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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 13 Aprile, 2019, 10:46:33 di Maurizio Barra

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ALLE 10:46 DI SABATO 13 APRILE 2019

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Cartoons on the Bay apre con Dragonero in tv e Unicef
A Torino anche Davide Bonelli. Festa a Convenzione diritti bimbi

TORINO12 aprile 2019 05:31

C’è Dragonero, nato una sera del lontano 1995 dai disegni fatti su una tovaglietta di carta di un’osteria dai suoi “papà” (Stefano Vietti e Luca Enoch) e ora pronto per diventare una serie tv e ci sono i diritti dei bambini che l’Unicef presenta come fiori colorati e delicati e spesso barbaramente calpestati in tutto il mondo. Ma anche tutto quello che sta accadendo nel vorticoso mondo dell’animazione e della crossmedialità e tutto quello che succederà nei prossimi mesi: a Torino per il terzo anno di fila si è aperto Cartoons on the Bay, il festival promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte. Dragonero, il cacciatore di draghi di casa Bonelli, è il protagonista di una bellissima mostra al Centro di Produzione Tv Rai di Torino e tra gli ospiti dell’apertura, come fa notare il direttore del festival Genovesi, c’è anche Davide Bonelli che “non si muove quasi mai per queste occasioni ma solo per le cose veramente importanti”. “E’ un allestimento stupendo e ci sono totem e altre cose meravigliose che vorremmo portarci a casa anche noi… E per la prima volta Dragonero sarà presentato anche da anziano” raccontano Vietti ed Enoch che sottolineano come Torino li abbia accolti, coccolati e gratificati di “tanti anni di lavoro che abbiamo dedicato a questo personaggio”. E annunciano la grande novità: “Il nostro personaggio esce per la prima volta dal pur soddisfacente alveo del fumetto, mette il nasino fuori per fare chissà cosa… C’è l’intenzione di valutare un progetto per una produzione di una serie animata in coproduzione Rai e Sergio Bonelli di cui sabato vedremo il primo trailer su cui stiamo lavorando da tre anni”.L’altra mostra ospitata alla Rai a via Verdi è “Omaggio a Topolino – La storia di una pop star”, in collaborazione con Walt Disney Italia. A Torino sono stati celebrati anche i 30 anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
“Dedichiamo a questo il nostro festival di quest’anno” dice Genovesi. “Ci siamo affidati a un gruppo fantastico di giovanissimi – racconta Patrizia Paternò dell’Unicef – che hanno realizzato una clip su cosa significano i diritti dell’infanzia e cosa vuol significa calpestarli grazie alla metafora dei fiori che finiscono sotto i piedi di noi adulti” ha concluso.

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“Cartoons on the Bay è un evento unico nel suo genere che dal 1996 offre alle famiglie italiane, ai piccoli e ai grandi, la prova dell’eccellenza Rai in un settore fondamentale qual è l’animazione televisiva riferita alla produzione di cartoni animati e legata alla Tv dei ragazzi” dice il presidente Rai Marcello Foa in un messaggio. Nel futuro l’impegno crescerà ancora. “Nel nuovo piano industriale, l’attenzione per i più giovani è tra i temi centrali e prevede la realizzazione di prodotti specifici capaci di intrattenere e allo stesso tempo educare i ragazzi sulla base dei valori e dei costumi della società contemporanea”, annuncia Fabrizio Salini amministratore delegato della Rai. E l’ad di Rai Com Monica Maggioni aggiunge: “Cartoons è diventato un laboratorio privilegiato per addetti ai lavori e appassionati provenienti da tutto il mondo”. Ma Cartoons non dimentica uno dei suoi grandi amici e massimi artisti italiani di questo campo: sul sito http://www.cartoonsbay.rai.it/bruno-bozzetto sono disponibili le sale Bruno Bozzetto della Hall of Fame ricche di immagini, filmati e note biografiche dell’animatore, disegnatore, creatore di graphic novel e regista, ma soprattutto creatore quasi 60 anni fa del mitico signor Rossi.

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Diplomi e attestati in mostra a Parma
Dal 13/4 documenti quasi quotidiani per conoscere storia e arte

PARMA12 aprile 201910:24NEWSS

– Esistono tanti modi per conoscere la storia e l’arte, a volte spunti inaspettati e sorprendenti chiavi di lettura nascono da documenti quasi quotidiani.
Attestati e diplomi di merito, ad esempio, intrecciano vicende e stili del proprio tempo con momenti di vita privata di persone sconosciute o notissime. Oltre cento pezzi, tra diplomi, calamai e oggetti d’epoca, ricostruiranno un’atmosfera di piccoli e grandi successi – nell’epoca a cavallo tra XIX e XX secolo – in una mostra in programma dal 13 aprile all’1 settembre al Museo Glauco Lombardi di Parma.
‘Per onore e per merito. Storia, arte, stili nei diplomi di benemerenza’ è il titolo della mostra, i cui pezzi provengono dalle collezioni Bezzi e Gerra, dall’Archivio Storico Barilla, da collezioni private e opere del Museo stesso. Il Museo, nato dalla passione collezionistica di Glauco Lombardi (1881-1970), raccoglie testimonianze su Maria Luigia d’Asburgo e Napoleone Bonaparte, oltre a opere e documenti sul Ducato di Parma nel XVIII e XIX secolo.

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Astro Linda in Missione Spazio ReloadIn esclusiva su Rai Play, da metà maggio su Rai Gulp

TORINO12 aprile 201911:23

– I duri anni di addestramento, di studio e di sacrifici per prepararsi alla missione. La condizione di microgravità che fa svolazzare all’interno dei moduli della stazione dimenticando l’alto e il basso. Il bere una sola bolla d’acqua catturandola mentre fluttua nel vuoto. E infine la meravigliosa sensazione di essere piccoli in un universo gigantesco che solo guardare la Terra dalla spazio sa dare. Ci sarà tutto questo ma anche i racconti delle attività di Luca Parmitano, di Samantha Cristoforetti e di Paolo Nespoli al centro della nuova edizione di Missione Spazio Reloaded che è stata presentata a Cartoons on The Bay, festival della animazione crossmediale promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com. Si tratta di una produzione di Rai Ragazzi, realizzata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Italiana e Aeronautica Militare, disponibile in esclusiva sulla piattaforma Rai Play e il portale web di Rai Gulp e poi da metà maggio, in onda anche sul Canale Rai Gulp.
A guidare questo “viaggio” di otto puntate ci sarà @astro_Linda, ovvero Linda Raimondo, studentessa di fisica e appassionata di spazio e di scienza, pronta a far parte degli astronauti che saranno selezionati per arrivare su Marte.

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In questa nuova edizione di Missione Spazio, gli astronauti faranno conoscere non solo lo spazio e il volo umano, ma anche il valore della convivenza, della ricerca scientifica effettuata in condizioni di microgravità e la funzione “aggregante” che ha il cibo in condizioni estreme come lo spazio. Ogni dichiarazione ci riporta al momento in cui dei bambini hanno sognato di diventare astronauti fino a quando, questi stessi bambini oramai adulti, sono riusciti a realizzare il loro sogno, passando per la selezione, l’addestramento, la partenza, la vita in orbita, per tornare poi sulla terra. Sempre su RaiPlay saranno presto disponibili anche contenuti speciali, con interviste a personaggi legati al mondo dello spazio.

