étoile della Scala fino al 2007. “E’ la prima volta che balliamo insieme da allora”, ha detto il ballerino.”Lo scorso anno lo spettacolo ha avuto quasi 5 milioni di telespettatori – ha spiegato il direttore – Questo appuntamento ha un valore duplice: illumina la rete con la bellezza e contribuisce a superare gli steccati di un’idea polverosa della danza”. “Il merito è soprattutto di Bolle che l’ha fatta vivere in luoghi insoliti – ha aggiunto – E Rai1 ha allargato i ponti per una grande manifestazione di perizia e talento che si potrebbe anche definire un’operazione pop”. “Questo è il miglior tipo di servizio pubblico possibile: portare la danza in prima serata, per me una grande soddisfazione – ha detto Roberto Bolle – Rispetto allo scorso anno abbiamo migliorato alcuni piccoli punti per rendere lo spettacolo più adatto al pubblico televisivo, perché la danza in televisione ha bisogno di un linguaggio diverso rispetto a quando viene messa in scena in teatro”. Prodotto in collaborazione con la Ballandi Multimedia (è stata una delle ultime produzioni con la firma del fondatore Bibi Ballandi morto a febbraio) e Artedanza, il format ruota attorno alla figura di Roberto Bolle che accoglie, intrattiene, e si esibisce con i suoi ospiti. “Questa volta canterò pure, cioè farò ridere cantando – ha scherzato Roberto – Di sicuro ci sarà molta più attenzione ai testi e anche più momenti corali, come le scene di can can”. A tenere le fila dello show, unico nel suo genere, Pif, affiancato da Valeria Solarino.Tra gli ospiti, oltre Ferri e Cremonini, Stefano Accorsi, Luca e Paolo, Fabio De Luigi, Rocco Papaleo. Bolle danzerà, tra le altre, con Polina Semionova, prima ballerina del Teatro di Berlino, Melissa Hamilton, prima solista del Royal Ballet di Londra e, ovviamente con la prima ballerina della Scala Nicoletta Manni. Omaggio anche alla città di Genova, con un tributo a Niccolo Paganini. Per lo spettacolo, che quest’anno ha vinto il premio Rose D’Or, come miglior format di intrattenimento europeo, è stata scelta la location negli spazi ex fieristici del Portello a Milano, dove è stato creato uno studio di 1200 mq con un palco principale di 300 mq. Uno dei luoghi simbolo della città, è al centro della riqualificazione annunciata dalla Rai e, ha detto il direttore del centro di produzione di Milano, vuole diventare il punto di riferimento multimediale del futuro. Allo show si sta lavorando da mesi con un grande dispiego di forze sia da parte della Rai (che dal 27 dicembre manderà in onda gli sport per il programma in onda alle 21,25 di martedì 1 gennaio) sia da parte dell’Accademia della Scala. E soprattutto con l’impegno dell’instancabile Roberto Bolle, che oggi ha annunciato anche la seconda edizione di ‘On dance’ a Milano e una quasi certa partecipazione al Festival di Sanremo.
A Palazzo Pitti Firenze opere di UrgessaFino al 3/2, c’è anche autoritratto artista donato agli Uffizi
FIRENZE18 dicembre 201815:42
– Sono 40 le opere in mostra a Firenze, a Palazzo Pitti, per la prima monografica in Italia di Tesfaye Urgessa, artista 35enne con origini etiopi e tedesche: inaugurata nell’andito degli Angioini, la mostra ‘Oltre’ si chiuderà il 3 febbraio. Nato ad Addis Abeba nel 1983, l’artista si è poi trasferito nel 2009 a Stoccarda dove oggi insegna e lavora. Le figure magnetiche che popolano le sue tele, raffigurate in solitudine o più spesso in composizioni di corpi aggrovigliati, sono una proiezione personale. “Se qualcuno si riconosce nelle mie figure così come io mi riconosco in loro, allora necessariamente si riconoscerà in me” ha detto Urgessa per spiegare il dialogo tra i dipinti e i visitatori, mediato da un repertorio di volti, maschere, corpi e oggetti familiari. Urgessa si confronta in chiave di contaminazione e superamento con la cultura visiva dell’arte del Novecento.
