Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2019, 03:03:03 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Baglioni, nei testi disagio dei tempi moderni
Rivelati primi duetti,ci saranno Meta, Moro, Marcorè, B.Fiorello
19 gennaio 2019 10:40
C’è il mondo familiare e intimistico nelle canzoni del prossimo festival di Sanremo. Ci sono i rapporti più o memo complicati tra genitori e figli (Mahmood, Ultimo, Paola Turci), l’affetto tra nonni e nipoti (Nigiotti) e gli incontri generazionali (Nino D’Angelo e Livio Cori, Patty Pravo e Briga), gli amori adolescenziali (Federica Carta e Shade, Einar) e quelli che fanno i conti con la polvere del tempo Ex-Otago), l’accettazione di se stessi (Arisa, Loredana Bertè). Ma all’Ariston irrompono anche la violenza che si cela tra le mura domestiche che più di tutte dovrebbero proteggerci (Irama) e il disagio adolescenziale, troppo spesso sottovalutato (Daniele Silvestri). E incombe come un macigno anche il tema, attuale da troppo tempo ormai, dei migranti (Motta, Zen Circus, Negrita). Un macigno, anche e soprattutto dopo le polemiche seguite alle parole pesanti del direttore artistico Claudio Baglioni, di 10 giorni fa, in cui attaccava senza mezzi termini le politiche inadeguate di questo governo e di quelli che lo hanno preceduto.”E’ giusto sottolineare come a Sanremo non ci sia solo il fattore ‘museale’ e che il festival è una mostra che rappresenta il nostro tempo – spiega Baglioni, dopo il tradizionale pre-ascolto per la stampa dei brani in gara -. Per questo nei testi si rincorrono criticità, assenze dei padri, voci dissenzienti, grandi interrogativi di dov’è l’orizzonte. E anche nei brani più svolazzanti – aggiunge – c’è sufficiente disagio. Nei testi, vincono più i dubbi che le certezze”. Taglia corto sui migranti, dopo il polverone sollevato solo pochi giorni fa: “Il tema c’era anche l’anno scorso con Mirkoeilcane”.Un festival dove il rap, completamente assente lo scorso anno, è tornato prepotentemente a farsi sentire. Anche da chi non te lo aspetti, come Daniele Silvestri (mentre chi, come Achille Lauro, ne è diventato bandiera, preferisce percorrere altre strade). “Evidentemente c’è un limite fisico della lingua italiana nell’esprimere certi concetti. Rap, o recitato, permettono spazi di manovra più ampi”, è la spiegazione che dà e si dà Baglioni, che comunque, ancora una volta rivendica le sue scelte da direttore artistico: “Dopo la pace dei sensi, cercavo anche la pace dei consensi. Nel panorama vivace della musica italiana di oggi, a guidarci è stata la ricerca del senso di bellezza, bizzarria, vitalità. E forse sincerità. Le scelte non sono mai infallibili, ma ci sono da emettere verdetti. E tutti i 24 progetti che saranno in gara vanno rispettati”, dice, aggiungendo anche che a differenza dello scorso anno non dovrebbe cantare i suoi successi, mentre l’ironia rimarrà un marchio di fabbrica.Baglioni ha anche rivelato i primi 12 duetti che animeranno la serata del venerdì: Neri Marcorè con Nek, Fabrizio Moro con Ultimo, Brunori Sas con Zen Circus, Ermal Meta con Simone Cristicchi (ricambiando il favore dell’anno scorso), Bungaro e l’etoile Eleonora Abbagnato con Francesco Renga, Manuel Agnelli con Daniele Silvestri, Rocco Hunt con i Boomdabash, Syria con Anna Tatangelo, Guè Pequeno con Mahmood, Beppe Fiorello con Paola Turci, Irene Grandi con Loredana Bertè, Paolo Jannacci con Enrico Nigiotti.Definito anche il quadro dei conduttori dei programmi collegati al festival: gli attori Simone Montedoro (il capitano Tommasi di Don Matteo) e Anna Ferzetti (moglie di Pierfrancesco Favino) saranno alla guida del Primafestival, mentre al Dopofestival già confermati Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Melissa Greta Marchetto. Rimane fuori il comico Saverio Raimondo, che ha aperto una querelle con la Rai, a suo dire dopo la vicenda migranti. “La mia presenza a Sanremo, prevista e voluta da Rai1 già da mesi, negli ultimi giorni è stata messa in discussione fino alla cancellazione delle ultime ore”. Viale Mazzini replica: “Al momento nessun tipo di accordo contrattuale o trattativa economica”.
