Tecnologia

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 7 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Agosto, 2019, 02:28:04 di Maurizio Barra

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE, DETTAGLIATE, COMPLETE ED UFFICIALI: SEGUILE!

DALLE 13:24 DI DOMENICA 18 AGOSTO 2019

ALLE 02:28 DI LUNEDì 19 AGOSTO 2019

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

Le tre opzioni di Conte, Salvini studia colpo di scena
Governo di scopo sullo sfondo,ma Pd ed M5s continuano a trattare

18 agosto 201913:24

In un lungo surplace che sarebbe piaciuto a Felice Gimondi, Matteo Salvini e Giuseppe Conte si guardano a distanza, studiando le mosse l’uno dell’altro, in vista delle comunicazioni del presidente del Consiglio al Senato martedì prossimo. Cosa farà “l’avvocato del popolo” dipenderà anche da quel che deciderà il capo della Lega? Forse no, ma è certo che il ministro dell’Interno senta il peso di un forte imbarazzo con il crescere delle difficoltà negli ultimi giorni, di fronte all’ipotesi realistica di un accordo M5S-Pd. Il cambio di strategia, e le concessioni teoriche a Luigi Di Maio, hanno solo portato gli ex alleati pentastellati ad alzare la posta, mettendo apparentemente all’angolo il leader leghista. Il quale a questo punto sembrerebbe intenzionato a presentare comunque la risoluzione di sfiducia a Palazzo Madama, si racconta in alcuni settori della Lega; mentre in altri si parla di un leader che sta studiando il “colpo di scena” in Parlamento. Bocche cucite sugli scenari possibili, ma qualcuno nel partito di via Bellerio azzarda ad una proposta di governo di scopo, con tempi e programma certi, a cui potrebbe partecipare anche la Lega. Tutto da verificare e senza nessuna conferma ufficiale o ufficiosa. Sta di fatto che contro Salvini, da quando ha aperto la crisi, c’è il “partito del non voto”, divenuto via via più potente e convinto dei propri mezzi. Renziani (ovvero la stragrande maggioranza dei parlamentari Pd) e cinquestelle ne costituiscono la spina dorsale, ma potrebbe aggiungersi forse anche Forza Italia, nel caso la Lega non dia garanzie in chiave di alleanza elettorale. E soprattutto se Pd e 5 stelle, ben avviati nella trattativa, non riusciranno a stringere su un governo di legislatura.Nell’ultimo intervento a sorpresa al Senato, il giorno della conta sul calendario della crisi, Salvini aveva provato a sparigliare proponendo taglio dei parlamentari ed elezioni subito. Ora si valuta che carta da giocare abbia, dopo che le ultime mani del poker politico sembrano essersi rivelate controproducenti. La Lega deve decidere anche se presentare la risoluzione contro Conte, oppure stare a guardare cosa fa il presidente del Consiglio. Che sta valutando, al momento, tre possibili opzioni: fare le comunicazioni e attendere gli sviluppi del dibattito per decidere la mossa successiva; parlare e poi annunciare che si recherà al Quirinale a dimettersi; intervenire chiedendo un voto di fiducia sulle sue comunicazioni. L’incertezza sulle mosse di Salvini interroga anche il M5S, all’improvviso in condizioni di indirizzare il gioco per tornare assieme ma solo in posizione di forza. Una prospettiva assai remota che lascia sempre in pista l’intesa col Pd e, sullo sfondo, il governo di scopo con tutti dentro ma esclusi Lega e Fratelli d’Italia.Sabato fonti del MoVimento hanno chiesto al ministro dell’Interno di dimettersi una buona volta. Il tentativo di Salvini di congelare la crisi per evitare un governo di altro colore si scontra con i contatti in corso tra Pd ed M5s, che proseguono sottotraccia, ma potrebbero emergere con chiarezza dopo l’avvio delle consultazioni al Quirinale. I dem si muovono divisi tra renziani in Parlamento e maggioranza di Nicola Zingaretti fuori, non necessariamente per riuscire a colpire uniti, alla fine. Matteo Renzi ha rilanciato oggi il governo istituzionale – cioè di breve periodo, anti-Iva e per la manovra -, mentre il segretario Pd resta fermo sulla linea ‘governo di alto respiro (e di legislatura) o elezioni’.

