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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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Sgarbi e i tesori dimenticati del ‘900
L’ultimo tomo della storia dell’arte del critico ferrarese
05 aprile 2019 06:37
Il primo capitolo, sei pagine e diverse illustrazioni, è tutto per il lombardo Gianfilippo Usellini, “pittore dei sogni”, come lo definisce lui, un artista che pochi forse oggi ricordano, ma che è stato “unico”, dice, nel raccontare con i pennelli “favole che sono la ragione sottile della realtà”. Le ultime pagine sono per Piero Guccione “guardiano del faro che presidia il reale osservando l’ultimo orizzonte”. Con il secondo volume dedicato al Novecento, Vittorio Sgarbi porta a compimento l’impresa di raccontare una sua personalissima storia dell’arte italiana, quella collezione di tesori del Belpaese che cominciò nel 2010 con L’Italia delle meraviglie, e che lo ha visto poi in libreria, a cadenza quasi annuale con tanti altri volumi dall’epoca di Giotto fino alla quasi contemporaneità. La cifra è sempre la stessa, un racconto appassionato, intessuto delle scelte e degli amori del critico, che se non ignora i nomi iconici, quelli da sempre riconosciuti dai manuali, prende come una missione quella di soffermarsi sugli autori meno noti o meno ricordati, i tanti che se non sono stati protagonisti hanno comunque rappresentato “il telaio storico culturale dell’arte”, come ricorda nell’introduzione Italo Zannier.
E se la scelta era evidente anche negli anni più affollati di artisti che il critico ferrarese, allievo di Arcangeli e di Longhi, sentiva più vicini, l’idea di accendere un riflettore su aspetti più remoti di quest’avventura del genio italiano è ancora più evidente ora che è chiamato a parlare del Novecento.
“Per Vittorio Sgarbi l’arte ubbidisce al suo fine se è poesia, e la poesia è qualcosa che una volta corteggiava il sublime e che oggi lui (Sgarbi) chiama anima”, suggerisce introducendo a sua volta Angelo Guglielmi. E’ un po’ così, è vero. Nel raccontarci l’arte, passione di una vita condita di tante iperboli, il critico sembra seguire proprio il criterio della poesia, o almeno quella che a lui arriva come tale, che ritrova e recupera a tutto uso dei suoi sbadati contemporanei nelle pennellate sapienti di uno come il bergamasco Romualdo Locatelli, geniale ma in qualche modo estraneo già al suo tempo, morto giovane nelle Filippine invase dai Giapponesi (era il 1943). Oppure negli interni domestici dai titoli e dal sapore pascoliano di Giuseppe Ar, pittore di Lucera che lui racconta di aver scoperto fortunosamente anni fa nelle pause dai lavori parlamentari.
Racconta Lucio Fontana, riavvicinandolo ad Antonello Da Messina (“L’astrazione non è solo novecentesca” ammonisce citando Arcangeli), si sofferma sulla genialità di Piero Manzoni e dei suoi Achrome “per i quali meriterebbe di essere ricordato più che per la merda d’artista”. Dedica un capitolo ai protagonisti dell’Informale, in prima linea Burri. Si appassiona nello scrivere di Osvaldo Licini e della sua pittura così mentale, quasi un misticismo senza dio. E poi si commuove, di una commozione che trascina, di fronte al ritratto della figlia dormiente realizzato in ceramica dal siculo-veneto Andrea Parini. Spende parole per Antonio Ligabue, la cui opera, dice, sarebbe “opportuno incominciare a studiare”, cita Guttuso, al quale non nasconde di preferire il meno celebrato Ennio Morlotti. Non dimentica architettura e design, con la citazione di alcuni grandi, anch’essi a loro modo poetici, come Gio Ponti e Giovanni Michelucci (quello della chiesa sull’Autostrada del Sole e della stazione di Santa Maria Novella a Firenze). Poi anche Renzo Piano e Alessandro Mendini, Aldo Rossi, Fuksas, fino alla poesia dell’assoluto di Cremonini, Ferroni, Gnoli e appunto Guccione.
I criteri che hanno mosso la selezione, del resto, li chiarisce lui stesso quando definisce i suoi volumi “carsici”: “In questo come nel precedente, io indico molte vite eccitate dalla comunicazione, a fianco di artisti straordinari invece abbandonati e dimenticati. Non ho seguito ideologie, sentimenti, emozioni e passioni personali, ma ho cercato di garantire a ogni artista lo spazio che merita. La notorietà spesso non indica il valore e il mio compito è stato quello di far emergere in questo secolo così complesso, così breve e così ricco, una quantità di autori dimentica- ti, che rappresentano la parte più suggestiva di questo percorso”. La lettura, anche per non addetti al lavoro, scorre veloce. Ed è facile immaginare che anche questa parte del racconto, come già è stato per Leonardo, finisca sulle tavole di un palcoscenico.
