Ultimo aggiornamento 26 Gennaio, 2019, 04:00:17 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Rainbow MagicLand si rinnova con 40 mln e punta a famiglie
Pillarstone unico azionista, nuove attrazioni e restyling
25 gennaio 2019 06:01
I tradizionali Gattobaleno, le Winx, lo spinning coaster Cagliostro ma anche nuovissimi spazi con verde lussureggiante e piante esotiche, un impressionante vulcano e tante nuove attrazioni. E soprattutto un’attenzione particolare alle famiglie e ai bambini. Rainbow MagicLand, grande parco divertimenti alle porte di Roma, inaugura il 2019 con un nuovo piano di investimenti da 40 milioni su 5 anni e con l’obiettivo di toccare nel corso di questo periodo la quota di 1.2 milioni di presenze. A raccontare le novità è Gaudenzio Bonaldo Gregori, Country Manager di Pillarstone Italy, piattaforma fondata nel 2015 da KKR diventata unico azionista della società di gestione del Parco. “Abbiamo lavorato analizzando il parco per molti mesi e cominciamo con un nuovo amministratore delegato Guido Zucchi, che è un vero esperto di queste strutture di divertimento in Europa e nel mondo. Ci siamo impegnati per identificare e capire cosa mancava a Rainbow e quale era il tipo di clientela a cui dovevamo rivolgerci. Stava andando molto male, non riusciva più a fare investimenti e innovazioni e a fine 2018 ha raggiunto il picco minimo di visitatori (al di sotto dei 500 mila)”.
“Ora invece dal 6 aprile quando riapriremo – continua il country manager – i visitatori avranno una prima esperienza totalmente coinvolgente e diversa: tante nuove attrazioni di zecca, tante attrazioni rinnovate e soprattutto aree piene di vegetazione, ombra e piante in cui è piacevole e divertente passare le ore con la famiglia. E per il futuro prossimo stiamo pensando anche ad attrazioni legate all’acqua, ci stiamo lavorando”. Importante anche la ricaduta sull’indotto per tutto il territorio. “Abbiamo novità – spiega – anche sul fronte dell’occupazione, ora abbiamo un incontro con tutti i dipendenti stabili e con gli stagionali che hanno lavorato con noi negli anni scorsi, è un parco fatto per le persone e c’è bisogno del contributo delle persone”.
Andando nel dettaglio la nuova area, Tonga, da sempre pensata per la famiglia, avrà infatti luogo nello spazio ora occupato dal “Regno dei Piccoli” e sarà completamente ridisegnata con una connotazione Giungla. I giovani esploratori impareranno a guidare divertentissimi fuoristrada con Motor Giungla, si alleneranno nel campo di addestramento Jungle Camp e, con l’arrivo della bella stagione, potranno rinfrescarsi nel nuovo e incredibile flume ride Nui Lua. Previste aree relax per i genitori, spettacoli live, nuovi punti di ristoro (fra cui un attesissimo chiosco di panini con salsiccia cotti su brace naturale). Ci sarà anche un nuovo Haunted Hotel: rimpiazzerà l’attrazione Demonia che verrà smantellata e potrà contare su un considerevole numero di attori che condurranno il pubblico durante il terrificante tragitto.
Vasco verso tour,la scaletta è una bombaRivisitazione in chiave punk rock delle ‘chicche’ del passato
BOLOGNA25 gennaio 201911:01
– “C.S.D.B ci siamo di brutto. Dopo un confronto VIVACE con Vince Pastano e Floriano Fini durato sei mesi… La scaletta è fatta. Il dado è tratto. Chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori. Stiamo lavorando alla successione dei pezzi e alla rivisitazione in chiave punk rock delle ‘chicche’ del passato remoto! Le ballate saranno altre da quelle dello scorso anno. La scaletta è perfetta! A giugno sentirete che bomba”. Lo annuncia su Facebook Vasco Rossi, anticipando i primi dettagli del tour ‘Non Stop Live 2019′ che lo porterà a Milano, con sei date a San Siro tra l’1 e il 12 giugno, poi alla Fiera di Cagliari il 18 e 19 giugno.
L’artista ha incontrato pochi giorni fa alcune decine di rappresentanti del Blasco Fan Club, che – come sottolinea lo stesso Komandante sul social – “con i suoi 33.000 iscritti è il primo fan club d’Italia!!”. “Sono gli incontri ravvicinati con voi che mi trasmettono il senso di quello che faccio – scrive – Oggi ho capito molto. Vi ringrazio per l’affetto e l’entusiasmo”.
Gelosie a corte, La Favorita sedotta da due donneDal 24/1 il triangolo lesbico con Olivia Colman e cast da Oscar
25 gennaio 201912:36
– Intrighi, vendette, colpi bassi, gelosie nella corte della regina Anna, nel triangolo lesbico di La Favorita di Yorgo Lanthimos, in sala con Fox dal 24 gennaio, proiettato verso la notte degli Oscar con ben dieci nomination dopo gli applausi a Venezia e al Golden Globe vinto dalla fantastica protagonista Olivia Colman. Oltre ad altri riconoscimenti tra cui il Critics’ Choice Awards ad Olivia Colman e al Miglior Cast e 12 nomination ai Bafta.
Lanthimos (suoi i potenti e controversi The Lobster e Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Emma Stone) e Sarah Churchill (Rachel Weisz), per diventare unica, potente favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno d’Inghilterra, depressa, instabile, ‘bambina’, interpretata da Olivia Colman.
Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra-Francia che dominò tutto quel periodo storico.
Tre donne protagoniste in un film è piuttosto raro, per questo il regista greco, che ci ha messo nove anni a fare il film, ha osservato: “Spero si possa considerare un piccolo contributo al tempo del #metoo. I registi sono uomini, lo sguardo maschile nella gran parte dei casi le vede fidanzate, oggetto di desiderio, questa è una eccezione: al centro di La Favorita ci sono tre donne, fantastiche e orrende come ogni essere umano”.
Per un caso la carriera di Olivia Colman incrocia due volte la Corona: oltre alla viziata Anna è nella terza attesa stagione della serie Netflix The Crown la regina Elisabetta II negli anni ’60, al posto di Claire Foy, il cui debutto nel 2019 non ha ancora data d’esordio. “Le due regine non hanno nulla in comune”, ha detto la Colman tenuta al riserbo.
“E’ stato bellissimo recitare questa regina bambinesca, che non ha fiducia in se stessa, che la cerca negli altri, che non sa se è davvero amata da queste dame o usata, una donna che ha troppo potere e troppo tempo per usarlo”, dice l’attrice, classe 1974, una capacità interpretativa incredibile, degna della migliore tradizione inglese. Le scene di sesso lesbo? “Non abbiamo inventato niente, da tempo si fa così”, hanno scherzato le attrici. “Siamo stati insieme tutti noi prima di girare in quelle fantastiche location – che Lanthimos inquadra di grandangolo contribuendo ad una prospettiva particolarmente suggestiva di questa misconosciuta storia – per tre settimane, abbiamo imparato a conoscerci, a fare amicizia, così il sesso ci è venuto facile”, ha detto Emma Stone, sottolineando, se mai ce ne fosse bisogno, che è tutto finto. Nel film è Abigail, una dama caduta in disgrazia, vittima di violenza, venduta dal padre, “ma è una donna che ha deciso di sopravvivere e puntare su se stessa e alla fine ce la farà”.
“Le donne sono complicate, straordinarie: una storia come questa le esalta”, ha chiosato Lanthimos.
Insegnare l’Arte, si può?Tra musei e Accademie, Evola firma La funzione moderna dell’Arte
25 gennaio 201920:38
– DARIO EVOLA, LA FUNZIONE MODERNA DELL’ARTE (MIMESIS, pp.256, 26,00 EURO). Qual’è il senso dell’arte oggi? Quale il suo ruolo e le sue possibilità, una volta esaurite le grandi spinte della rivoluzione dell’età moderna? E soprattutto, l’arte si può insegnare? Sono alcuni dei temi cui cerca di rispondere Dario Evola, insegnante di Estetica all’Accademia di Belle Arti di Roma e membro della Società Italiana d’Estetica, nel suo ultimo lavoro: ”La funzione moderna dell’arte”, che Mimesis pubblica nella collana Forme del possibile.
Correndo lungo il doppio binario del rapporto arte-vita e arte-formazione, il volume si interroga a partire dalla nascita, nel XVIII secolo, di tre istituzioni che segnarono una svolta nella storia del pensiero occidentale: il Museo moderno, l’Accademia di Belle Arti e l’Estetica. ”In particolare – racconta l’autore presentando il volume alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma – l’avvento del museo moderno, inteso come museo-laboratorio, lo dobbiamo alla Roma dei Papi, che non solo aprirono i Capitolini, ma favorirono l”esperienza’, fornendo matite e carta per disegnare o promuovendo la vendita di cataloghi. Inizia così l’idea del Grand Tour. Ci sono poi le Accademie, completamente ripensate, in cui l’artista non è più solo l’esecutore di bottega ma un intellettuale, consapevole della sua funzione progettuale e del suo ruolo sociale. Penso all’Accademia di Firenze del Vasari e la San Luca di Roma”. L’estetica infine ridefinisce la teoria del bello sensibile come azione intellettuale critica, giudizio, gusto. I salons di Diderot, le mostre, il mercato, aprono un nuovo sguardo da Winckelmann a Canova, Kant e l’Encyclopédie.
L’arte diventa ”scienza dell’arte”, mezzo di conoscenza e identità. Il XIX secolo con la rivoluzione industriale, la macchina, la fotografia e il cinema, apre una nuova fase, che si sviluppa nel Novecento all’insegna della riproducibilità tecnica, della perdita dell’aura e della consapevolezza del disagio sociale nella metropoli. Il museo diventa luogo produttore di un nuovo immaginario che come l’arte non riproduce ma riconfigura sguardi e narrazioni ”out of the joint”, per citare l’esposizione permanente della collezione della Gnam.
