Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 26 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Marzo, 2019, 09:33:25 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 03:39 DI MARTEDì 26 MARZO 2019

ALLE 09:33 DI MERCOLEDì 27 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gomorra 4, Genny si reinventa tra alleanze e faide
Sky Atlantic da 29/3. Saviano,specchio Italia Venezuela d’Europa

26 marzo 2019 03:39

Non mancheranno i colpi di scena, le faide e i tradimenti. Genny Savastano, dopo la morte di Ciro Di Marzio, sopravvissuto a tutto dovrà cambiare vita per salvare la sua famiglia. Reinventatosi uomo d’affari, dovrà lasciare il regno a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e affidarsi a un clan (I Levante, famiglia legata a donna Imma dove il patriarca Gerlando domina incontrastato le campagne avvelenate a nord di Napoli). La quarta stagione di Gomorra torna con 12 puntate ogni venerdì alle ore 21.15 su Sky Atlantic (e Sky Cinema Uno) a partire dal 29 marzo.Si riparte da Genny (Salvatore Esposito) e Marco D’Amore si sposta dietro la macchina da presa (delle puntate 5 e 6) dopo tre stagioni da protagonista. La lotta per il potere è destinata a riaccendersi: l’uscita di scena di Ciro di Marzio apre nuovi imprevedibili scenari tra le fazioni che si contendono il controllo del territorio. I nuovi episodi di Gomorra – Una produzione originale Sky con Cattleya, parte di ITV Studios, e Fandango in collaborazione con Beta Film – sono diretti da Francesca Comencini (responsabile anche della supervisione artistica della quarta stagione), Claudio Cupellini, D’Amore, Enrico Rosati e Ciro Visco. Salvatore Esposito del suo personaggio dice: “Il filo conduttore di questa stagione è il dualismo interiore di Genny: combatte contro i demoni che lo accompagnano dalla prima serie e che stavolta lo portano a cambiare vita per dare un futuro diverso a figlio e alla moglie, dopo la morte di Ciro e dopo avere ceduto il potere a Patrizia. Metterà una maschera. Solo alla fine capiremo cosa è diventato. Genny ha puntato un altro obiettivo, quello di diventare un manager. In verità il cordone col passato lo ha tagliato quando ha fatto uccidere suo padre. Il male è una ombra nera in ogni città del mondo”.

Cristiana Dell’Anna del suo ruolo ovvero Patrizia rileva: “E’ un personaggio cresciuto tanto. Patrizia gestisce il potere che le viene dato al femminile. La rivoluzione nella serie è il valore dell’intelligenza delle donne, che non sempre viene capita”.  Marco D’Amore, regista: “Mi sento il prodotto di un vivaio. Gomorra è una meravigliosa cantera che ha allevato talenti. Il mio passaggio forse più eclatante, per il mio passato di attore, ma tanti sono cresciuti e in tutti i ruoli.
Gomorra ha prodotto eccellenze: io sono stato un buon giocatore”. Claudio Cupellini veterano della serie, regista degli ultimi due episodi della quarta stagione: “Siamo in una partita a scacchi. Ogni volta ci dobbiamo sorprendere e dobbiamo ricominciare adattandoci a una realtà che dobbiamo imparare a conoscere. Stavolta si è giocata una partita a scacchi tra chi abbiamo imparato ad amare e i nuovi arrivati”.    Roberto Saviano in un video proiettato nel corso della presentazione sottolinea: “L’Italia che emerge da questa stagione è il Venezuela d’Europa, è tutto compromesso. I colletti bianchi hanno importanza, c’è la terra dei fuochi. Le donne crescono militarmente e strategicamente, gli uomini sono bambini sparsi. C’è chi, e sono le paranze, vuole tutto e subito, e chi conosce i tempi del potere e impara a gestire la fama per ottenere di più. I giovani non aspettano, vivono nel presente. Il racconto affronta temi un paese al collasso come il nostro e non ha paura di dirlo. E se dà fastidio, che dia fastidio. E’ una serie che deve intrattenere, ma che fissa il puzzo dei soldi. Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo: se non ammazzi verrai ucciso, se ti fidi verrai imbrogliato”.
Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo best seller (edito da Arnoldo Mondadori Editori), il soggetto di serie è firmato da Stefano Bises, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Roberto Saviano. Nicola Maccanico, Executive Vice President Programmi di Sky Italia: “Credere in un prodotto originale e investire in maniera così decisa ha permesso di essere apripista. Ora bisogna alzare l’asticella, siamo partiti per primi e non vogliamo farci raggiungere. Punto di forza di Gomorra – La serie è il gioco di squadra”. La quinta stagione è in preparazione.
Stuart Kells, La bibliotecaScrittore a ritroso nei secoli, tra storia e curiosi bibliofili

26 marzo 201909:50

E’ davvero un fiume ininterrotto di curiosità, aneddoti, storie ed eccentrici personaggi nonché un atto d’amore viscerale nei confronti del libro l’ultima, piacevolissima fatica letteraria dell’australiano Stuart Kells, dal titolo “La biblioteca” (Mondadori). L’autore, che è scrittore ma anche esperto bibliofilo e collezionista instancabile, parte dall’origine delle biblioteche seguendone lo sviluppo nei secoli, per riflettere sul valore che questi luoghi di sapere possano avere oggi, in un’era dominata dal digitale e da Internet. Sono forse le biblioteche solo un retaggio del passato? O magari un lusso che non possiamo permetterci? In poco più di 300 pagine il lettore avrà a disposizione tutte le risposte che cerca, grazie a un appassionato viaggio che, dall’antichità a oggi, esplora l’intero universo librario.
Tra le pagine infatti c’è davvero un po’ di tutto. La tradizione orale come prima forma di “biblioteca senza libri”, poi sostituita dalle collezioni di libri materiali. Le biblioteche più famose, come quella antica di Alessandria o la British Library di Londra, la prima nella storia ad aver superato i cento milioni di pezzi. La nascita delle biblioteche private e “casalinghe”, già ai tempi dell’antica Roma. Lo sviluppo dell’arte degli amanuensi, pieni di talento, estro e precisione, l’avvento della stampa e la rivoluzione epocale che ne seguì, con la possibilità di leggere e possedere libri diffusa su larga scala. Gli incendi di libri più celebri, come quello che nell’80 d.C. distrusse la Biblioteca Palatina di Roma e quello, violentissimo, che a Londra nel 1666 rese cenere tante biblioteche della città. Alcuni tra i migliori bibliotecari della storia come Gabriel Naudé che per conto del cardinale Mazzarino mise insieme in pochissimi anni quarantamila volumi di grande valore, tutti rilegati e classificati, o il filosofo Gottfried Wilhelm Leibniz, che stabilì i principi della buona biblioteconomia. E poi un piccolo excursus dedicato all’immaginazione che rende le biblioteche luoghi fantastici e incredibili, come quelle raccontate da Dick e Tolkien. “Le biblioteche – scrive Kells – sono piene di storie. Storie di vita e morte, bramosia e perdita, fedeltà e infedeltà alla parola data. Storie di ogni possibile dramma umano e storie che, attraverso complessi, ricorsivi fili intergenerazionali, sono tra loro collegate”. In questo contesto, così variegato e ricchissimo di informazioni, è davvero impossibile non solo annoiarsi ma non provare curiosità nei confronti del libro – come strumento di conoscenza ma anche di meraviglia – e soprattutto verso quei luoghi, spesso splendidi, che da sempre e in tutto il mondo svolgono tanti ruoli tutti insieme: piccole o grandi che siano, le biblioteche contengono, proteggono e celebrano i libri, ma principalmente perseguono l’obiettivo di rendere disponibili a tutti ogni forma di sapere. Un ruolo insostituibile che ha il sapore della civiltà e che per questo non potrà mai farle diventare desuete: le biblioteche non moriranno mai perché sono un simbolo di resistenza alla barbarie e all’ignoranza, uno dei pochi antidoti rimasti contro quel misto di approssimazione, superficialità, impreparazione e mancanza di curiosità che caratterizza i nostri tempi.