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World Press Photo, vince John MooreTra i premiati anche due italiani, Gualazzini e Tugnoli

12 aprile 201913:41

– “Il mio obiettivo da quando, dieci anni fa, ho iniziato a occuparmi con le mie foto di immigrazione e sicurezza delle frontiere è stato quello di fare luce su una tematica che viene spesso raccontata solo attraverso le statistiche. Sono molto orgoglioso di vedere che questo lavoro sta avendo un impatto su un pubblico globale”. Lo ha detto il fotoreporter John Moore vincitore del premio della World Press Photo Foundation per la Foto dell’Anno con il suo scatto della bambina honduregna che piange mentre sua madre è detenuta dal Border Patrol degli Stati Uniti.
“E’ un onore incredibile ricevere questo riconoscimento dalla World Press Photo Foundation” ha sottolineato Moore che è special correspondent e senior photographer di Getty Images. Tra i vincitori del più importante premio di fotogiornalismo, anche due italiani dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini per Ambiente, Storie e Lorenzo Tugnoli per General News, Storie.
La mostra di fotogiornalismo sarà al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 25 aprile.

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Rai3 festeggia 30 anni Blob programma cultCinque speciali dal 14 aprile

12 aprile 201921:02

“Blob – dice Enrico Ghezzi uno degli storici ideatori del programma cult – ha un pregio enorme: è un antidoto a se stesso”. Il 17 aprile la storica trasmissione di Rai3 compie 30 anni e supera il traguardo delle 9268 puntate, di cui oltre mille monografiche.
Adesso, giustamente, si autocelebra con 5 appuntamenti speciali da domenica 14 aprile che si aggiungono alla normale collocazione delle 20.
Venti minuti di “surrogato televisivo”: la tv smontata, rimontata e messa a nudo attraverso il montaggio per svelare cosa il video e i suoi protagonisti di tutti i giorni ci dicono.
E’ Blob, una delle trasmissioni che hanno rivoluzionato la storia della tv, ricordata oggi a viale Mazzini con l’attuale direttore di Rai3 Stefano Coletta, con il direttore di allora Angelo Guglielmi e poi oltre Ghezzi tanti protagonisti e amici (presenti fra gli altri Franca Leosini, Alba Parietti, Sandra Milo, Furio Colombo, Fulvio Abbate, Maurizio Mannoni e Pino Strabioli). Nel corso della presentazione menzionato Marco Giusti, assente, inventore insieme a Ghezzi di Blob, ed ex autore del programma.

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Blob ha rappresentato un punto fermo nella programmazione della terza rete raccontando, quotidianamente, l’Italia, il cambiamento delle mode e dei costumi, la politica, la società, la musica, il grande e il piccolo schermo. Non esiste fatto o evento che non sia stato affrontato da Blob nella particolare chiave di lettura caratteristica della trasmissione. Ha offerto uno sguardo al di fuori della paludata e classica informazione senza, però, mai perdere di vista la verità e la correttezza. Il racconto è stato accompagnato, spesso, anche da una spregiudicatezza che non ne ha mai intaccato la qualità.
L’ex capostruttura di quegli anni Bruno Voglino dice che “Blob è per definizione il doppio: ha l’ambiguità delle opere d’arte, a seconda di come lo recepisci”. L’ex direttore Guglielmi aggiunge: “La parola Blob è stata trasferita in letteratura (non solo in Italia), nel giornalismo. È diventato un modo di dire, di comportarsi Blob è la televisione ma anche, insieme, l’oltraggio alla televisione. Blob ci prende in giro, ma ha la malizia degli dei di farci sorridere,  ognuno di noi è nel mirino del suo giudizio, non ci lascia mai in pace”.

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Ghezzi legge un passaggio di un racconto di Kafka sul desiderio di diventare pellerossa. Quindi fa notare: “Tutte le immagini meritano un rispetto. Il pellerossa che vuole diventare pellerossa, l’immagine che vuole diventare immagine, in questi secondi quello che si sgretola mentre si installa il desiderio, è di tutto. Mentre si installa, inizia a dissolversi”.
I 5 appuntamenti speciali: domenica 14 aprile alle ore 00.10, mercoledì 17 aprile 10 clip per tutta la giornata, giovedì 13 giugno alle ore 23.20. Ed ancora durante l’estate, quando saranno riproposti spezzoni del programma e 6 notti di Fuori orario.
Alba Parietti dice di ringraziare Blob perché ha consentito a lei e a tanti personaggi di esistere. “Blob è un capolavoro di psicopatia nella dimensione della nostra vita quotidiana. Sono stata oggetto di riciclo da parte di Blob e mi ci ritrovo a mio agio perché sono chiamata donna di plastica. Come dice Guglielmi, l’unico modo di fare cultura in televisione è non farla”. Leosini: “Blob fa parte della storia del Paese: unisce ironia, fantasia e sberleffo”. E sottolinea: “Io sono una creatura di Guglielmi”.
Sandra Milo confessa: “Io sono stata una delle vittime di Blob (chi non si è imbattuto almeno una volta nelle immagini mandate all’infinito di lei che lascia lo studio tv dopo una telefonata urlando il nome del figlio ‘Ciro, Ciro..’? ndr). All’epoca me la prendevo tantissimo, ma poi ho capito che era una invenzione, una rivoluzione, un modo di raccontare la vita e la realtà in maniera diversa”. Furio Colombo: “Guardavo Blob dagli Stati Uniti. Mi divertivo a carico di una situazione reale da cui ero distante. Mi divertivo fino a quando sono comparso io. Una sorta di esperimento scientifico”.
Tra le clip che scorrevano durante la conferenza tagliate e ricucite da Blob insieme quelle divertenti di alcune papere messe tutte insieme delle storiche annunciatrici tv Rai, i capisaldi storico tv da cui si dipana il racconto degli ultimi decenni: l’11 settembre, piazza Tienanmen, una su Aldo Biscardi.
Quindi le immagini di Bin Laden sulle note di Heidi. insomma un compendio di storia italiana, e internazionale, che passa dalla morte del Pci (le lacrime di Occhetto) fino ai giorni nostri.

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Riondino, deluso da M5S, Taranto tradita
Gazzè, Elio, Malika a concerto per sensibilizzare su situazione

12 aprile 201918:30

– “Taranto è stata tradita. Il Movimento 5 Stelle l’ha usata per fare incetti di voti, dove alle elezioni ha preso quasi il 50% delle preferenze, e poi l’ha lasciata al suo destino. Anche io ho votato il MOvimento perché mi fidavo, ci ho messo la faccia in televisione, nelle interviste. Ma siamo stati tutti traditi”. Michel Riondino, direttore artistico dell’Uno Maggio Taranto, la manifestazione che da 6 anni accende i riflettori sulla città dell’Ilva, va all’attacco dei 5 Stelle, rei di non aver mantenuto le promesse elettorali sulla riconversione di quella che prima era “la fabbrica assassina” e poi, a risultato ottenuto, “ora non preoccupa più nessuno”. Per l’edizione 2019, saliranno sul palco del Parco Archeologico delle Mura Greche Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Colle der fomento, CorVeleno, Andrea Laszlo De Simone, The Winstons, Dimartino, Epo, Mama Marjas, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Terraross, Bugo, Sick Tamburo, Bobo Rondelli, Maria Antonietta.