Il macellaio di Praga, sua la ‘soluzione finale’In sala dal 24 gennaio L’uomo dal cuore di ferro di Jimenez
19 gennaio 201910:51
Un film storico dal cuore classico, ma con una grande e felice attenzione all’estetica. ‘L’uomo dal cuore di ferro’ di Cédric Jimenez, in sala dal 24 gennaio con Videa – adattamento cinematografico del romanzo di Laurent Binet, HHhH – Il cervello di Himmler si chiama Heydrich’ (Einaudi) – è anche qualcosa di più.
Incentrato sull’Operazione Anthropoid, che portò all’assassinio del leader nazista Reinhard Heydrich (Jason Clarke), racconta l’ascesa di quello che fu uno dei più potenti gerarchi del regime nazista, ex ufficiale di marina e principale artefice e teorico di quella “soluzione finale” che aprì le porte ai campi di sterminio. Da una parte dunque lui, il coriaceo Heydrich, e sua moglie Lina (Rosamund Pike), che lo introdusse all’ideologia nazista e gli fu sempre accanto negli anni della sua ascesa fino alla caduta e, dall’altra parte, un piccolo gruppo di combattenti della Resistenza ceca in esilio, addestrati dagli inglesi e guidati dal governo cecoslovacco, che tentò di fermare quello che allora veniva definito “l’inarrestabile”.
Heydrich in realtà fu ferito a morte durante un’azione dei paracadutisti capitanata da Jan Kubis (Jack O’Connell) e Jozef Gabcik (Jack Reynor) mentre stava attraversando Praga nella sua auto.
Un fatto non da poco la sua morte perché Reinhard Heydrich, detto ‘il macellaio di Praga’, fu il primo alto ufficiale nazista ad essere ucciso durante la seconda guerra mondiale, una sorta di primo atto di quella che sarebbe stata la disfatta di Hitler. “La mia ambizione – spiega il regista e produttore francese Cèdric Jimenez – era quella di coinvolgere completamente lo spettatore immergendolo nella scena in modo da trasmettere l’importanza, l’urgenza e la determinazione che i veri protagonisti dovevano provare per compiere quell’estremo atto di coraggio. Il film è stato girato su pellicola 35 mm per dare ancora più forza all’immagine e anche per meglio caratterizzare l’epoca in cui è ambientato il racconto”.
Bagnoli, un triangolo amoroso nel 1941Esce ‘Ricorda il colore della notte’ tra Algeciras e Gibilterra
19 gennaio 201911:02
– MATTIA BERNARDO BAGNOLI, RICORDA IL COLORE DELLA NOTTE (PIEMME, PP 312, EURO 17.50). Uomo tutto d’un pezzo, fedele ai valori del primo fascismo, Svevo Giacco-Aliprandi “non è una persona normale, non ha un mestiere normale e non vive in un mondo normale”. Console italiano ad Algeciras, in Andalusia, piena zeppa di diplomatici di mezza Europa, Svevo è in questo avamposto tra l’Africa e l’Europa per un’azione segretissima: colpire le navi e il porto di Gibilterra, roccaforte inglese di dominio sul Mediterraneo.Sposato con la raffinata Dora, la sua vita è tutta lavoro e famiglia fino a quando non incontra nel 1941 la misteriosa Yvonne, fotografa della Reuters in fuga da Parigi che affascina anche Arthur Goodwin, del servizio segreto britannico. Sono i protagonisti di un triangolo amoroso nel nuovo romanzo ‘Ricorda il colore della notte’ di Mattia Bernardo Bagnoli che esce per Piemme. Passioni, ideali e tradimenti si consumano in una storia che si sviluppa tra spie, agenti segreti, attacchi compiuti dalla Decima Mas con i maiali, in una cornice storica fedele a quanto accadde ad Algeciras e Gibilterra nel mezzo del secondo conflitto mondiale di cui rievoca le voci e l’atmosfera dalle informazioni desecretate negli archivi del Sis.”Occhi verdi, labbra rosso vermiglio, capelli corti. Un viso che si nota, un viso che non si dimentica” pensa Svevo mentre porge l’accendino a Yvonne che più avanti lo chiamerà “lurido