Cinema: Bisio, nostro inno anticattivista sull’ItaliaDi Maio, Salvini, Renzi nella satira di Bentornato presidente

26 marzo 201909:52

Salvini e la dialettica “da bar”, Di Maio e la bolla dei social, il premier Conte, Renzi e l’opposizione di sinistra capace solo di accapigliarsi, ma anche la vecchia politica e noi italiani, che vogliamo il cambiamento senza essere disposti a fare il minimo per attuarlo, come pagare le tasse. Sono fra i bersagli di Bentornato presidente, la commedia satirica dei talentuosi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, in sala dal 28 marzo in 500 copie con Vision Distribution. E’ il sequel di Benvenuto presidente! (2013), otto milioni e mezzo di euro al botteghino, dove Claudio Bisio, nei panni di un uomo qualunque ma onesto (si chiama anche Giuseppe Garibaldi), arrivava, per caso, a diventare Presidente della Repubblica. Qui, dopo anni di buen retiro fra le amate montagne, accetta, per riconquistare la compagna Janis (Sarah Felberbaum), di fare da Presidente del Consiglio ‘di facciata’ per il governo di Teodoro Guerriero (Pietro Calabresi/simil-Salvini) leader di Precedenza Italia, tutto felpe e rabbia a comando, e Danilo Stella (Guglielmo Poggi/simil-Di Maio), leader con una faccia da bravo ragazzo del Movimento Candidi. “E’ un film rivolto a quelli che si sono un po’ stufati di questo odio reciproco che si respira nel Paese, alimentato dai social e a volte anche dai media – spiega Bisio -. Qualcuno dirà che è un film buonista, io invece lo vedo come un inno anticattivista”. Giuseppe, detto Peppino, Garibaldi resiste poco come premier teleguidato e, per dimostrare a Janis, da cui ha avuto una figlia, Guevara, di essere ancora un uomo di principi, si mette in gioco, con l’aiuto del fin troppo abile Ivan (Pietro Sermonti), un suo piano di riforme. E l’opposizione intanto? E’ chiusa in una perenne e litigiosa assemblea, con un rassegnato Vincenzo Maceria/simil Renzi (Marco Ripoldi) che alle consultazioni con un pacato ma molto lucido presidente della Repubblica (Antonio Petrocelli) dice di non volersi alleare con nessuno, “perché – spiega – sono troppo intelligente”. Sarah Felberbaum riprende il ruolo incarnato nel primo film da Kasia Smutniak: “Janis, dopo essersi messa da parte per dedicarsi a Peppino, sente che è arrivato il momento di fargli capire che vuole essere ascoltata, che si può far tutto, amare la propria famiglia e perseguire i propri obiettivi. E un bell’esempio di donna”. Da anni “lavoravamo all’idea di un sequel – prosegue Bisio -.
Inizialmente avevamo pensato di ambientarlo in Europa. Poi un anno fa, quando abbiamo visto che non si trovava un Presidente del Consiglio, abbiamo pensato di costruire su questo la storia… in pratica è un instant movie”. Come pensa reagiranno i politici veri? “Le uniche reazioni che mi interessano sono quelle della gente. Fra tanti numeri che sentiamo la percentuale che colpisce è il 40% di astenuti alle elezioni. E’ ora di iniziare a rivolgersi a quelle persone”. Perché “i politici dovrebbero arrabbiarsi? – chiede sorridendo Calabresi -. Gli abbiamo fatto un merchandising straordinario, abbiamo cercato di dargli un’umanità che non so se gli appartiene. Il mio Teodoro Guerriero è un uomo con un gran cuore, ma quando vede una telecamera diventa un altro. Il filtro social sembra essere diventato quello della politica. E noi mazzoliamo un po’ tutti, destra, sinistra, vecchia politica, opposizione”. Con il film “abbiamo cercato di cavalcare l’attualità, e bastava andare sui siti per trovare spunti” dice Giancarlo Fontana. In questo momento storico “volevamo fare della sana satira su quello che ci circonda – chiosa Nicola Giuliano, coproduttore con Francesca Cima e Carlotta Calori, e coautore del soggetto con Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura -. In questa particolare era, in cui si deve per forza stare da una parte o l’altra della barricata, ci siamo detti: ‘guardiamo quello che c’è, ridiamo di tutto e di tutti… e guardiamoci allo specchio”.
Serse di Haendel, prima volta a ReggioIl 29 e 30 marzo, con la regia di Gabriele Vacis

