Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 29 minuti

Ultimo aggiornamento 28 Marzo, 2019, 03:07:13 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 09:33 DI MERCOLEDì 28 MARZO 2019

ALLE 03:07 DI GIOVEDì 28 MARZO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dumbo al cinema dal 28 marzo. Tim Burton: ‘L’elefantino sono io’
In sala remake Disney con Farrell, Keaton, DeVito e Green

27 marzo 2019 09:33

Dumbo, atteso remake del film cult del 1941, arriva in sala dal 28 marzo in 700 copie distribuite da Walt Disney Italia.Più Disney che Tim Burton questo ‘Dumbo’ rassicurante quanto basta e con tanto di happy end (mancava perfino all’originale), ma niente romanticismo gotico, né malinconia da parte del regista amante delle atmosfere di Edgar Allan Poe. Dumbo resta comunque un capolavoro visionario e pieno di fantasia che presta il fianco poi a temi come diversità, spesso volano di creatività, integrazione e assenza.”È il remake di un classico straordinariamente forte e con protagonista un personaggio strano – dice oggi a Roma un Tim Burton animato da grande gestualità -, uno che non è come gli altri, uno con un forte svantaggio, una sorta di freak che trasforma la sua diversità in vantaggio. E poi – aggiunge il regista che domani sera riceverà il David di Donatello alla carriera dalle mani di Roberto Benigni – c’è anche il tema della famiglia”. E conclude: “Dumbo è il personaggio che mi è più affine, il simbolo della figura dell’artista che fa fatica ad essere accettato”.Entrano in campo in Dumbo: Holt Farrier (Colin Farrell) ex star del circo appena tornato dalla guerra senza un braccio e che ritrova i due figli orfani, Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins); il proprietario del circo Max Medici (interpretato da un Danny DeVito più fumetto di un fumetto) che assume appunto Holt e figli per occuparsi di Dumbo, elefantino neonato con delle orecchie sproporzionate che lo rendono lo zimbello del suo circo di serie b. Ma quando si scopre che Dumbo sa volare, lo spietato imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) e la bella trapezista Colette Marchant (Eva Green) cercano di trasformarlo in una star volante. E questo nello straordinario circo, Dreamland. Dumbo volerà sempre più in alto con Colette, ma insieme a loro monterà anche l’anima nera che c’è in ogni favola che si rispetti.Spiega Burton che sicuramente il circo di Dumbo ricorda quello di Fellini: “Per me lui, Mario Bava e Dario Argento, sono da sempre miei riferimenti, anche se credo che in ogni film di Fellini ci sia alla fine il circo. Per quanto riguarda me non lo amo troppo, mi fanno paura i clown, non mi piacciono gli animali in cattività e trovo gotici i suoi colori sgargianti”.Il Dumbo originale del 1941? “Non mi ricordo quando l’ho visto, anche perché – dice – i film Disney sono nell’infanzia come dei sogni strani vissuti fuori dal tempo”. Il suo rapporto complicato con la Disney – con cui ha iniziato a lavorare giovanissimo come cartoonist, non troppo in linea con certo spirito zuccheroso dell’azienda, e a cui torna più volte come nel caso di ‘Alice in Wonderland’- , viene sintetizzato così dal regista nato nel 1958 a Burbank in California, : “La Disney è un po’ la mia famiglia. E si sa che, come capita a tutti, questa a volte si ama e a volte si odia”.

A Firenze David Bowie in scatti Sukita90 foto, anche in anteprima nazionale, dal 30/3 al 28/6

FIRENZE27 marzo 201911:58

– Si intitola ‘Heroes – Bowie by Sukita’, la mostra dedicata a David Bowie, icona della cultura pop, ritratto da uno dei maestri della fotografia giapponese Masayoshi Sukita, in programma dal 30 marzo al 28 giugno a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi. In esposizione 90 fotografie, alcune delle quali in anteprima nazionale, per ripercorrere un sodalizio durato oltre quarant’anni tra il Duca Bianco e l’artista fotografo Sukita, che sarà a Firenze il 25 maggio per incontrare il pubblico. Nelle sale del rinascimentale Palazzo Medici Riccardi si potranno ammirare non solo gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album ‘Heroes’, ma anche fotografie storiche tratte dall’archivio personale di Sukita che raccontano un’amicizia iniziata negli anni Settanta con Bowie. Promossa e organizzata da Oeo Firenze Art e Le Nozze di Figaro con Città metropolitana e Comune di Firenze, la mostra è a cura di Ono Arte Contemporanea ed è realizzata in collaborazione con Mus.e.
Cineteca premiata a Silent Film FestivalKermesse San Francisco invita Farinelli, complimenti del sindaco

BOLOGNA27 marzo 201912:35

– La Cineteca di Bologna sarà premiata con il ‘San Francisco Silent Film Festival Award 2019’ a maggio in California. Le motivazioni del riconoscimento indicano la Cineteca come uno “degli archivi cinematografici più importanti del mondo e un centro di ricerca, conservazione e restauro di film”.
Riceverà il premio il direttore Gian Luca Farinelli che mercoledì primo maggio terrà una lezione a Berkeley sul ‘Grand Tour italiano’, una serie di documentari girati tra il 1905 e il 1914. Con lui si è complimentato anche il sindaco Virginio Merola: “Un altro successo della Cineteca, orgoglio di Bologna nel mondo”, ha scritto il primo cittadino su Twitter.
Farinelli sarà premiato il primo maggio durante la sera di apertura del festival durante la quale verrà proiettato ‘The Cameraman’ di Buster Keaton, pellicola restaurata proprio dalla Cineteca.
Un giallo romano sul killer delle donne’La solitudine degli amanti’, indagine giudiziaria e su animo

27 marzo 201912:40

– FABIO MAZZEO, “LA SOLITUDINE DEGLI AMANTI” (CAIRO, 236 PAGINE, PREZZO 15 EURO) – Solo due le indagini parallele che si sviluppano in una Roma illuminata di bellezza: quella per scoprire l’identità di un serial killer, prima che compia nuovi femminicidi, e quella sulla solitudine dei protagonisti. Il ritmo serrato della prima opera di Fabio Mazzero, giornalista, per anni a capo di uffici stampa istituzionali come il Ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco, è la storia di una caccia all’uomo, di un assassino che gioca con i sentimenti delle vittime. L’indagine giudiziaria è nelle mani di una donna, un magistrato dalla netta e lucida professionalità che spicca come la protagonista – quasi assoluta – di questa storia. Affiancata dall’ispettore di polizia Andrea Giannini che, colpito dalla macchina del fango per una presunta relazione con la moglie di un malavitoso, annega nella musica il dolore per la morte della donna che gli aveva fatto scoprire l’amore. E proprio la musica sarà un altro elemento fondamentale dell’indagine che capitolo dopo capitolo accelera nel ritmo narrativo.
Il magistrato Liliana Cannata, fuori da molti luoghi comuni sulle donne di potere, vuole arrivare alla verità giudiziaria a costo di compromettere il proprio equilibro, in una vita che lascia poco spazio ad altro. Poche le tracce per risolvere il caso. Tra gli effetti personali delle donne assassinate vengono ritrovati versi di una canzone, “L’amante”, di Ivano Fossati.
La prima vittima è un’artista cinquantunenne, sposata con uno degli avvocati più influenti di Roma, viene ritrovato a piazza delle Muse. Seduta su una poltrona di vimini, sembra contemplare il panorama incantevole e romantico. Le tracce da seguire sono poche. Nel suo braccio uno squarcio, un morso. All’anulare c’è una vera di diamanti, gli stessi elementi di un omicidio avvenuto diciassette mesi prima, per il quale ancora non è stato trovato un colpevole. Tra gli effetti personali e nascosti, delle vittime ci sono versi scritti con inchiostro verde su foglietti bianchi. Sono frasi del testo di una canzone di Ivano Fossati: L’amante.
Come in ogni giallo che si rispetti la conclusione ha una forte componente psichiatrica ma anche l’amarezza del richiamo alla tragica attualità delle donne uccise da chi amano.
Bard, Guercino al servizio dei potentiDal 5 aprile al 30 giugno, 54 opere del maestro del barocco