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A Urbani il Della Rovere di TizianoTorna ‘a casa’ ritratto Vecellio. Esposte collezioni roveresche

URBANIA (PESARO URBINO)12 aprile 201914:47

– Il duca torna “a casa” dopo 400 anni: la mostra evento “Francesco Maria Della Rovere di Tiziano” allestita nelle sale del Palazzo Ducale di Urbania riporta nella sua dimora originaria il ritratto su tela di Tiziano Vecellio, dove è esposto dal 14 aprile al 14 luglio.
L’esposizione vuole ripercorrere le Collezioni dei Della Rovere racchiuse tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Seicento nelle sale del Palazzo Ducale dell’antica Casteldurante, l’odierna Urbania. Il duca Francesco Maria I Della Rovere (1490-1538) diceva di avere la corte a Pesaro, il palazzo a Urbino, la casa a Casteldurante. Passati quasi quattro secoli dal trasferimento delle collezioni artistiche al Granducato di Toscana – dopo la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio nel 1631 – c’è la possibilità di rivedere, nel palazzo dove era originariamente conservato, uno tra i più significativi capolavori della pittura rinascimentale.

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Design in Borsa con mostra su Gio PontiIn mostra pezzi più rappresentativi dello stile dell’architetto

12 aprile 201915:09

– Il design entra in Borsa con la mostra “Gio Ponti. A Lifestyle Cell”, a cura di Gio Ponti Archives su progetto di Francesca Pini, ospitata a Palazzo Mezzanotte fino al 16 aprile.
L’installazione mette in mostra i pezzi che più rappresentano lo stile dell’architetto e si riallaccia idealmente all’intervento che Gio Ponti fece negli anni ’20 nella sede di Borsa Italiana, incentrato sulla ceramica e sulla figura femminile, con maioliche prodotte dalla manifattura di S.
Cristoforo, la stessa che realizzò il busto di donna in mostra, di cui esistono pochissimi esemplari al mondo. La mostra presenta anche due mani in ceramica realizzate per Richard Ginori dalla Manifattura di Doccia, mentre la Ceramica di Vietri Francesco De Maio ha realizzato per la mostra un pavimento della collezione Blu Ponti. Si tratta di uno dei 33 disegni ideati per le stanze dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento che raffigura il labirinto simbolo di Ponti. In mostra anche due poltrone in velluto azzurro per il treno di lusso ETR 300 – Settebello delle Ferrovie dello Stato Italiane, create negli anni ’50.

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Arte dal Bahrein all’Accademia AlbertinaFino al 2 giugno 30 opere in dialogo con capolavori arte europea

TORINO12 aprile 201915:47

– L’arte contemporanea araba dialoga con la tradizione artistica europea, dal Rinascimento al ‘900, nella mostra aperta fino al 2 giugno alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. In tutto sono esposte una trentina di opere realizzate dai più importanti artisti del Bahrein dal 1970 ad oggi in dialogo con i capolavori della Pinacoteca.
All’inaugurazione era presente la sceicca, nonché artista e responsabile dell’Autorità del Regno per la Cultura e le Arti, H.E. Sheika Hala Mint bint Al Khalifa, oltre alla neo presidente dell’Accademia Paola Gribaudo e al direttore Salvo Bitonti.
La mostra è il frutto di una collaborazione tra il Bahrein e l’Accademia che ha già portato allo scambio di mostre tra cui quella al Teatro Nazionale del Barhein, nel marzo 2018, di una collezione di modellini di scenografie della Storia del teatro realizzati dagli studenti dell’Accademia. “Crediamo tantissimo in questo scambio di cultura con l’Italia”, ha detto Sheika Hala Mint bint Al Khalif.

Collezione di trolley Montblanc PirelliDesign nei modelli leggeri in policarbonato e dettagli in pelle

12 aprile 201915:48

– Montblanc e Pirelli, performance e design si uniscono per realizzare un nuovo trolley dalle caratteristiche performanti. Condividendo infatti la stessa filosofia d’innovazione, le due aziende presentano la speciale collezione di trolley in edizione limitata.
Ispirata allo spirito del viaggio d’esplorazione, la collaborazione fa leva sulla tradizione di dinamicità e velocità che contraddistingue Pirelli dal 1872. I trolley superleggeri in policarbonato rifinito in pelle nera hanno ruote performanti e manico di precisione. L’estetica elegante è ulteriormente valorizzata da raffinati dettagli iconici, incluso il tipico motivo del battistrada Pirelli P Zero.

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Montblanc e Pirelli hanno una forte identità legata al viaggio e all’innovazione. Montblanc realizza infatti prodotti di lusso per il viaggio da oltre 110 anni. Come fornitore di pneumatici High Value, anche Pirelli è presente nelle competizioni sportive da oltre 110 anni con tecnologie all’avanguardia.
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Premio Unesco-Fellini a Paolo TavianiRestaurato Good Morning Babilonia girato nel 1987

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– Il regista Paolo Taviani riceverà la medaglia Unesco – Fellini al Lucca Film Festival e Europa Cinema in occasione dell’inaugurazione della manifestazione al cinema Astra, domani a Lucca. Il regista italiano incontrerà il pubblico in una lezione di cinema e presenterà il restauro di ‘Good Morning Babilonia’ del 1987, girato negli ex studi cinematografici di Tirrenia e Firenze nel cinema Odeon. La pellicola restaurata dalla Cineteca Nazionale e Istituto Luce Cinecittà è la prima volta che viene proiettata sul grande schermo (dopo il restyling) in Italia dopo essere stata presentata a Locarno. Il regista, inoltre, visiterà la mostra ‘Omaggio ai Taviani. Un viaggio da San Miniato a Hollywood’, a Palazzo Ducale (fino al 23 aprile), in programma al festival, a un anno dalla scomparsa del fratello Vittorio (15/04/2018). Tra gli eventi della prima giornata, inoltre, la prima italiana de ‘La Llorona – Le lacrime del male’ di Michael Chaves, film che uscirà nelle sale italiane il 17 aprile con la Warner Bros.

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In scatti Doisneau elogio quotidianitàCon 88 foto a Trieste la sua più ampia retrospettiva in Italia

TRIESTE12 aprile 201916:24

– Come un bravo “pescatore” di foto, Robert Doisneau passava ore in attesa che tutto quello che si muoveva attorno a lui potesse essere immortalato. Senza fretta, dunque, sono nate alcune delle più belle immagini di “poesia della quotidianità” che, da oggi e fino al 23 giugno, saranno esposte al Magazzino delle Idee di Trieste nella “più ampia retrospettiva sul fotografo francese mai presentata in Italia”, come spiega la curatrice, Tessa Demichel. Una lunga sequenza di vita scandita da 88 scatti, che attraversano un secolo di storia, dal 1929 al 1987. “Robert Doisneau. Across the Century” è la mostra promossa dall’Ente regionale per il patrimonio culturale del Fvg, con diChroma photography. E Across the Century è anche il racconto della celebrazione della bellezza misconosciuta del quotidiano. Come il celebre Bacio all’Hotel de Ville, una delle immagini più riprodotte nella storia della fotografia, o il ritratto dell’amico Jacques Prevert, immortalato non nel suo splendore, ma in una scena quotidiana.

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Pistoia Blues, una storia lunga 40 anniPresentato ddl per sostegno e valorizzazione del Festival

12 aprile 201916:54

– Se le mura medievali di Piazza Duomo avessero il dono della parola, racconterebbero una storia di grande musica, iniziata nel 1980, fatta di oltre 400 artisti e irripetibili concerti, di entusiasmo e fiumi di applausi da parte di un pubblico composto da più di un milione di persone: al compimento dei 40 anni, il Pistoia Blues Festival si rinnova senza cambiare anima, con un’edizione che dal 5 al 10 luglio celebrerà il proprio passato guardando al futuro. Il programma pensato dagli organizzatori (Comune di Pistoia, Associazione Blues e Live Nation) prevede tra gli ospiti artisti del calibro di Black Stone Cherry, Thirty Seconds To Mars, Noel Gallagher e Ben Harper. Per preservare la memoria storica e garantire un futuro al Festival, è stato presentato un disegno di legge – primo firmatario il senatore Patrizio La Pietra (FdI) – per chiedere l’inclusione del Pistoia Blues tra le manifestazioni musicali e operistiche di assoluto rilievo internazionale riconosciute dalla legge 238 del 20 dicembre 2012.

