Ultimo aggiornamento 30 Gennaio, 2019, 05:49:04 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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ALLE 05:49 DI MERCOLEDì 30 GENNAIO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Creed II, Sly tra pugni, famiglia e lacrime
In sala dal 24 gennaio l’ottavo e ultimo episodio della saga
29 gennaio 201909:50
– Anche se la formula è sempre la stessa, caduta e redenzione sul ring e nella vita, è da non perdere ‘Creed II’, ottavo e ultimo episodio, della saga di Sylvester Stallone nei panni ora di un anziano Rocky Balboa diviso tra pugni, famiglia e lacrime. Il film di Steven Caple Jr. (The Land), arrivato in sala il 24 gennaio con la Warner Bros, interpretato da Michael B. Jordan nei panni di Adonis Creed e da Stallone non è altro che il sequel del film del 2015 ‘Creed – Nato per combattere’, che incassò oltre 170 milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo. Che ne è di Adonis Creed? Grazie alla guida, paternale e da coach, di ‘zio’ Balboa ora è un affermato campione del mondo che ha anche trovato la donna da amare, Bianca (Tessa Thompson), talentuosa cantautrice con cui vuole mettere su famiglia. Anche sua madre adottiva poi, Mary Anne Creed (Phylicia Rashad), finalmente lo ha accettato, anche se non voleva che seguisse le orme del padre morto sul ring.
Ma i mostri del passato sembrano non dormire mai, specie per un ragazzo che non è ancora in pace con se stesso. Un passato, quello di Creed, che ha un nome e un fisico ingombrante: Viktor Drago (Florian ‘Big Nasty’ Munteanu), figlio di quell’Ivan Drago (Dolph Lundgren), pugile russo che aveva ucciso il padre Apollo trent’anni prima. La sfida con questo campione dei pesi massimi imbattuto – e che si anima come un automa omicida ad ogni parola del padre all’angolo del ring – è insomma inevitabile. E sarà anche doppia sfida, prima negli Usa e poi in Russia, come richiede la più classica delle drammaturgie tra caduta e riscatto. Ma in questo film in cui i valori della famiglia sembrano centrali, con relative ed eventuali lacrime da consumare, va detto che i combattimenti sono davvero perfetti (si è come coinvolti in prima persona a prendere botte come a darle), anche se a prevalere su tutto è la malinconia, soprattutto nel finale (che non riveliamo). Così potrebbe essere vero che questo ‘Creed II’ è l’ultimo atto, l’addio di un Balboa ormai nonno dal cuore tenero. Ha scritto l’attore su Instagram: “Vorrei ringraziare tutte le persone in tutto il mondo che hanno portato la famiglia di Rocky nel proprio cuore per oltre quarant’anni. È stato un grande privilegio creare e interpretare questo personaggio. Anche se mi si spezza il cuore, sfortunatamente tutte le cose devono passare… e finire. Vi amo, persone gentili e generose, e la cosa più fantastica di tutte e che Rocky non morirà mai perché vive dentro di voi”.
Musicultura, i 54 per audizioni liveDal vivo tra febbraio e marzo, tra loro i 16 finalisti
MACERATA29 gennaio 201913:02
– Selezionati i 54 artisti (tra singoli e band) che prenderanno parte alle audizioni live della XXX edizione di Musicultura-Festival della Canzone Popolare e d’Autore. Sono stati scelti dalla commissione di ascolto tra 718 proposte che hanno risposto al bando di concorso. Tutti sono autori delle canzoni che interpretano e saranno i protagonisti delle audizioni in programma dal 15 febbraio al 10 marzo al Teatro della Filarmonica di Macerata. Lì, rigorosamente dal vivo, si giocheranno l’ingresso nella rosa dei 16 finalisti. I 54 selezionati vengono da 14 diverse regioni italiane, le band sono 11, 17 le donne, 26 gli uomini. Tra loro alcuni nomi già noti come Emi, alias la pesarese Margherita Principi, protagonista di X Factor 2015, i Lettera 22 di Recanati, vincitori della XXIII edizione di Musicultura, il toscano Zic, reduce da Amici 2019, Enzo Savasta di Benevento, i siciliani IBeatiPaoli.
Il Volo, a Sanremo per 10 anni carriera”Vincere? Puntiamo soprattutto ad arrivare al cuore della gente”
29 gennaio 201913:28
– Quando hanno cominciato, 10 anni fa, erano poco più che bambini, “oggi siamo cresciuti di certo fisicamente, ma anche e soprattutto professionalmente”. I tre ragazzi de Il Volo, reduci dal concerto davanti al Papa alla Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, sono rientrati in Italia per prepararsi al Festival di Sanremo (già vinto nel 2015), dove sono in gara con il brano Musica che resta, e per presentare il nuovo album Musica, in uscita il 22 febbraio (Sony Music), che contiene il brano sanremese, altri due inediti e 8 cover, tra cui Arrivederci Roma, A chi mi dice, People, La nave del olvido, Lontano dagli occhi, Meravigliosa Creatura. “Torniamo a Sanremo per festeggiare i nostri primi 10 anni di carriera -raccontano Piero, Ignazio e Gianluca-. Vincere? Puntiamo soprattutto ad arrivare al cuore della gente”. Da maggio, e per un intero anno, saranno protagonisti di live in tutto il mondo. Da fine maggio Il Volo sarà in Italia con un tour che culminerà con uno show all’Arena di Verona a settembre.