AOSTA27 marzo 201912:56

– Alcuni dei più significativi dipinti che il Guercino realizzò nella prima metà del Seicento su commissione di ecclesiastici, regnanti e famiglie nobiliari saranno esposti al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 5 aprile al 30 giugno prossimi. L’esposizione ‘Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento’ propone una selezione di 54 quadri di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666), considerato uno dei massimi interpreti della pittura emiliana barocca. Tra questi si potranno ammirare opere di soggetto religioso, mitologico, letterario, di dimensioni variabili a seconda della destinazione all’interno delle quadrerie private dell’epoca. Dipinti di grande innovazione figurativa, riferibili a diverse fasi della sua attività, dal vivo colorismo della fase giovanile alla maggiore compostezza classica delle opere tarde.
Il percorso, allestito dal Forte di Bard in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna e la Pinacoteca Nazionale di Bologna e curata da Elena Rossoni e Luisa Berretti, ospiterà anche una significativa serie di stampe realizzate da incisori vicini al Guercino come Giovanni Battista Pasqualini.
L’offerta sarà arricchita da due laboratori rivolti alle scuole incentrati sulla figura del pittore.

Scala: scambio accuse Sala-FontanaSindaco, imparino come funzionano i cda. Fontana, padronale

27 marzo 201915:08

– “Servirebbero persone competenti che spieghino ai rappresentanti della Regione come funzionano i cda”: il sindaco di Milano Giuseppe Sala con un post su Facebook ha alimentato nuovamente la polemica sulla Scala e sulla sua collaborazione con gli arabi, dopo che ieri il governatore Attilio Fontana, si era detto stupito dell’ok del consiglio dell’Accademia al progetto di un conservatorio a Riad. E subito il governatore gli ha replicato criticando la sua “visione padronale” dei consigli di amministrazione. “Non voglio polemizzare con il sindaco – ha osservato -, anzi voglio collaborare con lui perché abbiamo tante cose da fare e i pizzicotti che ci diamo non portano alcun vantaggio ai cittadini”. Sul futuro sovrintendente, Fontana ha detto che parlerà con il suo rappresentante in cda Philippe Daverio, ma a questo punto sembra praticamente impossibile che si arrivi a una conferma di Alexander Pereira, anche solo per un anno.
Guercino rubato torna a Modena in estatePrima sarà esposto in una mostra al Quirinale

MODENA27 marzo 201915:10

– La tela del Guercino, ‘Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo’, tornerà a Modena dove è stata rubata nell’estate del 2014. Ad annunciarlo sono stati il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il procuratore capo Lucia Musti, insieme al tenente colonnello Stefano Nencioni e al maggiore Giuseppe De Gori (comandante del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Bologna).
Prima di essere riportato nella città emiliana il dipinto sarà esposto dal 3 maggio al 4 luglio in Quirinale, nella mostra che è stata organizzata per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri, autore anche di questo importante recupero. “Il Quirinale è la casa degli italiani – ha detto il procuratore Musti – siamo orgogliosi che lì sia esposto anche un pezzo di Modena”.
La tela del Guercino è stata recuperata in Marocco nel febbraio del 2017 (uno degli autori del furto recentemente ha ricevuto una pena di due anni per l’accaduto) e nelle fasi del furto è stata gravemente danneggiata. “Ma i tecnici restauratori sono stati bravissimi, il loro lavoro terminerà in aprile e la tela tornerà a Modena in ottime condizioni”, ha aggiunto De Gori.

L’autore della Schiappa a ScampiaIl 29 marzo ad accoglierlo annunciato il sindaco De Magistris

27 marzo 201915:11

– Jeff Kinney, l’autore della serie bestseller mondiale ‘Diario di una Schiappa’, che in Italia ha superato i 4,5 milioni di copie, il 29 marzo alle 10.00 sarà per la prima volta a Scampia, a Napoli, per incontrare i ragazzi delle scuole. Ad accompagnarlo ci sarà lo scrittore Francesco Durante che nel 2018 ha tradotto il primo volume della serie Diario di una Schiappa in Napoletano, ‘O Diario ‘e nu Maccarone’, uscito in Italia, come tutti i libri di Kinney, per Editrice Il Castoro. Ad accogliere il papà della Schiappa a Scampia è annunciato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Kinney sarà ospitato dalla preside Olimpia Pasolini nell’Aula Magna dell’Istituto Alberghiero Vittorio Veneto dove incontrerà le classi di tante scuole di ordine e grado diverso.
Il ritorno in Italia di Jeff Kinney, che nel 2017 era stato anche ad Amatrice, precede l’uscita in Italia, il 6 maggio, del suo primo libro al di fuori della serie della Schiappa: ‘Diario di un amico fantastico. Il giornale di bordo di Rowley Jefferson’.
Nel libro, con una tiratura di 100 mila copie, le storie di Greg vengono raccontate, questa volta, attraverso gli occhi del suo migliore amico. L’idea di portare l’autore della Schiappa a Scampia è nata con Rosario Esposito La Rossa, fondatore della libreria La Scugnizzeria, che da tanti anni con la moglie Maddalena Stornaiuolo e un gruppo affiatato di compagni di progetti e di idee, sta realizzando numerose iniziative e attività teatrali, artistiche e letterarie per far rinascere il quartiere. Con il successo straordinario dei suoi libri, oltre 200 milioni di copie vendute, Jeff Kinney ormai da dodici anni gira per tutto il mondo per incontrare i suoi lettori, in veste di ambasciatore della promozione della lettura come strumento di crescita e di futuro che possa essere accessibile a tutti, fin da piccoli. E con un impegno sempre maggiore verso le situazioni più fragili e periferiche.
Nasce Museo Città romana di ClaternaDal 30/3 nel Palazzo della Cultura di Ozzano, nel bolognese