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Scarlett Johansson: “gli Avengers sono cresciuti con noi”
In sala dal 24 aprile ultimo capitolo Endgame

12 aprile 201921:05

Dopo il finale scioccante di Avengers: Infinity War, con il despota Thanos (Josh Brolin) che realizza, ci ricordano i trailer, il suo piano di sterminare il 50% di tutti gli esseri viventi, supereroi compresi, arriva il 24 aprile con Disney, quello che i fratelli Russo, di nuovo registi nella saga, definiscono come “l’ultimo capitolo epico del libro che abbiamo letto tutti insieme”. E’ il segretissimo (neanche gli attori l’hanno visto interamente e ai giornalisti ne sono stati mostrati finora solo sette minuti) Avengers: Endgame, quarto e pare, ultimo, film di quest’arco narrativo nel Marvel Cinematic Universe. “Molti di noi hanno recitato questi personaggi per più di un decennio ed è difficile riassumere il loro percorso ma penso che gli Avengers siano cresciuti insieme a noi come persone – spiega Scarlett Johansson, interprete di Vedova Nera -. Tornavamo a questi personaggi arricchiti dagli altri ruoli interpretati e dalle nostre esperienze personali, potevamo infondergli ogni volta nuova vita”. Fra gli interpreti dei supereroi che ritroviamo da subito in campo, ci sono anche Michael Downey Jr (Iron Man), Chris Evans (Captain America), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Hulk), Don Cheadle (War Machine), Jeremy Renner (Occhio di Falco) e new entry come Paul Rudd (Ant-Man) e Brie Larsson (Captain Marvel). Il loro obiettivo, stando ai trailer, è riuscire a cancellare “a qualunque costo” l’orrore compiuto da Thanos. Quello degli Avengers è stato “un viaggio meraviglioso, lo rifarei daccapo – dice Chris Hemsworth -. In questi anni molti di noi, nelle loro vite, hanno avuto figli, instaurato relazioni durature. In genere quando giri un film è un’esperienza di tre mesi, frequenti gli altri attori per quel periodo e poi raramente li rivedi. Noi invece abbiamo dato sempre più linfa alla nostra amicizia”. I due registi, i fratelli Joe e Anthony Russo, che per Marvel/Disney hanno diretto anche Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, sono “sempre stati fan dei fumetti e infatti il primo Iron Man, che è stato anche il primo film del Mcu, ha avuto un grande impatto su di noi, ci ha ispirato molto.
Ma mai avremmo immaginato di diventare parte di questo universo come cineasti”. Uno degli elementi principali, per loro con gli Avengers “è stato l’avere un grande cast con alcuni dei migliori attori al mondo. Non penso sia mai stato realizzato prima qualcosa di simile su questa scala – spiegano -. E’ stato come avere un campo di gioco pieno di talento. E penso tutti loro fossero molto felici di recitare questi personaggi, hanno amato questi film e lavorare insieme. Hanno portato la migliore energia sul set ogni giorno”. Dover gestire tanti effetti speciali “non è stato difficile, avevamo uno dei migliori team al mondo nel settore, con loro tutto quello che immaginavamo poteva essere realizzato. Ed è un altro aspetto unico dell’universo Marvel, permette grande inventiva ai registi”. Ma Endgame è veramente l’ultimo film che coinvolge insieme questi personaggi? “Il nostro lavoro era trovare un punto di chiusura a un arco narrativo che si è sviluppato in un totale di 22 film (compresi i film dei singoli supereroi Marvel confluiti negli Avengers)” rispondono sibillini. Anche Scarlett Johansson resta sul vago: “Chissà se sarà l’ultimo, la Marvel è molto misteriosa… non si sa mai”. Intanto Joe e Anthony Russo, dirigeranno presto un progetto molto diverso, con protagonista Tom Holland (che nel Mcu è Spider-man): “Sarà un piccolo film basato sulla storia vera di un soldato americano che tornato dall’Iraq con la sindrome da stress post traumatico diventa un tossicodipendente e un rapinatore”.

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Alessandro Siani: “futuro è commedia ad effetti speciali”
Attore a Lecce, “ancora una fiaba, non amo i tempi che viviamo”

12 aprile 201921:04

Alessandro Siani accoglie con disinvoltura i molti applausi stamani al cinema Massimo di Lecce a fine proiezione stampa del suo ‘Il principe abusivo’ e, solo poi, si lascia andare a qualche considerazione sul futuro, sul suo lavoro di comico e sulla napoletanità vero motore della sua arte. L’occasione è l’incontro con il pubblico, moderato dal critico Valerio Caprara, alla 20/ma edizione del Festival europeo di Lecce dove ha ricevuto l’Ulivo d’Argento per il suo contributo alla Nuova Commedia Italiana.
Dice Siani de ‘Il giorno più bello del mondo’ suo prossimo atteso film che avrà nel cast , rivela, Stefania Spampinato (Grey’s Anatomy): “Sarà pieno di effetti speciali e questo anche per proporre una comicità, nuova, più moderna. Bisogna sempre andare avanti. Il film che uscirà a novembre-dicembre, comunque non a Natale – dice ancora l’attore regista – è una storia universale che parla di un ragazzo che ama il teatro e che nel momento in cui sembra debba rinunciare definitivamente al suo sogno, come accade in un film di Capra, si apre per lui un’inaspettata luce. Ancora una fiaba – conclude – solo perché non amo i tempi che viviamo”.
Il successo? “L’ho visto chiaramente negli occhi di mio padre, operaio all’Alfa Romeo, dopo ‘Benvenuti al Sud'”, racconta.
Della sua Napoli dice l’attore: “Questa città nel 1700 ha visto nascere la prima cattedra di astrologia e anche il primo corso di economia, ovvero si è specializzata nei sogni e nei soldi. Il napoletano è così uno che sta coi piedi per terra e la testa tra le nuvole. Un popolo, quello napoletano, che alla fine ha prodotto personaggi straordinari come Eduardo de Filippo, Pino Daniele e Massimo Troisi che era un po’ il poeta dei sentimenti. Troisi, secondo me – ci tiene a dire – , era un po’ il ‘genio’ e Napoli la sua lampada”. La Napoli poi mostrata dalla serie ‘Gomorra’ o da film come ‘La paranza dei bambini’ spiega: “ha evidentemente il suo pubblico, anche se questa città ha tante altre anime da mostrare”.
Dal comico napoletano, campione di incassi al box office, arriva una difesa del cinepanettone: “É un genere che va rispettato. Anche io ne ho fatto uno (Natale a New York di Neri Parenti del 2006) con Bisio e De Luigi quando ci fu la crisi tra Boldi e De Sica. Il pubblico – sottolinea- ama questo tipo di film e va rispettato. C’è comunque tanto lavoro dietro questo genere. E poi vogliamo parlare di Christian De Sica che è un attore davvero straordinario”.
Aspetta con interesse il prossimo film di Quentin Tarantino (C’era una volta a Hollywood) e Joker. Per Checco Zalone ha solo complimenti:” È un artista capace di portare tante persone al cinema. E solo per questo gli farei un monumento. Non solo, si dovrebbe fare un premio dedicato a lui”. Dall’attore-regista un po’ di paura sugli effetti della tecnologia che toglie anima e sentimenti ad ogni cosa: “Tocca così fare tutto noi comici in un mondo che vede 180.000 ragazzi italiani cercare fortuna all’estero e dove ci si interroga poco su chi invece resta”.