fascista” e poi “idealista”, ma da quella sera la sua vita non sarà più la stessa. Già autore del noir ‘Bologna permettendo’ e della guida ‘Strano, ma Londra’, entrambi pubblicati da Fazi, Bagnoli, dopo essere stato corrispondente da Londra, per la figura di Svevo Giacco-Aliprandi si è ispirato a quella del console generale di Algeciras Giuseppe Pistono “così come restituita da un faldone desecretato e da me rinvenuto – spiega l’autore nella nota storica – presso gli archivi di stato britannici di Kew Gardens”. Sono invece personaggi di fantasia Arthur Goodwin e Yvonne Lavallard come altri protagonisti del libro. A non essere fedele alla storia è anche “il ritmo temporale degli attacchi.L’azione nel libro si dipana in un lasso molto più ‘sincopato'”, come è naturale che sia, sottolinea il giornalista-scrittore, nato a Milano nel 1980.”‘Signore delle spie’ italiane” come viene descritto in un breve dispaccio del servizio segreto militare britannico, ingegnere, ex comandante della marina militare, Pistono è una figura affascinante che attrae il lettore così come ha colpito Bagnoli che ha dedicato otto anni, “per quanto non consecutivi” precisa, a questo romanzo che ci porta dove l’Europa è quasi Africa. Ha una gran forza anche il personaggio di Arthur Goodwin che Yvonne incalza perché vorrebbe accedere alla Rocca e fotografarla, ma le sorprese più grandi le riserverà proprio la misteriosa reporter.
Boom per nuovo video Peppa Pig in CinaVirale su Wiebo, ‘buoni sentimenti’ in vista lancio 5 febbraio
PECHINO19 gennaio 201911:44
– Il video promozionale del nuovo film di animazione di Peppa Pig è diventato virale in Cina sul microblogging Wiebo, superando 400 milioni di visualizzazioni view e mettendo insieme ben 400.000 commenti.
La storia, circa 5 minuti, parla del popolare personaggio del cartoon britannico dalla prospettiva di un anziano di un remoto villaggio di montagna il cui nipote, in una disturbata telefonata con un vecchio cellulare, chiede “Peppa” come regalo per il Capodanno lunare, la festa più attesa dell’anno che cade di solito a inizio febbraio e che porterà coloro che hanno lasciato il paese d’origine per lavoro o studio a ritornare a casa e a fare visita ai familiari.
Il punto è “cos’è Peppa”, si chiede l’anziano, dando vita al tormentone che ha calamitato gli internauti cinesi al video ben fatto e all’insegna dei buoni sentimenti. Il film di animazione si intitola “Peppa Pig celebra il nuovo anno” e sarà nelle sale il 5 febbraio, primo giorno del Capodanno lunare
Copenaghen al Ferrara Buskers FestivalKermesse nella città estense dal 23 agosto al primo settembre
FERRARA19 gennaio 201913:21
– Sarà Copenaghen la città ospite della 32/a edizione del Ferrara Buskers Festival che si terrà nella città estense dal 23 agosto al primo settembre. Dopo New York e Dublino, quest’anno sarà la volta della capitale della Danimarca. La città del Nord Europa, infatti, da anni accoglie e valorizza i musicisti di strada ed è per questo che Stefano Bottoni, fondatore e direttore artistico della manifestazione, insieme al suo staff, ha scelto di ospitarla.
Quest’anno poi, nell’ambito del progetto Gemellaggio d’onore tra le piazze si terrà il gemellaggio tra piazza Trento e Trieste e Stroget Street con la Storkespringvandet. Non solo motivi artistici alla base della scelta ma anche ecologici.
Copenaghen si sta impegnando per diventare la prima capitale libera dall’anidride carbonica, obiettivo che conta di raggiungere entro il 2025 e che sposa il progetto Eco Festival portato avanti dalla kermesse ferrarese che ogni anno ospita centinaia di artisti di strada e richiama migliaia di spettatori.