Russia, Studio Fuksas progetta aeroportoCollega Gelendzhik su Mar Nero a 11 mete interne tra cui Mosca
18 dicembre 201815:56
– Porterà la firma italiana il nuovo aeroporto di Gelendzhik, terza località turistica del Mar Nero in Russia meridionale. Lo Studio Fuksas infatti ha vinto il concorso per la progettazione dello scalo a Gelendzhik che diventerà, per dimensioni ed importanza, il nuovo punto di riferimento della città. L’aeroporto collega la città a 11 destinazioni interne tra cui Mosca, San Pietroburgo, Kazan e Yekaterinburg.
Il progetto trae ispirazione dal volo degli uccelli: “Non volevamo semplicemente rappresentare staticamente il volo di un uccello, abbiamo voluto cogliere il momento in cui l’uccello cambia improvvisamente direzione di volo, disegnando così un movimento dinamico e poetico” spiega una nota dello Studio. Oltre all’architettura, nel progetto viene data grande importanza anche al paesaggio circostante e all’imponente uso di tipici alberi locali. Lo Studio Fuksas ha anche progettato il sistema di viabilità della zona aeroportuale: un raccordo anulare a senza unico, che distribuisce il flusso delle auto e degli autobus attraverso le entrate dei parcheggi a corto e lungo termine; le aree dedicate al drop-off dei passeggeri si trovano di fronte all’entrata principale e all’area di parcheggio degli autobus. Il sistema logistico è orientato verso il lato occidentale del terminal, lontano dalla vista dei passeggeri. I parcheggi sono stati progettati non solo come spazi di servizio ma anche come aree verdi.
Montesano-Autieri, noi come Rugantino-Rosetta40 anni dopo, attore torna a commedia Garinei-Giovannini a Roma
18 dicembre 201819:48
– ”Siamo una coppia gajarda e tosta, come si dice a Roma”. Si guardando e ridono Enrico Montesano e Serena Autieri. Per la prima volta sono in palcoscenico insieme (”ma ci siamo rincorsi a lungo”), nel ruolo della vita di lui e in quello ”che per tutta la vita ho atteso”, dice lei. Lo spettacolo è ”Rugantino”, la commedia musicale di Garinei e Giovannini, scritta con Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Luigi Magni con le musiche, eterne come Roma nun fa la stupida ‘stasera, di Armando Trovajoli. A quarant’anni esatti da quando Montesano, poco più che trentenne, la portò in scena (era il 18 dicembre 1978, con Nino Manfredi primo storico interprete seduto in platea), la favola amara di Rugantino, della Roma papalina del 1830 e del suo amore che non teme ghigliottina per Rosetta, torna in scena proprio al Sistina di Roma, dal 21 dicembre al 27 gennaio.Messa in scena da Massimo Romeo Piparo, rigorosamente seguendo la regia storica di Garinei, con 30 cambi, scene e costumi originali di Giulio Coltellacci. Un omaggio a un classico della storia del teatro, che oggi risuona anche come una rilettura di Roma e un inno alla femminilità. ”Rugantino è una maschera senza maschera”, racconta Montesano, che completa così un’ideale trilogia teatrale romana dopo il Marchese del Grillo e Il conte Tacchia. ”Va a viso scoperto – dice – non si vergogna. Da tradizione, è impunito, vuole avere sempre lui l’ultima parola. Con Garinei e Giovannini, però, diventa uomo. Gli costa caro, la vita, ma forse questo lo riscatta”. ”Rosetta, invece, è Roma – dice la Autieri – Lei la vera donna romana, tosta, che tanto ha da dire, ma con quell’eleganza trasteverina del tempo. Non svende la sua femminilità, ha una fierezza che forse noi donne dovremmo recuperare un po’. L’aspettavo questo ruolo, sono sincera. E’ come Filumena Marturano a Napoli”, dice l’attrice che proprio da Garinei e Trovajoli fu scelta per portare a teatro ‘Vacanze romane’ e quest’inverno farà il suo debutto anche nella fiction di Rai1 ”Un passo dal