Non mentire, le due verità di Preziosi e ScaranoSu Canale 5 dal 17 febbraio in prima serata, regia di Tavarelli
29 gennaio 201920:03
“Quanto può essere labile il confine tra verità e menzogna, anche generando notizie attraverso i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, indipendentemente da chi ha ragione o torto”: Gianluca Maria Tavarelli spiega così il motivo che lo ha spinto a girare la serie ‘Non mentire’, tre prime serate in onda dal 17 febbraio su Canale 5, con protagonisti Alessandro Preziosi e Greta Scarano. Una produzione Indigo Film, è una delle fiction più convincenti di Mediaset – va detto – degli ultimi anni.
Lui è uno uomo stimato, brillante, vedovo, padre di un diciassettenne. Una sera esce con l’insegnante del figlio, carina, 30 anni appena. La mattina dopo l’uomo confessa a un collega che è stata una bella serata, è andato tutto bene, non vede l’ora di rivedere la donna. Lei invece chiama la sorella: è confusa, ma le dice a bruciapelo di essere stata stuprata dall’uomo con cui era stata a cena e che aveva fatto salire a casa ingenuamente. Chi dice la verità? Il percorso per scoprirlo è lungo e complicato, pieno di dubbi. La protagonista denuncia su Facebook il presunto violentatore: la verità è scritta sui social. La donna viene in parte compresa, ma in molti la insultano anche in modo volgare. La vicenda si svolge a Torino che, con le sue atmosfere d’altri tempi, i sontuosi edifici barocchi, le caffetterie, i grandi viali e le piazze, ben si presta a fare da sfondo a questo avvincente thriller relazionale. Nel cast Fiorenza Pieri, Paolo Briguglia, Claudia Potenza, Duccio Camerini, Simone Colombari, Riccardo De Rinaldis Santorelli, Valentina Carnelutti e Matteo Martari.
“Il cast è eccezionale per la credibilità” dice Daniele Cesarano, direttore della fiction Mediaset. “Raramente ho visto in un prodotto tv italiano un’armonia di questo tipo; Greta è una star, buca lo schermo. Di Preziosi ho sempre ammirato la capacità di lavorare sulle sfumature”. La serie, prodotta da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori, è tratta da una produzione originale di Two Brothers Pictures per ITV: uno dei migliori drama arrivati dal Regno Unito, Liar, che ha registrato picchi di oltre 9 milioni di telespettatori per la season finale. Scritta dai creatori di The Missing, Harry e Jack Williams, è stata trasmessa in pieno “Weinstein-gate”. La versione italiana vede la sceneggiatura di Lisa Nur Sultan in collaborazione con Tavarelli.
Preziosi è “fierissimo di aver preso parte a questo progetto.
Al centro di Non mentire c’è la verità, che è un concetto di poderosa attualità”. L’attore napoletano cita il dramma dei migranti: “Non mi sono mai permesso di confondere il mio mestiere con altre questioni. Il nostro è puro intrattenimento per il pubblico, ma oggi non è possibile affermare la propria verità senza poi essere ricattati o additati politicamente”.
“Prima le fake news riguardavano il gossip più leggero, a me è successo molte volte, non ci ho mai fatto caso, mi hanno fatto sposare più volte, mi hanno affibbiato amanti che non ho mai neanche conosciuto. Ho sorriso. Oggi però la fake news è qualcosa dalla quale si trae profitto. E questo non è bene; siti che lavorano esclusivamente sulla mistificazione della realtà portano a episodi irreparabili. Anche a livello politico, e l’esempio di quello che succede sulle nostre coste è devastante.