”Il tempo fuori dai suoi cardini – prosegue Evola – è l’unica risposta possibile in questo spaventoso processo di omologazione e mancanza di orizzonti che le strutture sociali, politiche ed estetiche hanno costruito. Che si tratti di un pittore o un attore, l’essenza del lavoro artistico si gioca su tre istanze: imparare, praticare, produrre. Oggi invece siamo davanti non solo alla banalizzazione del pensiero unico, ma viviamo l’assenza del tragico, la mancanza di consapevolezza. E l’arte è entrata nella sfera della comunicazione, si è appiattita su questo processo, tornando nuovamente al ruolo di servitù”. E allora il grande tema diventa, si può insegnare l’Arte? ”Due paradigmi vanno rovesciati – continua Evola, sollevando anche l’annoso problema dell’equiparazione del titolo di studio tra Accademie d’arte e Università – Ovvero che con la cultura non si campa, frase molto grave se detta in Italia, per di più in una sede istituzionale; e lo stress dei beni culturali. I musei – spiega – non dovrebbero produrre economia, come si vuole oggi, ma pensiero, ricerca. Su questo dobbiamo lavorare molto, metterci insieme, Accademie e Musei. Intendiamoci – sottolinea allontanando l’idea di una cultura d’elite – non è una questione di quantità ma di qualità. Le grandi Esposizioni universali si caratterizzarono proprio sulla possibilità inedita di attirare grandissime masse di spettatori, creando nuovi sguardi ed esperienze estetiche. Da lì, ad esempio, è nato il cinema. Il problema è come si caratterizza l’esperienza. Se non è accompagnata da strumenti, dall’educazione alla ricerca o alla ricezione, è solo spettacolo. Il problema quindi non sono le cene a lume di candela in un museo, ma in quale tipo di esperienza si traduce la visita. Per questo è fondamentale la mediazione culturale e la formazione. Due compiti cui lo Stato in Italia sta venendo meno”.
Apre HoMi edizione 11 con tante novitàLegno e pietra temi forti, moda influenza architettura
RHO25 gennaio 201913:21
– E’ ripartito con HoMi, alla Fiera di Milano a Rho, il racconto di come si evolvono nel mondo gli stili di vita per la casa e la persona. L’edizione numero 11 della manifestazione resterà aperta fino al 28 gennaio con 1.150 espositori (il 27% dei quali stranieri) da 38 Paesi che mettono in vetrina in anteprima le loro nuove proposte sui modi dell’abitare e degli accessori.
“Continuità ed evoluzione nei concetti di HoMi – ha spiegato il direttore della manifestazione Cristian Preiata – e tante novità in questa edizione a partire dalla collaborazione tra Politecnico di Milano, Poli.Design e Wgsn, che insieme a HoMi ha definito le tendenze su colori e materiali dei prodotti del futuro e una mostra interessante, Hybrid Lounge, su come le tendenze della moda, applicate al mondo della casa e della persona, influenzano l’architettura e i materiali”.
Temi forti di HoMi 2019 sono infatti la riscoperta dei materiali naturali, legno e pietra, con innovazione tecnologica nelle lavorazioni.
The Big Bang Theory, la stagione finalela sitcom più premiata su Joi (Mediaset) dal 28/1 in prime time
25 gennaio 201913:21
– “The Big Bang Theory”, la sitcom più popolare e premiata dell’ultimo decennio, torna su Joi (Mediaset) con episodi inediti, dal 28 gennaio, ogni lunedì alle ore 21.15, per 24 appuntamenti. Si tratta della XII stagione, quella dell’addio alle scene. Le storie di Penny (Kaley Cuoco) ed i super-nerd Sheldon Cooper (Jim Parson), Amy Farrah Fowler (Mayim Bialik), Leonard Hofstadter (Johnny Galecki), Howard Wolowitz (Simon Helberg), Bernadette Rostenkowski (Melissa Rauch) e Raj Koothrappali (Kunal Nayyar), si concludono con sviluppi impensabili agli esordi (risale al 24 settembre 2007, il debutto su CBS, negli USA). Oggi i geeky di casa tra Pasadena e Caltech, sono alle prese con il post-matrimonio di Sheldon e Amy, officiato Mark Hamill, il leggendario Luke Skywalker di Star Wars. A Leonard e Penny tocca badare al padre della sposa Larry Fowler (interpretato dall’eclettico illusionista Teller), terrorizzato da Mrs. Fowler (impersonata dall’attrice Premio Oscar Kathy Bates). Raj, invece, trova tempo per polemizzare con l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, via Twitter. E DeGrasse, per niente intimidito, chiama in aiuto l’ingegnere meccanico Bill Nye.
Tra le guest star della season finale, anche Keith Carradine, Kal Penn, Jerry O’Connel (il fratello maggiore di Sheldon), Joshua Malina (il Rettore Siebert), Bob Newhart (il dottor Proton), Christine Baranski (la mamma di Leonard), Ian Armitage (Sheldon bambino), John Ross Bowie (Kripke) e, in voce, Pamela Adlon (dal 2016 voce della mamma di Howard, la mitica signora Wolowitz). “TBBT”, fiore all’occhiello della coppia di autori Chuck Lorre (vincitore di un Golden Globe nella categoria Miglior serie comica con The Kominsky Method) & Bill Prady, ha vinto 56 premi e ricevuto 216 nominations.