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Design, l’installazione è storia d’amore
Lei ruba libro a lui, parole sono decoro oggetti esposti a casa

12 aprile 201916:55

– Lei che ruba il libro a lui, le parole di Haruki Murakami ‘Pian piano lei si sta abituando a me e io a lei’ che sembrano disegnare così bene il rapporto che scivolano fuori dalle pagine e diventano il decoro del loro nuovo lavoro, fatto insieme, presentato nell’intimità della loro casa milanese: più che un’installazione è una storia d’amore ‘Words’, il progetto creato da Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano per il Fuorisalone.
Lo spazio domestico diventa una galleria temporanea dove il privato si sedimenta sulla superficie degli oggetti – un tavolo, piatti e bicchieri – attraverso colori e parole, col proposito – spiega la coppia di designer – di creare una sorta di Rinascimento silenzioso, opposto alla marcia frenetica del contemporaneo. ‘Words (a collection of colors, signs and words for the people)’ come l’intimità di una famiglia allargata: piatti, bicchieri e un tavolo intrisi dell’autobiografia della coppia di architetti e designer, data virtualmente in pasto al pubblico.

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Torino Fringe festival, festa teatro offDal 9 al 19 maggio 25 spettacoli e 230 repliche con 68 artisti

TORINO12 aprile 201916:56

– E’ cresciuto in qualità e quantità, diventando uno dei cartelloni di teatro off più importanti d’Italia, il Torino Fringe Festival. L’ottava edizione è stata presentata oggi al Museo Egizio di Torino, una delle sue tante sedi sparse nella città tra luoghi aulici e periferici, locali underground e associazioni culturali e musicali.
In tutto 25 spettacoli provenienti da tutta Italia (selezionati tra quasi 300 proposte) per 230 repliche e 68 artisti e compagnie dal 9 al 19 maggio. Un cartellone ricco con 7 direttori per le diverse aree, dal teatro al cinema, dalla musica all’arte di strada, dalla letteratura al teatro di e per giovani con disabilità. Realizzato con Fondazione Piemonte dal vivo, il festival conta moltissimi sponsor tra cui il Corecom che ha promosso lo spettacolo autoprodotto ‘Bulli a metà’ del giovane Davide Mongia. “Una scorpacciata di cultura off – dice Pier Paolo Congiu, direttore area teatro – pensata per dare voce ai migliori nomi italiani di teatro e della musica indipendenti”.

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24/o Festival Colline omaggia Delbono24 spettacoli con grandi gruppi come i Societas e i Motus

TORINO12 aprile 201916:58

– Torna dal 2 al 22 giugno il 24/o Festival delle Colline Torinesi vetrina di drammaturgia italiana e straniera, dislocato in diversi luoghi della città, dal Teatro Astra alla Fondazione Merz, dal Polo del ‘900 al Teatro Gobetti.
Promosso dalle Fondazioni Tpe e Fondazione Merz (per il percorso sull’arte) e diretto da Sergio Ariotti e Marigrazia Lagatolla, il festival propone 24 spettacoli, con 61 recite in 19 giorni. Il cartellone quest’anno rende omaggio a tre tra le più importanti compagnie italiane, la compagnia di Pippo Delbono (con lo spettacolo ‘La gioia’ sulla felicità possibile), i Socìetas (con lo spettacolo ‘Il regno profondo. Perché sei quì?’ sulle grandi domande dell’uomo) e i Motus (con ‘Rip it up and start again’, un musical post-punk che ragiona sulla capacità della musica di oggi di stupire).
Tra gli altri spettacoli anche ‘Medea per strada’, monologo di Elena Cotugno, grido di dolore di una romena emigrata in Italia, interpretato a bordo di un furgone in movimento.

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Mirren gira gratis per banca su ambienteL’attrice premio Oscar ormai pugliese d’adozione

LECCE12 aprile 201917:44

– Il regista Edoardo Winspeare e l’attrice inglese Helen Mirren sono i protagonisti della nuova campagna di comunicazione sull’ambiente promossa dalla Banca Popolare Pugliese. L’attrice Premio Oscar, ormai salentina di adozione, ha offerto del tutto gratuitamente la sua partecipazione straordinaria, sentendosi “ambasciatrice” nel mondo delle bellezze paesaggistiche del Salento.
Si tratta di quattro spot-documentari, da 30 a 60 secondi, che puntano alla tutela del territorio della Puglia e a sensibilizzare contro l’abbandono dei rifiuti, con l’attrice che, tra l’altro, si rivolge a chi getta via un vecchio frigorifero in una zona di pregio recitando i versi di una canzone popolare salentina, in dialetto, con traduzione nei sottotitoli.
La campagna sarà trasmessa in televisione in cinque regioni (Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo e Molise) e nei social network anche di alcuni organi di informazione online.

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Architettura, Firenze celebra Ricci
‘Star’ del ‘900 narrato in 16 capitoli di una grande mostra

FIRENZE12 aprile 201919:18

– Spetta a una mostra allestita nell’ex-refettorio di Santa Maria Novella, a Firenze, il compito di chiudere le celebrazioni per il centenario della nascita di Leonardo Ricci, personalità di spicco nel panorama architettonico italiano del Secondo dopoguerra. Si apre il 13 aprile la rassegna ‘Leonardo Ricci 100. Scrittura, pittura e architettura: 100 note a margine dell’Anonimo del XX secolo’, che resterà aperta fino al 26 maggio. Divisa in 16 sezioni, come i capitoli del libro citato nel titolo della rassegna, la mostra propone un percorso che intreccia le trame delle discipline praticate da Ricci: schizzi di matrice espressionista, quadri dal forte impatto materico, composizioni in mosaico, fotografie d’epoca e modelli architettonici si accostano a disegni. A guidare il visitatore all’interno della rassegna sono gli stralci di ‘Anonimo del XX Secolo’, libro di respiro esistenzialista che l’architetto scrisse negli Stati Uniti nel 1957.

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Fumettista sardo disegna Gli IncredibiliJean Claudio Vinci: “li ho amati da subito, un onore disegnarli”

CAGLIARI12 aprile 201919:52

– Un altro fumettista sardo sbarca negli Stati Uniti e lo fa in maniera ‘incredibile’. È infatti appena uscito negli States il primo capitolo della miniserie in tre parti targata Disney Pixar-Dark Horse Comics “The Incredibles 2”, in Italia “Gli Incredibili”, che racconta le gesta della famiglia di supereroi conosciuta al cinema, dove l’abbiamo lasciata nel secondo film dello scorso anno. Alle matite, sia dei tre numeri che delle copertine, il fumettista di Sanluri Jean Claudio Vinci. “È stato emozionante lavorare su quei personaggi – dice il fumettista – ho sempre amato gli Incredibili, ho visto il primo film con questa famiglia di supereroi e mi sono subito innamorato di loro. È stato un onore poterli disegnare”.
Jean Claudio Vinci, 39 anni, nel 2000 entra a far parte dell’Associazione culturale Chine Vaganti di San Gavino, un gruppo di disegnatori, scrittori e sceneggiatori di fumetti – di cui fa parte anche un altro disegnatore Disney, Luca Usai – vera e propria fucina di talenti.