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Il viaggio di Yao, Omar Sy torna alle origini
La storia di un ritorno che è anche una riconquista
05 aprile 201910:01
“Il destino è Dio che passeggia in incognito”. Una frase detta da un saggio anziano sotto il cielo stellato dell’Africa racchiude il senso più profondo de Il viaggio di Yao, il film diretto da Philippe Godeau con Omar Sy e il giovane e bravissimo Lionel Basse in sala con Cinema di Valerio De Paolis. E il destino del protagonista interpretato da Sy – il famoso attore Seydou Tall di origini senegalesi che ora vive in Francia e torna a Dakar dopo tanti anni a presentare il suo libro – è il piccolo Yao, un bambino che fa un viaggio di quasi 400 chilometri per incontrare il suo idolo. E Tall che ormai grazie al successo è “diventato bianco” rimanendo nero solo all’esterno – come lo snack Bounty dice saggiamente Yao – sente impellente il bisogno di riaccompagnare il ragazzino al suo villaggio: un ritorno faticoso ma assieme divertente che è anche una riconquista delle sue origini, della sua “africanità” e del suo essere uomo e padre.
A spiegare quanto sia stata determinante la personalità di Sy nel film è lo stesso Godeau: “Da quando ha riscosso un immenso successo con Quasi amici, Sy è diventato una delle personalità predilette dai francesi. Padre di cinque figli, si è trasferito a Los Angeles per proteggere la sua famiglia a seguito della considerevole notorietà. Dopo un tale plebiscito, qualunque individuo avrebbe rischiato di perdersi. Lui invece è rimasto se stesso e continua a perseguire la sua carriera in Francia e all’estero. Per quanto mi riguarda, ho intuito che Omar avesse bisogno di confrontarsi di nuovo con le sue radici e che sarebbe stato positivo che lo facesse davanti a una macchina da presa. È interessante mescolare arte e vita, anche se non si realizza un film per fare un percorso psicanalitico!”.
Alcuni degli aspetti di Yao sono stati suggeriti a Godeau della sua esperienza personale a seguito del padre che ha lavorato in Mali: “In un’età in cui non pensavo ad altro che ad andare in motorino e a divertirmi, scoprivo dei ragazzini che facevano da insegnanti ad altri ragazzini, che avevano una grande sete di cultura, di libri, di informazioni, di Francia.
Questa esperienza ha alimentato la sceneggiatura di Il viaggio di Yao e il personaggio del bambino che ama leggere”.
Molto speciale il personaggio interpretato dalla ballerina e coreografa Germaine Acogny, protagonista di una danza-preghiera per gli antenati che è uno dei momenti clou del film che tra l’altro è dedicato a Jacques Godeau e a Demba Sy, i due padri del regista e del protagonista. “In questo racconto – dice Omar Sy – c’è una parte di noi, per questo è un progetto che sta particolarmente a cuore ad entrambi. Il tema della paternità percorre tutto Il viaggio di Yao. Tra le righe, sono presenti riferimenti al tipo di padri che siamo, sia lui che io, e ai padri che ciascuno dei due ha avuto”. Sul piccolo co-protagonista Sy dice: “Di solito sono i personaggi che interpreto io che scuotono la narrazione. In questo film invece il motore è Yao. Lionel Basse ha la luce negli occhi: è brillante, molto intelligente e ha capito davvero in fretta quello che volevamo raccontare. È stato un piacere per me vederlo recitare”.
Da segnalare anche il personaggio di Gloria, impersonata dalla cantante Fatoumata Diawara, perfetta per incarnare “una donna libera e lucida, che è un passo avanti al protagonista – dice Godeau – ed è perfettamente consapevole che non può immaginare un futuro insieme a quest’uomo”. La colonna sonora, firmata M, mescola chitarra elettrica e strumenti musicali tradizionali africani.
L’Aterballetto all’Alighieri di RavennaIn scena un dittico dedicato a Bach
RAVENNA05 aprile 201910:53
– L’Aterballetto, la prima compagnia di danza italiana, sarà ospite del Teatro Alighieri di Ravenna il 6 e 7 aprile prossimi con un dittico interamente dedicato a Johann Sebastian Bach: da una parte la nuovissima coreografia ‘Domus aurea’ di Diego Tortelli, che si misura col Bach riscritto da Giorgio Colombo Taccani (musiche eseguite dal vivo dall’Ensemble Sentieri Selvaggi); dall’altra ‘Sarabande’, un pezzo del 1990 del coreografo ceco Jiri Kylian sulla Partita N.
2 in Re minore, che si muove con un’affascinante struttura circolare tra livelli musicali ed espressivi diversi.
“Dopo un progetto dedicato al rapporto con arte e fotografia (In/Finito), dopo la Tempesta che segna un avvicinamento al mondo del teatro, il Bach Project propone una tappa importante nell’esplorazione della relazione tra danza e musica, tra composizione classica e sua ricreazione contemporanea”, spiega Gigi Cristoforetti, direttore di Aterballetto. Questo dittico, sottolinea, rappresenta un’importante occasione di affermare l’abilità della compagnia nel mettere a confronto danza contemporanea e altre forme d’arte.
Fico, indipendenza faro informazione”A cominciare da servizio pubblico”, dice presidente Camera
PERUGIA05 aprile 2019
11:32
– “La qualità dell’informazione in Italia deve crescere e il faro deve essere l’indipendenza e il merito, a cominciare dal nostro servizio pubblico che è la Rai”: lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, arrivando a Perugia per partecipare a uno degli incontri del Festival del Giornalismo.