Infatti anche se può sembrare strano – sottolinea Preziosi – quando non sono impegnato trascorro molto tempo a leggere libri e molti giornali, mi concentro, mi rilasso e mi piace mettere a confronto varie versioni dei fatti”. Lo stesso fa Greta Scarano: “Anche a me piace leggere i giornali. Non ho Facebook, dove circolano tantissime fake news. A 17 anni ero su Fb, perché negli Usa, dove al tempo ho vissuto per un periodo, c’era prima che arrivasse in Italia, poi crescendo mi sono stufata. Ho un profilo ufficiale, sì, ma non ci ci vado. Ho una sorella piccola che mi gira alcune notizie, spesso sono bufale, glielo dico sempre”. A chi gli fa notare la differenza di prodotto tra Non mentire e La dottoressa Giò, Cesarano replica: “La fiction Mediaset ha avuto dei cicli. Io nasco a Mediaset. Il 90 per cento di quelli che lavorano oggi in questo settore sono nati a Mediaset dieci anni fa circa. Nella tv generalista servono prodotti diversi. Da quando sono direttore della fiction sto cercando di dare vari colori, con prodotti tutti diversi l’uno dall’altro. Che ci sia La dottoressa Giò e anche Non mentire è nel Dna di questa rete, ma da sempre. Oggi ammetto che è cool lavorare per Netflix, qualche anno fa lo era lavorare per Mediaset”.
World Fashion, couture da Olanda a LibiaA Palazzo Brancaccio la 21/a edizione della rassegna
gennaio 201916:17
– Dall’Olanda alla Libia, la grande moda internazionale ha sfilato a Palazzo Brancaccio alla 21/a edizione del World of Fashion, la manifestazione ideata da Nino Graziano Luca che conclude il calendario di AltaRoma.
Sei gli stilisti in passerella: Addy Van Den Krommenacker, Marcela De Cala, Azzurra Di Lorenzo, Ruiji by Raja El Rayes, Giorgia Lingerie, Marina Corazziari Gioielli.
Addy Van Den Krommenacker stilista delle celebrities from Olanda ha presentato la collezione Out of Africa che trasuda safari, rievocando il manto di leopardi e i fiori selvatici nei suoi celebri stampati. In pedana anche Marcela De Cala (Spagna) con i suoi abiti da sposa di lusso, Azzurra Di Lorenzo, giovane stilista che crea il su misura su ampia scala con la sua testimonial l’attrice Milena Miconi. Dalla Libia, Rujji by Raja El Rayes, atelier a Tripoli e collezione dedicata al sito Patrimonio dell’Umanità Unesco di Tadrart Acacus. Hanno sfilato anche l’intimo di Giorgia Lingerie e i gioielli di Marina Corazziari.
Favino torna a Sanremo come ospiteL’anno scorso nel trio dei conduttori con Baglioni e Hunziker
29 gennaio 201915:04
– Pierfrancesco Favino accetta l’invito del direttore artistico Claudio Baglioni e torna all’Ariston.
L’attore sarà ospite in una delle serate della 69/a edizione del festival (5-9 febbraio). Ieri, a quanto si apprende, prove blindate per lui. Favino, già rivelazione del Sanremo 2018, calca ancora una volta le scene dell’Ariston dove l’anno scorso, nei panni del conduttore con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker, ha cantato, ballato, recitato, intrattenuto ed emozionato gli spettatori.
Barbara Serra ‘cavaliere’ a LondraOnorificenza consegnata dall’ambasciatore Raffaele Trombetta
LONDRA29 gennaio 201915:59
– Barbara Serra, la nota giornalista dell’emittente araba Al Jazeera, è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Stella d’Italia, che le è stata consegnata nel corso di una cerimonia dall’ambasciatore d’Italia a Londra, Raffaele Trombetta. La conduttrice televisiva, si legge in una nota diffusa dall’ambasciata, ha ricevuto il titolo conferito dal Presidente della Repubblica “per meriti speciali nella promozione delle relazioni anglo-italiane attraverso il suo lavoro”. Inoltre la ‘anchorwoman’ “si è impegnata, con la sua attività costantemente orientata alla sensibilizzazione sulle condizioni delle minoranze, ad offrire una narrazione più completa di problematiche delicate e spesso controverse, quali l’immigrazione, il terrorismo e la condizione delle donne”. Nel corso della sua carriera ventennale, Serra ha lavorato tra Italia, Stati Uniti, Regno Unito e mondo arabo per i telegiornali di Bbc, Sky News, Five News e Al Jazeera English.
Nadine Mirada per Marciano Los AngelesPaul Marciano, rifiutata per le sue curve sono fiero d’averla io
29 gennaio 201916:15
– Tris di star per la nuova campagna della collezione Marciano Los Angeles per la primavera.
Si tratta della stella nascente della moda, la prorompente Nadine Mirada, affiancata dalla modella Erin Cummins e dal modello Zac Taylor, in una serie di scatti realizzati su una barca, con la direzione artistica di Paul Marciano, cofondatore di Guess?, Inc., e le immagini del fotografo Derek Kettela.
Con le acque cristalline di Marina Del Rey a fare da sfondo, i tre protagonisti della campagna indossano i capi più in voga della stagione.
“Sono fiero di presentare uno dei nuovi volti di Guess e Marciano, la modella Nadine Mirada – ha svelato Paul Marciano -.
Dopo essere stata a lungo rifiutata dall’industria della moda per via delle sue curve generose, Nadine ha deciso di dar vita a un movimento d’inclusione e sostegno verso tutti i corpi femminili. La sua storia è la prova che l’accettazione di sé è il primo passo per ottenere soddisfazioni, ed è proprio questo il significato della nostra nuova campagna”.