Teatro Regio Torino, via piano rilancioInvestimenti per 14 mln, obiettivo produttività a 45,5 mln
TORINO25 gennaio 201920:55
TORINO Il Teatro Regio di Torino è pronto a lasciarsi alle spalle la pesante crisi in cui era sprofondato, con il deficit di 5 milioni di euro e a ripartire con un programma di investimenti di 14 milioni di euro. Il Piano Industriale e di Sviluppo è stato illustrato dal professor Guido Guerzoni al consiglio di indirizzo, presieduto dalla sindaca Chiara Appendino, che ha recepito favorevolmente le linee guida. L’ultima parola spetterà all’assemblea dei soci il 19 febbraio. L’obiettivo – ha spiegato Guerzoni che ha lavorato con il sovrintendente William Graziosi alla stesura del piano – è raggiungere, entro due o tre anni, lo status di Forma Organizzativa Speciale, riconosciuto solo alla Fondazione Teatro alla Scala e alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, posizione che comporterebbe vantaggi gestionali. Il Piano, illustrato nel pomeriggio a sindacati e rsu, indica tra gli obiettivi un incremento della produttività dell’8% su base annua con un arricchimento dell’offerta per riportare il Regio al numero di spettacoli, spettatori e valori della produzione raggiunti in passato. Nel 2023 si punta a un livello della produzione di 45,5 milioni, stessa cifra del 2008. Gli obiettivi saranno raggiunti incrementando i proventi della biglietteria e con i contributi di privati, mentre dovrebbero restare stabili i contributi pubblici, a eccezione di quelli comunitari, di cui si prevede la crescita dal 2020. Il consiglio di indirizzo ha apprezzato il percorso metodologico seguito nella redazione del piano: sono stati ascoltati più di 300 dipendenti in quattro incontri collegiali e 77 colloqui individuali e sono state effettuate comunicazioni periodiche agli stakeholder del teatro. Gli investimenti serviranno “a ripristinare le condizioni tecniche per il recupero della produttività e l’incremento della redditività e a introdurre le più recenti innovazioni tecnologiche in tutti gli ambiti dell’attività teatrale”. Sono previsti l’istituzione e il potenziamento di una direzione Marketing, vendite, fundraising e business development, il rilancio della programmazione artistica, la valorizzazione delle risorse umane. Per verificare la corretta attuazione del Piano verrà istituita una cabina di monitoraggio. Il piano sarà presentato ora agli stakeholder pubblici e privati, al Mibac, agli assessorati alla Cultura della Regione Piemonte e del Comune di Torino, per concludere celermente l’iter di redazione. “La prima impressione è positiva per le idee di sviluppo e di rilancio, entreremo nel merito delle questioni nei prossimi incontri”, commenta Pietro Gabriele, segretario generale della Slc Cgil.
Musica Flogging Molly il 28/1 a BolognaLa band Irish punk è nata a Los Angeles nel 1997
BOLOGNA25 gennaio 201913:50
– Nuova data in Italia, unica all’interno del tour europeo, per i Flogging Molly, band Irish punk che lo scorso agosto aveva già fatto tappa a Segrate (Milano): il 28 gennaio saranno all’Estragon di Bologna, con gli inglesi Buster Shuffle come supporto.
La band porta lo spirito irlandese nel mondo da più di vent’anni grazie a un mix di cornamuse, uilleann pipes, fisarmoniche e intensi riff punk rock, e le loro esibizioni sono feste divertenti e spensierate in cui l’aria si satura di buonumore e di spirito di unione e fratellanza.
Nati a Los Angeles nel ’97, i Flogging Molly hanno sempre sfidato ogni categorizzazione di genere: l’originalità delle loro canzoni è un tratto distintivo che evidenzia la creatività della band. Con il susseguirsi degli anni i dischi sono cambiati, passando per ‘Drunken Lullabies’ e ‘Float’, fino all’ultimo album ‘Life Is Good’ uscito nel 2017 per Vanguard Records, ma non è cambiata l’energia vitale che la band mette in ogni canzone e in ogni show.
G.Perkins Marsh, ambasciatore foresteIn volume Paolo Ciampi la storia di un ecologista ante litteram
FIRENZE25 gennaio 201913:54
– Tra le foreste americane, le Alpi e l’Appennino italiano una storia di amore per gli alberi e le montagne. Con ‘L’ambasciatore delle foreste’ (arkadia/Senza rotta 3, 160 pagine, 14 euro) Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, riscopre la figura di George Perkins Marsh (Woodstock, 15 marzo 1801 – Vallombrosa, 23 luglio 1882), primo ambasciatore degli Stati Uniti nell’Italia unita nominato da Abramo Lincoln, padre dei grandi parchi americani ed ecologista ante litteram.
Imbattutosi casualmente nella figura di George Perkins Marsh, Ciampi riporta alla luce la storia di un uomo che nel secolo del progresso e dell’industria, prima ancora che la stessa parola ‘ecologia’ abbia fatto la sua comparsa, capisce cosa sta succedendo al mondo. Un diplomatico che è anche ambasciatore delle foreste nel mondo, da quelle del New England a quelle del nostro Appennino, passando per i deserti dell’Africa, che regala un nuovo sguardo sugli alberi, sulle montagne, sulla stessa nostra civiltà. Un personaggio stravagante, che frequenta a malincuore la corte dei Savoia, si appassiona alle saghe di Islanda, coltiva l’idea di portare i cammelli nelle praterie degli Stati Uniti, e che, un secolo prima dei forum internazionali e delle conferenze sul clima e sull’ambiente, parla di foreste da salvare, di cambiamenti climatici e ci allerta sulla nostra stessa possibilità di sopravvivenza.
Altaroma Federica Tosi e il rock anni 80Sfilata debutto per la stilista che porta in pedana baby modella
ROMA25 gennaio 201914:07
– Piglio rock e mood anni Ottanta per la collezione di Federica Tosi marchio disegnato dall’omonima stilista, che sfila per la prima volta con Altaroma nel Pratibus District portando in passerella anche una bay modella, Olimpia Caprino, 14 anni, 1,78 di altezza, occhi azzurro-grigio e capelli castano cenere. Federica Tosi, in continuo equilibrio tra sperimentazione stilistica ed evoluzione dei suoi codici estetici, alterna capi dai tagli decisi ad ampi volumi, mantenendo le linee pulite e l’appeal sofisticato. Bagliori lucenti dialogano su pesi diversi, merito dei contrasti dei tessuti, volti ora alle morbidezze della seta e dello chiffon, ora alla matericità della pelle.