Discoteca,comitato tutela salute giovaniDopo tragedia Corinaldo. Mastrovincenzo, serve lavoro squadra
SENIGALLIA (ANCONA)19 gennaio 201913:24
– Presentazione ufficiale a Senigallia per il Cogeu (Comitato genitori unitario degli istituti scolastici), costituito l’8 gennaio anche a seguito della tragedia della discoteca di Corinaldo dove, nella calca, morirono cinque ragazzi e una 39enne madre di quattro figli. L’obiettivo primario del comitato è “la più ampia tutela della salute fisica e psicologica dei ragazzi che frequentano le scuole, con particolare riferimento alla tutela del loro ‘diritto al divertimento’, così come sancito dalla Convenzione dei diritti sull’infanzia”. “Un’iniziativa lodevole – ha commentato durante l’incontro il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo – che intende supportare ed affiancare i ragazzi nei diversi aspetti dei loro percorsi di vita. La complessità della società contemporanea rende necessario un lavoro di squadra tra istituzioni, scuola e genitori. La riscoperta di valori, il dialogo, il confronto, ma anche la vigilanza, devono essere alla base del nostro agire quotidiano”.
‘Ars Excavandi’ per scoprire MateraInaugurazione di una delle grandi mostre in programma
MATERA19 gennaio 201914:23
– Una grande caverna con il pavimento solcato dalle radici della conoscenza, alla scoperta della storia dell’uomo e di Matera, capitale della civiltà rupestre, illustrata lungo pareti illuminate con video e immagini digitali, pannelli interattivi per ascoltare suoni primordiali o vedere i segni di civiltà antiche. E’ il percorso ideato con la mostra “Ars Excavandi” allestita a Matera nel Museo archeologico “Domenico Ridola” e negli ipogei di Palazzo Lanfranchi.
La mostra – che sarà inaugurata il 20 gennaio ed è una delle grandi esposizioni previste nell’anno in cui Matera è Capitale europea della Cultura – è stata curata dall’architetto Pietro Laureano, autore del dossier di candidatura che nel 1993 consentì l’iscrizione dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre nel patrimonio dell’Unesco. Un altro elemento di novità molto significativo è rappresentato dalla riapertura al pubblico degli ipogei che ospitano la mostra.
Morto creatore Le ultime parole famoseEsordì sul Marc’Aurelio. Ultimi lavori per mostra #SaveBorsalino
ALESSANDRIA19 gennaio 201915:10
– Ha firmato per oltre trent’anni “Le ultime parole famose”, la vignetta nella penultima pagina della Settimana Enigmistica con un titolo diventato di uso comune nei discorsi degli italiani. Mario Bortolato, in arte ‘Bort’, è morto nella notte a 92 anni, ad Alessandria.
“Un grande personaggio e un grande protagonista del panorama mediatico che con le sue opere è arrivato a influenzare cultura e modo di vivere, affrontando tutti i temi e tutti gli aspetti del quotidiano”, è il ricordo del vicesindaco di Alessandria Davide Buzzi Langhi.
Nato a Salzano (Venezia), ‘Bort’ si era trasferito prima a Voghera (Pavia) poi in Piemonte. Laureato in Giurisprudenza, aveva esordito negli anni Cinquanta sul periodico satirico Marc’Aurelio. Il 4 aprile 2017 aveva tagliato il nastro della mostra #SaveBorsalino, iniziativa per salvare la storica fabbrica di cappelli, per la quale aveva realizzato alcune tavole.
Funerali lunedì 21 nella parrocchia San Giovanni Evangelista al quartiere Cristo di Alessandria.