A Firenze Rocks Editors,The Cure e Sum41Dal 13 al 16 giugno alla Visarno Arena
FIRENZE29 gennaio 201916:24
– Firenze Rocks svela i nomi delle superstar internazionali che saliranno sul palco della Visarno Arena di Firenze a giugno. Annunciati gli Editors prima di The Cure e Sum41 nell’ultima giornata del festival, ovvero domenica 16 giugno.
Gli Editors hanno pubblicato il loro sesto album in studio, Violence, l’anno scorso. Nel descrivere il disco, si legge in una nota, Tom Smith ha utilizzato la parola “brutale”, non solo per sottolineare l’aggressivo titolo, ma anche il sound duro e avvolgente. Il disco segue la pubblicazione di In Dream nel 2015. In scena dal 13 al 16 giugno 2019 alla Visarno Arena di Firenze, il festival, alla terza edizione, si prepara a bissare il successo delle annate precedenti che hanno coinvolto oltre 350 mila spettatori giunti da tutto il mondo. In questa edizione saliranno sul palco i Tool e The Smashing Pumpkins nella giornata del 13 giugno, Ed Sheeran il 14 e The Cure il 16.
Leonardo raccontato attraverso allieviPalazzo Cavour a Torino espone capolavori dal 9 febbraio
TORINO29 gennaio 201916:37
– Raccontare il genio di Leonardo attraverso i suoi allievi e il suo lavoro di bottega. S’intitola ‘La Bottega di Leonardo’ la mostra in programma al Palazzo Cavour di Torino dal 9 febbraio al 12 maggio. La promuove Next Exhibition in collaborazione con l’Associazione Culturale Dreams, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte del maestro.
L’intento è raccontare la straordinaria complessità dell’opera di Leonardo, uomo d’arte e di tecnica, con una visione di insieme. L’esposizione ripercorre la storia della sua vita, dal primo soggiorno milanese fino al momento della scomparsa in Francia, ad Amboise; i suoi incontri e le collaborazioni con gli allievi.
Tra le opere di maggior valore c’è la ‘Maddalena discinta’ che il decano degli studi vinciani, Carlo Pedretti, assegnò alla collaborazione tra Leonardo e il capace allievo Giampietrino.
Preziosissimi anche lo studio di ‘Testa di Uomo’ e il frammento per la ‘Battaglia di Anghiari’.
A Sanremo una scenografia ‘magica’Con il golfo dei musicisti, il trampolino e la scala a scomparsa
29 gennaio 201916:54
– “Aprire lo spazio, renderlo ancora più grande e ‘aumentato’. È la magia che ho immaginato per il palcoscenico dell’Ariston e per Sanremo 2019: in fondo chi fa tv è un po’ un prestigiatore e io ho cercato di farlo pensando più a una ‘coreografia’ che a una classica scenografia, grazie a una rivoluzione nell’uso dello spazio fisico e a una macchina scenica nascosta che crea una profondità di campo unica per questo luogo”. Così Francesca Montinaro – che torna a disegnare la scena del Festival dopo l’edizione 2013 – racconta il Sanremo che vedranno gli spettatori e in cui anche il pubblico dell’Ariston si troverà immerso.
“Il direttore artistico Claudio Baglioni – spiega ancora – mi ha chiesto di lavorare sul concetto di armonia e io l’ho tradotto ricreando onde armoniche in scena, e inventando un golfo mistico dei musicisti nella pancia del teatro, perché fosse la musica stessa idealmente a sostenere il Trampolino, che è poi Sanremo stesso. La scala apparirà quasi dal nulla, ma sempre al tempo della musica”.
Per una rivoluzione dello spazio come questa, fondamentale è stato il lavoro di squadra:” a partire – sottolinea ancora Francesca Montinaro – dal lavoro gomito a gomito con Mario Catapano, il direttore della fotografia, perché in una scenografia quasi ‘invisibile’ come quella che ho pensato, anche le luci saranno fondamentali per disegnare il Festival”.
Bella Hadid in nuova campagna KorsLa top model protagonista degli scatti di David Sims
29 gennaio 201917:05
– Bella Hadid è la protagonista degli scatti della nuova campagna di Michael Kors per la primavera, firmata dal leggendario fotografo David Sims.
Le immagini, realizzate in uno studio di New York, s’ispirano alla velocità, all’energia e all’ottimismo dello stile di vita globale di oggi.
“Bella Hadid è la quintessenza del jet-setter moderno” afferma Michael Kors – “È connessa, avventurosa e in movimento 24 ore su 24, 7 giorni su 7″.
Offrendo una nuova interpretazione del guardaroba del XXI secolo, la collezione ready to wear riflette il ritmo veloce della vita e il desiderio di un guardaroba versatile.