cielo”. ”Con il Maestro Trovajoli – dice – tante volte avevamo cantato fra noi le canzoni meravigliose di Rugantino, da Roma nun fa la stupida a Tira a campa’, Ciumachella, ‘Na botta e via. Ma prima non sarei stata pronta. E’ ora il momento giusto”.Se i confronti inevitabilmente sono forti (Rosetta ha soprattutto due volti: Alida Chelli e Sabrina Ferilli), con lei e Montesano in scena saliranno anche Antonello Fassari nei panni del boia Mastro Titta (che fu di uno strepitoso Aldo Fabrizi) ed Edy Angelillo in quelli di Eusebia. ”Si riscoprirà una Roma di botteghe e artigiani, a passo d’uomo – dice Montesano – Rugantino oggi? Farebbe il tranviere – sorride – Direbbe che non ci sono tante differenze: al tempo c’erano Papi e cardinali, oggi politici e amministratori. Le strade erano bucate, le fogne non funzionavano, l’immondizia già c’era…. Ma Roma non l’hanno distrutto ne’ i barbari ne’ i Barberini, non ci riusciranno neanche ora con qualche incendio. La verità – prosegue – è che da molto tempo le cose non funzionano, però è anche vero che si sta tentando di intaccare un sistema incancrenito. A volte penso: ‘aridatece Petroselli!’ – ride citando lo storico sindaco comunista degli anni ’70 – La colpa è anche dei romani. Roma è come una bella donna: va amata e rispettata. E non sempre lo facciamo”. Ma Rugantino potrebbe mai approdare in tv? ”Non credo la tv di oggi sia interessata – conclude – Oggi vogliono fiction e film per la Tv, fatti troppo in fretta e si vede. Anche se Rugantino, secondo me, si venderebbe benissimo all’estero”.
Palazzo Madama set video MengoniIl 18 dicembre l’anteprima su Youtube
TORINO18 dicembre 201816:31
– Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, situato nel cuore della città della quale è uno dei simboli, è protagonista del nuovo video ufficiale Hola di Marco Mengoni, in anteprima il 18 dicembre alle 21 su YouTube. Lo rende noto la Fondazione Torino Musei sottolineando come Mengoni, “uno dei cantautori italiani più interessanti”, sia il primo artista scelto a rappresentare l’Italia in un progetto video musicale realizzato in partnership con YouTube Music e diretto da La Blogothèque in luoghi simbolo del patrimonio artistico e culturale partner di Google Arts & Culture.
Il video è girato tra le maestose sale di Palazzo Madama, scelto come location da Blogothèque, team creativo che ha rivoluzionato il concetto di videoclip musicale, collaborando tra gli altri anche con Justin Timberlake, Alicia Keys, Phoenix e Bon Iver. Hola è il nuovo singolo che ha dato il via al progetto di Atlantico, il nuovo album uscito contemporaneamente in tutta Europa il 30 novembre per Sony Music.
A nuovo gli affreschi Vittorie a RomaPorzioni restaurate nella Casa Madre Mutilati e Invalidi Guerra
18 dicembre 201817:18
– La celebrazione delle Vittorie della Grande Guerra sui campi di battaglia in cui avevano combattuto in prima persona e il ritorno alla più alta tradizione italiana rinascimentale e barocca dell’affresco. Questo raccontano le scene dipinte a Roma tra il 1936 e il 1938 nella Corte della Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra negli anni Trenta da Antonio Giuseppe Santagata e Cipriano Efisio Oppo. Dopo otto mesi di lavori tornano a nuova vita quasi cento dei circa cinquecento metri quadrati di pareti affrescate dai due grandi artisti nel porticato del suggestivo edificio progettato da Marcello Piacentini, l’architetto del Duce. E’ la prima tappa di un lavoro reso possibile grazie a un bando della presidenza del Consiglio dei Ministri per le iniziative pensate per il centenario della fine della Grande Guerra ed eseguito con la supervisione della Soprintendenza Speciale di Roma. A curarlo Lucia Morganti e Valentina White.