Botta e risposta Salvini-RenziIl ministro: ‘Italiani non si meritano il ritorno di Renzi. Martedì dirò agli italiani che Re è nudo’. Ex premier a leader Lega: ‘Non torno al governo, tu quando ti dimetti?’

18 agosto 201916:04

Matteo Salvini, in diretta Facebook, dice che si sta ‘preparando al discorso di martedì al Senato. Parlerò ai senatori ma anche ai sessanta milioni di italiani per spiegare che sta accadendo: il re è nudo. Le trattative sottobanco che si facevano nel buio delle stanze, ora si fanno alla luce. Con un governo Renzi, Prodi, Boschi, avremo i porti stra-aperti. Ma gli italiani non si meritano il ritorno di un Renzi qualunque…’. E annuncia: ‘Rimango al ministero, non la do vinta’.E sempre sui social il messaggio di Matteo Renzi: ‘Oggi Salvini dice: farò di tutto pur di non far tornare Renzi al Governo. Tranquillo, omonimo, io non entro nel Governo Istituzionale. Per decenza delle istituzioni e per la salvezza del Paese mi basta che tu esca il prima possibile. Così l’Italia eviterà l’aumento dell’IVA, riprenderà il ruolo in Europa e ci sarà un ministro dell’Interno che finalmente difenda la nostra sicurezza anziché seminare odio. Io non torno al Governo, tranquillo. Ma tu quando ti dimetti?’, ha scritto l’ex premier.

POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

Prodi, serve governo coalizione di lunga durata – Per arrivare a un governo di coalizione di lunga durata, che si occupi della manovra economica e sia improntato in chiave europeista, Pd e M5s dovrebbero pensare di costruire le basi di una linea comune, anche attraverso l’ausilio, di due congressi interni. E’ una possibile strada per uscire dalla crisi indicata da Romano Prodi, in un editoriale sul Messaggero. Lo sforzo di evitare la fine prematura di una legislatura, deve essere ripetuto “anche nell’attuale situazione del Paese: naturalmente in modo trasparente, nel rispetto delle forme istituzionali previste e non ad ogni costo” dice l’ex premier. Bisogna quindi “preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione” ha suggerito facendo riferimento al modello tedesco. E poiché in Italia le tensioni nel governo per ora in carica sono divenute ingestibili solo dopo la divisione fra Lega e 5Stelle sul voto europeo, “è chiaro che l’accordo deve prima di tutto fondarsi sul reinserimento dell’ Italia come membro attivo dell’Unione europea – propone -. Forse bisognerebbe battezzare questa necessaria coalizione filo europea ‘Orsola’, cioè la versione italiana del nome della nuova presidente della Commissione europea”.
Inoltre dovrebbe essere un accordo duraturo, che contenga, “in modo preciso e analitico, i provvedimenti e i numeri della prossima legge finanziaria”. Si dovrebbe pensare, per Prodi a “politiche dedicate in modo organico a due fondamentali obiettivi: la riorganizzazione degli strumenti necessari per la ripresa economica e la messa in atto di una politica socialmente avanzata, che passi per la difesa del welfare, scuola e sanità, “messe pericolosamente a rischio dalla politica degli ultimi anni”. Tutte misure (compreso il ridiscutere con i partner europei l’accoglienza e l’inserimento dei migranti) per superare quelle paure che “sommate assieme stanno disgregando l’Italia”. Secondo Prodi, in particolare un dibattito nel Pd è necessario così che “la posizione prevalente possa portare avanti in modo credibile e fermo le decisioni prese, senza che esse vengano continuamente messe in discussione anche ponendo sul tavolo ipotesi di scissione” e per preparare una posizione unitaria sul grande problema delle autonomie che debbono tutti gli italiani “come veri protagonisti”.