“La Rai – ha sostenuto Fico – deve servire direttamente i cittadini che pagano il canone, che si paga proprio per uscire dalle logiche governative e politiche. La Rai deve essere totalmente indipendente e le leggi attuali non vanno bene: l’amministratore delegato – ha concluso il presidente della Camera – non può essere scelto dal governo e dal presidente del Consiglio”.
‘Fontanesi e la sua eredità’ a ReggioDa Pellizza da Volpedo a Burri, dal 6/4 al Palazzo dei Musei
REGGIO EMILIA05 aprile 201912:05
– A duecento anni dalla nascita, Reggio Emilia dedica un’ampia retrospettiva ad Antonio Fontanesi, artista reggiano protagonista della pittura dell’Ottocento italiano e interprete straordinario delle novità del paesaggio romantico, uomo inquieto nella vita e innovativo sperimentatore nella pittura. Promossa dai Musei Civici in collaborazione con la Fondazione Torino Musei-Galleria d’arte moderna e la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la mostra ‘Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri’ sarà visitabile al Palazzo dei Musei dal 6 aprile al 14 luglio.
La rassegna – curata da Virginia Bertone, Elisabetta Farioli, Claudio Spadoni – oltre a ricostruire attraverso le più importanti opere di Fontanesi il percorso dell’artista, intende offrire un nuovo contributo critico alla sua conoscenza mostrando l’influenza che la sua pittura ha avuto negli artisti che dopo di lui si sono riconosciuti nel suo particolare approccio alla natura e al paesaggio. Un approccio, sospeso tra l’esigenza di rappresentazione del vero e l’urgenza di esprimerne le più intime emozioni. L’esposizione dei più importanti dipinti di Antonio Fontanesi, provenienti da musei e collezioni italiane, sarà posta a confronto con la produzione degli artisti che la critica ha collegato con la sua produzione, individuandone possibili motivi di ispirazione in un arco cronologico che va dagli anni ’80 dell’Ottocento agli anni ’60 del Novecento.
Saranno documentati i rapporti con la cultura simbolista e divisionista attraverso opere di Vittore Grubicy, Leonardo Bistolfi, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, ma anche la sua ripresa negli anni Venti ad opera di Carlo Carrà, Felice Casorati, Arturo Tosi. L’ultima sezione sarà dedicata alle interpretazioni critiche degli anni Cinquanta di Roberto Longhi e poi di Francesco Arcangeli. Quest’ultimo, nell’individuare una continuità tra la concezione moderna dell’arte e la grande tradizione ottocentesca, inserisce Fontanesi nell’evoluzione di un naturalismo che nel dopoguerra arriva a Ennio Morlotti, Mattia Moreni, Pompilio Mandelli, spingendosi fino alle ricerche materiche di Alberto Burri.
MasterChef, è Valeria Raciti la vincitrice dell’edizione 2019Ha battuto Gilberto Neirotti e Gloria Clama. Record ascolti su Sky Uno
05 aprile 201915:54
Valeria Raciti è la vincitrice dell’ottava edizione di MasterChef Italia. Valeria, segretaria di 31 anni di Aci Sant’Antonio (Catania), ha battuto Gilberto Neirotti e Gloria Clama in una finale di colpi di scena.
Per Valeria – celebrata sotto una pioggia di coriandoli dai parenti, dagli altri cuochi in gara e dai quattro giudici Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli – il premio consiste in 100.000 euro in gettoni d’oro e nella possibilità di pubblicare il suo primo libro di ricette, edito da Baldini&Castoldi.Alessandro Bigatti, 33 anni, di Lodi, impiegato nell’azienda di famiglia, è stato eliminato nella semifinale. Nella finale, Gilberto, Gloria e Valeria hanno avuto due ore e mezza per preparare un intero menu degustazione, raccontando se stessi e la propria idea di cucina. Il programma su Sky Uno ha chiuso con il record stagionale di ascolti 1 milione 137 mila spettatori, +6% rispetto alla finale dello scorso anno.
Mahmood a concerto del 25 aprile a ParmaSarà la data zero del suo tour ‘Gioventù bruciata’
PARMA05 aprile 201913:53
– Sarà il vincitore dell’ultima edizione di Sanremo Mahmood il protagonista del concerto del 25 aprile che il comune di Parma organizza come da tradizione nella centralissima piazza Garibaldi.
L’evento, ad ingresso gratuito, vedrà sul palco anche Dimartino, Radiodervish e Massimo Zamboni.
Lo spettacolo è organizzato dal Comune di Parma per la prima volta in collaborazione con il Barezzi Festival e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
Mahmood ha scelto Parma come data zero del suo tour “Gioventù Bruciata”.
New Balance, 30 anni per sneakers ‘1500’Capsule per remake celebrativo della running anni Ottanta
05 aprile 201914:43
– Le sneakers modello ‘1500’ di New Balance compiono 30 anni. Per l’occasione il brand fa irruzione nei suoi archivi per ricreare e reinventare una delle sue silhouette più classiche. Nata nel 1989, la 1500 venne lanciata all’epoca come un modello top di gamma della linea running New Balance di fine anni Ottanta. Un modello dotato di tecnologie all’avanguardia per quell’epoca, nonché la prima running shoe capace di sfondare la soglia dei 150 dollari di prezzo.