Arriva il cine-moschettiere di NataleFavino/Papaleo/Rubini/Mastandrea in Moschettieri del Re
18 dicembre 201819:45
– Arriva a Natale ‘Moschettieri del re. La penultima missione’ di Giovanni Veronesi, in sala dal 27 dicembre con Vision Distribution in 500 copie. Una sorta di simil Armata Brancaleone 2.0 che rimette in campo quattro Moschettieri ormai dismessi. Ovvero: uno straordinario Pierfrancesco Favino nei panni di un D’Artagnan sincopato dal suo precario italo-francese e ormai puzzolente allevatore di maiali; Porthos (Valerio Mastandrea) perso nei fumi di una sua personale droga autoprodotta; Athos (Rocco Papaleo) castellano lussurioso e dalla sessualità bipolare e Aramis (Sergio Rubini), frate ma solo per sfuggire ai creditori.Per loro è reunion, sempre nel segno di ‘uno per tutti, tutti per uno’, richiamati all’avventura dall’avvinazzata regina Anna (Margherita Buy) per salvare la Francia dalle trame ordite dal perfido cardinale Mazzarino (Alessandro Haber), con la sua complice Milady (Giulia Bevilacqua). Non solo. Al loro fianco ci sono anche l’invulnerabile Servo muto (Lele Vannoli) e l’entusiasta Ancella (Matilde Gioli). Per i quattro supereroi in costume l’impegno è quello di garantire la libertà dei perseguitati Ugonotti e salvare il giovanissimo, pustoloso e dissoluto Luigi XIV (Marco Todisco).”Che cos’è questo film? Un family, il mio sogno da bambino e anche una cosa che avevo nel cassetto da tanto tempo – dice oggi a Roma Veronesi – Non avevo il coraggio di farlo. Lo proposi a Nuti e pensavo a una squadra ideale composta, oltre che da lui, da Benigni, Troisi e Verdone”. E ancora il regista toscano: “È vero, ho pensato al Brancaleone di Monicelli, ma solo il paragone mi fa paura. I tempi poi oggi sono molto diversi, chissà come reagiranno i ragazzi oggi, mi sono detto”.Una curiosità di Moschettieri del Re, girato tutto in Basilicata e prodotto da Indiana con Vision Distribution, è il co-sceneggiatore, Nicola Baldoni, uno storico, ma del tutto un esordiente nel campo: “Mi divertiva quello che scriveva su Twitter e così l’ho contattato e coinvolto nel progetto”. Il film di Natale che teme di più? “Sicuramente Il ritorno di Mary Poppins. Gli italiani li temo meno, anche se so come andrà: Mary Poppins farà sfracelli e a noi toccherà quello che resta”. Nel film anche la partecipazione di Valeria Solarino, Roberta Procida e Luis Molteni, mentre le musiche sono di Gratis Dinner. Chiude il film una canzone del grande Paolo Conte: ‘Moschettieri al chiar di luna’.
Mannoia, nuovo album e tour nei teatriL’annuncio sui social, ‘Personale’ è titolo del nuovo progetto
18 dicembre 201817:49
– “Si riparte. ‘Personale’ è il titolo del nuovo progetto, nuovo album e nuovo tour. Da maggio ci si rivede nei teatri. Avrò modo più avanti di raccontarvi cosa sta dietro a questa parola: ‘Personale’. A presto”. Fiorella Mannoia annuncia così, sui suoi profili social, il nuovo progetto che prenderà corpo nel 2019.
In queste settimane l’artista sta lavorando alle canzoni che andranno a comporre la tracklist dell’album, in uscita l’anno prossimo, che si intitolerà appunto ‘Personale’. A tre anni dal disco di platino ‘Combattente’, un nuovo lavoro discografico, ma non solo, ricco di sorprese.