Nightflyers, con R.R. Martin dal ghiaccio allo spazioDal 1/2 su Netflix fanta-thriller da autore del Trono di spade
19 gennaio 201919:48
George R.R. Martin, autore di culto da cui è stata tratta la serie di successo Game of Thrones (Il Trono di Spade) e prossimamente anche di Wild Cards, sbarca nello spazio. Tutto comincia nel 1980, con il racconto Nightflyers, da noi diventato Dieci piccoli umani (Editrice Nord), parafrasando il famoso romanzo giallo di Agatha Christie. Nel 1981, Martin vinse il premio Locus per il miglior racconto lungo. Da lì è stata tratta l’omonima serie Netflix – che ne ha appena diffuso il trailer ufficiale – disponibile dal 1 febbraio in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo, tranne che negli Stati Uniti.La serie, composta da 10 episodi, segue le vicende di otto scienziati anticonformisti e un potente telepatico che si imbarcano in una spedizione diretta ai limiti estremi del sistema solare a bordo della Nightflyer – una navicella spaziale con un affiatato equipaggio e un capitano solitario – nella speranza di entrare in contatto con forme di vita aliena. Il problema nasce quando eventi terrificanti e violenti cominciano ad accadere a bordo della nave, portando i protagonisti a dubitare l’uno dell’altro e rendendo la sopravvivenza al viaggio sempre più difficile. Una missione che si rivelerà più difficile di quanto chiunque potesse immaginare. Gretchen Mol (“Boardwalk Empire”) interpreta la dottoressa Agatha Matheson. Tra i componenti del cast anche Eoin Macken (“The Night Shift”) nel ruolo di Karl D’Branin, David Ajala (“Fast & Furious 6”) nei panni di Roy Eris, Sam Strike (“EastEnders”) in quelli di Thale, Maya Eshet (“Teen Wolf”) nel ruolo di Lommie, Angus Sampson (“Fargo”) nel ruolo di Rowan, Jodie Turner-Smith (“The Last Ship”) nelle vesti di Melantha Jhirl e Brían F. O’Byrne (“Million Dollar Baby”) nel ruolo di Auggie.Basata su “Dieci piccoli umani”, di George R. R. Martin, che è anche produttore esecutivo della serie, Nightflyers è prodotta da Universal Cable Productions e co-prodotta da Netflix. Jeff Buhler ha scritto l’adattamento per la televisione ed è sceneggiatore e produttore esecutivo. Brian Nelson, Mike Cahill e Andrew McCarthy sono produttori esecutivi. Gene Klein, David Bartis e Doug Liman della Hypnotic; Alison Rosenzweig e Michael Gaeta della Gaeta Rosenzweig Films; Lloyd Ivan Miller e Alice P. Neuhauser di Lloyd Ivan Miller Productions sono anch’essi produttori esecutivi. Nightflyers è un thriller psicologico fantascientifico pieno di suspense. La Terra sta per essere distrutta e l’equipaggio della Nightflyer, l’astronave più all’avanguardia dell’universo, cercano di salvare il pianeta grazie a informazioni contenute in una nave aliena. Nulla andrà come previsto. E come nei migliori thriller non ci si può fidare di nessuno.
Haendel aprirà il 38/mo Bologna FestivalAl via il 20 marzo, tra ospiti l’orchestra diretta da Pappano
BOLOGNA19 gennaio 201916:24
– Il raro e monumentale oratorio di Haendel, Solomon, aprirà il 20 marzo al Teatro Manzoni la 38/a edizione di Bologna Festival, caratterizzata dalla forma tripartita voluta dal suo direttore artistico Mario Messinis che affianca alcuni tra i più grandi interpreti internazionali, giovanissimi talenti, alla rassegna che mette a confronto la musica antica e quella di oggi.
Ecco dunque che dopo la Koelner Akademie Orchestra, sfileranno nell’arco di un mese tre grandi pianisti come Arcadi Volodos (31/3), Martha Argerich (14/4) e Grigory Sokolov (2/5) con programmi che vanno da Rachmaninov e Skrjabin, a Bach e Schumann, a Beethoven e Brahms. Dopo alcuni anni tornerà il Balthasar Neuman Ensemble con il Requiem di Mozart affiancato alla rarissima Missa Superba di Kerll. A maggio due dei maggiori gruppi sinfonici europei: la Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fisher con il pianista Emanuel Ax (il 22) e la Chamber Orchestra of Europe diretta da Antonio Pappano con la violinista Janine Jansen (il 30).