Nuance accese come rosso giallo e petrolio si abbinano a cromie neutre come nero e beige.
La designer definisce un nuovo vocabolario dedicato all’ urban chic del vestire femminile, votato alla vestibilità e alla portabilità, proiettata su un discorso armonioso che unisce sapientemente design eclettico e attitude sofisticato.
Da Trenitalia book su 33 siti UnescoDa Cefalù a fortezza di Palmanova per turismo green
25 gennaio 201914:29
– Dalla cattedrale di Cefalù alla basilica di San Salvatore a Spoleto, dalla fortezza di Palmanova ai Palazzi dei Rolli di Genova, dal Delta del Po a Tivoli e Villa d’Este. Le bellezze del Patrimonio Mondiale dell’Umanità a portata di treno sono raccontate in un travelbook di Trenitalia presentato oggi a Roma a Palazzo Firenze.
Dei 54 siti Unesco presenti nel territorio nazionale 33 possono infatti essere raggiunti anche grazie agli oltre 5 mila collegamenti giornalieri del trasporto regionale e dei 280 servizi quotidiani effettuati con le Frecce Trenitalia.
I formati sfogliabili di questo e degli altri travel book Trenitalia – già usciti Borghi, Spiagge e Grandi Giardini Italiani – sono disponibili in versione digitale su trenitalia.com e saranno distribuiti alle agenzie di viaggi.
“Trenitalia si sta occupando di tradurre i testi anche in altre lingue (in primis inglese e cinese) e sta riflettendo su altri tipi di diffusione (in allegato a giornali e riviste o altro)” ha annunciato Maria Annunziata Giaconia, direttore Divisione passeggeri regionali.
“Siamo la nazione con più siti Unesco al mondo, seguiti dalla Cina che però è 30 volte più grande di noi e 20 volte più popolosa” ha spiegato Serafino Lo Piano, responsabile Sales Long Haul Trenitalia. “Proprio con la Cina – ha aggiunto Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione italiana per l’Unesco – l’Italia sta lavorando a un gemellaggio dei siti Unesco, è incredibile come ai nostri tempi civiltà così antiche e così lontane si possano incontrare come se fossero l’una accanto all’altra”.
Bar Refaeli presenterà Eurovision SongA Tel Aviv insieme all’attore Erez Tal
TEL AVIV25 gennaio 201919:43
– La supermodella Bar Refaeli e l’attore Erez Tal saranno i presentatori dell’edizione Eurovision Song Contest 2019 in programma a maggio prossimo a Tel Aviv. La manifestazione si svolge in Israele, visto che l’edizione dell’anno scorso è stata vinta dalla cantante Netta Barzilai.
Mariah Carey primo concerto in ArabiaIl 31 gennaio durante torneo internazionale di golf
BEIRUT25 gennaio 201919:47
– La cantante pop americana Mariah Carey si esibirà in concerto per la prima volta in Arabia Saudita la settimana prossima. Lo riferiscono oggi i media sauditi. I media precisano che Carey apparirà in pubblico nella “Città economica” dedicata a Re Abdallah a nord di Gedda, sul Mar Rosso, il prossimo 31 gennaio. Il concerto si terrà in occasione del primo torneo internazionale di golf che si svolgerà in Arabia Saudita. Il regno arabo ha avviato negli ultimi tempi una serie di aperture a eventi culturali e sportivi ospitati principalmente nella regione di Gedda, considerata la zona meno conservatrice del paese dominato da una versione rigorista dell’Islam.
L’arte emergenze in mostra a SetUpVenticinque gallerie a Palazzo Pallavicini dal 31/1 al 3/2
BOLOGNA25 gennaio 201919:55
– Venticinque gallerie parteciperanno a ‘SetUp contemporary art fair’, a Bologna a Palazzo Pallavicini, dal 31 gennaio al 3 febbraio, la fiera contemporanea d’arte emergente che ha per protagonisti tre figure chiave (artista, curatore e gallerista), con gli espositori che proporranno un massimo di tre artisti, sul tema di Itaca, l’isola di Ulisse, “primo migrante della storia”. Un comitato scientifico, presieduto dalla critica Silvia Evangelisti, assegnerà i premi SetUp all’artista (mille euro) e al testo curatoriale (500); il premio Tiziano Campolmi per la fotografia (2.500), e l”At cross contemporay per l’arte’ per i disegni. Tra i progetti collaterali ‘Islanders’, video di cinque giovani artisti residenti nelle isole; il progetto fotografico di Luca Maria Castelli; la scultura polimateria di Caterina Morigi; l’installazione video di Barbara Baroncini; il percorso tra materia e luce di Francesco Bartoli e Massimiliano Moro; la performance ‘I'(m)isola’ di Marina Visentini ed Elena Copelli.
Bonisoli, +15 mln a spettacolo dal vivoOltre 10 per interventi sulle fondazioni lirico-sinfoniche
25 gennaio 201920:07
– “Per lo spettacolo dal vivo questo è l’anno dove spenderemo di più”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli chiarendo che ci saranno “circa una quindicina di milioni di euro in più rispetto allo scorso anno, di cui cinque dedicati all’aumento del Fondo Unico per lo Spettacolo e oltre dieci che ho messo da parte per fare alcuni interventi strutturali per le fondazioni lirico sinfoniche”.