Il 2019 sarà anche un anno all’insegna del live per Fiorella, dopo i 101 concerti della stagione 2016-2017. A maggio il ‘Personale Tour’, prodotto e organizzato da Friends & Partners, farà tappa in 12 teatri d’Italia.
Casa Teatro Ragazzi cerca direttoreVanelli, figura importante per ragionare sul teatro per giovani
TORINO18 dicembre 201817:53
– La Fondazione Teatro Ragazzi di Torino sta cercando un nuovo Direttore Artistico. La procedura è stata avviata, come da statuto, in seguito al completamento del mandato dell’attuale Direttore, Graziano Melano. L’avviso per la selezione, aperta fino all’8 febbraio, è sul sito.
I candidati saranno valutati sulla base del loro curriculum professionale e del loro progetto artistico e culturale.
L’incarico dura tre anni, eventualmente rinnovabili.
Le aspettative del Consiglio di Amministrazione della Fondazione sono molto alte. “L’arrivo del nuovo direttore – dice il presidente Alberto Vanelli – sarà l’occasione per un’ulteriore crescita della Fondazione e della sua sede, la Casa del Teatro, sul piano nazionale e internazionale, e consentirà di avviare una riflessione profonda sul ruolo, sulle prospettive e le forme del teatro dedicato alle nuove generazioni, anche alla luce dei grandi processi che investono il mondo attuale nel campo della comunicazione culturale e dello spettacolo”.
Rockin’1000 sbarca in Francia nel 2019IL 29 giugno mille musicisti suoneranno allo Stade de France
BOLOGNA18 dicembre 201818:00
– ‘Rockin’1000’, il progetto musicale noto per il video che ha portato i Foo Fighters a Cesena, con il format ‘That’s Live’ arriva in Francia per portare in concerto 1.000 musicisti che suonano simultaneamente i più grandi titoli della storia del rock. L’appuntamento è nel 2019, sabato 29 giugno, nello stadio più grande della Francia, lo ‘Stade De France’. “Siamo orgogliosi di questo nuovo traguardo – commentano gli ideatori – la prima esibizione all’estero dei mille musicisti sarà in Francia e sarà un evento storico, in uno stadio ancora più grande dei precedenti, all’interno di una potente programmazione, tra il concerto dei Metallica e quello dei Muse”. Per i musicisti, candidature sul sito http://www.stadefrance.com e http://www.rockin1000.com: il reclutamento è aperto a tutti gli iscritti alla piattaforma e ai nuovi musicisti che arriveranno dal territorio francese. Chitarristi, bassisti, batteristi e cantanti, sopra i 15 anni possono partecipare per suonare davanti al grande pubblico parigino.
Noyz Narcos raddoppia a RomaSold out live del 12 gennaio all’Atlantico, nuova data l’11
18 dicembre 201818:03
– Noyz Narcos raddoppia a Roma: dopo aver registrato il tutto esaurito per la data di sabato 12 gennaio all’Atlantico prevista nell’ambito del suo ‘Enemy winter tour’, annuncia un ulteriore show dal vivo per venerdì 11 gennaio.
Maestro d’ispirazione per molti giovani della nuova generazione hip hop, Noyz Narcos, al secolo Emanuele Frasca, dopo anni di assenza è tornato sulle scene musicali con il suo ultimo lavoro, Enemy (Thaurus/Island Records), che si avvale del contributo dei migliori producers, da Night Skinny a Sine, da Parix a David Ice, Boss Doms e st Luca Spanish.
Durante l’Enemy winter tour l’artista proporrà dal vivo tutti i brani tratti dal nuovo album di inediti, senza dimenticare i successi che lo hanno consacrato tra i nomi più apprezzati del rap.