REGGIO EMILIA26 marzo 201911:07

– Il teatro Valli di Reggio Emilia ritorna all’antico amore per l’opera barocca con il “Serse” di Haendel, ultimo lavoro teatrale del compositore tedesco, in scena il 29 e 31 marzo prossimi con la regia di Gabriele Vacis. Frutto di una coproduzione con i teatri di Modena, Piacenza e Ravenna, dove verrà rappresentato successivamente, “Serse” è affidato all’esperienza dell’Accademia Bizantina e del suo direttore Ottavio Dantone, considerato uno dei massimi protagonisti della riscoperta del repertorio barocco con criteri filologici.
Il cast, composto da interpreti specialisti del repertorio barocco, comprende Arianna Vendittelli (Serse), Marina De Liso (Arsamene), Delphine Galou (Amastre), Monica Piccinini (Romilda), Francesca Aspromonte (Atalanta), Luigi De Donato (Ariodate) e Biagio Pizzuti (Elviro). “Serse” è una delle opere meno rappresentate del panorama barocco, già di per sé poco considerato, almeno in Italia: a Reggio Emilia, prima d’ora, non è mai andato in scena.
La storia che “si finge” è l’amore di Serse, imperatore di Persia, per Romilda, la figlia del suo generale più fedele. Solo che Romilda è innamorata di Arsamene, il fratello di Serse. E anche Romilda ha una sorella, Atalanta, anche lei innamorata di Arsamene, che però è pazzamente innamorato di Romilda. “Un gioco circolare di amori adolescenziali – spiega il regista, Gabriele Vacis – che mette in secondo piano le questioni politiche, sociali, militari, di cui l’imperatore Serse dovrebbe farsi carico. Invece trionfa la natura dei sentimenti e dei corpi”.
Una sorta di movimento vorticoso e centrifugo, costellato di arie, più di 40, a partire dalla celeberrima “Ombra mai fu”.

Medaglia di Mattarella a mostra del MeisDal 12/4 al Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah a Ferrara

FERRARA26 marzo 201911:37

– La mostra ‘Il Rinascimento parla ebraico’, che apre al pubblico il 12 aprile a Ferrara, al Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un riconoscimento ufficiale – sottolineano i responsabili del Meis – dello “straordinario valore del percorso espositivo”.
La narrazione del Rinascimento ebraico affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana. La mostra, curata da Sergio Busi e Silvana Greco, ne svela un aspetto del tutto originale: la presenza degli ebrei e il fecondo dialogo culturale con la cultura cristiana di maggioranza.
A far emergere questa dinamica, opere pittoriche come la ‘Sacra famiglia e famiglia del Battista’ (1504-1506) di Andrea Mantegna, la ‘Nascita della Vergine’ (1502-1507) di Vittore Carpaccio, la ‘Disputa di Gesù con i dottori del Tempio’ (1519-1525) di Ludovico Mazzolino, ‘Elia e Eliseo’ di Stefano di Giovanni di Consolo detto il Sassetta, dove spuntano a sorpresa significative scritte in ebraico. Manoscritti miniati ebraici come la ‘Guida dei perplessi’ di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più antica d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, e il Rotolo della Torah di Biella, antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.
Attraverso questi capolavori ‘Il Rinascimento parla ebraico’ testimonia che gli ebrei c’erano, ed erano attivi e intraprendenti: a Firenze, Ferrara, Mantova, Venezia, Genova, Pisa, Napoli, Palermo e Roma. A periodi alterni accolti e ben visti, con un ruolo non secondario di prestatori, medici, mercanti, oppure oggetto di pregiudizio. Interpreti di una stagione che racchiude in sé esperienze multiple, incontri, scontri, momenti armonici e brusche cesure.
Un anno senza Fabrizio Frizzi, una hall of fame della Rai per ricordarloSalini: ‘ Manca all’Italia per i suoi modi garbati e gentili, manca alla televisione come esempio di talento’

26 marzo 201912:19

Una hall of fame della Rai per ricordare Fabrizio Frizzi. L’ha annunciata, nel corso di Uno Mattina, l’ad della Rai Fabrizio Salini, intervistato a un anno dalla scomparsa di Fabrizio Frizzi. Salini, parlando della tre giorni di palinsesto che la Rai sta dedicando a Frizzi, ha parlato di uno spazio dove celebrare i grandi della Rai.”In questi tre giorni – ha detto Salini – ricorderemo la sua allegria, il suo modo di fare, la sua professionalità. Vogliamo dedicare a Fabrizio anche uno spazio fisico e virtuale su cui lavoreremo dai prossimi giorni, che celebrerà tutti i personaggi che hanno fatto la storia della Rai di cui Fabrizio non potrà che essere tra i protagonisti principali”.L’ad della Rai ha poi aggiunto: “Fabrizio manca all’Italia per i suoi modi garbati e gentili, manca alla televisione come esempio di talento e professionalità. Manca alla Rai dove era punto di riferimento quasi quotidiano con le sue doti umane e professionali. Un esempio che noi tutti non vogliamo solo ricordare ma anche seguire”. E ha concluso sottolineando come Frizzi abbia favorito una solida unione tra pubblico e azienda: “Lo ha fatto con il sorriso, l’intelligenza, la capacità di entrare in sintonia con il pubblico da casa, con i giovani e i meno giovani, con gli italiani. Credo che siano queste le caratteristiche di Fabrizio che non potremmo e non dobbiamo dimenticare”.

Molti i ricordi di amici e colleghi di Frizzi ad un anno dalla scomparsa. Eccone alcuni tra i tanti:Lucio Presta –  “Amico mio, mi manchi, mi mancano i nostri pranzi segreti, le nostre confidenze, le nostre paure sui figli. Sono certo che vedi e sai tutto, mi hai lasciato un’eredità bellissima e la più importante: Carlotta, che vive per la tua Stella. Avrò cura di loro”. Antonella Clerici – “Un anno senza te, la tua amicizia,le tue risate. Vivi con noi e dentro le nostre anime più sole ma privilegiate nell’averti incontrato e vissuto”. Paolo Belli –  “Quanto mi manchi amico mio”. Anche Paolo Belli, con poche ma dirette parole, ricorda sui social Fabrizio Frizzi Caterina Balivo  – “Fabrizio, non ti dimenticheremo. Mai. L’eco della tua risata continuerà a scaldarci il cuore, per sempre”.