BOLOGNA27 marzo 201915:49

– Nasce ufficialmente il 30 marzo il Museo della Città romana di Claterna, sede nel palazzo della Cultura di Ozzano Emilia (Bologna). Ampliato e riallestito rispetto alla precedente esposizione, diventa un nuovo elemento di valorizzazione storico-archeologica del territorio, in sinergia con Enti scientifici e associazioni culturali.
Già dal 2006 al secondo piano del palazzo era allestito uno spazio espositivo di alcuni reperti trovati negli scavi fatti in località Maggio, a fianco della via Emilia: “ora l’esperienza maturata all’interno del Progetto Civitas Claterna – spiega il sindaco Luca Lelli – viene istituzionalizzata ed ereditata dal nuovo Museo”. L’obiettivo, aggiunge l’assessore alla cultura Marika Cavina, “è raccontare le vicende che caratterizzano la storia della Città di Claterna e del territorio di Ozzano sviluppando, con l’esposizione di reperti e materiali significativi ed evocativi, un racconto storico completo e attrattivo che illustrerà le origini dell’antica città e la sua riscoperta”

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Restauro per la pala d’altare di Dossi
A Modena, il dipinto fu commissionato nel 1518

BOLOGNA27 marzo 201916:18

– La pala d’altare di San Sebastiano, olio su tavola del pittore Dosso Dossi, pseudonimo di Giovanni di Niccolò Luteri (1486-1542), di proprietà della Basilica Metropolitana di Modena, sarà restaurata.
L’intervento inizierà venerdì mattina e comporterà il restauro delle lacune, il consolidamento del supporto, degli strati preparatori e della pellicola pittorica e trattamenti di pulitura chimica e di disinfestazione. L’operazione avviene nell’ambito del progetto “Opera tua 2018” di Coop Alleanza 3.0 attraverso il quale si finanziano interventi di tutela e valorizzazione delle opere d’arte più votate dai soci.
Il dipinto fu commissionato nel 1518 dalla Mensa Comune, che riuniva i sacerdoti del Duomo, per il loro altare nella Cattedrale, nella quarta cappella a sinistra, dove rimase fino al 1914, quando fu trasferito nel luogo attuale, sulla parete settentrionale ai piedi della scala che conduce alla sagrestia.
La Pala raffigura la Vergine col Bambino in gloria fra i santi Lorenzo e Rocco e san Sebastiano fra i santi Giovanni Battista e Girolamo. Si tratta di una delle più alte realizzazioni di Dosso nell’ambito della produzione sacra, un momento di massimo equilibrio nel percorso del pittore tra i valori cromatici e luministici di ascendenza veneta, entro i quali si era compiuta la sua formazione, e le istanze plastiche di matrice centroitaliana.

Levante torna con brano Andrà tutto beneDal 5/4, in estate anteprima del tour in arene storiche d’Italia

27 marzo 201916:22

– Cantautrice del nuovo pop italiano, Levante torna con un nuovo singolo, dal titolo Andrà tutto bene, in uscita il 5 aprile per Warner Music, primo passo del suo nuovo percorso discografico. Il brano parla di futuro senza memoria, elenca lo spaventoso presente, ma si aggrappa alla promessa che “andrà tutto bene”.
Quest’estate Levante sarà in tour in alcune delle arene storiche italiane. Questi gli appuntamenti: 10 luglio Fiesole (FI) – Teatro Romano; 11 luglio Cervere (CN) – Anfiteatro dell’Anima; 19 luglio Ostia Antica (RM) – Teatro Romano; 20 luglio Caserta – Belvedere Reale; 6 agosto Lecce – Cattedrale; 9 agosto Reggio Calabria – Castello Aragonese; 18 agosto Riola Sardo (OR) – Parco dei Suoni; 22 agosto Macerata – Sferisterio; 3 settembre Verona – Teatro Romano.
‘Il viaggio a Reims’, memorie spettacoloMostra fotografica da Ferrara al Museo della musica di Bologna

BOLOGNA27 marzo 201916:45

– Dopo una prima tappa al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, giunge al Museo della Musica di Bologna la mostra ‘Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo’, in proseguimento delle celebrazioni per il 150/o anniversario della scomparsa di Gioachino Rossini nel 2018.
Composta per l’incoronazione di Carlo X Re di Francia, l’opera fu eseguita per la prima volta a Parigi nel Theatre Italien il 19 giugno 1825, poi per la prima italiana al Teatro alla Scala, il 5 novembre 1938, sotto la direzione di Richard Strauss.
L’esposizione curata da Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori, dal 28 marzo al 5 maggio, celebra la messa in scena di uno spettacolo che, a detta della critica, si distinse tra i più importanti del Novecento: la trionfale realizzazione dell’opera rossiniana affidata a Claudio Abbado, Luca Ronconi e Gae Aulenti, allestita al Comunale di Ferrara nel ’92. Nucleo principale della mostra – promossa dall’Ibc in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, l’Associazione Ferrara Musica e l’Istituzione Bologna Musei – sono le immagini realizzate dal fotografo Marco Caselli Nirmal, che ritraggono i tre protagonisti dello spettacolo con le maestranze, orchestrali e un cast che vedeva in scena eccellenze come Cecilia Gasdia, Ruggero Raimondi, Lucia Valentini Terrani, fino a Placido Domingo, ‘figurante’ eccezionale e sorprendente interprete del ruolo di Carlo X nell’allestimento ferrarese. Gli scatti sono selezionati partendo da un accurato lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione, finanziato e coordinato dall’Ibc, sull’archivio fotografico di circa 2.800 immagini della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Accostate ai bozzetti di scena disegnati da Gae Aulenti, le immagini documentano il processo di creazione dello spettacolo, raccontando il lavoro quotidiano della ‘macchina teatro’ e l’emozione creata sulla scena.
A Bologna l’allestimento presenta una nuova sezione con immagini fotografiche, di Caselli Nirmal, dedicate allo spettacolo al Teatro Comunale nel 2001 sotto la direzione di Daniele Gatti.
Le tre Grazie al Mann, ecco star CanovaDall’Ermitage di San Pietroburgo, 28 marzo inaugurazione mostra

NAPOLI27 marzo 201916:56

– Accolte come star sul red carpet, sotto l’obiettivo di fotografi e cineoperatori, sono arrivate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli le ‘Tre Grazie’ di Antonio Canova, gruppo scultoreo in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo per la grande mostra ‘Canova e l’antico’ che si inaugura domani (ore 17 fino al 30 giugno).
Dal museo russo che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo, in virtù di un accordo con il Mann diretto da Paolo Giulierini, sono arrivate anche altre statue, L’Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte. É la prima volta che tante importanti opere di Canova dall’Ermitage arrivano tutte insieme in Italia. Sono oltre 110 le opere in mostra, da vari musei prestatori (grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini, disegni) in un confronto con i capolavori dell’arte classica del Mann.
A Padiglione Italia è sfida al labirintoFarronato presenta il progetto “Molte mostre che coesistono”