L’arte di Alaia e Adrian a confrontoIn mostra (Parigi 21/1-23/6) analogie tra costumista e couturier
19 gennaio 201916:51
– Azzedine Alaia e Gilbert Adrian, un couturier e un costumista di Hollywood, anni Ottanta e anni Trenta, due mondi lontani decenni e separati dall’Oceano, eppure vicini, accomunati da quelle che sono le due principali e indispensabili armi di ogni grande sarto: conoscenza dei tessuti e sapienza nel taglio dei capi. L’Associazione Azzedine Alaia annuncia una mostra che metterà in parallelo lo stile dei due designer, attraverso la costruzione delle giacche: L’arte della sartoria, a cura di Olivier Saillard direttore dell’Associazione che porta il nome dello stilista franco-tunisino scomparso un anno fa. La mostra, che si svolgerà nella sede dall’Associazione a Parigi, dal 21 gennaio al 23 giugno, mette in evidenza il sottile filo di eleganza che può unire due grandi couturier (anche se Adrian all’inizio si rivolge solo al mondo del cinema), seppure divisi dalle diverse epoche in cui sono vissuti e dai lontani luoghi dove hanno operato. Entrambi si concentrano infatti sull’esecuzione dei capi.
‘Fermo al piano’, torna Michele AmadoriNuovo album del cantautore già fondatore della Rino Gaetano Band
19 gennaio 201917:44
La musica d’autore e il pianoforte nel Dna, con l’ironia fil rouge delle sue creazioni. ‘Fermo al piano’ (Musica per ascensori) è il nuovo album di Michele Amadori, il sesto del cantautore di Soverato, ma romano d’adozione, che torna con un cd e undici brani inediti tra cui ‘Uno straccio sull’anima’, il secondo singolo che vede la collaborazione artistica di Alberto Lombardi, produttore e arrangiatore del brano e quella di Gene Froio, autore del testo.
Amadori, compositore per cinema e tv, ha realizzato le musiche per il primo cartoon europeo sulla Shoah, “La stella di Andra e Tati”, prodotto da Larcadarte e Rai in collaborazione con il MIUR. E anche il film d’animazione “La missione di 3P” sulla vita di Padre Pino Puglisi e i documentari “Benvenuti a Detroit”, “I figli della Shoah”, “Viola contro tutti”. Come musicista è il cofondatore, insieme al Alessandro Gaetano, e tastierista della nuova “Rino Gaetano Band”, la tribute band ufficiale attiva da marzo 2015. Il nuovo album ha fatto tappa in un live romano.
A Catania ‘Il flauto magico’Bellini inaugura stagione. Opera di Mozart fa i conti coi social
PALERMO19 gennaio 201918:38
– “Die Zauberflöte” (Il flauto magico), ultimo titolo del catalogo melodrammatico di Mozart, inaugurerà la nuova stagione lirica del Teatro Massimo Bellini di Catania, in scena dal 20 al 27 gennaio, con Gianluigi Gelmetti, direttore principale ospite, regia di Pier Luigi Pizzi, che cura anche i costumi e la scenografia. Il cast schiera, nel ruolo della Regina della notte, Eleonora Bellocci; Sarastro sarà il basso australiano Karl Huml, mentre il soprano russo Elena Galitskaya vestirà i panni di Pamina. Il giovanissimo Tamino sarà Giovanni Sala, i panni di Papageno li vestirà Andrea Concetti. Orchestra e coro del Teatro Massimo Bellini, maestro del coro Luigi Petrozziello.
Una fiaba ai tempi di Instagram, così Pizzi definisce lo spettacolo. “Racconteremo ‘Il flauto magico’, procedendo per sottrazione. Racconterò la mia storia in abiti moderni, perché si tratta di una fiaba universale, fuori dal tempo, di estrema attualità. E mi piace sottolineare come l’immagine di Pamina arrivi a Tamino su un iPhone”.
Mattarella, Matera è il Sud che innovaCapo dello Stato chiude cerimonia inaugurazione capitale europea
19 gennaio 201920:51
– Matera è “un simbolo del Mezzogiorno italiano che vuole innovare e crescere, sanando fratture e sollecitando iniziative”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in chiusura della cerimonia di inaugurazione di Matera Capitale europea della Cultura 2019. Matera, ha aggiunto, “è simbolo anche dei vari Sud d’Europa, così importanti per il Continente, perché nel Mediterraneo si giocheranno partite decisive per il suo destino e per quello del pianeta”. Per il capo dello Stato, “la cultura costituisce il tessuto connettivo della civiltà europea. Non cultura di pochi, non cultura che marca diseguaglianza dei saperi – e dunque delle opportunità – ma cultura che include, che genera solidarietà; e che muove dai luoghi, dalle radici storiche”. La serata, aperta dall’Inno alla gioia e suggellata dai fuochi d’artificio, è stata condotta da Gigi Proietti.