Scala: ok a creazione conservatorio RiadSì unanime cda dell’Accademia dopo le polemiche su fondi sauditi

MILANO26 marzo 201912:52

– Il primo passo della Scala per creare un conservatorio di musica per bambini e bambine in Arabia è stato fatto. Il cda dell’accademia del teatro ha infatti approvato “all’unanimità il progetto di start up per la creazione di un futuro Conservatorio nella città di Riad”. Lo scorso 18 marzo il consiglio del teatro, dopo settimane di polemiche, aveva deciso di restituire al ministro della Cultura arabo 3,1 milioni di euro ponendo fine all’ipotesi di un suo ingresso come socio nel teatro, con la possibilità anche di un posto in cda. Il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, non aveva però chiuso la porta a collaborazioni con i sauditi.
– Alla Scala arrivano i soldi arabi.  Dopo le polemiche per il possibile ingresso saudita nel cda del teatro (con tanto di minacce di licenziamento al sovrintendente Alexander Pereira) e la restituzione di 3,1 milioni di euro già versati dal principe Badr bin Abd Allah, il consiglio di amministrazione dell’Accademia ha approvato “all’unanimità” il progetto per creare un conservatorio rivolto a bambine e bambini a Riad. Il comunicato che annuncia l’ok non quantifica il finanziamento, ma in un’intervista Pereira aveva parlato di sette milioni di euro. Sette milioni per un progetto triennale che inizierà il prossimo settembre con l’individuazione e la formazione del personale per poi partire con i corsi. Si comincerà con quelli di coro di voci bianche, di propedeutica alla danza per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e di un nucleo di scuola musicale per strumenti oltre a un workshop su marketing e comunicazione digitale.Seicento gli allievi previsti in questa prima fase triennale, quando gli insegnanti dell’Accademia supervisioneranno il lavoro dei docenti locali assistendoli per quanto riguarda il metodo didattico. Soprattutto il primo anno è prevista una presenza forte del personale italiano.Non si tratta della prima collaborazione di questo tipo che fa l’Accademia, che infatti ha un Dipartimento di cooperazione culturale che ha già portato avanti progetti in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Kazakistan, Cile e Uruguay. Ma certo questo, nato sotto l’egida del ministero della Cultura saudita, guidato da Badr bin Abd Allah, è altamente remunerativo.D’altronde il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente della Scala, quando aveva incontrato i giornalisti dopo la riunione del cda del teatro lo scorso 18 marzo per annunciare la restituzione dei fondi agli arabi e quindi il no al loro ingresso fra i soci, aveva lasciato la porta aperta a future collaborazioni demandando la decisione sul conservatorio al cda dell’Accademia che il 26 marzo ha appunto dato il via libera.A dir poco freddo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. “È difficile dare un giudizio positivo a priori” ha commentato convinto che il cda dell’Accademia debba “dare qualche spiegazione al cda della Scala” anche se ammette che “esportare le nostre eccellenze sia un valore aggiunto”.Immediata la replica di Sala, che ha ricordato come la Regione abbia un consigliere nel board dell’Accademia, che quindi poteva votare contro il progetto. “Secondo me è una cosa buona – ha invece commentato il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli -, perché rientra in una collaborazione culturale a mio avviso ancora più utile nel momento in cui andiamo a lavorare con un Paese che ha bisogno di essere aiutato ad aprirsi”.

Moda: abiti sardi a Parigi Mosca e DohaProgetto artistico promozionale anima gli eventi collaterali

CAGLIARI26 marzo 201913:31

– “Beltimentas”, l’abbigliamento tipico della Sardegna da rituale quotidiano si fa arte. E’ incentrato sulla tradizione sartoriale dell’Isola riproposta in chiave contemporanea, l’originale progetto ideato dalla Compagnia B. Un reportage fotografico d’autore e una performance accendono i riflettori, durante gli eventi collaterali delle settimane della moda in tre capitali, su un prezioso patrimonio identitario. In un incontro tra arte, fotografia, teatro, design, sapienza artigianale, tradizione e sensibilità contemporanee.
Dopo il debutto parigino il format artistico promozionale firmato dalla Compagnia B è pronto per nuove tappe: Mosca e Qatar. Dal 30 marzo all’1 aprile sarà il Winzavod Center for Contemporary Art della capitale russa ad accogliere l’iniziativa realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna (Identity lab) e in collaborazione con Sardegna Film Commission. A fine aprile, poi, il progetto di internazionalizzazione del made in Sardinia farà tappa a Doha, in Qatar.
Medimex: a Taranto Liam Gallagher l’8/6Sul palco anche i Cigarettes after Sex

TARANTO26 marzo 201914:03

– Liam Gallagher, già frontman degli Oasis, sarà una delle stelle del Medimex Taranto 2019 in programma nel capoluogo ionico dal 5 al 9 giugno 2019. Gallagher si esibirà nella serata dell’8 giugno. L’International Festival e Music Conference promosso da Puglia Sounds, è il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale pugliese attuato con il Teatro Pubblico Pugliese.
Il 7 giugno arriveranno gli Editors e i Cigarettes After Sex, mentre domenica 9 sarà la volta dell’artista statunitense Patti Smith. Alla conferenza stampa di presentazione del Medimex, organizzato per il secondo anno consecutivo a Taranto dopo il successo del 2018, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale Loredana Capone, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il vice presidente del Teatro Pubblico Pugliese Marco Giannotta, e il coordinatore Puglia Sounds/Medimex Cesare Veronico.
Parlamento Ue approva riforma copyrightTesto passato con con 348 sì, 274 no e 36 astenuti

STRASBURGO26 marzo 201914:09

– Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole sul diritto d’autore. Il via libera dall’aula di Strasburgo all’accordo provvisorio raggiunto a febbraio sulle nuove norme sul rispetto del diritto d’autore in Internet è passato con 348 sì, 274 no e 36 astenuti. Le nuove norme Ue sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Quando Roberto Benigni cantò ‘il pillolo’ a SanremoIntuizione premonitrice della scienza contemporanea nel film FFSS di Renzo Arbore del 1983

26 marzo 201915:44

Era il 1983 e nelle sale cinematografiche italiane si proiettava FFSS, un film di Renzo Arbore. Tra i protagonisti c’è un giovane Roberto Benigni nelle vesti di uno sceicco che alla fine del film, sul palco di Sanremo, canta “il pillolo”, anticipando così di oltre 30 anni la scoperta a cui lavorano negli Stati Uniti.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camilleri inedito per 90 anni Gialli
Oltre al romanzo ‘Km 123’, una riproposta di classici