Accostamenti maschili e femminili, glamour e tocco street, abiti con stampe camouflage e giacche a vento, eleganti T-shirt nere abbinate a sneakers, colore kaki e body sexy, bikini e denim catturano lo spirito del jet set. A tutto si aggiungono i ciondoli dei braccialetti placcati oro della collezione Michael Kors Mercer Link e l’ultimo Michael Kors Access Smartwatch.
Ensi, dubbi e certezze nell’album ‘Clash”Rapper fasci? Su certe idee bisogna segnare una linea’
29 gennaio 201919:39
– Uno scontro fra certezze granitiche e dubbi esistenziali, fra sample d’annata e suoni moderni: questo è il ‘Clash’ di Ensi, nuovo album del rapper torinese in uscita il 1 febbraio. “La prima cosa che mi sono detto era fare un disco meno personale dopo essermi aperto molto in ‘V’ – racconta Ensi – Invece i primi pezzi che ho scritto, ‘Thema Turbodiesel’, ‘Complicato’ e ‘Vita intera’, sono i più autobiografici e apro con la voce di mio figlio! Perché non ne puoi scappare: il mio modo di fare rap è andare in profondità, esorcizzare demoni e fare tesoro delle mie esperienze. Magari possono sembrare temi secondari: fare lo ‘sborone’ ci sta, è entertainment come il sangue finto dei film, ma le vite sono fatte di altro, e io devo essere onesto e viscerale”.Così, se nella prima metà del disco domina il tono combattivo da freestyle e battle-rap, nella seconda metà Ensi riflette sul potere ambiguo della parola e sullo stato del mondo, si rivolge al fratello minore e alla compagna di sempre: “Il disco è come un concerto: prima picchio forte e alla fine il rapper lascia spazio all’essere umano, quando l’ego non basta contro le perplessità e le paure”. Sulle 12 tracce incise nel Red Bull Music Studio con i beat di produttori come Big Joe e Phra il ‘Clash’ è anche sonoro, con spunti dancehall evidenti soprattutto nei featuring di Agent Sasco (con Johnny Marsiglia in ‘Rapper’), Attila (‘Rat Race’) e Patrick Benifei (‘Deng Deng’): “La mia sfida oggi è essere Ensi senza stare ancorato a una versione old school. Volevo un disco spudoratamente rap, con tante rime e concetti, con il sample in evidenza su ‘Mutombo’ ma i cantati in altri pezzi, tutte contaminazioni tipiche del genere: a un certo punto volevamo anche campionare ‘Kiwi’ di Calcutta!”.Nel mirino delle rime c’è spesso chi abusa di playback e marketing nel rap, ma non solo. Lo rivela il verso ‘Odio i rapper fasci’ in ‘Rapper’: “Grazie a dio anche Salmo ha detto che qualcosa non torna con il razzismo in certi ascoltatori: non c’entrano destra o sinistra, io non ho ricevuto infarinature politiche, anche se mio nonno ha fatto la Resistenza e mia mamma cantava ‘Bandiera rossa’. Il rap dovrebbe essere l’ultimo dei veicoli per certe idee: se questo è il libero pensiero di giovani come Anastasio… io invece sento l’obbligo morale di segnare una linea, come quando anni fa dopo un concerto vennero a chiedermi di autografare una tessera di CasaPound! Poi non credo che i problemi siano solo italiani: anzi, dico che l’odio fa sold out in tutto il mondo”. Ma Ensi è ottimista: “Sta a quelli della mia generazione dire qualcosa sulla politica: un ragazzino che vuole solo sbranarsi la società non lo condivido, però lo capisco. Però vedo anche tanta sostanza e rabbia nei ragazzi, e il 2019 sarà l’anno delle penne importanti: tornerà l’importanza di raccontare qualcosa, non sarà più solo una gara di ritornelli. Non devi per forza salvare il mondo, puoi parlare di scarpe ma ci deve essere una poetica, una cultura nel senso di una consapevolezza. E devi rincorrere un tuo stile, come fanno Tedua, Izi e Lazza”.Ensi incontrerà i fan in diretta streaming sui suoi canali social il 31 gennaio e negli in-store a Roma (1 febbraio), Milano (2 febbraio) e Torino (3 febbraio).
A Bologna personale di Mika RottenbergA cura di Lorenzo Balbi. Dal 31 gennaio al 19 maggio al Mambo
BOLOGNA29 gennaio 201917:16
– Dal 31 gennaio al 19 maggio il MAMbo di Bologna ospiterà la prima personale italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi. Sono allestite undici produzioni recenti della 43enne artista di origine argentina ma cresciuta in Israele come oggetti scultorei e installazioni video, saracastici e bizzarri. Rottenberg utilizza diversi linguaggi per esplorare idee di classe, lavoro, genere e valore con dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali.