Il remake celebrativo di quest’anno è una fedele reinterpretazione della 1500 originale custodita nell’archivio giapponese NB. Una capsule collection in edizione limitata in cui si fondono il patrimonio e la tradizione, con l’impegno continuo nell’innovazione della azienda di Boston. La tradizione è rappresentata dalla 1500, con tomaia in premium vintage nubuck nel colore originale “Vintage Blue Navy” e con il design e i volumi della scarpa rivisitati per renderla più fedele possibile alla versione del 1989.
Gipi, periodo difficile per la satira’Sto lavorando a libro nuovo ma per scaramanzia non dico niente’
PERUGIA05 aprile 201915:43
– “Credo che sia un periodo difficile per fare satira sia a livello italiano che mondiale”. A dirlo, è il fumettista e regista Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, intervenuto a Perugia al Festival del Giornalismo.
“E’ più facile fare satira – ha spiegato – quando c’è un costume moderato, contenuto e c’è un minimo di etica condivisa, quando sono saltate, invece, tutte le regole, come ora, è molto difficile farla”. Gipi ritiene che satira e informazione siano due cose ben distinte: “L’informazione è utile, mentre la satira credo che non lo sia più”.
“Nel futuro – ha aggiunto l’autore dei ‘corti’ di Propaganda Live – se ci sarà una satira credo che la faranno i ragazzi che adesso hanno 18 anni e troveranno modi, mezzi, tagli e parole che io non ho, io sono anziano per questa roba”. Spiegando che “ci sono già molti giovani che fanno roba on line molto forte”.
Il suo futuro Gipi lo immagina invece a “disegnare, scrivere, nel fare forse un po’ di cinema e questi corti per Propaganda.
Il Grande Fratello al via, c’è anche la figlia di Rutelli e PalombelliSu Canale 5 da lunedì con la D’Urso. Nella casa entra la sorella di Icardi
05 aprile 201919:42
Ai nastri di partenza Lunedì 8 aprile 2019, in prima serata in diretta su Canale 5, la sedicesima edizione del reality show prodotto da Endemol Shine Italy il Grande Fratello condotto, ancora una volta, da Barbara D’Urso.
Ad accompagnare la conduttrice ci saranno in studio i due opinionisti Iva Zanicchi e Cristiano Malgioglio, a sua volta ex gieffino in un’edizione della versione vip del reality. La Gialappa’s Band, quest’anno, non sarà presente. Annunciati nel corso della presentazione all’interno della casa alcuni dei partecipanti: Cristian Imparato, Ivana Icardi, sorella del giocatore dell’Inter Mauro che non vede suo fratello da tempo, Kiko’ Nalli (ex marito di Tina Cipollari e padre dei suoi tre figli), Alberico Lemmi, Serena Rutelli, figlia di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, estetista (“sogno di entrare da 10 anni, i miei sono secchioni io no ma sono felice e li amo).
Per quattro personaggi il programma è già iniziato: Audrey Chabloz, Angela Losito, Erica Piamonte e Daniele Dal Moro sono, infatti, gli aspiranti concorrenti entrati ne Il Grande Ranch dove scopriranno se arriveranno o meno nella Casa più spiata di Italia, lunedì prossimo.Serena Rutelli partecipa al Gf: ‘Mamma e papà si sono arresi’
Gazzè torna in tour, 2019 on the road5 luglio a Collisioni con Carl Brave, il 12 a Perugia con Britti
05 aprile 201916:23
– Il 2019 sarà on the road per Max Gazzè. Dopo il tour per i 20 anni de La Favola di Adamo ed Eva e il successo di Alchemaya, Gazzè torna sui palchi con il suo intero repertorio, dagli inizi alle ultime hit. Ogni concerto avrà una sua particolarità, come il concerto del 12 luglio a Perugia per UmbriaJazz, dove Max sarà accompagnato da Alex Britti e dal batterista francese Manu Katchè. Una sorta di remake di In Missione per conto di dio, dell’estate 2017. Altro evento speciale il 5 luglio al Collisioni Festival, Max dividerà il palco, per la prima volta, con Carl Brave, con cui ha collaborato per il brano Posso, già Disco di Platino. Le date: 1 giugno Scandiano (RE), 23 giugno Busson (AO), 30 giugno Legnano (MI). A luglio il 4 Udine, il 5 Barolo (CN), il 12 Perugia, il 14 Sogliano al Rubicone (FC), il 18 Peccioli (PI), il 19 Genova, il 22 Brescia, il 26 Reggio Calabria, il 30 Treviso. Ad agosto, il 2 Anzio (RM) e il 31 Monopoli (BA). A settembre, il 6 Vicenza, il 13 San Giovanni a Piro (SA), il 14 Modena.
Bullock modella disabile lancia lineaCollezione pensata per persone con stessi problemi online 15/6
05 aprile 201916:24
– Samanta Bullock, classe 1978, modella anglo-brasiliana disabile dall’età di 14 anni quando a suo padre partì un colpo dalla pistola che l’ha costrinse a vita alla sedia a rotelle, ha deciso di realizzare una linea di abbigliamento speciale adatta alle esigenze delle donne che hanno gli stessi suoi problemi. Samanta ha saputo ricostruire la sua carriera affermandosi nel mondo del tennis in Brasile (medaglia d’argento nel 2007 alle Pan An Games) e adesso impegnandosi nella moda. Ora Samanta lancia il suo nuovo marchio che sarà in vendita online sul suo sito dal 15 giugno. Capi pratici, adattabili, sostenibili, ma soprattutto inclusivi. E’ questa la priorità della modella che vivendo il problema in prima persona, ha voluto dedicare la sua attenzione alla comodità della moda per chi come lei è costretta a stare seduta tante ore. “Se ci sono delle modelle disabili in passerella – aveva preannunciato Samanta un anno fa – è importante anche che gli stilisti pensino alla vita delle persone con difficoltà motorie”.