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Ambasciata vieta proiezione Hotel Rwanda
Rassegna a Cagliari. Fondazione, abbiamo informato il Governo

CAGLIARI12 aprile 201919:54

– Diventa un caso diplomatico la proiezione del film Hotel Rwanda, prevista per domani sera a Cagliari nell’ambito della rassegna “Musica e Storia”. Oggi la Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto, che cura l’evento, ha ricevuto una comunicazione scritta dall’Ambasciata del Ruanda a Parigi (da cui dipende anche l’Italia e il suo console onorario) in cui si invita a sospendere la proiezione del film, ambientato durante il genocidio del 1994.
“A tale comunicazione – spiega Francesco Accardo, consigliere di amministrazione della Fondazione – sono seguite numerose altre telefonate e mail da parte di associazioni, organizzazioni non governative, privati cittadini e anche di funzionari di altre ambasciate africane in Italia. Ciò che ci viene segnalato è che il protagonista del film, Paul Rusesabagina, sia in realtà un impostore, che non abbia mai salvato nessuno e che recentemente abbia fatto alcune uscite pubbliche di carattere negazionista legate agli avvenimenti di 25 anni fa

La natura di Arp alla Guggenheim VeneziaIn mostra a Venezia 70 opere tra disegni, sculture e rilievi

VENEZIA12 aprile 201919:58

– “La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp”. Peggy Guggenheim ricorda così nella sua autobiografia, “Una vita per l’arte” (Rizzoli), l’acquisto di una piccola scultura, “Testa e conchiglia” (1933). A Questa se ne aggiunsero nel tempo altre sei e l’artista nato a Strasburgo fu ospite in più occasioni della mecenate e collezionista statunitense nel suo palazzo sul Canal Grande, a Venezia. Arp è ora protagonista della mostra, dal 13 aprile al 2 settembre, alla Collezione Guggenheim.
“La natura di Arp”, a cura di Catherine Craft e organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra, è centrata sulla vasta produzione dell’artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886-1966), caratterizzata da approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d’arte tradizionali. Un aspetto – come è stato sottolineato – che “lo hanno reso uno degli artisti più influenti del Novecento”.
Vinicio Marchioni miglior attore europeoAttore premiato oggi a Festival Lecce dal Sngci

2 aprile 201920:30N

LECCE

la prima volta come miglior attore Europeo abbiamo scelto un attore italiano” così stamani alla 20/ma edizione del Festival Europeo di Lecce, Laura Delli Colli ha indicato Vinicio Marchioni come vincitore grazie a ‘Cronofobia’ opera prima di Francesco Rizzi (Svizzera) che passa oggi in concorso a Lecce.
“Non mi aspettavo di vincere grazie a un’opera prima tra l’altro prodotta in un altro paese (il film è stato girato a Zurigo). La meraviglia di questo personaggio è che è un uomo silenzioso che non vuole essere visto, un ruolo su cui ho dovuto lavorare per sottrazione”. Marchioni è comunque da tempo al lavoro su un documentario che si ispira allo spettacolo teatrale da lui diretto, “Zio Vanjia”, con degli innesti di storia contemporanea, ovvero i recenti terremoti italiani dell’Aquila e di Amatrice. “La mia speranza – conclude Marchioni – è quella di portare il film al Festival di Venezia”.
A Firenze 1/a mostra su Isadora DuncanC’è anche dipinto ‘Gioia’, riunito grazie a prestito Berlusconi

FIRENZE12 aprile 201921:07

– La danzatrice americana Isadora Duncan è la protagonista di una mostra, per la prima volta in Italia, dedicata a lei e agli artisti italiani che ne hanno subìto il fascino e la suggestione: si apre domani, 13 aprile l’esposizione ‘A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia’, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi in programma a Villa Bardini e al museo Stefano Bardini di Firenze fino al 22 settembre. Dipinti, sculture e documenti, fra cui fotografie inedite, ripercorrono il legame della fondatrice della danza moderna con l’Italia e l’influenza che ebbe nel contesto internazionale. I 175 pezzi sono esposti a Villa Bardini, e una speciale sezione dedicata a grandi sculture e dipinti è invece allestita nel museo Stefano Bardini. Tra i temi centrali, la danza come liberazione del corpo femminile. In mostra il dipinto ‘Gioia’ di Plinio Nomellini, esposto per la prima volta dopo 30 anni nelle due parti riunite grazie ad un prestito di Silvio Berlusconi. “È un’ottica inconsueta quella offerta dalla mostra – afferma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze in una nota – che illustra in modo chiaro analogie e differenze tra balletto e danza, anche a chi si accosti per la prima volta a questo mondo”. “Questa esposizione – commenta il presidente della Fondazione Bardini e Peyron Jacopo Speranza – è davvero un gradito regalo che offriamo agli amanti delle arti e della danza. Uno sforzo scientifico e organizzativo non indifferente per le nostre due istituzioni, che si inserisce nel percorso di valorizzazione e, in molti casi, di conoscenza, del legame tra la nostra città e grandi figure del passato, nelle varie espressioni artistiche”.

Plympton, volevo Trump nei Simpson, hanno rifiutatoA Cartoons, minacce per serie su presidente Usa ma non mi fermo

ORINO12 aprile 201923:06

“Ho proposto ai Simpson una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E’ la “confessione” di Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa e due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi, che a Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale in corso a Torino, riceve un Pulcinella Award alla carriera. Le sue vignette sono pubblicate su numerosissimi giornali dal New York Times a Vanity Fair e ha rinunciato anche a un grande contratto con la Disney per mantenere la sua indipendenza. Sul presidente americano, Plympton – che disegna fotogramma per fotogramma le sue opere (alla Bruno Bozzetto e Guido Manuli) e nella masterclass di Torino ha realizzato uno schizzo per ognuno dei numerosi partecipanti – ha creato la caustica serie Trump Bites che è andata sul sito del New York Times ed è stata vista da milioni di americani e non solo. “Subito dopo – racconta – ho cominciato a ricevere messaggi davvero spaventosi di minacce e di insulti anche molto pensati. Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.
Plympton spiega anche come è nata la sua storia con i Simpson: “A un film festival ho conosciuto un regista che conosceva il mio lavoro di indipendente e mi ha invitato a casa sua. Sul pavimento c’era un ragazzetto di 15 anni che disegnava i Simpson, era Matt Groening. Siamo diventati amici e abbiamo iniziato a collaborare”.
Per quanto riguarda la politica italiana e i personaggi che potrebbero ispirarlo, Plympton dice: “Ho sentito parlare di Berlusconi e sarebbe stato divertente. Mi sarebbe piaciuto molto disegnare Cipollina – e poi si corregge – Cicciolina, l’ex pornostar poi entrata in Parlamento”.
Secondo Plymtpon l’animazione può fare molto anche per temi forti come l’immigrazione: “Le major non ne parlano, semplicemente hanno le bocche cucite. Invece sono convinto che il cartone animato riesca a veicolare i messaggi in maniera davvero efficace e potente e non solo ai bambini, E quello che sto cercando di fare con Trump Bites e altre mie creazioni e che spero che anche altri facciano su altri argomenti”. La passione per i disegni lo ha accompagnato tutta la vita: “Ho cominciato a farli quando avevo 3 anni e poi a 7 ho visto un cartoon Disney in tv e ho detto: ‘Da grande voglio fare questo, voglio far divertire la gente’. Mio padre era un bancario ma era davvero un tipo divertente, avrei voluto essere divertente come mio padre e lo faccio con i miei disegni anche perché nella vita reale lo sono molto meno…”.
Guardando indietro Plympton conclude: “La prima cosa che feci era una striscia sui modi per smettere di fumare andata su Mtv.
Tutti mi chiamavano e mi dicevano: ‘Ti ho visto in tv!’. Ora credo che la cosa per cui mi conoscono di più siano i Simpson e tutti li amano e io sono molto felice su come le persone amano il mio umorismo folle”.
Cartoons on the Bay tra Carica 101, Plympton e OcelotDue mostri sacri animazione a Torino. Confronto con le tv estere