Allevi, due inediti live per NataleDomani al Dal Verme, il 26 all’Auditorium parco della Musica
18 dicembre 201818:31
– “Nello spirito del Natale non potevo che fare un regalo a mio modo: presentare al pubblico due mie nuove composizioni scritte in questi ultimi mesi, indipendentemente dalle uscite discografiche. Un segno di riconoscenza per il travolgente affetto ricevuto durante l’Equilibrium Tour”. Così Giovanni Allevi presenta il concerto di domani a Milano al Teatro Dal Verme e quello del 26 dicembre a Roma nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, durante i quali verranno eseguite in prima assoluta due composizioni inedite.
“Mi piace pensare a queste mie creazioni come ad una gioia da condividere, anche con i più piccoli fan – afferma il compositore – Ma non voglio svelare la sorpresa perché anche per me saranno momenti di grande emozione”. Dal vivo anche l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie del Natale, in una rilettura per pianoforte e orchestra sinfonica, realizzata dallo stesso Giovanni Allevi per l’occasione.
Salmo a Rock in Roma, anticipo tourIl 12 luglio. Nel 2019 la prima tournée nei palazzetti
18 dicembre 201818:32
– Dopo il sold out dei concerti nei palazzetti a dicembre 2018, Salmo annuncia la sua partecipazione a Rock in Roma, venerdì 12 luglio 2019 all’Ippodromo delle Capannelle, per un live che anticipa il prossimo tour estivo.
Salmo ha di recente dato il via al tour che segue l’uscita del suo nuovo album Playlist ed è pronto ad attraversare l’Italia con il Playlist Tour 2019, la sua prima tournée nei palazzetti italiani.
Già certificato disco di platino, l’album ha registrato su Spotify (Italia) il maggior numero di stream in 24h (9.956.884) nel giorno dell’uscita e il maggior numero di stream in una settimana (43.882.595). Inoltre è la prima volta che un artista italiano si colloca nella Global Chart di Spotify con 8 brani.
Trionfo anche nelle classifiche Fimi-Gfk dove Playlist è entrato direttamente al primo posto degli album più venduti e ha conquistato totalmente il podio dei singoli più venduti.
Yann Tiersen in tour in Italia a marzoGià sold out a Milano, aggiunta nuova data
18 dicembre 201818:33
– E’ già sold out la data al Conservatorio di Milano del 14 marzo di Yann Tiersen, e gli organizzatori ne hanno aggiunto una seconda, il giorno dopo. Il polistrumentista e compositore francese, che il 15 febbraio pubblicherà il suo decimo album, ‘All’, sarà poi in concerto a Roma, Bologna e Torino.
Il primo singolo estratto dal disco si intitola ‘Tempelhof’, ed ha il sapore di quello che ci si aspetta da Tiersen, che ha registrato il suo ultimo lavoro nel nuovo studio ‘The Eskal Project’, costruito in una discoteca abbandonata sull’isola di Ushant, situata tra il mare della Britannia e la Cornovaglia, la sua casa negli ultimi 10 anni. Il disco, mixato da Gareth Jones, riprende i temi legati all’ambiente e la connessione con la natura già esplorati nell’album precedente, ‘Eusa’, aggiungendo registrazioni di suoni presi anche da altre parti del mondo oltre alla Britannia, come le Redwood Forests della California o le registrazioni dei campi dell’aeroporto di Tempelhof a Berlino.
Berlino: a Panorama gli italiani Bondi ePorteranno Dafne e Selfie. Annunciato docu su Letizia Battaglia
18 dicembre 201818:36
– In una edizione del Festival di Berlino 2019 (7-17 febbraio) in cui sono assenti Shooting Star del nostro Paese, arrivano però i primi titoli italiani. Tra i 22 film annunciati oggi di Panorama, sezione parallela al concorso, troviamo infatti: DAFNE di Federico Bondi con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini, prodotto da Vivo Film, storia di una ragazza, affetta dalla sindrome di Down, che si trova, dopo la morte della mamma, a dover accudire il padre ed elaborare il lutto.