27 marzo 201920:38

–  Pensi alla vita di oggi, alle forme ingarbugliate della contemporaneità, ed è la metafora antica del labirinto quella che meglio sembra raccontarla, il luogo non luogo che il prode Teseo sfidò per liberare la bella Arianna con il suo intrico di linee, di immagini, di tendenze, che evocano il dubbio, la transitorietà, l’intuizione. Elegante e trasgressivo insieme, Milovan Farronato presenta il suo progetto per il Padiglione Italia alla 58.Biennale Arte (Venezia 11 maggio -24 novembre 2019) e cita Calvino, Borges, Kierkegaard per raccontare una mostra che, promette, “sarà una e tante insieme”, ricca di suggestioni e di porte aperte da varcare e da scegliere per un’esperienza a misura di ognuno di noi. Già il titolo scelto dal quarantacinquenne direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, “Nè altra nè questa”, strizza l’occhio ad un’opera di Soren Kierkegaard, Aut-Aut (1843) dove due personaggi si interrogavano sulla contrapposizione tra piacere e responsabilità, vita etica e vita estetica. A Calvino si fa riferimento invece per uno scritto del 1962 (“Sfida al labirinto”) nel quale l’autore de Il Barone rampante e Le città invisibili elabora i termini di un progetto culturale che cerca “una letteratura aperta a tutti i linguaggi possibili”. Ed eccoli i linguaggi diversi, i dubbi, i rovelli, le suggestioni che arrivano dalle opere di Enrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro, i tre artisti che Farronato ha chiamato a rappresentare la sfida al labirinto della vita. Due in carne ed ossa, David e Moro, una purtroppo ormai solo “in collegamento astrale”, come sottolinea lui onorando la memoria dell’amica Chiara Fumai, che se n’è andata a soli 39 anni nel buio di una notte di agosto di due anni fa. Le loro opere, spiega il curatore, “sono collocate strategicamente in diversi punti del percorso” con l’idea di mettere in relazione “le tre pratiche artistiche e insieme di enfatizzare meccanismi di drammaticità e sorpresa nell’incontro tra l’opera e il pubblico”, da una parte le delicate maquettes e le ceramiche che aprono una finestra su trent’anni di attività di Liliana Moro, “immagini semplici, mai semplicistiche”, dal lato opposto l’installazione di Enrico David. Con il lavoro di Chiara Fumai (“Quest’ultimo pezzo non può essere tradotto”, opera inedita del 2017) a fare da connessione tra i due diversi atteggiamenti. Tant’è, proprio al visitatore, che dovrà scegliere attraverso quali strade perdersi o ritrovarsi, è affidato un ruolo chiave “nella creazione di un senso” per questa mostra. Con poche avvertenze per l’uso, se non quella di “indugiare e non avere paura”, fa notare Farronato, visto che “non esiste il perdersi ma solo il tornare sui propri passi”. La presentazione è a Roma, nel grande palazzo secentesco del Collegio Romano che ospita il ministero dei beni culturali.
Accanto a Farronato il presidente Baratta sorride: “La Biennale d’altronde è questo -dice- non un’expo ma un luogo di dialogo, una mostra per tutti, dove il ruolo del curatore è quello di condurre il visitatore alla scoperta dell’opera, di guidarlo alla sorpresa”. E la sorpresa, assicura, anche questa volta non mancherà. Intanto quella che si inaugura a maggio sarà la sua ultima Biennale dopo una lunga presidenza. Il ministro Bonisoli ha per lui parole piene di ammirazione. Poi l’attenzione torna sul Padiglione, per il quale Federica Galloni, responsabile della direzione generale arte contemporanea del Mibac ha garantito un contributo di 600 mila euro a cui si aggiungono altri 670 mila euro garantiti dagli sponsor trovati da Farronato, in prima fila Gucci e Ftp Industrial. Seduta in prima fila c’è anche la milanese Liliana Moro, emozionata, che parla di una “scommessa” alla quale ha lavorato in grande sintonia con il collega Enrico David (in collegamento streaming da Londra dove vive) e tutto il team. Gli schermi distribuiti nella grande sala rimandano l’immagine del muro che i visitatori del Padiglione Italia si troveranno di fronte entrando. Farronato lo indica e sorride: “Sceglierete voi se varcare la soglia di destra o di sinistra, io consiglio solo di non avere ansia né paura, ogni scelta è giusta, ogni strada si ricongiunge. E forse alla fine potreste persino trovare voi stessi o, chissà, venire stupiti dalla visione di altri”.

Bologna Sonic Park a giugno 12 concertiAprono Slipknot, in cartellone anche Greta Van Fleet e Weezer

BOLOGNA27 marzo 201916:59

– Il concerto degli Slipknot, unica data italiana, aprirà il 27 giugno ‘Bologna Sonic park’ al Parco Nord (arena Joe Strummer) con dodici appuntamenti fino al 18 luglio, promossa dall’agenzia Vertigo che riporterà i grandi concerti all’Arena dopo cinque anni. Nella prima data, previsti anche Amon Amarth, Testament, Corrosion of Conformity, Lacuna Coil ed Eluveitie, che suoneranno a partire dalle 13.30. Il cartellone ospiterà poi Salmo il 28 giugno, J-Ax con agli Articolo 31 (29), poi in luglio il 5 gli Skunk Anansie che celebrano i 25 anni di attività; il 7 l’unica data italiana dei Weezer; il 9 i Subsonica con ‘8 Tour’. Molto attesa l’unica data estiva della band rock statunitense Greta Van Fleet il 10, poi il 12 e 13 ‘Indimenticabile’, rassegna indie dedicata alla nuova scena italiana con Gazzelle, gli Eugenio in Via Di Gioia e Postino, il rap di Gemitaiz e Ghemon, e Masamasa. Il 18 attesi gli Afterhours e infine, il 19 chiusura del cartellone con i Bring Me The Horizon, unica data italiana.
Fiera ragazzi: dai libri alle app per bambiniAppuntamento per oltre 1400 espositori da 80 Paesi da 1-4 aprile

BOLOGNA26 marzo 201916:23

– Letteratura per bimbi e ragazzi a 360 gradi, dai libri cartonati ai romanzi, dagli audiolibri alle app per smartphone: il mondo dell’editoria d’infanzia si dà appuntamento a Bologna per la Fiera Internazionale del Libro per ragazzi, giunta alla 56/ma edizione, dal primo al 4 aprile.
L’edizione 2019, presentata a Bologna a Casa Carducci, è ai nastri di partenza con numeri da record e, nonostante il mezzo secolo abbondante d’età, più giovane che mai. Oltre 1440 gli espositori che arriveranno a BolognaFiere, forte di due padiglioni completamente ricostruiti, da più di 80 Paesi. Paese ospite d’onore la Svizzera, mentre i grandi temi che faranno da sfondo alla fiera spaziano dalla cultura afroamericana al ritorno della scrittura a mano, dalle ‘grandi donne’ nella letteratura per ragazzi all’illustrazione internazionale. Con un occhio puntato alle direttrici del mercato: la Cina, gli audiobook, le librerie per ragazzi. Protagonista la città di Bologna con le iniziative parallele di ‘Boom! Crescere nei libri’.
“È la manifestazione più prestigiosa e internazionale che abbiamo in calendario – ha detto Marco Momoli, direttore commerciale di BolognaFiere – Una rassegna che vive a Bologna perché sotto le Due Torri riconosce la sua ‘casa'”. Un rapporto con la città che quest’anno viene valorizzato, sottolinea l’assessore alla Cultura Matteo Lepore, con “un ritorno di attenzione” a Casa Carducci, “luogo iconico della nostra città che necessita più che mai di amore e di cure”.
Pistoletto, Terzo Paradiso a OstiaMaestro, “periferie create come dormitori. Risvegliamole”.