TORINO12 aprile 201923:20

Palazzo Carignano che da due giorni è il cuore pulsante dell’animazione italiana e internazionale con Cartoons on The Bay, il festival promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, si è tinta delle macchie dei deliziosi cuccioli dalmata di 101 Dalmatian Street. A Torino la Disney ha presentato i nuovi episodi della serie che si ispira al romanzo del ’56 di Dodie Smith e al classico film del ’61 di Walt Disney La carica dei 101, la cui prima parte è andata in onda su Disney Channel a marzo.Ma al festival sono arrivati anche due “mostri sacri” dell’animazione, quasi coetanei ma difficile immaginare due personaggi più diversi. Da una parte il vulcanico Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa, due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi e anche tra gli animatori dei Simpson che confessa: “Ho proposto una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E racconta come per la sua caustica serie Trump Bites, andata sul sito del New York Times e vista da milioni di persone, abbia ricevuto pesantissimi insulti e gravi minacce: “Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.    Nel pomeriggio arriva poi Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, con il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim. E il suo è un appello davvero attuale in un Paese come il nostro, tormentato dalla piaga dei femminicidi. “Le cifre – dice – sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”.Infine a Torino ci si confronta anche con le tv estere (oltre alla Rai, c’erano France Télévisions, Bbc e la tv svedese) su cosa guardano i ragazzi nativi digitali con l’obiettivo di abbattere la discriminazione di genere e creare un prodotto locale che sia al tempo stesso esportabile sul mercato internazionale e sulle nuove piattaforme digitali. “L’animazione deve essere internazionale” dice Pierre Siracusa, responsabile del Dipartimento Animazione, Bambini e Ragazzi di France Télévisions, “ma l’Europa deve creare un modello capace di tenere testa al dominio Usa”. “Credo ci sarà la necessità di prodotti più adulti, perché il gusto dei bambini sta crescendo” prevede il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano, che afferma di voler rinforzare il settore “educational” e ribadisce l’importanza della coproduzione: “Generare un contenuto circolare con produzioni multilocali è di vitale importanza per tutti, anche per il settore dell’animazione”.
Ocelot, più donne uccise da partner che da guerreIl papà di Kirikù a Cartoons con Dililì, civiltà contro orrori

TORINO12 aprile 201923:19

“Le cifre sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”. E’ duro e sconvolgente il messaggio lanciato da Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, a Torino per Cartoons on the Bay che lo premierà con il Pulcinella Award alla carriera. Al festival dell’animazione promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com il grande artista francese presenta in anteprima il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim.
“Ho scelto di ambientarlo nella Parigi della Belle Epoque – spiega – perché era un’epoca bella, uno degli ultimi periodi in cui le donne erano solite indossare abiti lunghi fino a terra che le facevano sembrare principesse, regine e fate. E poi è stato il momento i cui le donne hanno cominciato a poco ad abbattere alcune barriere che le separavano da maschi: incontriamo la prima donna avvocato, la prima dottoressa, la prima studentessa d’università, la prima autista di taxi. Ma l’ho scelto anche per il contrasto tra la civilizzazione dell’Occidente e la stupidità della violenza, in questo caso quella degli uomini sulle donne”.
Dililì è una bambina di papà kanak (Nuova Caledonia) e mamma francese. “La mia pelle è troppo chiara per i kanak e troppo scura per i francesi” dice a inizio film spiegando la sua condizione. “Dililì – dice Ocelot – fa una collezione di “orrori” diversi”. Oltre al razzismo di cui è vittima da entrambe le parti si trova alle prese con una serie di rapimenti misteriosi effettuati da una sorta di setta, i Maschi Maestri, in cui sono coinvolte alcune bambine. Risolverà il caso grazie all’aiuto di un fattorino e di una serie di personaggi straordinari che incontra (Marie Curie, la marchesa Casati, Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso solo per citarne alcuni)”.
Riguardo al suo primo successo internazionale Ocelot sottolinea: “Anche con Kirikù c’era lo stesso tema. La strega Karabà era così cattiva perché aveva subito la violenza maschile. La storia di Dililì è ambientata a Parigi che rende tutto più reale. La protagonista è coetanea di Kirikù ma più consapevole. Ha già sofferto nella sua vita. Il film parte con Dililì che arriva a Parigi per esibirsi nel cosiddetto Zoo Umano dell’Expo. Io sono convinto che anche le chiacchiere da bar possono far male. Ma, non è utopia, la storia può cambiare”.
E alla fine Ocelot lancia un messaggio ottimistico anche se non vuole essere chiamato né ottimista, né poetico ma solo realista: “Su mille violenti ci sono milioni di uomini che lavorano e costruiscono la nostra civiltà e finché ci sarà la civiltà i violenti sono destinati a soccombere…”.

Caterina de’ Medici, storia segretaPassioni di fine Rinascimento nel libro di Marcello Simonetta

12 aprile 201910:15

– MARCELLO SIMONETTA, ‘CATERINA DE’ MEDICI STORIA SEGRETA DI UNA FAIDA FAMILIARE’ (RIZZOLI, PP.382, EURO 16,15). Lotte fratricide, ambizioni tarpate, omicidi, tradimenti, passioni folli e calcoli machiavellici. No, non è la sintesi di un thriller alla Dan Brown ma la storia reale, sebbene quasi inverosimile, di come Caterina de’ Medici divenne Regina di Francia e madre di tre sovrani francesi, cercando anche di riportare il prestigio della sua famiglia a Firenze, senza riuscirvi. I libri di storia ricordano il suo regno, una donna indurita dal potere e diventata fanaticamente cattolica negli ultimi anni della sua vita, nota soprattutto per il famigerato massacro degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572). Il libro di Marcello Simonetta, docente universitario, scrittore ed esperto di Rinascimento, si concentra invece sugli anni dell’apprendistato che preparano il mito, e su quella incredibile partita a dama per il controllo di Firenze e, in definitiva dell’Italia, tra re, faccendieri, papi, diplomatici, voltagabbana, banchieri, cardinali ed eroici condottieri, una partita di cui Caterina divenne un’importante pedina. Ultima rampolla del ramo nobile dei Medici (quello di Lorenzo il Magnifico, per intendersi), Caterina nacque nel 1519 e si ritrovò subito orfana di entrambi i genitori, e passò l’infanzia dai cugini Strozzi, amata da Filippo Strozzi, uno dei più grandi banchieri dell’epoca e marito di Clarice de Medici, come una figlia. Gli anni d’oro della famiglia medicea erano tuttavia ormai un ricordo e il Rinascimento si avviava al suo tramonto.
Il libro si apre con il traumatico sacco di Roma nel maggio 1527, quando i lanzichenecchi, al soldo del cattolicissimo imperatore Carlo V, misero a ferro e fuoco la città per settimane. Il papa, Clemente VII, anche lui un discendente del ramo nobile dei Medici, fu imprigionato a Castel Sant’Angelo.
Firenze intanto si ribellava ai Medici e si proclamava Repubblica, e Caterina, all’epoca una bambina di otto anni, finiva in un convento per evitare una brutta fine. Grazie però agli intrighi, ai negoziati e alle macchinazioni dei suoi due zii, Filippo Strozzi, e Clemente VII, tornato in libertà, l’orfana riuscì ad essere promessa in sposa a Enrico, figlio secondogenito del re Francesco I di Francia. Filippo Strozzi, che aveva finanziato il “Principe” di Machiavelli, e Clemente VII, a cui Machiavelli aveva dedicato le sue Historie Fiorentine, misero a segno probabilmente il più grande colpo machiavellico della loro vita, infilando una Medici nobile nella Corte francese. Il matrimonio per Caterina fu però tutt’altro che rose e fiori. Enrico aveva un’amante molto più anziana di lui, che lo dominava totalmente, Diana di Poitiers. Caterina rimase fedele al marito e non si ribellò. Fu quella la sua grande arma. Nel frattempo il primogenito reale morì all’improvviso (a posteriori molti sospettarono che Caterina l’avesse avvelenato), ed Enrico divenne l’erede al trono di Francesco I e poi il re, con il titolo di Enrico II. Firenze era stata intanto riconquistata dal ramo cadetto dei Medici, con l’aiuto della Spagna, innescando l’ira del ramo nobile della famiglia e la preoccupazione della Francia. Caterina, insieme alla famiglia Strozzi, si lanciò in una guerra tanto coraggiosa quanto sfortunata contro il granducato di Firenze, guidato dai cugini, in particolare Cosimo de’ Medici, alleato dell’imperatore Carlo V. Battaglie in campo aperto, ma anche giochi di diplomazia e alleanze, fatte e disfatte pure con l’Impero ottomano. Su tutti domina la famiglia Strozzi: dal patriarca Filippo, che, catturato a Firenze, preferisce suicidarsi piuttosto che essere ucciso dal nemico, ai figli Leone e Piero, incredibili combattenti, che però alla fine sono sopraffatti dalla sorte avversa. Nel 1559, l’inconsistente re Enrico II di Francia muore in una giostra cavalleresca. Caterina diviene la regina reggente e comincia la sua riscossa dopo tanti anni di umiliazioni. Nel 1559, è firmata anche la pace di Cateau-Cambrésis, che suggellò la fine delle guerre d’Italia ma anche l’inizio del declino italiano sulla scena internazionale, per i successivi tre secoli. È su questi eventi che si chiude il libro di Simonetta, scritto non dalla parte dei vincitori, come avviene usualmente nella Storia, ma “dal punto di vista di chi non sapeva che avrebbe vinto, e ha spesso temuto di non farcela (Caterina de’ Medici) o ha perso (gli Strozzi)”.
Wonder Park, la meraviglia al potereDall’11 aprile il cartoon con le voci di Gigi e Ross