“Le fondazioni sinfoniche vanno benissimo e l’opera in Italia va sostenuta, vanno fatte probabilmente alcune modifiche all’assetto strutturale delle fondazioni, per permettergli di essere più autonome e meno dipendenti dal sostegno occasionale che viene in alcuni casi richiesto da parte degli enti locali”, ha aggiunto il ministro.
“L’intervento statale si deve focalizzare nell’ottica di assicurare una sufficiente varietà e diversità dell’offerta culturale”, ha spiegato. “Preferisco che lo Stato non si occupi di tutto perché appena lo stato arriva comincia ad influenzare”, ha poi concluso.
Hit parade, Salmo si conferma in vettaTerzo e 4/o posto per i Queen sull’onda del successo al cinema
25 gennaio 201920:25
– Salmo con Playlist si conferma in vetta alla classifica dei dischi più venduti della settimana, secondo le rilevazioni di Fimi/Gfk. Al secondo posto Ultimo con Peter Pan, uscito quasi un anno fa, che dopo la vittoria tra le Nuove Proposte dell’ultimo Festival di Sanremo è atteso alla prova tra i big e da un tour nei palasport già tutto sold out (e piazza anche Pianeti in decima posizione). I Queen, sull’onda del fortunato film su Freddie Mercury, opzionano il terzo gradino del podio con Bohemian Rhapsody (colonna sonora dell’omonimo film) e il quarto con Platinum Collection. Scivola dalla seconda alla quinta posizione Atlantico di Marco Mengoni, mentre è stabile in sesta Sfera Ebbasta con Rockstar (Popstar edition). Segue l’unica nuova entrata della settimana: è Fruit Joint + Gusto del rapper Dani Faiv. I Maneskin con Il Ballo della Vita sono ottavi, davanti a Capo Plaza con 20.
Tra i vinili, ottiene la prima posizione Guilty di Noyz Narcos, mentre tra i singoli è in vetta Stamm Fort di Luché in duetto con Sfera Ebbasta.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 18 al 24 gennaio 2019:1) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)2) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)3) BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) PLATINUM COLLECTION, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)5) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)6) ROCKSTAR (POPSTAR EDITION), SFERA EBBASTA (DEF JAM RECORDINGS/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) FRUIT JOINT + GUSTO, DANI FAIV (EPIC-SONY)8) IL BALLO DELLA VITA, MANESKIN (RCA RECORDS LABEL-SONY)9) 20, CAPO PLAZA (PLAZA MUSIC/STO RECORDS/ATLANTIC-WMI)10) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES) Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) STAMM FORT, LUCHÈ FEAT. SFERA EBBASTA (ISLAND-UNI)2) È SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)3) CALMA (REMIX), PEDRO CAPà FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN-SME)4) IL CIELO NELLA STANZA, SALMO FEAT. NSTASIA (EPIC-SME)5) RINGS, ARIANA GRANDE (REPUBLIC RECORDS-UNI) Infine, la classifica dei vinili: 1) GUILTY, NOYZ NARCOS (PROPAGANDA AGENGY-UNIVERSAL MUSIC)2) PECCATI DI GIOVENTU’, FABRIZIO DE ANDRE’ (UNIVERSAL MUSIC-UNIVERSAL MUSIC)3) GREATEST HITS I, QUEEN (USM-UNIVERSAL MUSIC)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) ADVERSUS, COLLE DER FOMENTO (TAK PRODUCTION-SELF)
Altaroma, Morfosis elogia l’imperfezioneAlessandra Cappiello sfila con la sua demi-couture concettuale
25 gennaio 201920:42
– Elogio dell’imperfezione nella sfilata del marchio Morfosis, disegnato da Alessandra Cappiello designer romana tra le finaliste nel 2008 della quarta edizione di “Who’s On Next?”, con il marchio che lei aveva già fondato nel 2004. Mossa dagli studi classici e influenzata dall’arte, in particolar modo dalla nonna pittrice Anna Grauso, la stilista concepisce l’abito come forma di sintesi tra ispirazione e portabilità. La collezione in passerella al Pratibus District in realtà tende alla perfezione. “La mia è una demi-couture concettuale destinata a donne speciali, a una nicchia – spiega Alessandra – composta da capi dalle linee sinuose, dai dettagli ricercati e preziosi, realizzata con materiali di qualità, sete, lane pregiate, pellami veri, perché l’eco-pelle è petrolio addosso, lavorazioni artigianali curate nei particolari, come il polsino rigido di questa camicia in seta che è doppio strato cucito a mano”.