27 marzo 201920:11

– ”Nelle periferie abbiamo realizzato dormitori per chi lavorava in città. Ora è tempo di risvegliarli!”. Cappello nero in testa, sciarpa stretta al collo per ripararsi dalla brezza pungente del mare, Michelangelo Pistoletto approda sulla spiaggia nera e ferrosa del litorale romano, chiamando a raccolta i ragazzi delle scuole per una speciale versione del Terzo Paradiso/Sulla sabbia di Ostia.
Una live perfomance, ultima tappa del progetto internazionale Rebirth/Terzo Paradiso che conta già più di mille eventi nel mondo e tre milioni di partecipanti in tutti i continenti, questa volta ospite dello SBA Sporting Beach Arte, programma che dal 2016 porta nello storico stabilimento balneare mostre e artisti per affrontare problematiche legate all’ambiente naturale e sociale. Prossimo appuntamento il 14 aprile (fino al 5 maggio) con ”Erosioni” di Oreste Casalini che ha realizzato il progetto in alcuni mesi di residenza d’artista trascorsi al lavoro in alcuni ambienti dello Sporting Beach, messi a sua completa disposizione proprio in affaccio sulla spiaggia e sul mare. Mentre per l’autunno è in preparazione una grande collettiva Cabine d’artista – Take care, con la presenza di più di trenta artisti italiani e stranieri che si terrà nel prossimo ottobre 2019. ”I ragazzi sono affamati di iniziative. Vogliono essere chiamati a una missione. Perché nella vita non si ha bisogno di un impiego, ma di missioni”, dice Pistoletto, mentre sulla sabbia i tre grandi cerchi della sua opera-simbolo si vanno formando sotto al divertito, a volte scomposto, calpestio delle decine di piedi, sandali, scarpe da ginnastica, infradito o anfibi dei ragazzi del Liceo Ginnasio Anco Marzio. Capofila, il coordinatore degli ambasciatori di Rebirth, Francesco Saverio Teruzzi. ”Il fatto che si intitoli Terzo Paradiso – aveva spiegato qualche minuto prima il Maestro – indica già che ne esistono altri due precedenti: uno naturale e uno artificiale, che abbiamo costruito uscendo dalla natura e che ci ha portato molti benefici, ma anche disguidi. Ora dobbiamo trovare un equilibrio tra artificio e natura. E l’artificio è la politica, l’economia, soprattutto scienza e tecnologia. È un progetto globale, universale, che coinvolge tutti, per fare in mondo che l’artificio non allontani, ma ci avvicini alla natura”. Il Terzo Paradiso, prosegue, ”va messo anche sulla soglia tra città e campagna”. L’invito è alla sua ”trinamica” a ”usare l’intelligenza, la nostra e quella della natura”, a ”una democrazia pratica, la demopratica”. Anche qui, nelle grandi periferie metropolitane come Ostia, ”volutamente trascurata – dice la curatrice Paola Pallotta, insieme alla proprietaria del Sporting Beach, Alessandra Borzacchini – colpita da un’erosione che non è solo ambientale”, nonostante negli anni sia stata ”spazio per la sperimentazione di artisti come Moretti, Libera, Mazzoni o De Chirico che abitò qui”. Le periferie urbane e i loro monumenti incompiuti saranno al centro anche di un prossimo piano del Mibac, per valutarne il destino. ”Le opere incompiute – dice Pistoletto – possono aver avuto un senso e se lo avevano devono essere finite. Ormai siamo bravi a muoverci tra i ruderi – sorride – Così come Roma con l’antichità, possiamo costruire anche le periferie sui ruderi della modernità”. Passo dopo passo, giro dopo giro, in un’assunzione di consapevolezza che alla fine mette in moto tra ragazzi e adulti anche Pistoletto, ecco i tre anelli del Terzo Paradiso comparire sulla sabbia. L’invito è ad averne cura e continuare a tracciarli ogni giorno. Tra qualche mese qui torneranno i bagnanti, gli ombrelloni e i lettini. E chissà se sarà diverso prendere il sole, pur inconsapevolmente, sopra un’opera d’arte.

Justin Bieber, sono infelice, ora stop’Famiglia e salute vengono prima, tornerò appena possibile’

27 marzo 201918:18

– “La musica è molto importante per me, ma niente viene prima della famiglia e della salute”. Con queste parole su Instagram Justin Bieber annuncia di volersi dedicare a se stesso nel prossimo futuro e di voler abbondare tour e incisioni. “Tanti mi chiedono un nuovo album – esordisce il cantante, 23 anni -. Sono stato in tour durante la mia adolescenza e nella prima parte dei miei 20 anni. Ho capito, come probabilmente voi avrete visto, che ero infelice nell’ultimo tour. Non me lo merito e voi non ve lo meritate.
Pagate per venire a un concerto vivace e divertente e io non sono stato in grado di darvelo”. “Ora – prosegue – sono concentrato sulla soluzione dei problemi profondi che ho, in modo da non cadere a pezzi, così da poter sostenere il mio matrimonio ed essere il padre che voglio essere”. “Tornerò con un album appena possibile”, assicura l’artista. Bieber si è sposato il 13 settembre con la modella Hailey Baldwin, nipote di Alec Baldwin. “È giusto così, ti amo”, ha risposto lei al post del marito.
Terence Hill, auguri per gli 80 anniIl debutto con Risi e Visconti, la popolarità con la fiction