Ci sarà poi SELFIE (Ho sognato che Davide era vivo) di Agostino Ferrente, documentario in coproduzione tra Italia e Francia che sarà distribuito da Istituto Luce Cinecittà, in cui si affrontano temi come violenza e mafia. Sempre a Panorama il film americano SHOOTING THE MAFIA di Kim Longinotto che è un ritratto della fotografa Letizia Battaglia. Infine, il nuovo progetto di lungometraggio di Irene Dionisio LA VOCE DI ARTURO, co-sceneggiato con Valia Santella, è stato selezionato per la Berlinale Talents.
Manoscritto Infinito da Visso a RecanatiIn mostra per celebrare 200 anni testo poetico
RECANATI (MACERATA)18 dicembre 201818:50
– Il manoscritto di Visso de L’Infinito di Leopardi è tornato a Recanati dopo 120 anni. I due manoscritti di uno dei testi poetici più famosi della lingua italiana, quello di Napoli e quello di Visso, per un vincolo conservativo non possono essere mai nello stesso luogo allo stesso momento. “Un’occasione imperdibile quella di ammirare l’elegante e ferma calligrafia di Giacomo Leopardi che hanno reso immortali e sempre vivi questi versi” il commento di Francesco Fiordomo, sindaco di Recanati. L’arrivo dei manoscritti vissani dà il via alle celebrazioni per i 200 anni del canto leopardiano, che cadono del 2019: nell’ambito del progetto Infinito Leopardi saranno in mostra dal 20 dicembre a Villa Colloredo Mels. Oltre a varie eventi, il 2019 segnerà anche l’inizio dei lavori di consolidamento del Colle dell’Infinito, che ispirò il poeta.
Gli Avati, ‘alleati’ per 50 anni di filmA loro Nastri d’argento speciali. Ritorno con Il signor diavolo
18 dicembre 201819:35
– Una ‘santa alleanza’ in piedi da cinque decenni tra grande e piccolo schermo “che ha come segreto, fidarsi ciecamente uno dell’altro, non invadere i campi reciproci quando non è il caso, ma farlo violentemente quando c’è bisogno e di conseguenza di litigare tutti i giorni”. Così Antonio Avati, produttore, soggettista e sceneggiatore, spiega sorridendo i punti di forza del sodalizio artistico che lo lega al fratello, regista e sceneggiatore, Pupi. Un legame celebrato ieri dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici con la consegna di due Nastri d’argento speciali per 50 anni di cinema. Un percorso che li riporterà a fine primavera in sala con un ritorno al genere più frequentato agli esordi, l’horror, ne Il signor diavolo, distribuito da 01.La serata evento organizzata con CSC-Cineteca Nazionale e Luce Cinecittà e la partecipazione di Anica, ha regalato alla platea piena della Casa del Cinema tanti esilaranti aneddoti raccontati dal regista (che ha compiuto il 3 novembre 80 anni), come quello sul suo primo giorno sul set da regista dell’opera prima, Balsamus, l’uomo di Satana (1968). “Ero rimasto sveglio tutta la notte a preparare il mio discorso in inglese di ringraziamento per l’Oscar e alla prima scena invece di dire ‘motore’ ho urlato ‘ciak!’, mostrando tutta la mia inesperienza alla troupe di grandi professionisti che avevamo fatto arrivare da Roma – ha ricordato Pupi Avati -. Ho sentito le gambe cedere ma mi hanno preso al volo l’operatore di macchina e il direttore della fotografia Franco Delli Colli che mi hanno detto “Nun te preoccupà, il film te lo famo noi”.Dolce anche il ricordo del primo incontro con Mariangela Melato: “Per il mio secondo film, Thomas e gli indemoniati (1970), avevo scelto nei provini a Milano, una ragazza che ricordava Grace Kelly. Il giorno delle riprese, ne vedo arrivare un’altra, dai capelli scuri, più piccolina, che sembrava più Irene Papas. Mi disse che l’amica non era potuta venire e che lei era pronta a sostituirla. Io mi arrabbiai e la cacciai ma lei restò fuori al freddo, tutto il giorno. Una cosa che mi convinse a prenderla, anche se pensavo mi avrebbe