La favorita, gelosie a corte tra due donneDal 24/1 il triangolo lesbico con Olivia Colman e cast da Oscar
19 gennaio 201919:51
Intrighi, vendette, colpi bassi, gelosie nella corte della regina Anna, nel triangolo lesbico di La Favorita di Yorgos Lanthimos, in sala con Fox dal 24 gennaio, proiettato verso la notte degli Oscar dopo gli applausi a Venezia e al Golden Globe vinto dalla fantastica protagonista Olivia Colman. Oltre ad altri riconoscimenti tra cui il Critics’ Choice Awards ad Olivia Colman e al Miglior Cast e 12 nomination ai Bafta.Lanthimos (suoi i potenti e controversi The Lobster e Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Emma Stone) e Sarah Churchill (Rachel Weisz), per diventare unica, potente favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno d’Inghilterra, depressa, instabile, ‘bambina’, interpretata da Olivia Colman. Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra-Francia che dominò tutto quel periodo storico. Tre donne protagoniste in un film è piuttosto raro, per questo il regista greco, che ci ha messo nove anni a fare il film, ha osservato: “Spero si possa considerare un piccolo contributo al tempo del #metoo. I registi sono uomini, lo sguardo maschile nella gran parte dei casi le vede fidanzate, oggetto di desiderio, questa è una eccezione: al centro di La Favorita ci sono tre donne, fantastiche e orrende come ogni essere umano”.Per un caso la carriera di Olivia Colman incrocia due volte la Corona: oltre alla viziata Anna è nella terza attesa stagione della serie Netflix The Crown la regina Elisabetta II negli anni ’60, al posto di Claire Foy, il cui debutto nel 2019 non ha ancora data d’esordio. “Le due regine non hanno nulla in comune”, ha detto la Colman tenuta al riserbo. “E’ stato bellissimo recitare questa regina bambinesca, che non ha fiducia in se stessa, che la cerca negli altri, che non sa se è davvero amata da queste dame o usata, una donna che ha troppo potere e troppo tempo per usarlo”, dice l’attrice, classe 1974, una capacità interpretativa incredibile, degna della migliore tradizione inglese.Le scene di sesso lesbo? “Non abbiamo inventato niente, da tempo si fa così”, hanno scherzato le attrici. “Siamo stati insieme tutti noi prima di girare in quelle fantastiche location – che Lanthimos inquadra di grandangolo contribuendo ad una prospettiva particolarmente suggestiva di questa misconosciuta storia – per tre settimane, abbiamo imparato a conoscerci, a fare amicizia, così il sesso ci è venuto facile”, ha detto Emma Stone, sottolineando, se mai ce ne fosse bisogno, che è tutto finto. Nel film è Abigail, una dama caduta in disgrazia, vittima di violenza, venduta dal padre, “ma è una donna che ha deciso di sopravvivere e puntare su se stessa e alla fine ce la farà”. “Le donne sono complicate, straordinarie: una storia come questa le esalta”, ha chiosato Lanthimos.
A San Valentino in sala Mamma + mammaPercorso autobiografico di Karole e Ali per maternità
19 gennaio 201917:48
– Uscirà nelle sale a San Valentino, il 14 febbraio, distribuito da BiBi Film con il sostegno di Altri Sguardi, Mamma + Mamma, opera prima di Karole Di Tommaso, nella quale la regista racconta in forma di “fiaba d’amore contemporanea e universale” il reale percorso vissuto insieme alla moglie Alessia per avere un figlio, attraverso la fecondazione assistita. In un originale mix di realtà e fiction, nel film (di cui è appena uscita la locandina ufficiale), che ha debuttato in Alice nella città (Panorama Italia) alla Festa del Cinema di Roma, Karole Di Tommaso ha unito attori, fra i quali le protagoniste Linda Caridi per interpretare lei e Maria Roveran per Alessia detta Ali (con cui la regista si è sposata il 10 marzo 2018 a Roma, dove vivono con il figlio Leon, nato due anni fa) a un insieme di persone che appartengono realmente alla loro sfera di affetti, tra amici e parenti. [print-me title=”STAMPA”]