12 aprile 201913:52

‘Wonder Park’ di David Feiss, film d’animazione della Paramount Animation e Nickelodeon in sala dall’11 aprile, ha come protagonista la meraviglia. A dargli voce è June, ragazza piena di fantasia che, insieme alla madre, ha ideato un incredibile parco divertimenti chiamato Wonder Park, un luna park pieno di personaggi e dove tutto è possibile.
Ma la magia di questo parco si spegne quando la madre di June si ammala gravemente e deve lasciare figlia e marito per curarsi. Insomma ‘Wonder Park’ muore con l’ombra di dolore e paura che piomba sulla famiglia della ragazzina.
Ma June è una vera combattente e a un certo punto scopre nel bosco un incredibile parco divertimenti chiamato Wonderland, esattamente come quello immaginato con la madre. Nonostante sia pieno di fantastiche giostre e animali parlanti, il parco però si trova in uno stato di grande caos, ma June sa anche che solo la sua immaginazione è in grado di riportare tutto all’ordine. Insieme a questi animali fantastici (due castorini, un orso dormiglione, un saggio porcospino, una scimmietta e un cinghiale) June dovrà salvare questo posto magico, riportando la meraviglia nel parco.
Il soggetto del film è di Alan Gordon, autore anche delle sceneggiature di Men In Black II e Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi.
Nella versione italiana le voci di Gus e Cooper, i due fratelli castori manutentori del parco creato dalla piccola June, doppiati in originale dal comico del Saturday Night Live Kenan Thompson e dall’attore americano di origine coreana Ken Jong, sono state affidate all’affiatata coppia comica napoletana Gigi e Ross, alla loro prima esperienza in questa veste. Francesco Facchinetti dà invece la voce al porcospino Steve. Entusiasti di questa esperienza Gigi e Ross, che non nascondono oggi a Roma di essere la generazione cresciuta “coi robottoni in tv”.
Anche per loro da ragazzi – dicono – c’è stato un Wonder Park: “Si chiamava e si chiama ancora Edenlandia e si trova a Napoli Fuorigrotta. Per noi era Disneyland”. Il messaggio del film? Dicono Gigi e Ross: “L’importante è non smettere mai di meravigliarsi”.

Il Pigneto di Pasolini e Rossellini oggi, un documentario lo raccontaDal regista Jo Amodio un affresco contemporaneo di chi lavora e vive di arte del quartiere romano che ha fatto la storia del cinema italiano

12 aprile 201919:08

C’è un quartiere nel quadrante Est di Roma, il Pigneto, dove l’arte, in tutte le sue sfaccettature, classiche, contemporanee e innovative, trova terreno fertile. Molti degli artisti che vivono e lavorano al Pigneto, quartiere, noto per la sua movida notturna e soprattutto per essere stato scelto come location di film monumento del cinema Italiano, come Accattone di Pasolini o Roma città aperta di Rossellini , per citarne alcuni, sono i protagonisti di “Parlare d’arte. Al Pigneto” del regista Jo Amodio, per un progetto “nato – come spiega la nota che ha presentato l’evento – dalla volontà di evidenziare l’attuale stato della produzione d’arte e di creare una testimonianza storica dell’importante lavoro svolto dagli artisti che vivono o lavorano al Pigneto. Altro aspetto del documentario è quello di raccontare di artisti che lottano in modo pacifico aspirando a un mondo migliore”.

“Parlare d’arte. Al Pigneto” – afferma nella nota Amodio – “vuol essere un viaggio attraverso le opere e i racconti di alcuni artisti del quartiere romano di cui si presenta il vero volto, fatto di arte, cultura e senso civico. Credo che l’arte sappia intercettare il bisogno di dialogo e integrazione in ogni latitudine del mondo, poiché si esprime con un linguaggio universale” – spiega Amodio. “Tanto che il progetto “Parlare d’arte”, a cui ho dato inizio in Mozambico, continua oggi al Pigneto di Roma e proseguirà in futuro per raccontare le periferie degradate del mondo che, attraverso l’arte, possono sperare in una rinascita e riqualificazione dei tessuti sociali. Allo stesso tempo ritengo che nel nostro Paese e nella nostra epoca sia sempre più difficile produrre arte”, precisa il regista. Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà.Gli altri artisti protagonisti del documentario sono: Andrea Alberti, pianista e compositore, direttore dell’Orchestra Mediterranea; Carola Susani, scrittrice; Pino Borselli, regista di cinema e di teatro; Laura Scarpa, fumettista e illustratrice; Enrico Astolfi, scrittore e autore di “Casilina. Ultima fermata”; Gina Merulla, regista, attrice e direttrice artistica del “Teatro Hamlet” di Roma; Gerardo Casiello, compositore e cantante; Igiaba Scego, scrittrice; Sukran Moral, artista performer; Mokodu Fall, pittore senegalese; Rino Bianchi, fotografo photonovelist; Michela Lambriola, pittrice; Francesco Impellizzeri, artista performer; Pasquale Restuccia, pittore; Riccardo Mannelli, artista (pittore e vignettista); Antonella Aversa, pittrice e scultrice; Marco G. Ferrari, videoartista. In occasione della presentazione del documentario a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, è stata allestita una mostra alla quale hanno esposto opere anche Lorenzo Budello, Antonio Tamilia  e Michele Abramo. GUARDA IL DOCUMENTARIO SU YOUTUBE            [print-me title=”STAMPA”]

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