26 marzo 201916:05

– Con il romanzo inedito ‘Km 123’ di Andrea Camilleri e una riproposta di “classici” prendono il via il 26 marzo i festeggiamenti per i 90 anni de ‘Il giallo Mondadori’. I primi quattro polizieschi, con l’inedita veste grafica gialla, uscirono nel giugno 1929 dando inizio a una delle collane più longeve del panorama editoriale. In ‘Km 123′, pieno di humor e mistero, tutto inizia con un cellulare spento. A telefonare è Ester, a non rispondere è Giulio, finito in ospedale per un brutto tamponamento sull’ Aurelia. A riaccendere il telefonino è Giuditta, la moglie di Giulio che di Ester non sa nulla. Potrebbe essere l’inizio di una commedia rosa ma un testimone sostiene che quello di Giulio non sia stato un incidente bensì un tentato omicidio. Tra le prime ristampe di classici, con nuova veste grafica e formato, escono ‘La donna della domenica’ di Fruttero&Lucentini, ‘Il caso Kodra’ di Renato Olivieri, ‘I quattro giusti’ di Edgar Wallace e ‘La strana morte del signor Benson’ di S.S. Van Dine.
Per l’anniversario, dopo Camilleri, arriveranno in libreria altre novità di autori italiani tra cui Francesco Caringella, Gianrico Carofiglio, Pietro Colaprico, Giancarlo De Cataldo, Marcello Simoni, Valerio Varesi, affiancate dalle ristampe di ‘classici’ della collana. Dall’uscita di quelle copertine gialle nel giugno 1929 in Italia, unico Paese al mondo, si parla di “gialli” intendendo un intero genere letterario. Come dice lo stesso Camilleri: “Il mystery si chiama ‘giallo’ solo in Italia. Il giallo non come colore in sé e nemmeno come significazione simbolica, ma il giallo in quanto colore di copertina”.
I primi autori pubblicati nel 1929 furono: S.S. Van Dine con ‘La strana morte del signor Benson’, E. Wallace con ‘L’uomo dai due corpi’, R.L. Stevenson con ‘Il club dei suicidi’, A.K. Green con ‘Il mistero delle due cugine’. Un successo immediato con oltre 50.000 copie vendute nel primo mese. Da allora ‘Il Giallo Mondadori’ è sempre uscito nelle edicole, arrivando a pubblicare 3.200 fascicoli nella serie regolare, più altri 1.400 nei Classici e un altro migliaio fra Speciali e numeri extra. Oggi pubblica oltre 40 titoli l’anno con un venduto di quasi 150.000 copie.
Unica tappa italiana per Pablo AlboranIl 22 giugno a Roma, è artista con più dischi venduti in Spagna

26 marzo 201916:13

– Pablo Alborán, uno fra i cantautori spagnoli più famosi al mondo, con milioni di fan in tutto il globo, farà tappa in Italia con un unico concerto a Roma il 22 giugno all’Auditorium Parco della Musica.
Lo scorso 16 marzo, Pablo Alborán ha iniziato il suo “Prometo Tour” in America, uno show che unisce le tecnologie più avanzate e spettacolari al grande talento umano di Pablo. Alborán ha ripubblicato il suo nuovo album di successo “Prometo” con alcuni contenuti extra: alcune versioni acustiche, il concerto sold-out di Siviglia, un documentario sul tour e i videoclip delle hit di “Prometo”. Il disco ha raggiunto la vetta di svariate classifiche musicali subito dopo la sua uscita. E’ rimasto alla posizione #1 della classifica musicale spagnola per più di 8 settimane, conquistando 6 certificazioni Platino e divenendo l’album più venduto del 2017 e del 2018. L’album ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards come “miglior album” nella categoria “pop latino”.
Roma nella camera oscura, oltre 300 fotoA Palazzo Braschi un percorso di 320 immagini dall’800 a oggi

26 marzo 201916:15

– Un raro dagherrotipo con il ritratto di un gentiluomo di metà ‘800; le stampe all’albumina con i monumenti capitolini più famosi; il Tevere e la campagna romana; la folla in piazza San Pietro sotto gli ombrelli per la stesura dei Patti Lateranensi nel 1929; i bombardamenti di Porta Pia e l’inizio della modernità; il colonnato dell’Eur e l’architettura razionalista negli anni del Fascismo; infine la Città Eterna vista con lo sguardo dei grandi fotografi, da Berengo Gardin a Ghirri e Basilico. La storia della Capitale si intreccia con quella della fotografia che compie 180 anni nella grande mostra “Roma nella camera oscura”, ospitata a Palazzo Braschi dal 27 marzo al 22 settembre, a cura di Flavia Pesci e Simonetta Tozzi.
Con circa 320 immagini provenienti dall’Archivio Fotografico del museo, l’esposizione offre un viaggio che dal 1800 giunge fino a oggi: un percorso rigorosamente analogico dal sapore antico, ricchissimo di suggestioni, grazie a un allestimento curato nei minimi dettagli.
Libri e app, l’editoria per ragazzi in vetrina a BolognaAppuntamento per oltre 1400 espositori da 80 Paesi da 1-4 aprile

BOLOGNA26 marzo 201920:50

– È giovane per antonomasia e, nonostante il mezzo secolo abbondante d’età, fa propri temi più che mai attuali, dal mercato emergente degli audiolibri a quello delle app per smartphone e tablet, senza trascurare ‘cult’ come i cartonati. Il mondo dell’editoria per infanzia e ragazzi si dà appuntamento a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi che quest’anno dal primo al 4 aprile arriva alla 56/a edizione e oltre agli annunciati numeri da record, punta sulla rivoluzione digitale e sui nuovi trend di mercato. Con una missione speciale per il 2019: la poesia. “È la manifestazione più prestigiosa e internazionale che abbiamo in calendario in fiera – ha detto Marco Momoli, direttore commerciale di BolognaFiere – Una rassegna che vive a Bologna perché sotto le Due Torri riconosce la sua ‘casa’”. Un rapporto con la città che quest’anno viene valorizzato, sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Lepore, con “un ritorno di attenzione” a Casa Carducci, “luogo iconico che necessita più che mai di amore e di cure”. Non è un caso che la rassegna sia stata presentata proprio nella cornice del museo di Casa Carducci le cui porte saranno definitivamente aperte a grandi e piccoli proprio grazie a un progetto speciale dedicato alla poesia che prenderà il ‘la’ dalla Children Book Fair. La lettura a bambine e bambine dei versi di Carducci, premio Nobel che di Bologna è cittadino onorario, farà da apripista alla sperimentazione dell’uso aperto degli spazi del museo. L’obiettivo è di trasformare Casa Carducci in un centro di iniziative per la poesia, le illustrazioni e la letteratura per l’infanzia, per i ragazzi e le loro famiglie. Ma non è solo poetica l’anima della Children Book Fair 2019. Negli spazi di BolognaFiere, forte di due padiglioni completamente ricostruiti, sono in arrivo oltre 1.440 espositori da più di 80 Paesi. Paese ospite d’onore è la Svizzera, mentre i grandi temi che faranno da sfondo spaziano dai temi e colori della cultura afroamericana al ritorno della scrittura a mano in un mondo digitale, dalle ‘grandi donne’ nella letteratura per ragazzi all’illustrazione internazionale. Cina, gli ‘audiobook’, le librerie per ragazzi sono i trend di mercato su cui si accenderanno i riflettori. Per la prima volta la fiera ospiterà la ‘Kids Wants Mobile’, maxi convention internazionale di sviluppatori di app che in due giorni ha già registrato il sold out di presenze. L’incontro tra libro e digitale è sfaccettato: gli e-book sono quasi superati mentre ora l’attenzione è sui libri con applicazioni di realtà aumentata, la tecnologia che sovrappone a immagini reali una visione interattiva e virtuale.