Mick Jagger operato al cuore, in via di recupero Intervento a Ny per sostituzione valvola cardiaca
NEW YORK06 aprile 201902:31
Mick Jagger è stato operato al cuore ed è in via di recupero. Lo riferiscono i media americani.
Il frontman dei Rolling Stones, 75 anni, si è sottoposto a New York ad un intervento per la sostituzione di una valvola cardiaca e potrebbe essere dimesso in un paio di giorni. Prima di ritornare di nuovo in pista, avrà tuttavia bisogno di riposo.
L’intervento ha fatto seguito all’annuncio dello scorso fine settimana quando la band aveva deciso di posticipare il tour intitolato No Filter.
Il tour sarebbe dovuto partire il 20 aprile da Miami.
H&M Conscious, nuovo tessuto dall’ananasLa capsula comprende anche materiali tratti da alghe e da agrumi
05 aprile 201917:25
– La nuova capsule collection Conscious Exclusive 2019 H&M ha utilizzato per la prima volta tre nuovi materiali: Pinatex, un’alternativa naturale alla pelle proveniente dalle foglie di ananas; Bloom, una schiuma vegetale estratta dalle alghe e Orange Fiber, un tessuto sostenibile ottenuto dagli scarti degli agrumi. Fresca e giovane la nuova collezione comprende abiti floreali lunghi d’ispirazione gipsy, abiti grembiule, camiciole, pantaloni stampati animalier. La nuova Conscious Collection 2019 è interamente realizzata con materiali sostenibili, come cotone biologico al 100%, Tencel o poliestere riciclato, come anche il processo produttivo per realizzare questi materiali innovativi avviene attraverso il Sustainable Lab.
Per H&M rappresenta un importante passo avanti per raggiungere l’obiettivo di utilizzare il 100% di materiali riciclati o sostenibili entro il 2030.
Silvestri, esce La terra sotto i piediDisco in uscita il 3 maggio, sui social pubblicata la cover
05 aprile 201917:32
– “Lo so, tempo fa avevo annunciato un altro titolo, ma avevo anche aggiunto un profetico “se non cambio idea”. L’ho cambiata. E adesso penso che questo disco non poteva avere altro titolo che questo, né un’altra immagine a raccontarlo. Signori vi presento “La terra sotto i piedi. Esce il 3 maggio, e da oggi si può preordinare”. Daniele Silvestri annuncia così sulle sue pagine social il titolo definitivo del nuovo album, “La terra sotto i piedi” (Sony Music). Il post rivela anche la cover onirica ed evocativa del disco, realizzata dall’art director, grafico e fotografo Paolo De Francesco.
“La terra sotto i piedi” è il nono album in studio di Silvestri, un disco con i piedi in terra dopo i fili sospesi di Acrobati. Parte del nuovo lavoro è stato anticipato in questi mesi con la pubblicazione di 45 giri tematici, il “Vol.1: Dance Pack”, il ” Vol.2: Rap Pack” e l’ultimo, il ” Vol.3: Love Pack”, in uscita a metà aprile.
Archivio Balestra di interesse storicoSoprintendenza, è importante per la storia del made in Italy
05 aprile 201917:54
– La soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, del ministero dei Beni Culturali, “nell’ambito dell’attività di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale del Paese” ha dichiarato “l’Archivio di Renato Balestra d’interesse storico particolarmente importante”.
Lo annuncia una nota della stessa maison Balestra dove viene anche descritta la motivazione: “L’archivio, nella sua unitarietà ed eterogeneità, riveste un interesse storico particolarmente importante per la conoscenza e l’approfondimento dello stile e della creatività dello stilista Renato Balestra, firma storica dell’Alta moda italiana, nonché della storia del costume e del made in Italy, mistura di tradizione tecnica ed artigianale, in cui la costruzione sartoriale degli abiti si sposa con il sapiente uso dei tessuti e dei ricami”.
L’archivio è costituito da materiali documentari eterogenei prodotti nell’arco di tempo che va dai primi anni Cinquanta fino al primo decennio del Duemila.