Intrecciando elementi di finzione con dati documentali si creano allegorie sul sistema capitalistico che regola le condizioni umane e i processi di produzione massiva delle merci.
Si va così dalla produzione di perle coltivate (NoNoseKnows) ai milioni di vivaci colori venduti in un ipermercato cinese (Cosmic Generator) fino alle salviette umidificate ricavate dal sudore altrui (Tropical Breeze), i mondi evocati sono popolati da personaggi fuori dal comune impegnati in attività banali e ripetitive.
Linea borse viaggio Elisabetta FranchiQuattro pezzi adatti a weekend fuori porta o brevi trasferte
gennaio 201917:23
– Elisabetta Franchi lancia una nuova capsule collection dedicata al viaggio. Il logo doppia C si rinnova nel pattern jaquard del tessuto tecnico.
Definita da dettagli in eco-pelle e nastri valigeria logati, la capsule propone i quattro modelli di borse must have adatti a un weekend fuori porta o brevi trasferte di lavoro. Al classico borsone weekend vengono affiancati il trolley con manico a scomparsa ed un beauty case impreziosito dal logo pendente in metallo ed eco-pelle a rilievo. La capsule comprende anche il trasportino per cani.
Dior, Capodanno cinese con la tela JouyBorse, foulard e sneakers in tessuto negozio Colifichets del ’47
29 gennaio 201917:50
– Maria Grazia Chiuri, direttore creativo della Christian Dior, celebra il Capodanno cinese reinterpretando il tessuto iconico della maison su borse, foulard e sneakers: la tela o canvas de Jouy che adornava il negozio Colifichets nel 1947, al 30 di Avenue Montaigne. Su questa tela iconica, diventata codice a firma di Dior, Chiuri ha inserito le ortensie rosse, evocazione della passione di monsieur Christian Dior per questa cromia che definiva “il colore della vita”. Un tributo, inoltre, alla passione di Dior per i fiori che considerava esseri divini come le donne.
Simboli di grazia, gratitudine e abbondanza, queste ortensie rinnovano inoltre lo spirito superstizioso del designer fondatore della maison. Per monsieur Dior, le ortensie erano simboli di grazia, gratitudine e prosperità, e per lui erano anche portafortuna. Dior non stava mai senza i suoi amuleti, alcuni dei quali erano fiori.
Sanremo, Morgan e D’avena per duettiRispettivamente con Achille Lauro e Carta-Shade. Anche Diodato
29 gennaio 201918:55
– Morgan con Achille Lauro, Cristina D’Avena con Federica Carta e Shade, i Sottotono con Nino D’Angelo e Livio Cori, Diodato e i Calibro 35 con Ghemon, Biondo con Einar. E’ Tv Sorrisi e Canzoni a rivelare i duetti mancanti al festival di Sanremo.
Vanno ad aggiungersi a quelli già noti: Neri Marcorè con Nek, Fabrizio Moro canterà con Ultimo, Brunori Sas è stato invitato dai Zen Circus, Ermal Meta da Simone Cristicchi. Bungaro e l’etoile Eleonora Abbagnato per l’esibizione di Francesco Renga, Manuel Agnelli per Daniele Silvestri. Le altre accoppiate: Rocco Hunt con i Boomdabash, Syria con Anna Tatangelo, Guè Pequeno con Mahmood, Beppe Fiorello con Paola Turci, Irene Grandi con Loredana Bertè, Paolo Jannacci con Enrico Nigiotti. I Negrita hanno chiamato Enrico Ruggeri e Roy Paci, gli Ex Otago duetteranno con Jack Savoretti, Irama con Noemi e Caterina Guzzanti, Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo, Motta con Nada, Arisa con Tony Hadley degli Spandau Ballet. Resta da scoprire solo il duetto scelto da Il Volo.
Foto e cast doc campagna Tisci BurberryIl meglio per le top tra cui Stella Tennant e Natalia Vodianova
gennaio 201919:17
– Sei fotografi eccellenti made in GB e un cast di supermodelle capeggiate dalla iconica Stella Tennant: sono gli ingredienti della nuova campagna firmata da Riccardo Tisci per Burberry. Il direttore creativo del marchio britannico ha scelto per gli scatti nomi come Nick Knight, Danko Steiner, Hugo Comte, Peter Langer and Letty Schmiterlow, Colin Dodgson che ha fotografato Stella Tennant, protagonista assieme ad altre top come Natalia Vodianova, Fran Summers, Claudia Lavender, Rianne Von Rompaey, Irina Shayk, Sora Choi, Anok Yai, Darani, Matteo Ferri e Joe Plunkett.
“La cosa che mi entusiasma di più di Burberry – spiega Tisci – è la sua inclusività, arriva a tutti, indipendentemente dalla loro età, dal contesto sociale, razza o genere. Così quando stavo pensando alla mia prima campagna, sapevo di voler lavorare con una serie di talenti con cui interpretare tutto ciò che questo incredibile storico brand rappresenta per tante persone diverse dai millennials ad un pubblico maturo, inglese internazionale”.