Steve Hackett in concerto a Firenze18/7, eseguirà tutto album ‘Selling England by the Pound’

FIRENZE26 marzo 201917:41

– Anche Steve Hackett tra gli ospiti del Musart festival Firenze: l’ex chitarrista dei Genesis sarà in concerto giovedì 18 luglio in piazza Santissima Annunziata a Firenze, nell’ambito del Genesis revisited tour 2019. Per la prima volta, si spiega, Hackett eseguirà interamente l’album dei Genesis ‘Selling England by the Pound’: uscito nel 1973 il disco conquistò subito la cima delle classifiche nel Regno Unito ed è stato descritto come “l’album definitivo dei Genesis”.
Il 2019 segna anche il 40 anniversario di uno degli album solisti più famosi di Steve Hackett, ‘Spectral Mornings’, cui verrà reso tributo con l’esecuzione di alcuni brani. Non mancheranno gli intramontabili classici dei Genesis e un’anteprima degli inediti che faranno parte del nuovo album in uscita nel 2019. Sul palco Steve Hackett sarà accompagnato alle tastiere Roger King, a batteria, percussioni e voce Gary O’Toole, al sax, flauto e percussioni Rob Townsend, al basso e chitarra Jonas Reingold e alla voce Nad Sylvan.
Leonardo, ricerche sul nonno mercanteScoperte in libro degli studiosi Vezzosi e Sabato

FIRENZE26 marzo 201920:47

– Importanti scoperte, frutto di ricerche in archivi di Prato e Barcellona, che cambiano la storia della famiglia e della formazione di Leonardo Da Vinci grazie a analisi sulla genealogia, sui territori, e, in parallelo, anche sulle impronte lasciate in dipinti e manoscritti: le descrive il libro ‘Il Dna di Leonardo. Le origini’ (Angelo Pontecorboli Editore), di Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, che sarà presentato all’Archivio di Stato di Prato. Il volume e le ricerche documentano le esperienze del nonno di Leonardo, Antonio, mercante tra Spagna e Marocco, che rappresentano una nuova prospettiva per comprendere lo sviluppo intellettuale del Genio. Quella di Antonio fu certo una vita ricca di esperienze e conoscenze che certo tramandò al nipote, aprendogli orizzonti impensabili per la Vinci del tempo, con racconti di mari e terre lontane, usanze diverse e paesaggi fantastici. Nel libro anche l’individuazione di un avo ancora sconosciuto di Leonardo, Frosino, cugino di Antonio e mercante a Barcellona.

Mannoia, “Con le carezze facciamo opposizione”Esce ‘Personale’, disco (con foto) di speranza e resistenza

26 marzo 201920:45

– “Con le carezze facciamo opposizione”: Fiorella Mannoia sceglie un verso scritto da Luca Barbarossa nel brano ‘L’amore al potere’ per sintetizzare il senso del suo nuovo disco, ‘Personale’, “una modesta raccolta di storie – dice – interpretate attraverso la musica e di storie raccontate attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica”. Per la prima volta, infatti, Fiorella ha scelto di abbinare un’immagine a ogni canzone, scegliendo quelle più adatte scelte tra quelle scattate negli ultimi due anni, da quando ha scoperto la passione per la fotografia che – racconta – le ha insegnato a guardare il mondo in un altro modo. Per ora le sue foto sono a corredo delle canzoni ma un giorno, non lo esclude, potrebbero avere una ‘personale’ tutta per loro. Intanto a parlare sono le canzoni, e lo fanno in puro stile Mannoia, vale a dire senza paura di esporsi, anche per poi dire ‘mi sono sbagliata’. E’ il caso del rapporto con il Movimento 5 stelle, da cui l’interprete ha preso le distanze da tempo: “Non mi pento mai di espormi. Puoi sbagliare e non è la prima volta che lo faccio, ma – sottolinea – non c’è pentimento nella speranza. Siamo contenti? Certo che no, ma sono più arrabbiata che pentita”. “Mi sono sempre esposta senza calcolo, non ce la faccio a tenere la bocca chiusa perché – continua – prima di essere una cantante sono una cittadina”. E le viene spontaneo domandarsi: “in America gli artisti si espongono in continuazione, perché qui è uno scandalo appoggiare qualcuno?”. E basta scorrere i titoli delle canzoni – ‘Il peso del coraggio’, ‘Imparare a essere una donna’, ‘Resistenza’, ‘L’amore al potere’, per capire che Mannoia non ha deposto i panni della combattente, titolo del suo album precedente. In quanto artisti – sottolinea – “abbiamo il dovere di bilanciare il troppo astio, l’acredine, la mancanza di compassione”. E l’unico modo per “fare da contraltare a ciò che succede”, per “combattere un linguaggio pericoloso che preferisce dire ‘la pacchia è finita’ piuttosto che ‘cara Europa, ti chiediamo aiuto perché non riusciamo ad affrontare questa emergenza da soli’ per Fiorella è “rimettere in circolo l’amore, che non è una parola buonista”. E ‘Personale’ è, in sostanza, proprio un disco d’amore, d’amore che attende, come la ‘Penelope’ immaginata da Ivano Fossati, d’amore come rivoluzione (‘L’amore al potere’ di Luca Barbarossa), di amori finiti (‘Un pezzo di pane’ e ‘Smettiamo subito’), legami violenti (‘Carillon’ di Federica Abbate e Cheope) e di altri che sciolgono anche l’acciaio (‘L’amore è sorprendente’ di Bungaro, Chiodo e Mannoia). E di amore per la vita, che va affrontata ‘sul campo e mai dagli spalti, senza risparmi’, per “Imparare a essere una donna”. Proprio alle donne va il pensiero di Mannoia: “non pensavo che dovessimo di nuovo difendere i diritti, basta pensare al raduno pro family di Verona, sembra di stare nel Medioevo”. E però – nota – “c’è una reazione, in piazza lo scorso 8 marzo ho visto tante donne ma anche tanti uomini”. E poi tanti giovani, come la protagonista di ‘Anna siamo tutti quanti’, “disillusi dalla politica ma con degli ideali”. Ecco, “in mezzo a tutta questa delusione sento dei focolai di ribellione, sento che si sta muovendo qualcosa che era fermo da troppo, che si sta risvegliando un senso civico”. Come quello che l’ha spinta a offrire uno spazio, nel suo disco, al giovane cantautore napoletano Antonio Carluccio e alle sue ‘Creature’ dal destino segnato, come quello di tutti i giovani che vivono ai margini di una società che li esclude. “Una canzone sospesa”, come il caffé, che corrisponde in pieno al Mannoia-pensiero: “i problemi non si risolvono con la forza, ma con la giustizia sociale”. Un ‘Personale’ assai politico, che prenderà forma sui palchi italiani nel tour in partenza il 7 maggio al Teatro Verdi di Firenze