rovinato il film. Il giorno dopo, però, al primo ciak, appena aprì bocca, mi resi conto di come fosse in grado di rendere bellissimo quello che avevo scritto. Non recitava, tutto diventava verità con lei. Alla fine della scene ci fu un applauso per Mariangela di tutta la troupe”. La decisione di lavorare insieme, per i fratelli Avati, spiega Antonio, “50 anni fa è stata un po’ anomala e imprevedibile. Io non pensavo minimamente di diventare soggettista, sceneggiatore e produttore ma ero talmente narcisista e vanitoso dal voler fare l’attore. Ma la mia carriera davanti alla macchina da presa ha iniziato presto a naufragare, perché gli incontri con gli aiuto registi e gli addetti ai casting di quegli anni, erano traumatici per un ragazzo perbene, borghese, timido, educato come ero io all’epoca. Mio fratello mi vedeva tornare dai casting sempre più depresso e allora mi suggerì di formare questa ‘santa alleanza’ che va avanti tuttora”.Esplorare i generi, “è stata una regola per noi. Volevamo dimostrare che non esiste in Italia solo un modo di fare cinema, quello che viene definito autoriale, anche se mio fratello può dichiararsi in maniera assoluta e non contestabile un autore”. Un viaggio dal dramma, alla commedia agrodolce, dall’horror al racconto epico, che li ha portati a lanciare decine di talenti e a lavorare con molti protagonisti del cinema italiano, e non solo, da Ugo Tognazzi a Sharon Stone, come ha ricordato ieri un filmato con oltre 240 volti di interpreti nei loro film e fiction. Ora è la volta de Il signor diavolo, con Gianni Cavina, Alessandro Haber e Chiara Caselli: “un film ambientato negli anni ’50 – spiega Antonio Avati – molto molto gotico, horror, avatiano, di quell’Avati che spesso viene evocato da una certa critica e un certo pubblico dopo i successi cult di La casa dalle finestre che ridono, Zeder o L’arcano incantatore”.
In mostra abiti di Rosanna SchiaffinoA Palazzo Morando il guardaroba haute couture dell’attrice
18 dicembre 201820:18
– Dai vestiti che mettevano in risalto la sua figura da maggiorata, alla scelta dello stilista Federico Forquet, allievo di Balenciaga, che realizzò anche l’abito delle sue prime nozze, gli ‘Abiti da star’ di Rosanna Schiaffino sono in mostra dal 20 dicembre a Palazzo Morando, in una mostra a cura di Enrica Morini e Ilaria De Palma.
Il guardaroba della Schiaffino è stato acquisito nel 2018 da Palazzo Morando, che ha così accresciuto la sua collezione di abiti con firme quali Gianfranco Ferré, Germana Marucelli e Federico Forquet. Gli abiti dell’attrice testimoniano i suoi cambiamenti di stile dettati non solo dall’epoca, ma anche dalla carriera e dalla vita privata. Fin dagli esordi come attrice, infatti, fondamentali furono le scelte degli abiti che ne caratterizzarono l’immagine. Nel corso del tempo al guardaroba si aggiunsero nomi come Yves Saint Laurent, Valentino e Gianfranco Ferré, nelle declinazioni di Alta moda e pret-à-porter, scelti dall’attrice per il suo ruolo di signora borghese.
Morta Penny Marshall, interpretò LaverneFu la prima donna a incassare più di 100 mln dlr al botteghino
LOS ANGELES18 dicembre 201820:39
– Lutto nel mondo della televisione. Penny Marshall meglio conosciuta in Italia come Laverne De Fazio della serie Laverne & Shirley, è morta nella sua casa sulla colline di Beverly Hills per complicazioni dovute al diabete di cui soffriva da anni. L’attrice e regista aveva 75 anni e la notizia della scomparsa è stata data dall’agente dell’artista.
La carriera da regista di Penny Marshall fece registrare un record. Con Big, che vedeva protagonista Tom Hanks nei panni di un bambino che si ritrova improvvisamente adulto, fu la prima donna a incassare più di 100 milioni di dollari al botteghino. [print-me title=”STAMPA”]