Sanremo: Paragone, conflitto interessi Friends and Partners?Interrogazione M5S all’ad Salini e a direttore di Rai1 De Santis
29 gennaio 201919:18
“Un’interrogazione all’amministratore delegato Fabrizio Salini e al direttore di Rai1 Teresa De Santis sul conflitto d’interessi della Friends and Partners di Ferdinando Salzano nel Festival di Sanremo”. Ad annunciarla il senatore Gianluigi Paragone, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Vigilanza Rai. “Se, come emerge in queste ore – spiega Paragone – Salzano ha in gara oltre dieci artisti più quelli che saranno ospitati più Claudio Baglioni che sarà il direttore artistico, è ovvio che c’è qualcosa che non va. Parliamo, vale la pena ricordarlo, di scelte fatte ben prima del nostro arrivo, ma questo non toglie che sia necessaria una spiegazione. Il cerchio magico Baglioni-Salzano si regge sulla casa discografica Sony e in un mercato come quello musicale, che già non vive tempi semplicissimi, è assurdo pensare di dare una fetta così ampia del Festival di Sanremo a un solo protagonista. Gestire super ospiti, avere più artisti in gara, significa nuovi dischi, serate televisive, organizzare tournée e relativa biglietteria. Vuol dire prendersi una grossa fetta di mercato generato dal Festival. Allora, se un gran pezzo della discografia in gara è in conflitto di interessi con il suo direttore artistico, in conflitto di interessi con il suo manager Ferdinando Salzano è necessario approfondire la questione. Il Festival è un momento importante, per la musica, per gli italiani. È giusto che lo sia per tutti, non solo per alcuni”.
‘Ladri di biciclette’ torna restauratoIl classico del neorealismo di De Sica nelle sale dal 4 febbraio
BOLOGNA29 gennaio 201914:53
– Torna al cinema in versione restaurata ‘Ladri di biciclette’: il titolo simbolo del Neorealismo italiano firmato da Vittorio De Sica sarà nelle sale dal 4 febbraio, presentato dalla Cineteca di Bologna per il progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’, per la distribuzione dei classici restaurati. Il restauro, realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, è stato presentato in anteprima lo scorso anno al Festival di Cannes per festeggiare i 70 anni dalla sua realizzazione.
Oscar come miglior film straniero nel 1950, ‘Ladri di biciclette’, affidato a un cast di attori non professionisti, si ispira all’omonimo romanzo di Luigi Bartolini e si avvale per la sceneggiatura di De Sica e di Cesare Zavattini, scomparso 30 anni fa. Proprio per ricordare Zavattini, nato a Luzzara nel 1902, la Fondazione Palazzo Magnani e la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia stanno lavorando a una serie di iniziative in programma a dicembre: un convegno e una mostra che raccoglierà materiali documentari e iconografici.
Berlino: Kosslick apre a Netflix, ma il cinema resteràDopo 18 anni passa testimone a Chatrian-Rissenbeek “da amici”
BERLINO29 gennaio 201920:05
C’è una “rivoluzione” in atto, ma il cinema sopravvivrà. Dieter Kosslick presenta la 69/a edizione della Berlinale e dice addio al suo festival con una previsione ottimista. “Lo streaming sta stravolgendo il mondo audiovisivo. Questo è chiaro. Ma io credo che il cinema resterà. Ritengo che si arriverà a una coesistenza”, ha affermato oggi a Berlino, nel corso della conferenza stampa ufficiale del festival dell’Orso. Kosslick ha dovuto render conto della scelta di quest’anno di accettare fra i film in concorso “Elisa y Marcela”, di Isabel Coixet, che segna l’ingresso di Netflix. “Noi accogliamo film adatti alle sale cinematografiche, e questo rispettava il criterio. Altrimenti non lo avremmo accettato”, ha risposto a una giornalista. “C’è un dibattito aperto sullo streaming, col quale deve confrontarsi ovviamente anche la Berlinale”, ha aggiunto.Il direttore – per molti è il volto della Berlinale (la sua diciottesima e l’ultima) con la sua sciarpa rossa (“la metto anche stavolta altrimenti non mi riconoscono”) – ha poi scherzato sui rituali: “Prendo gocce africane per il sistema immunitario, non devo raffreddarmi, e bevo acqua con limone e zenzero e tè verde la mattina”. Quando gli hanno chiesto se comparirà sul tappeto rosso coi suoi successori, l’italiano Carlo Chatrian e la olandese Mariette Rissenbeek, ha risposto ironico: “Io vengo da Colonia, e lì si consegna la chiave del Carnevale ogni anno. Certamente ci sarà occasione di passare il testimone, e faremo anche vedere che siamo amici…”.Aveva già annunciato un festival “un po’ francese”, con la presidente della giuria Juliette Binoche, e oggi ha aggiunto che fra i giurati ci sarà Sandra Hueller, “finalmente ci siamo riusciti…”. Ospiti della Berlinale saranno Catherine Deneuve, Diane Krueger, Martin Freeman, Zoe Kazan, Peter Sarsgaard, Andrea Riseborough, Tilda Swinton. Ma anche lo scrittore Roberto Saviano, dal cui libro è tratto il film in concorso “La Paranza dei bambini”, di Claudio Giovannesi, è atteso al festival. Fino al 17 febbraio verranno proiettati a Berlino 380 film – i biglietti saranno un po’ più cari del solito, pur restando accessibili – e Kosslick, che ha già presentato venerdì scorso la selezione dei film alla stampa straniera, ha ribadito che il motto del 2019 s’ispira allo slogan delle femministe tedesche delle origini “il privato è politico”.Ad aprire la 69/a edizione sarà il film del francese Francois Ozon “Grace a Dieu”, sui casi di pedofilia della chiesa di Lione, mentre “Mr. Jones” rappresenterà in modo molto drammatico le conseguenze dello stalinismo in Ucraina, dove ci furono oltre 3 milioni di morti. Fuori concorso “Marighella”, film brasiliano sulla caduta di un presidente e l’arrivo di un dittatore.
