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Di bellezza si vive, ragazzi e artigiani restaurano un teatro

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Ultimo aggiornamento 20 Ottobre, 2022, 05:49:00 di Maurizio Barra

Di bellezza si vive anche lavorando gomito a gomito con l’intagliatore, il traforatore, il doratore, il tappezziere, il restauratore del legno ed il decoratore per riportare allo splendore originario il Palco Reale di un teatro.
E’ l’ esperienza vissuta a Como dai ragazzi della Scuola professionale Oliver Twist, istituto del Centro di Formazione Cometa nato per contrastare l’abbandono scolastico, che venerdì 21 ottobre avranno il loro momento di gloria con l’inaugurazione del lavoro svolto per mesi nel Teatro Sociale Aslico con i maestri della Contrada degli Artigiani.
Il restauro, frutto del progetto quadriennale ‘Di Bellezza Si Vive’ finanziato dalla Fondazione Con I Bambini, è stato promosso dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è stato giudicato tra gli interventi nazionali più innovativi. Se in classe gli studenti hanno approfondito con gli insegnanti durante le lezioni la storia, l’architettura e l’arte legata al Teatro Sociale, ogni ragazzo ha messo realmente mano, con la supervisione di docenti, al restauro di tutte le parti del palco: dalle specchiere alle sedie, dalle poltroncine ai poggiapiedi, le consolle, i fregi del portale d’ingresso, le cornici in legno.
“Hanno lavorato e studiato, ma hanno anche intrapreso un percorso diverso per la conoscenza della realtà e di quella del teatro con un atto di verità e di concretezza. – ha detto Giorgia Turchetto, responsabile del progetto -. I ragazzi insieme agli artigiani hanno messo veramente insieme un genio collettivo, mosso le loro emozioni e aperto le loro menti”. “ll lavoro era molto complicato e difficile perché, essendo tutti componenti molto vecchi, bisognava avere una grande delicatezza e rispetto del materiale usato”, ha detto uno studente. “È stato interessante vedere come venivano create le decorazioni – ha aggiunto un giovane collega – gran parte in cartapesta o gesso per dare solo un’impressione di ricchezza e di prestigio quando in realtà erano realizzate con materiali poveri, questo per non rinunciare alla bellezza ma trovando altre forme di decorazione creative”. (ANSA).

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