Kosslick alla sua ultima Berlinale, felice dei 18 anni’La paranza’ “impressionante, quei ragazzi non hanno chance”
BERLINO25 gennaio 201920:47
BERLINO – “Tanti mi dicono che ho levato loro l’ansia da tappeto rosso…”. Bando ai sentimentalismi e alla malinconia, è piuttosto un bilancio positivo quello che arriva dopo 18 anni alla direzione della Berlinale, dove sono stati promossi “tanti giovani talenti”: Dieter Kosslick ha presentato oggi la sua ultima edizione del festival cinematografico dell’Orso d’oro alla stampa straniera di Berlino, dicendo di essere “in forma e pronto per il divertimento”. Nonostante le molte polemiche che lo hanno investito, il volto del festival delle ultime due decadi, ha ostentato orgoglio per i risultati raggiunti: “Sono molto felice di aver potuto essere direttore per 18 anni di questo meraviglioso festival. E la cosa che mi soddisfa di più è che il nostro pubblico sia rimasto fedele, e sia quadruplicato”. In concorso quest’anno c’è il film di Claudio Giovannesi, “la Paranza dei bambini”: “il cinema italiano non ha certo da lamentarsi con la Berlinale..”, ha ironizzato alludendo alle recenti vittorie. E anche la paranza dei bambini “è un film molto molto buono”, per il direttore artistico. Una pellicola “impressionante”, la definisce parlando
a margine, “dal punto di vista della recitazione, ma anche politicamente: perché questi ragazzi non hanno chance”. Si tratta degli adolescenti immortalati da un libro di Roberto Saviano, e questo – spiega fra l’altro – è la garanzia che quel che viene raccontato sia “vero”. “Siamo rimasti molto impressionati quando abbiamo visto che questi quattordicenni vanno dai boss della mafia e chiedono un posto di lavoro. Non dicono, ‘vogliamo diventare criminali’, dicono che vogliono lavorare. Ma il lavoro non c’è, e l’unica attività possibile è per l’organizzazione criminale. E il film tocca proprio il cardine del problema. Quando non ci sono alternative all’emergenza economica la mafia fiorisce. E alternative non ce ne sono da anni e decenni, e su questo bisognerebbe riflettere”. Il Festival sarà come sempre occasione per affrontare temi controversi e duri: “il privato è altamente politico”, ha detto a un certo punto Kosslick, citando uno slogan del femminismo tedesco delle origini, valido in qualche modo anche per la situazione di oggi. Ad aprire l’edizione 2019 sarà il film del francese Francois Ozon, “Grace a Dieu”, sui casi di pedofilia nella chiesa di Lione. Mentre il brasiliano “Marighella”, fuori concorso, mostrerà la caduta di un presidente eletto, e l’arrivo della dittatura. In “Mr jones”, produzione polacca-ucraina-britannica, si rappresenta in modo drammatico come 3 milioni di persone siano morte in Ucraina sotto Stalin. “Non lo si guarda volentieri, ma è importante”, il commento di Kosslick. “La Berlinale di quest’anno sarà anche un po’ francese”, ha poi tenuto a dire, ricordando che presidente di giuria è Juliette Binoche. “L’ho incontrata ieri a Parigi, col suo charme, mi è parsa molto concentrata e ordinata come sarebbe un tedesco. O forse farei bene a dire come sarebbero stati tedeschi di una volta…”, ha ironizzato.
Oscar: Anne Hathaway, a volte è meglio senza un presentatoreAttrice interviene su scelta Academy dopo rinuncia Kevin Hart
NEW YORK25 gennaio 201920:49
NEW YORK – Gli Oscar senza un presentatore? A volte è meglio. Lo sostiene Anne Hathaway durante un’intervista nella quale le è stata chiesta la sua opinione sul fatto che la prossima cerimonia di consegna delle statuine potrebbe non avere un presentatore dopo la rinuncia di Kevin Hart. “A volte è meglio non avere un presentatore – ha commentato – piuttosto che forzare la mano su qualcosa che non funziona”. Academy aveva annunciato l’anno scorso che Hart avrebbe presentato la cerimonia che si terrà il prossimo 24 febbraio.
Tuttavia il comico è stato costretto a rinunciare qualche settimana dopo in seguito alla polemica scoppiata per alcuni tweet omofobi di anni fa. Salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, ad introdurre nomination e vincitori quest’anno ci saranno una serie di celebrity.
Restauro per Putto del VerrocchioPromosso nell’ambito mostra dedicata a maestro di Leonardo
FIRENZE25 gennaio 201920:55
– Restauro del Putto con delfino, bronzo con funzione di fontana realizzato da Andrea del Verrocchio su commissione di Lorenzo De’ Medici prima per la villa di Careggi e poi per Palazzo Vecchio dove ancora oggi è esposto. L’opera sarà uno dei capolavori dell’artista in mostra per la rassegna ‘Verrocchio, maestro di Leonardo’, al via dal 9 marzo a Palazzo Strozzi. Stamani la presentazione dell’intervento, sostenuto dalla Fondazione Friends of Florence, e visibile al pubblico all’interno del percorso museale di Palazzo Vecchio. Dismessa dalla sua funzione di fontana l’opera fu musealizzata alcuni decenni fa venendo poi trasferita nel terrazzo di Giunone di Palazzo Vecchio.
Le guerre horrende, favola nera di umano doloreIn sala il film surreale di Luca Immesi e Giulia Brazzale
25 gennaio 201920:59
‘Le guerre horrende’, secondo lungometraggio di Luca Immesi e Giulia Brazzale – dopo l’esordio di Ritual – Una storia psicomagica, nel cui cast figurava il regista e scrittore cileno Alejandro Jodorowsky- è una favola nera, surreale di forte ispirazione teatrale tratta dall’omonima piece di Pino Costalunga.
Il titolo del film, ora in sala con mOOviOOle, prende spunto da una frase di Machiavelli che per “horrende” intendeva grandi e straordinarie cose. Nel caso di ‘Le guerre horrende’ si tratta delle vicende grottesche del Capitano (Livio Pacella), dello Scudiero (Desiree Giorgetti) e del Soldato (Dario Leone) sullo sfondo della Prima e della Seconda Guerra mondiale, le piu cruente che l’umanità abbia finora vissuto.