Davanti alla stampa tedesca, Kosslick ha ricordato anche il docufilm “L’archivio segreto del ghetto di Varsavia”, di Roberta Grossman, con un appello: “Farò entrare gratis tutti i membri di Afd (il partito dell’ultradestra tedesca) e tutti i loro deputati. Sono personalmente invitati da me, pagherò ogni biglietto. Ma è decisivo che lo vedano”.
Ritorno all’Amarina con DanzusoRomanzo che è memoria collettiva di un paese che non esiste più
29 gennaio 201910:27
– GIUSEPPE LAZZARO DANZUSO, ‘RITORNO ALL’AMARINA’ (FAUSTO LUPETTI EDITORE, pp 198, euro 15,00).
”Torniamo a casa”. Si, la casa, la casa quasi come utero materno, ventre creativo, calore ancestrale, condizione dell’anima. Ovunque sia. E’ questo il viaggio che Giuseppe Lazzaro Danzuso compie in ‘Ritorno all’Amarina’. Non a caso in copertina c’è un’emblematica foto di tre uomini in macchina, un’auto d’epoca di quelle che chi è di una certa generazione ha visto solo nelle vecchie foto dei genitori da giovani. Tre uomini che sembrano pronti a partire, verso il futuro delle foto a colori forse, per una generazione appunto che, come scrive l’autore, è passata ”dalla preistoria alla fantascienza”. Ma ”preistoria e fantascienza”, per gli italiani, non possono prescindere dal legame con la propria terra che, nel caso di Danzuso è la Sicilia, o meglio Catania, o meglio appunto quell’Amarina del titolo dove si trovava la casa in cui il protagonista del libro trascorre la sua infanzia.Un’infanzia in bianco e nero ma dai colori e dai sapori intensi che l’autore ci rimanda attraverso l’uso della lingua, il siciliano che si intreccia anche con altri dialetti come il friulano e il lombardo. La lingua è sostanza della memoria in un romanzo che muove dal grigiore freddo di Monte Porzio Catone, cittadina alle porte del caos di Roma, quasi simbolo anche qui di un presente che il protagonista guarda dall’alto di una grande terrazza ma che è divenuto inesorabilmente incolore. La nascita della figlia forse, dopo aver archiviato un primo matrimonio e un altro figlio oramai cresciuto, lo porta alla consapevolezza del voler guardare al futuro restituendo colore alla sua vita. ”Un poco ci somiglia mia figlia, a mio padre. () Ma quella un poco a tutti somiglia. Per davvero! A sua madre, a me, a suo fratello, a tutti i suoi nonni, agli zii, puru a quelli che non sono di sangue. E puru ci ha una faccia tutta sua, bellissima. A me mi pare un mistero grande, questa cosa dell’assimigghianza. Ma, come sempre quando mi capita un mistero, non è che cerco di capirlo per forza, me lo prendo come è”.
E allora, da quella terrazza, il protagonista inizia a sfogliare l’album delle istantanee che hanno dato corpo alla sua anima. Ci troviamo personaggi di grande intensità drammatica, quasi teatrali, archetipi della cultura familiare condivisa, dalla Sicilia alla Pianura Padana. Contadini scavati dalla saggezza che trascende la cultura, donne dalla furbizia o dall’ingenuità disarmanti, zii dai comportamenti rituali che rimangono nelle storie tramandate, uomini buoni, padri che ancora affondavano nella terra dei principi. ”Torniamo a casa” allora, ovunque sia. [print-me title=”STAMPA”]