27 marzo 201920:39

– Pugilato, ginnastica artistica e la Roma sono le sue passioni. Registrato all’anagrafe come Mario Girotti è nato il 29 marzo casualmente a Venezia nel 1939 da padre chimico (originario di Amelia dove il piccolo Mario trascorse gli ultimi giorni della guerra mondiale) e da madre tedesca (Hildegard Thieme una sassone e nella sua casa vicino a Dresda il futuro Don Matteo vide da vicino i più terrificanti bombardamenti alleati sulla Germania). Auguri Terence Hill, l’uomo dagli occhi di ghiaccio e dal fisico che sembra non invecchiare mai, spegne 80 candeline. Tantissimi i suoi personaggi: da quando iniziò a recitare in una serie di fortunati spaghetti western alla fine degli anni ’60, fino al rinnovato successo nei panni di Don Matteo, non ha mai smesso di essere una figura centrale nell’immaginario collettivo italiano, un’icona della cultura popolare. Non solo in Italia: anche nel resto d’Europa, anche in Germania dove i film realizzati in coppia con Bud Spencer sono celeberrimi.
Per mantenersi agli studi (liceo e poi Lettere all’Università di Roma) e poter correre in moto, accettò di recitare nonostante una iniziale ritrosia per la sua timidezza.
Dino Risi lo aveva notato, ad appena 12 anni durante una gara di nuoto, e lo aveva fatto debuttare in Vacanze con gangster. Oltre un film all’anno, diretto dai più grandi registi. Oggi deve la sua notorietà al filone comico del western-spaghetti e poi alle fiction televisive, ma in gioventu’ ebbe maestri come Pabst, Pontecorvo, Steno, Matarazzo, Bragaglia, fino a firmare negli anni ’60 un lucroso contratto in Germania mettendo a frutto il suo perfetto tedesco. Nonostante tutto non andava fiero dei suoi successi, finche’ Luchino Visconti non lo volle per la parte del Tenente Cavriaghi nel Gattopardo (1962). Cinque anni dopo, con lo pseudonimo di Terence Hill, entro’ dalla porta di servizio (ebbe la parte perchè il protagonista si ruppe una gamba) nel mondo del western-spaghetti con Dio perdona, io no di Giuseppe Colizzi. Sullo stesso set recitava (ma i due non si incontrarono mai) anche Bud Spencer (al secolo Carlo Pedersoli), mentre Girotti vi trovava il suo nome d’arte (lo scelse in meno di 24 ore perche’ ”suonava bene e aveva le stesse iniziali di mia madre”), nonchè la moglie Lori Zwicklbauer, allora segretaria di edizione. Nel 1970 un altro colpo di fortuna: E.B. Clucher (alias Enzo Barboni) cerca un protagonista per Lo chiamavano Trinita’ e l’interprete designato, Franco Nero, rifiuta perche’ impegnato sul set di Camelot. Il regista sceglie allora il giovane Terence per la sua somiglianza con Franco Nero. E’ un trionfo immediato, il varo di una coppia inossidabile con Bud Spencer (18 film tra il 1967 e il 2004), la chiamata a Hollywood (dove reciterà con Gene Hackman e Valerie Perrine).
Nel frattempo, Hill si è trasferito con la moglie americana Lori Zwicklbauer (conosciuta sul set di Dio perdona… io no!) negli Stati Uniti. Il sodalizio con Bud Spencer è giunto ormai al tramonto dopo quasi vent’anni: le ultime cartucce sono i divertenti Nati con la camicia e Non c’è due senza quattro, seguiti dal debole Miami Supercops. Nel 1987 tocca a E.B.
Clucher chiudere un decennio e dire addio a un modo tutto italiano di fare cinema in America: il regista di Trinità dirige Hill in Renegade – Un osso troppo duro, road movie dove recita accanto al figlio adottivo Ross. Il ragazzo morirà due anni dopo in un incidente d’auto a sedici anni, sprofondando il padre in una depressione da cui si riprende solo lavorando. Nel 1991 dirige se stesso in Lucky Luke, adattamento dei fumetti del belga Morris. Il film fa da pilota a una serie TV di buon successo. Poi torna in Italia: comincia la stagione trionfale in tv con il ruolo di Don Matteo, ma anche del forestale di Un Passo dal Cielo girata a San Candido (ruolo poi abbandonato dall’attore dopo qualche stagione perchè era faticoso stare praticamente sul set quasi tutto l’anno con le due fiction). Don Matteo gli cambia la vita fino a farlo trasferire definitivamente dagli Stati Uniti insieme alla moglie, a Gubbio e poi a Spoleto, luoghi in cui si gira la serie. Nel 2018, Hill dirige se stesso in un film Il mio nome è Thomas. Una storia on the road fra Italia e Spagna che richiama le atmosfere western, genere per il quale e’ diventato un volto iconico grazie a titoli come I quattro dell’Ave Maria, Il mio nome e’ Nessuno e Lo chiamavano Trinità, uno dei molti film interpretati in coppia con l’amico Bud Spencer. E proprio a lui Terence Hill ha dedicato il lungometraggio girato in parte nel deserto dell’Almeria. Alla morte di Bud Spencer disse “non abbiamo mai litigato”. La fiction di Rai1 Don Matteo targata Lux Video è sempre stata un successo di ascolti si aspetta la messa in onda della 12a, forse l’ultima.

Dumbo, Elisa: ‘Un sogno lavorare con Tim Burton’La cantante presta la sua voce in Dumbo, nuovo film della Disney

27 marzo 201920:20

Un pizzico di atmosfera dark, una spruzzata di gotico, una manciata di struggente romanticismo ed ecco il brano Baby Mine, il classico della colonna sonora (premiata con l’Oscar) del film Dumbo del 1941, rivisitato da Elisa per il live action firmato da Tim Burton per la Disney e in uscita domani. “Ho avuto carta bianca da lui – racconta Elisa che nel film presta la voce a Miss Atlantis, la sirena del Circo dei Fratelli Medici – ma non ho voluto stravolgere la struttura e tantomeno le parole. E’ un pezzo abbastanza intoccabile e volevo che lo spirito retrò che lo contraddistingue non venisse intaccato, ho cercato solo di renderlo un po’ più alla ‘Tim Burton’, dandogli un tocco leggermente gotico”, spiega l’artista, legata al film dai ricordi d’infanzia, quando lo vedeva con mamma e sorella. I due si sono incontrati per la prima volta ieri sera alla premiere a Roma (“Ed ho pianto… come quando ero piccola”, confessa). “Lui è stato molto simpatico e divertente. Non ci eravamo mai parlati, ma mi ha detto di essere molto soddisfatto del risultato. Per me è stato un sogno e un grande onore poter collaborare con lui: Burton è uno dei miei registi del cuore”.
Come anche Quentin Tarantino, per il quale insieme a Ennio Morricone aveva composto e interpretato “Ancora Qui”, nel film Django Unchained. Ma quella volta, alla prima, tra il pancione di lei e gli impegni di lui non ci fu. “Ora manca solo David Lynch”, dice quasi tra sé e sé Elisa, come se fosse un desiderio irrealizzabile. Il cinema, straniero, ma anche italiano con Luca Guadagnino, Roberto Faenza, Gabriele Muccino, l’ha corteggiata e conquistata già da tanto. Anche se quasi sempre “part-time”. “Il grande schermo è molto stimolante dal punto di vista creativo anche se più difficile di un disco perché le musiche devono andare di pari passo con quello che ha in mente il regista. Ho fatto diverse cose, ma solo una volta una colonna sonora intera.
E’ stato per ‘L’ultima ruota del carro’ di Giovanni Veronesi – spiega la cantautrice, impegnata nel Diari aperti tour, che stasera e domani fa tappa nella capitale, prima di continuare per Napoli, Milano, Torino, per un totale di 50 date nei teatri in due mesi -. Però avrei osato di più. Ci riproverei ma solo se potessi andare fino in fondo, se non avessi vincoli”. Non solo musica, non solo cinema: nei giorni scorsi Elisa è stata scelta come modella dalla Mattel, che ha realizzato nel 60/o compleanno del brand una Barbie con le sue sembianze. Un progetto per il quale sono state scelte donne molto diverse tra loro che rappresentino valori positivi, abbiano rotti gli schemi o siano fonte di ispirazione per le bambine. “E’ una grande responsabilità, ma io faccio quello che faccio perché ci credo e ci ho sempre creduto. Bisogna essere onesti con se stessi per esserlo davanti agli altri. Mia figlia? Felicissima, ma la bambola ancora non l’abbiamo presa”. Del resto, racconta, premi, targhe, dischi d’oro e di platino sono in ufficio: “non voglio che i miei figli e i loro amici mi vedano come mamma supereroe, sono una mamma come le altre”.