Claudio Imperatore, come House of CardsAll’Ara Pacis vita e intrighi di un personaggio controverso
SA+CLICCA PER INGRANDIREDi Luciano FioramontiROMA05 aprile 201920:04
Una figura controversa, un uomo considerato inadatto a tenere le redini dell’ impero che invece gli furono consegnate a cinquanta anni, acclamato dai pretoriani, dopo l’ assassinio del nipote Caligola. Tragico fu anche il rapporto con le ultime due delle sue quattro mogli, Messalina e Agrippina “famigerate più che famose”. L’ imperatore Claudio era cresciuto all’ ombra di una dinastia costellata, appunto, di fatti di sangue, intrighi di corte, scelte politiche ardite, matrimoni discutibili o combinati, in un intreccio di giochi di potere che oggi fa pensare alla trama di una serie tv, una House of Cards nello scenario dell’ Urbe di duemila anni fa. Affrontare con occhio scientifico il primo imperatore nato lontano dal territorio italico – a Lugdunum, l’ attuale Lione – offre però l’occasione di rileggere il personaggio mettendone in luce anche le capacità amministrative, i meriti per aver avviato riforme economiche e opere pubbliche importanti, l’organizzazione dell’Annona e del Porto di Ostia. La grande mostra “Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia”, all’Ara Pacis fino al 27 ottobre, è un viaggio suggestivo, scandito da opere di grandissimo valore in prestito da sedi espositive prestigiose come il Louvre, il British, i Musei Vaticani, e dalle meraviglie del patrimonio conservato nella rete di strutture espositive di Roma. La mostra arriva nella Capitale dopo il successo ottenuto al Musée des Beaux Arts di Lione ed è il risultato della collaborazione tra la Soprintendenza capitolina ai Beni Culturali e la città francese. A curarla Claudio Parisi Presicce e Lucia Spagnolo su progetto curatoriale di Geneviève Galliano e François Chausson, cui si deve il bel catalogo. “Rendere a Claudio la giustizia dovuta”, è uno degli scopi di questo lavoro comune, ha spiegato Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice della Sovrintendenza capitolina. L’ Ara Pacis è luogo particolarmente adatto al tema: sul monumento compaiono i genitori di Claudio, Druso e Antonia Minore, e il piccolo Germanico, il fratello più famoso. La narrazione parte dalla nascita, nel 10 avanti Cristo, fino alla morte a Roma nel 54, concentrandosi sui 13 anni di regno di Claudio. Il personaggio, afflitto da problemi fisici e ritenuto non dotato di abilità politica, restò nell’ombra a lungo. Augusto avrebbe preferito vedere imperatore il fratello Germanico, che però morì in circostanze misteriose. Il popolo e l’esercito scelsero come successore il figlio di Germanico, Caligola, che venne ucciso a coltellate nel suo stesso palazzo. “Nessuna fonte lo dice – osserva Lucia Spagnolo – ma è improbabile che Claudio non avesse responsabilità nell’assassinio”. Sangue e morte segnarono anche i rapporti con le quattro mogli. Quando sposò la quattordicenne Messalina, aveva trent’anni più di lei. L’ imperatrice, passata alla storia per i vizi veri o presunti, era la madre di Britannico, il primo erede maschio della dinastia giulio-claudia, e fu costretta al suicidio per la relazione con l’ amante Gaio Silio, “l’ uomo più bello di Roma”, ucciso a sua volta. Per Britannico si chiusero tutte le porte per il potere. Claudio sposò la nipote Agrippina e favorì il figlio Nerone. Fu lei, figlia di Germanico e sorella di Caligola, a far uccidere Claudio. Nerone fu acclamato imperatore e durante un banchetto fece avvelenare il fratellastro Britannico che aveva contestato la legittimità della successione. Il racconto si sviluppa attraverso una serie di opere straordinarie, su uno sfondo rosso imperiale di grande effetto, e di elementi multimediali. Ecco la Tabula Claudiana, che riporta il discorso tenuto da Claudio in Senato nel 48 che apriva alla concessione della cittadinanza ai notabili galli; il cameo con il ritratto di Claudio imperatore, il ritratto in bronzo dorato di Agrippina Minore proveniente da Alba Fucens; la ricostruzione del Palazzo del Governatore, edificato su una collina a Lione, dove si ipotizza la nascita di Claudio; il contenitore delle ceneri di Agrippina Maggiore. François Chausson, che insegna Storia Romana alla Sorbona, ha ricordato che con Claudio l’Impero acquisì cinque nuove province. “Messalina fu più vittima che donna perversa – ha osservato -. Claudio non era un uomo debole, era sottile, colto. Arrivò al potere a 50 anni dopo tante morti sospette. Del resto, il parricidio all’epoca era quasi uno sport. In politica fu un grande organizzatore, con lui furono avviate grandi costruzioni, acquedotti, restauri, per migliorare la vita del popolo romano”.
Apre a Milano il Museo del DesignOggetti iconici dal 1946 al 1981, già pronto l’ampliamento
05 aprile 201918:34
– Nasce alla Triennale di Milano il prossimo 8 aprile, non a caso il giorno prima dell’apertura del Salone del Mobile, il museo del Design. Uno spazio che ripercorre la storia del mondo dal 1946 al 1981 attraverso gli oggetti iconici creati in quegli anni.
Si va dal telefono Grillo, alla radio Brionvega, dalla poltrona Proust di Alessandro Mendini ai Moon Boot. Esempi del genio del Made in Italy con accanto, in diversi casi, il loro prototipo in legno (questi ultimi concessi in deposito da Regione Lombardia). L’allestimento è cronologico. Sul muro del lungo salone a piano terra che ospita il museo sono segnati i grandi eventi accaduti in quegli anni dall’allunaggio al rapimento Moro.