Una piccola grande storia di umano dolore, di quelle che solo la guerra sa generare al di la della volontà dei suoi protagonisti e che vuole dipingere l’orrore di tutte le guerre attraverso un ingannevole candore.
“Nell’anniversario dei cento anni dalla fine della Grande Guerra – dichiarano gli autori – ci sembrava doverosa una riflessione sul conflitto, specialmente in questo momento storico pieno di violenza, caos e atmosfera da fine del mondo.
La comunità scientifica, non a caso, accosta quest’epoca presente ai momenti più bui della Guerra Fredda. Il Bulletin of atomic scientists, dal 1947, a seconda della situazione mondiale, posiziona una simbolica lancetta più o meno vicino alla mezzanotte, metafora dell’Apocalisse. Ebbene nel 2018 – continuano i registi – questa lancetta è arrivata a due minuti allo scoccare della mezzanotte. Non accadeva dal 1953, quando si credeva inevitabile un olocausto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica”.
Tornando ai personaggi del film, il Capitano, ragazzo del ’99, eccentrico reduce della Grande Guerra e del secondo conflitto mondiale si è ritirato a vivere in un misterioso bosco con il suo vecchio carrozzone da circo, insieme ad un giovane e strambo scudiero. I due trascorrono tutto il tempo a narrare ed inscenare epiche battaglie, avendo per pubblico animali ed insetti immaginari. Le storie raccontano ora di comici lamenti funebri, ora di stravaganti guerre tra formiche e mosche. In questa atmosfera fiabesca, l’arrivo di un giovane paracadutista ferito e privo di memoria, spezza il legame tra il Capitano e lo Scudiero, in un crescendo di conflitti, tensioni e colpi di scena.
Il film e stato selezionato in vari festival internazionali fra i quali: Copenhagen Pix, Pifan South Korea, Fantasia Montreal, Dallas video fest, Festival Cinematografico de Uruguay, Oporto underground film festival, London underground film festival, Alcances Atlantic filmfestival, Inventa un Film, SugarCon e attualmente e stato venduto in Giappone, Australia, Taiwan, Germania, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Italia.
Altaroma Cini tra Romagna e moda agenderIl tubino è anche per lui ma in maglia arancione evidenziatore
25 gennaio 201921:27
– La premessa è quella del racconto di una storia d’amore tra Laura e Marco, ragazzi di una città di provincia negli anni Novanta. Ma sulle note di “Romagna mia”, Federico Cini ha portato sulla passerella di Altaroma una collezione talmente moderna da superare i confini di genere e di stagione. Gonne per lui, portate con calosce di gomma, pantaloni larghissimi per entrambe, tubini di maglia di nuovo per lui, cappottoni in lana spessa, camicie plissè per tutti, trench, grembiuli di cotone in tessuti camicia, veli colorati da sposa a coprire modelli e modelle. Tutto nero, bianco, ecru, glicine e arancio evidenziatore. “Ho raccontato la storia d’amore dei miei genitori. Ho rifatto i tailleur di mia madre e i cappotti di mio padre, ho arricchito le silhouette con i drappeggi delle rappresentazioni di Plauto, commediografo romano nato a Sarsina, dove sono nato e vivo.
Infine, i miei viaggi all’estero e la decisione di tornare citati dalla canzone Romagna, Romagna mia lontan da te non si può star!.
Johnny Depp in Serbia per set MinimataInterpreta ruolo del fotografo di guerra Eugene Smith
BELGRADO25 gennaio 201920:15
– L’attore americano Johnny Depp e’ giunto a Belgrado, dove per un certo periodo sara’ impegnato nelle riprese di ‘Minamata’, film diretto da Andrew Levitas nel quale interpreta il ruolo del fotografo di guerra Eugene Smith.
Nel darne notizia, i media locali affermano che le riprese in Serbia, dopo quelle gia’ effettuate in Giappone, sono previste per sette settimane. Johnny Depp visito’ Belgrado per la prima volta nel 1992, e successivamente nel 2010, quando fu ospite al Kustendorf, il Festival dedicato ai giovani registi e studenti di cinematografia ideato e diretto da Emir Kusturica a Drvengrad, il villaggio interamente in legno sulle montagne dell’ovest della Serbia.
Kate Hudson, mia figlia ‘genderless’Attrice e compagno non sanno come sarà identificata
NEW YORK
25 gennaio 201920:21
– Kate Hudson e il compagno Danny Fujikawa cresceranno la loro figlia Rani Rose, nata lo scorso ottobre, come ‘genderless’. Lo ha detto la stessa attrice durante un’intervista e sottolineando che non sa con che sesso la piccola si identificherà. “Al momento – ha aggiunto – sembra incredibilmente femminile in fatto di energia, dei suoi suoni e modi”.
L’attrice ha già due figli maschi, di 17 e 14 anni, da due diverse precedenti relazioni. Le sue affermazioni vengono in un momento in cui alcuni stati americani, tra cui California, Washington e Oregon hanno annunciato leggi che danno la possibilità a chi non vuole identificarsi come maschio o femmina di scegliere una terza categoria sul certificato di nascita. La città di New York offre l’opzione X per chi non si identifica in un particolare sesso. [print-me title=”STAMPA”]