Cultura inclusiva, ora I libri per tuttiNuovo progetto di lettura che vede insieme 4 gruppi editoriali

27 marzo 201918:58

– Arrivano “I libri per tutti”, un nuovo progetto editoriale per rendere accessibile la lettura a bambini e ragazzi con disabilità e disturbi del linguaggio, ma anche a persone straniere al primo approccio con la lingua italiana e a soggetti di ogni età con fragilità di lettura. Il progetto, promosso da Paideia, che vede per la prima volta quattro gruppi editoriali italiani insieme per la pubblicazione in versione digitale e cartacea di libri basati sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), in cui il testo alfabetico viene trasformato in simboli a cui si aggiunge per entrambi l’audio, sarà lanciato il 2 aprile alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
I gruppi editoriali coinvolti sono DeA Planeta Libri, GeMS Giunti Editore e la Business Unit Ragazzi di Mondadori Libri. Tra i primi titoli: la ‘Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza’ (Guanda) di Sepulveda, ‘I tre porcellini'(De Agostini), ‘Perchè il buio è così nero?’ (Giunti Kids) di Silvia Serreli.
Pitti Uomo, sfila Salvatore FerragamoCollezione per la primavera-estate 2020

FIRENZE27 marzo 201919:47

– Dopo alcune stagioni che hanno visto la collezione uomo e donna sfilare assieme a Milano in un format co-ed, Salvatore Ferragamo sceglie di presentare la collezione maschile per la primavera-estate 2020 a Pitti Immagine Uomo 96 (11-14 giugno). Sotto la direzione creativa di Paul Andrew, sarà̀ protagonista un menswear dal contenuto contemporaneo, con uno stile chiaro, caratterizzato da una fresca identità di lusso. “Firenze e il nostro cuore, èarte della nostra storia e siamo entusiasti di tornare qui come ‘Florence Calling’ di Pitti Uomo – dice Ferruccio Ferragamo, presidente dell’azienda -. In questa fase di grande consolidamento stilistico e identitario per il nostro marchio, riteniamo che Pitti sia il contesto ideale per sottolineare il percorso che stiamo compiendo, portando in scena una forte collezione maschile fuori dall’ambito co-ed”.
Paoli, 19/4 Appunti di un lungo viaggioDoppio disco per i 60 anni di carriera, concerto a Roma il 12/5

27 marzo 201920:28

– Esce il 19 aprile “Appunti di un lungo viaggio”, il nuovo doppio disco di Gino Paoli. Il cantautore taglia il traguardo dei 60 anni di carriera con questo nuovo lavoro che raccoglie nuovi brani inediti, con gli arrangiamenti di Danilo Rea, e i suoi più celebri successi rivisitati insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (pianoforte), Alfredo Golino (batteria) e Ares Tavolazzi (contrabbasso). Ad accompagnare vecchie e nuove canzoni, la Roma Jazz String Orchestra, sotto la direzione del Maestro Marcello Sirignano.
Il disco, su etichetta Warner, è prodotto da Aldo Mercurio e Danilo Rea in collaborazione con Parco della Musica Records.
“Appunti di un lungo viaggio” sarà disponibile anche in vinile dal 10 maggio. Inoltre, il 12 maggio all’Auditorium parco della Musica di Roma, è in programma “Una lunga storia”, un concerto che vedrà sul palco insieme a Paoli, l’Orchestra da Camera di Perugia, in collaborazione con Umbria Jazz, diretta da Sirignano, Danilo Rea, Marcotulli, Golino e Tavolazzi.
Piranesi tridimensionale a RomaOrdine di Malta presenta restauro Santa Maria in Aventino

27 marzo 201920:35

– Una straordinaria commistione tra simmetria e varietà, che mostra in modo tridimensionale il genio di Giovanni Battista Piranesi: è la Chiesa di Santa Maria in Aventino, unica opera architettonica realizzata dall’incisore e disegnatore veneto, che un accurato restauro conservativo voluto dall’Ordine di Malta e oggi presentato a Roma ha riportato al suo splendore originale. La chiesa, realizzata tra il 1764 e il 1766, è un trionfo di arte barocca e neoclassica e presenta decorazioni che riuniscono elementi dell’iconografia etrusca, romana e dell’antico Egitto, ponendoli in relazione con i simboli dei Cavalieri di Malta e della loro missione. Situata accanto alla Villa Magistrale (sede del Gran Priorato di Roma e dell’Ambasciata dell’Ordine presso la Repubblica italiana), la chiesa è stata oggetto di un lavoro di pulitura, di consolidamento e ripristino: un restauro di quasi 2 anni che ha riguardato sia l’interno sia la facciata esterna e che ha restituito la cromia originale, sui toni del bianco e dell’ocra.

David di Donatello: Tim Burton, mi sento molto vicino agli italianiAl regista la statuetta alla carriera

27 marzo 201923:11

“Mi sento molto vicino agli italiani e essere qui stasera è come essere al tempo stesso in un circo, in un film e in una strana famiglia”. Lo ha detto Tim Burton, sul red carpet dei David di Donatello, dove riceve stasera la statuetta alla carriera da Roberto Benigni.L’attore italiano, che è sfilato sul red carpet senza rilasciare interviste, sfoggia un inedito look con barba. Stasera accompagna anche sua moglie Nicoletta Braschi, nominata fra le attrici non protagoniste per Lazzaro felice.
David di Donatello, Borghi migliore attore: ‘Questo premio è di Stefano Cucchi’Premiato sul palco da Uma Thurman. Migliore attrice Elena Sofia Ricci per ‘Loro’

27 marzo 201923:52

“Questo premio è di Stefano Cucchi’. Lo ha detto sul palco dei David di Donatello Alessandro Borghi dopo aver conquistato il premio come miglior attore.  “Grazie a Cremonini per la tua amicizia, a Jasmine per quanto sei meravigliosa, la famiglia Cucchi per esservi fidati di me. Grazie davvero alle persone che mi arricchiscono e alla mia famiglia – ha detto – questo film è stato complicato e loro ne hanno pagato le conseguenze. Questo premio è di Stefano Cucchi e va all’importanza di restare umani e di essere riconosciuti come tali a prescindere da tutto”.