Un allestimento semplice, ha spiegato il direttore Joseph Grima, ideato per “far parlare gli oggetti”. Ma questo – ha avvertito alla presentazione alla stampa il presidente della Triennale Stefano Boeri – è solo l’inizio. L’esposizione si Guerre Stellari”.
George Benson all’Arona Music FestivalIl 12 luglio concerto del chitarrista, prima data italiana
TORINO05 aprile 201919:03
– Approda alla seconda edizione di Arona Music Festival, il 12 luglio sul lago Maggiore, un’icona mondiale della storia della musica, George Benson, fra i più raffinati ed eleganti chitarristi della scena internazionale, dotato di uno straordinario talento vocale. Un grande concerto prodotto da D’Alessandro e Galli.
Con la sua mitica chitarra Ibanez, e il suo inconfondibile stile, Benson proporrà brani che hanno fatto la storia musicale degli ultimi decenni, come ‘Give Me The Night Turn Your Love Around’, ‘On Broadway’, ‘Nothing’s Gonna Change My Love For You’, ‘Song For My Brother’.
Nato e cresciuto a Pittsburgh, in Pennsylvania, ha iniziato a suonare a 7 anni l’ukulele in una drogheria, in cambio di pochi dollari, a 8 la chitarra in un nightclub senza licenza, fino a quando la polizia l’ha chiuso, a 10 ha registrato il suo primo singolo, ‘She Makes Me Mad’. Da lì una carriera senza fine, anche a fianco di mostri sacri come Miles Davis e Stevie Wonder, Quincy Jones e tanti altri.
Torna il Pordenone Blues FestivalDal 15 al 20 luglio, in arrivo Hackett e Kool & The Gang
PORDENONE05 aprile 201919:06
– Svelato il programma del “Pordenone Blues Festival”, in calendario dal 15 al 20 luglio prossimi. Il cast artistico annovera, anche per questa 28/a edizione, grandi nomi della scena musicale mondiale: il fenomeno cult per eccellenza The Stars from the Commitments, autentiche stelle del ‘Dublin Soul’ (data unica in Italia); Steve Hackett, leggendario ex chitarrista dei Genesis; i grandi maestri Kool & The Gang, iconici padrini della disco-funk (data unica in Italia); Rival Sons, quartetto rock blues californiano di stanza a Long Beach; Eric Sardinas, tra i chitarristi più intensi del circuito rock-blues mondiale e Joanna Connor. Quanto al tradizionale blues contest, quest’anno si fa internazionale con l’International Blues Challenge assieme al Deltablues Festival di Rovigo e in collaborazione con Rootsway Festival e il magazine Il Blues. L’evento friulano apre ufficialmente le iscrizioni al 36/o International Blues Challenge, promosso da The Blues Foundation.
‘Souvenir d’Italie’ in mostra a FirenzeRaccolta di disegni e acquarelli tra ‘500 e ‘800 a Museo Horne
FIRENZE05 aprile 201919:14
– Una raccolta di disegni e acquarelli come omaggio alle vedute e ai paesaggi dell’Italia che nel corso dei secoli hanno ispirato molti artisti. E’ quanto propone la mostra ‘Souvenir d’Italie’ ospitata dal museo Horne di Firenze da domani fino al 30 luglio. I disegni esposti, realizzati tra il ‘500 e l”800, raccontano viaggi e soggiorni, raffigurano scenari urbani e naturali che hanno contribuito a diffondere un’idea d’Italia ancora oggi presente nell’immaginario collettivo: dalla veduta di San Pietro in costruzione di Giovan Battista Naldini, a quella di Firenze ideata da Remigio Cantagallina, da Lorrain con contribuì a creare il mito della campagna romana a John Robert Cozens che seguì William Beckford nelle tappe del Grand tour. La maggior parte dei disegni sono esposti al museo Horne per la prima volta, tra cui, quattro opere del celebre vedutista Francesco Guardi.
Hit parade, primo Coez, E’ sempre belloSul podio altre due new entry Fiorella Mannoia e Billie Eilish
05 aprile 201920:08
Tre new entry sul podio della nuova hit parade. La prima è l’album di Coez, in testa alla top ten, È sempre bello, uscito il 29 marzo per Carosello Records, che debutta al primo posto della classifica Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana e conquista anche la vetta dei singoli.
L’album è composto da 10 tracce potenti che segnano la crescita del cantautore e arrivano dopo il singolo omonimo, impostosi subito ai primi posti delle charts di streaming e di vendita, rimanendo stabile da due mesi e mezzo nelle top 10 delle classifiche con oltre 30 milioni di streaming. Uno dei brani più visti degli ultimi mesi, il cui videoclip ha superato 17 milioni di views. Secondo posto per Fiorella Mannoia con Personale, album uscito il 29 marzo con 12 tracce inedite, più una canzone scritta con l’artista napoletano Antonio Carluccio, anticipato dal singolo, Il peso del coraggio. Al terzo posto la 17enne cantautrice americana Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Cinemadays,1 milione 227 mila spettatoriBonisoli, “obiettivo è far funzionare offerta tutto l’anno”
05 aprile 201916:22
– Si è chiuso con un totale di 1 milione e 227mila spettatori in sala l’appuntamento con i Cinemadays 2019 che, nei 4 giorni di iniziativa, ha generato il miglior risultato in termini di presenze degli ultimi quattro anni (luglio e aprile 18, aprile 16) e ha registrato una crescita del pubblico del 142% rispetto alla settimana scorsa e del 156% rispetto a quella ancora precedente.