Labaki, lotto per salvare bimbi di stradaIn sala da 11/4 Cafarnao, premiato a Cannes, regista in giuria

26 marzo 201920:42

-Bambini che non vanno a scuola ma lavorano e vivono in strada da mattina a sera; famiglie numerose e poverissime dove può capitare di ‘vendere’ una figlia 11enne come sposa bambina; migranti che sognano una nuova vita, e una ribellione: quella del 12enne Zain che fa causa ai genitori, per averlo messo al mondo condannandolo a una vita di privazioni. E’ il luogo di ingiustizie e confusione, fra i bassifondi più poveri di Beirut raccontato da ‘Cafarnao – Caos e miracoli’ della libanese Nadine Labaki, in sala dall’11 aprile in circa 100 copie con Lucky Red, con anteprime durante i Cinema Days. Il film, premio della Giuria a Cannes 2018, è stato in gara agli Oscar come miglior film straniero. La regista tornerà quest’anno sulla Croisette come presidente della giuria di Un certain Regard. Cafarnao mette in scena un affresco di un’attualità durissima realizzato con un cast interamente di non professionisti, composto da persone che hanno tutte un vissuto vicino a quello dei personaggi del film. Nadine Labaki ha iniziato a girare dopo tre anni di ricerche fra periferie, tribunali e prigioni, parlando con decine di famiglie e bambini. “Il film ha creato molto dibattito nel mio Paese – spiega la regista oggi a Roma in conferenza stampa, con la figlia di tre anni, che ogni tanto corre da lei -. Ora sento di dover andare avanti, dando vita a una sorta di movimento, perlomeno in Libano. Voglio organizzare proiezioni del film per il governo e i giudici, e attivare poi dei tavoli di confronto in cerca di soluzioni per aiutare queste fasce sociali. Non so se avremo successo, forse sono ingenua, ma penso sia mio dovere”. Protagonista della storia è il piccolo Zain (Zain Al Rafeea, che nella realtà è siriano, ed è scappato dalla guerra con la famiglia rifugiandosi in Libano) che lavora da ambulante e garzone nelle strade di Beirut. Si rivolta contro i genitori e fugge via quando questi vendono la sorellina di 11 anni Sahar, come sposa bambina al giovane padrone di casa. Il bambino viene accolto da Rahil (Yordanos Shiferaw), giovane immigrata kenyota che rischia di essere rimpatriata, e mamma di un bellissimo bimbo di un anno, Yonas. Insieme formano per poco una nuova famiglia, finché le cose precipitano e Zain, finito in prigione per un crimine, decide di fare causa ai propri genitori che l’hanno condannato a una vita da ‘invisibile’. “Quando si lavora con i bambini bisogna dargli spazio e avere pazienza. Alla fine avevamo oltre 500 ore di girato e un primo montaggio di 12, che abbiamo ridotto a due”. Il film affronta anche un tema drammatico come quello delle spose bambine: “Sono stata scioccata dallo scoprire che i numeri ufficiali non sono niente rispetto alla realtà. Quando abbiamo discusso con madri e padri, abbiamo capito che queste situazioni sono molte di più di quante pensassimo, c’è ancora chi le considera parte della cultura e della tradizione. In realtà non sono matrimoni, ma transazioni economiche, con un passaggio di soldi – aggiunge la cineasta -. E’ una piaga sulla quale i governi non vogliono indagare”. Nella storia del film “Zain alla fine è una sorta di messia, di salvatore. Volevo fosse la voce dei bambini senza voce”. Il primo risultato importante per la regista, è stato creare una fondazione che aiutasse tutti i bambini e le famiglie che recitano nel film: “Ad esempio Zain, ora vive, grazie all’intervento dell’Unhcr, con la famiglia in Norvegia e va per la prima volta nella sua vita a scuola. Sta iniziando la sua infanzia. Tutti i piccoli interpreti del film ora vanno a scuola”. Con il suo cinema, la regista, vuole continuare a indagare la realtà: “La considero una responsabilità, soprattutto quando hai la sensazione di vivere in una regione maledetta. In realtà l’intero mondo sta diventando un cafarnao”.