M5s: ‘Salvini non affidabile’. La replica: ‘Governo col Pd sarebbe una truffa’Incontro tra Grillo, Di Maio, Casaleggio, Fico e Di Battista. Lega: ‘Se preferiscono Renzi lo dicano’

19 agosto 201901:38

I 5 stelle archiviano l’alleanza con Matteo Salvini e scendono in campo Beppe grillo e Romano Prodi. Il padre dell’Ulivo rilancia un governo di coalizione di lunga durata in chiave europeista che abbia come perno Pd ed M5s. IL fondatore del Movimento si riprende la scena aprendo anche lui la strada a questo progetto. Matteo Salvini ci prova sino alla fine a ricucire con gli alleati rompendo il silenzio dopo giorni di isolamento. Il ministro dell’Interno lancia un ultimo appello in diretta Facebook perché si ritorni al “tavolo e si lavori”. “Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni – osserva – allora lo dica ad alta voce. Se non c’è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora”. Un tentativo bocciato drasticamente dai vertici 5s riuniti dal fondatore in una sorta di gabinetto di guerra nella villa di Bibbona. Luigi Di Maio, Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Paola Taverna e i capigruppo Patuanelli e D’Uva sono compatti nel definire il leader leghista, “un interlocutore non più credibile”, e “inaffidabile”. “Prima – si legge in una nota diffusa dopo la riunione – la sua mossa di staccare la spina al Governo del cambiamento l’8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile, dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi. Il Movimento – conclude il comunicato – sarà in Aula

al Senato al fianco di Giuseppe Conte il 20 agosto”. Insomma, titoli di coda per il governo gialloverde e apertura all’ipotesi di un nuovo film. Dopo i tentativi di riannodare i fili, la reazione dei leghisti alla rottura conclamata diventa rabbiosa. La strategia è quindi quella di passare al contrattacco accusando gli ormai ex alleati di tradimento con l’antico nemico comune. Durissimi i due economisti di punta di Via Bellerio, Claudio Borghi e Alberto Bagnai: “Riforma dell’Europa e delle banche a braccetto con Renzi, Boschi e Prodi? Sarebbe tradimento per salvare le poltrone.”. A seguire i due capigruppo, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, con toni già da campagna elettorale: “Se i grillini preferiscono Renzi alla Lega – attaccano i due – lo dicano chiaro, gli Italiani sapranno chi scegliere”. In serata, da Marina di Pietrosanta, lo stesso Salvini reagisce a muso duro: “I M5s sono pronti a andare con Renzi e la Boschi domattina e sono io quello inaffidabile. Prodi oggi ha detto ‘facciamo il governo Ursula’, con Pd, M5s e Fi, voi lo riterreste normale?. Io – promette – faccio tutto quello che è umanamente possibile per impedirlo”. In contemporanea, in un duello a colpi di dichiarazioni, i 5S replicano a testa a bassa: “Adesso che hanno fatto la frittata – ricordano i due capigruppo Patuanelli e D’Uva – che hanno tradito, non vengano a piangere da noi”. A questo punto, perché si consumi la crisi, manca solo il discorso di Giuseppe Conte, martedì al Senato, e le sue successive dimissioni. Solo a quel punto la parola passerà a Mattarella e il quadro sarà un po’ più chiaro. Lo scenario di nuove alleanze continua a tormentare il Pd, al cui interno si registra uno scontro frontale tra le posizioni di Matteo Renzi, sponsor del “governo istituzionale” e Carlo Calenda, sostenitore del voto subito, pronto a lasciare il partito con cui è stato eletto a Strasburgo in caso di accordo con il Movimento. Nel mezzo, in attesa, il segretario Nicola Zingaretti, sensibile dalla posizione favorevole all’intesa di Romano Prodi ma preoccupato dai rischi insiti in un’operazione del genere. La scelta di Matteo Renzi di stare fuori da questo esecutivo probabilmente aumenta i dubbi dei vertici del Nazareno, timorosi che l’ex premier, una volta con le mani libere e senza l’incubo di imminenti elezioni, possa aprire il tiro al piccione contro un governo chiamato a scelte probabilmente impopolari.

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.