Il premio gli è stato consegnato da Uma Thurman. A Elena Sofia Riccio premio come migliore attrice per l’interpertazione di Veronica Lario in Loro di Paolo Sorrentino. Premio per la miglior regia a Matteo Garrone per ‘Dogman’: ‘La regia è importante ma senza dei grandi attori non si va avanti” ha detto rivolgendosi a Marcello Fonte.”Tutto è stato emozionante di Loro, essere chiamata da Paolo Sorrentino, fare il film, aver vinto ai nastri d’Argento e essere qui stasera è un’emozione e un onore grandissimo, soprattutto per essere insieme a colleghe magnifiche nella mia categoria”, ha detto la Ricci

, sul red carpet ai David di Donatello, dove ha poi vinto la statuetta. Quanto contano i premi? “Veramente quando ho vinto ai David di Donatello nel 1990 per la prima volta (per Ne parliamo lunedì, ndr) poi non ho lavorato al cinema per molto tempo – ricorda sorridendo l’attrice -. I premi fanno piacere ma conta di più il lavoro fatto con passione e onestamente. Poi noi lavoriamo per l’amore del pubblico, per la gente”. Una dimostrazione dell’amore che ha per lei il pubblico è passata anche dal grande successo della quinta stagione di Che Dio ci aiuti, su Rai1. Ci sarà anche una sesta stagione? “Vedremo, è una serie che mi ha dato tanto, sono molto affezionata a suor Angela, ma mi devo prendere una pausa da lei, perché è un ruolo ingombrante, anche per me. Ora ho tanti progetti, che riguardano anche il teatro, dove mi piace tornare, ma il prossimo sarà di nuovo televisivo, per la Rai”.

I David al Quirinale tra ironia e futuroMattarella, cultura è economia. Cucciari show Full Metal Sergio

27 marzo 201915:58

– “La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva hanno grande importanza per il sistema-paese. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale alla presentazione delle cinquine dei premi David di Donatello che verranno consegnati il 27 sera a Roma in diretta tv su Rai1 condotti da Carlo Conti. Una cerimonia dei David – presente anche il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli – nel segno del divertimento e della melanconia. Mai tante risate nei saloni del Quirinale grazie a Geppi Cucciari che durante un vero e proprio show lo ha appellato come ‘Full Metal Sergio’. Sono stati ricordati gli artisti scomparsi da Ermanno Olmi a Bernardo Bertolucci. Alla premiazione Uma Thurman, Alfonso Cuarón. Per le candidature Dogman di Matteo Garrone è al top con quindici.
Mario Martone con il Capri-Revolution 13 poi con 12 Loro di Sorrentino e Chiamami col tuo nome di Guadagnino

David di Donatello, Mattarella: ‘Importante il cinema per il sistema-Paese’ ‘Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista’

27 marzo 201923:22

Al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2019. La cerimonia, condotta da Geppi Cucciari, è stata aperta dalla proiezione di un video a cura di Rai Cultura a cui sono seguiti l’intervento di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi “David di Donatello”, e le testomonianze di Francesca Lo Schiavo e Dario Argento, vincitori del David Speciale 2019.Presenti il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il presidente dell’AGIS, Carlo Fontana, il presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’industria e personalità rappresentative della società italiana.”La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva hanno grande importanza per il sistema-paese – ha detto il presidente Sergio Mattarella -. E’ un dimostrazione ulteriore di quanto valga e di quanto pesi la cultura nello sviluppo di una società moderna. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l’economia non è un vero economista”.

“Esiste un cinema europeo che non è solo la somma dei prodotti nazionali e l’Europa deve giocare con saggezza le proprie carte per difendere, promuovere e valorizzare il proprio patrimonio di creatività e di cultura di fronte a competitori potenti, a soggetti globali – ha detto ancora Mattarella, alla presentazione delle cinquine dei premi David di Donatello -. Peraltro i singoli Paesi rischiano di non farcela da soli, di non reggere le onde d’urto. Sentiamo il bisogno che l’Europa offra occasioni più grandi ai nostri progetti”.

Brizzi, ciak a Torino per nuovo filmBisio e Rubini protagonisti Se mi vuoi bene da romanzo regista

27 marzo 201916:32

– Con Claudio Bisio e Sergio Rubini protagonisti sono cominciate a Torino le riprese di “Se mi vuoi bene”, il nuovo film diretto da Fausto Brizzi. Nel cast anche Flavio Insinna, Lucia Ocone, Nancy Brilli, Gianmarco Tognazzi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Lorena Cacciatore, Elena Santarelli, Valeria Fabrizi e Memo Remigi. Il film è tratto dall’omonimo best seller tradotto in 30 paesi, del regista romano uscito con archiviazione delle accuse dallo scandalo molestie. La sceneggiatura di Herbert Simone Paragnani, Mauro Uzzeo e Martino Coli ed è prodotto da Eliseo Cinema e distribuito nelle sale da Medusa Film. Diego (Claudio Bisio), avvocato di successo con una bella depressione in corso, veste i panni di un buon samaritano pasticcione che, volendo fare del bene ai suoi cari, finisce per devastare la vita a ognuno di loro. Così dopo un fallimentare tentativo di suicidio incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere.
Trump “assume” padre di Angelina JolieJon Voight insieme a Mike Huckabee padre portavoce Casa Bianca

NEW YORK27 marzo 201916:50

– Il padre di Angelina Jolie andrà a lavorare per Donald Trump. Jon Voight è stato infatti assunto come membro del board del Kennedy Center, il centro culturale nazionale con sede a Washington. Voight, che non ha mai nascosto la sua simpatia per l’attuale presidente, sarà in carica fino al settembre del 2019. Con lui, tra gli altri, è stato assunto anche Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas, ex candidato alla presidenza nonché padre di Sarah Huckabee Sanders, attuale portavoce della Casa Bianca.
Secondo quanto scrive Hollywood Reporter, Voight è un ex progressista traumatizzato dall’assassinio del presidente John F. Kennedy, ed è stato critico del presidente Barack Obama. Ha fatto anche parte del gruppo conservatore di Hollywood ‘Friends of Abe’ (Abraham Lincoln, ndr).

A Padiglione Italia è sfida al labirintoFarronato presenta il progetto “Molte mostre che coesistono”

27 marzo 201916:57

– Tre artisti e tre poetiche diverse e che pure dialogano tra loro, con opere e installazioni che possono cambiare a seconda di come li si incontra. Gioca sulla sfida del labirinto offrendo una mostra “che è insieme molte mostre” il Padiglione Italia curato da Milovan Farronato per la 58 Biennale Arte al via a Venezia dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Elegantissimo e modaiolo con la giacca fiorata e gli orecchini con il simbolo del labirinto, il curatore piacentino – un lungo e interessante curriculum giocato però tutto in istituzioni private – tratteggia alla stampa il senso del lavoro nel quale ha coinvolto Enrico David, Chiara Fumai (scomparsa nel 2017 a soli 39 anni) e Liliana Moro. “Venezia stessa è un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato tanti creativi tra cui Borges a Calvino. Ed è in questo contesto che emerge la mostra, ‘Né altra né questa’, in cui le opere esposte, generano continuamente nuovi percorsi e nuove interpretazioni, ramificati come un micelio”.         [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.