Papaveri del museo del Connecticut attribuito a van GoghDopo 30 anni di magazzino una sorpresa, sotto c’e’ un ritratto maschile

NEW YORK26 marzo 201921:15

Se i girasoli sono il suo soggetto floreale piu’ famoso, Vincent van Gogh dipinse anche una serie di nature morte con vasi di papaveri. Una di queste, rimasta per 30 anni nei magazzini del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford in Connecticut, e’ stata autenticata dagli esperti del Van Gogh Museum di Amsterdam come realmente opera dell’artista. Nel corso del processo c’e’ stata una sorpresa: gli specialisti hanno scoperto un ritratto maschile sotto la stesura finale del quadro: la prova che van Gogh aveva riutilizzato la tela per risparmiare fondi.I papaveri di Hartford si aggiungono alla natura morta con frutta e castagne accettata come autentica in febbraio al San Francisco Museum of Arts. Per l’attribuzione dei papaveri gli esperti hanno esaminato la tela, la preparazione, i pigmenti e lo stile. La natura morta e’ adesso datata all’inizio dell’estate 1886, pochi mesi dopo l’arrivo del pittore a Parigi, anche sulla base della stagione della fioritura, di solito tra giugno e luglio. L’attribuzione del quadro al Wadsworth era stata messa in dubbio nel 1990 dallo storico dell’arte Walter Feilchenfeldt assieme ad altri presunti van Gogh in vari musei del mondo. L’opera era stata quindi ritirata dalle gallerie e messa in magazzino. La ricerca sul quadro di Hartford “dimostra quattro ancora dobbiamo imparare su van Gogh e sulla sua evoluzione artistica”, ha detto il direttore del Wadsworth, Thomas Loughman. Il quadro era stato lasciato in eredita’ al Wadsworth nel 1957 dalla scrittrice e collezionista Anne Parrish Titzell assieme a opere di impressionisti come Renoir e Monet. Louis van Tilborgh, uno dei responsabili della ricerca per il van Gogh Museum, si e’ detto adesso felice che i dipinto di Hartford possa essere finalmente “ancorato” all’opera di van Gogh aggiungendosi a un altro dipinto dell’artista olandese nelle collezioni: un autoritratto dipinto nello stesso periodo parigino tra 1886 e 1887. Ulteriori studi hanno ipotizzato un legame dei papaveri con un dipinto descritto nelle memorie del gallerista parigino di van Gogh, Ambroise Vollard, il quale a sua volta potrebbe averlo acquistato da uno dei amici dell’artista in Francia. Il quadro fu poi esposto nel 1913 all’Armory Show di New York dal gallerista Stephan Bourgeois che di recente si era trasferito da Parigi a Manhattan. Il van Gogh recuperato tornerà nelle gallerie del Wadsworth il 26 aprile. E’ stato gia’ promesso per una mostra su Van Gogh al Museum Barberini di Potsdam il prossimo ottobre.

Cartoons on the Bay: supereroi tra Dragonero e UnicefA Torino dall’11 al 13 aprile, tanti ospiti da Plympton a Ocelot

27 marzo 201909:25

Re Artù, Dragonero, Topolino ma anche l’Unicef con il trentennale della carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E soprattutto uno sguardo fiero e orgoglioso verso il futuro come quello della donna fantascientifica appoggiata alla Mole disegnata dal grande Maurizio Manzieri per la locandina. Torino è pronta a ridiventare capitale internazionale dell’animazione cross-mediale e della tv dei ragazzi con il festival Cartoons on the Bay promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte dal 11 al 13 aprile. E che quest’anno prolunga di un giorno il divertimento con la manifestazione sportiva Cartoons Game a piazza San Carlo.
“Sono tantissimi gli ospiti italiani e internazionali – ha spiegato il direttore artistico Roberto Genovesi che festeggia il decimo anno al timone di Cartoons – ed è come al solito difficile fare una selezione. Voglio citare Bill Plympton uno dei maestri dell’animazione indipendente americana, famoso per la tecnica d’animazione perché disegna fotogramma per fotogramma come facevano Bruno Bozzetto e Guido Manuli e che farà una masterclass. Poi Michel Ocelot, che partì nel ’98 con Kiriku e la strega Karaba e arriva a Torino con il nuovissimo e bellissimo Dilili a Parigi. Con noi ci saranno anche Benoit Sokal, l’eclettico artista belga padre della trilogia di videogiochi Syberia, e la Marvel Animation. Ci sarà anche un premio a Rinaldo Traini perché come Bonelli è una colonna del fumetto italiano senza di cui non ci sarebbero stati Pazienza, Bonvi, Pratt. Avremo anche in giuria tra gli altri Jeff Wamester, regista dei Guardiani della Galassie, e Rhianna Pratchett, figlia di Terry Pratchett creatore di Mondo Disco e a sua volta creatrice di Tomb Rider”.
Sottolinea l’importanza del festival l’amministratore delegato di Rai Com Monica Maggioni: “Ancora di più in un’epoca in cui ci si vorrebbe far pensare che c’è uno sguardo meglio di un altro, continuo a pensare che invece la ricchezza, la diversità e la non omologazione sia il contributo più grande che possiamo dare alla società e ci connettono non solo al nostro paese ma a tutto il mondo”. “Ormai il mondo della comunicazione rivolto all’infanzia e alla prima adolescenza è sempre più ricco e sempre più multimediale, richiede un aggiornamento costante” ha detto il presidente della Rai Marcello Foa.
Sono ben nove i titoli di Rai Ragazzi che hanno ricevuto una nomination a Cartoons. Un record assoluto quest’anno riguarda la cinquina live action, o fiction per ragazzi. A spiegarlo Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi: “Sono ben quattro (su 5 totali) i titoli Rai selezionati in questa categoria, tutti per Rai Gulp. Si tratta di Jams, unico titolo già uscito su Rai Gulp, è la prima serie per ragazzi che parla di molestie sui minori prodotta da Rai Ragazzi e da Stand By Me, con il supporto di un team di specialisti. Poi Club 57, nuovissimo titolo che debutterà su Rai Gulp: è una coproduzione tra Nickelodeon e Rainbow, in collaborazione con Rai Ragazzi, con riprese in Puglia e a Miami, che propone ragazzi di oggi che si trovano a vivere l’epoca dei loro nonni. C’è poi Penny on M.A.R.S., serie italiana girata in lingua inglese a Milano e dintorni. Infine Cercami a Parigi (Find me in Paris) con una giovane ballerina russa che si ritrova catapultata all’Opéra di Parigi”.
Al Centro Produzione Rai di Torino, a via Verdi, sarà in mostra dall’11 aprile al 15 maggio l’immaginario mondo di Dragonero, fumetto fantasy creato da Stefano Vietti e Luca Enoch pubblicato da Sergio Bonelli. Non poteva mancare l’omaggio di Cartoons al settimanale Topolino che festeggia 70 anni con la mostra Topolino, Storia di una Pop Star, allestita con riproduzioni di tavole d’autore originali fino a quella tratta dal Topolino celebrativo 3306, in edicola mercoledì 3 aprile.         [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.