“Il nostro obiettivo è far funzionare tutto l’anno questa importante industria culturale, che contribuisce a far conoscere l’Italia nel mondo. Per la prima volta l’offerta culturale cinematografica sarà protagonista anche durante la stagione estiva. Il 2019 può essere l’anno della svolta. La settima arte ha il potere di arrivare a chiunque, la sua forza sta proprio nella capacità di trasmettere con maggiore incisività emozioni, saperi e valori e stimolare riflessioni attraverso una semplice ‘immagine in movimento” ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli.
Louis Garrel, ‘L’uomo fedele’ sono ioCasta, mi ispiro a Magnani, Schneider e Rowland
05 aprile 201920:02
Marianne (Laetitia Casta) e Abel (Louis Garrel) si amano e vivono insieme, ma un bel giorno all’improvviso lei lascia lui perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Nessun dramma, nessun piatto rotto, nessuna richiesta di spiegazione da parte di Abel che fa i bagagli e se ne va. Inizia così ‘L’uomo fedele’ diretto e interpretato da Louis Garrel e in sala dall’11 aprile con Europictures. “Sono sempre stato circondato da donne forti – spiega oggi a Roma Garrel -, perciò sono abituato a lasciar fare alle donne. Molti uomini che hanno visto il film mi hanno detto che non si identificavano troppo in Abel, invece per me è normale”. E sullo stesso tema ha da dire qualcosa anche la Casta, moglie di Garrel: “Non decidere è alla fine un modo per mantenere il potere”. Tornando a ‘L’uomo fedele’ , scritto dallo stesso Garrel insieme a Jean-Claude Carrière, ritroviamo Abel, nove anni dopo, al funerale di Paul, l’amico che gli aveva rubato e messa in cinta Marianne. Gli ex amanti si rivedono e pensano bene di ricominciare ma la giovanissima Eve, sorella di Paul, è innamorata di Abel e lo vuole. A complicare tutto, in questo film che attraversa tanti generi, c’è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre. “Questo è un film di sentimenti, ma non sentimentale – dice Garrell di questo suo secondo lavoro da regista -. E lavorare poi con Carrière è stato fondamentale perché io amo il sentimentalismo e lui lo odia. Certo per ‘L’uomo fedele’ mi sono ispirato a Truffaut, anche se il film attraversa tanti generi dalla commedia, al thriller al romanticismo. Comunque – riconosce – volevo fare un film tipicamente francese in cui si possono ritrovare Mirabeau, Racine e libri come Le relazioni pericolose (romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos del 1782)”. Di poche parole la bellissima Casta oggi all’incontro stampa. Attrici di riferimento? “Sicuramente Anna Magnani, Romy Schneider e Gena Rowland – dice l’attrice – . I film che mi piacciano di più – aggiunge- sono sicuramente quelli d’amore anche se oggi sono molto commerciali”. Lavorare con il marito sul set? “Una cosa davvero strana – dice – Louis diventa un’altra persona”.
Da nipoti Jackson un controdocumentarioRisposta al discusso ‘Leaving Neverland’
WASHINGTON06 aprile 201903:01
I nipoti di Michael Jackson rispondono al discusso ‘Leaving Neverland’ con un contro documentario nel quale raccolgono testimonianze a difesa del re del pop per respingere le accuse di abusi sessuali contro minori. La famiglia di Michael si è affidata ad un filmato della durata di trenta minuti, pubblicato su YouTube. Si intitola ‘Neverland Firsthand: Investigating the Michael Jackson Documentary’. Con la partecipazione del giornalista australiano Liam McEwan (che è anche il produttore), contiene interviste a Taj e Brandi Jackson, nipoti del musicista scomparso nel 2009. Il documentario ripercorre le vicende processuali della star, che è sempre uscita assolta dalle accuse, e propone una lettura diversa delle vicende che hanno sollevato tanto scalpore mettendo in discussione la figura dell’artista e a rischio la sua eredità musicale. –
Bezos, nuova compagna chiede il divorzio
All’indomani dell’accordo tra il capo di Amazon e la moglie
LOS ANGELES06 aprile 201902:57NE
Lauren Sanchez, personaggio televisivo e nuova compagna di Jeff Bezos, ha chiesto il divorzio all’indomani dell’accordo sulla fine del matrimonio tra l’amministratore delegato di Amazon e la ormai ex-moglie Mackenzie del valore di 36 miliardi di dollari. Sanchez e il talent scout Patrick Whitesell, suo marito da 14 anni, lo scorso venerdì hanno entrambi depositato i documenti per avviare le pratiche di divorzio. Chiederanno l’affidamento congiunto dei loro due figli. L’accordo tra Jeff Bezos e MacKenzie è stato firmato giovedì. La coppia miliardaria aveva annunciato che stava per divorziare a gennaio, poco prima che il National Enquirer rivelasse che il tycoon e la anchor woman avevano una relazione. In seguito, Bezos ha accusato l’editore della rivista di aver minacciato di pubblicare sue foto compromettenti se non avesse smesso di indagare su come il National Enquirer era venuto in possesso dei suoi messaggi privati con la nuova fidanzata.
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