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L'allarme del presidente dell'Istat: "In Italia nel 2022 non supereremo le 400 mila nascite"

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Ultimo aggiornamento 19 Ottobre, 2022, 04:45:13 di Maurizio Barra

Che l’allarme denatalità sia ormai un problema sistemico in Italia lo si è capito dalle parole pronunciate oggi dal presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, non nuovo ad allarmanti appelli sulla denatalità: “Nel 2022 non arriveremo a 400 mila nuovi nati” ha detto, intervenendo ad un incontro presso l’Università Lumsa di Roma e promosso dalla Rete della vita nascente. Il dato previsionale di Blangiardo è stato definito “preoccupante” dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, anche lui presente all’evento.

Ogni anno facciamo il record di minimo storico” ha continuato il presidente dell’Istituto nazionale di Statistica. “Un altro dato che può far comprendere la drammaticità della situazione è quello che ci dice che in Italia spariranno 12 milioni di italiani in quattro decenni. Nel 2070 avremo 145 mila ultracentenari, oggi sono 20 mila. Tutto ciò ha naturalmente importanti riflessi di natura sanitaria, economica e sul sistema pensionistico”, ha continuato Blangiardo. Dando anche precisi segnali su chi ha invertito la tendenza, attuando politiche per la natalità che portano il saldo in attivo: “Chi sta meglio di noi in Europa? Sicuramente la Francia, dove si viaggia sopra ai 700 mila nuovi nati e lì si è partiti proprio da un cambiamento della cultura. Anche in Germania, non è che si siano fatti miracoli, ma si è arrestata la diminuzione”.

“C’è stato l’assegno unico – ha osservato ancora Blangiardo – non una cosa straordinaria, ma intanto si è fatto; ed è universale, cioè non si aiutano solo i poveri”. Il presidente dell’Istat ha proseguito: “Dunque la diagnosi è chiara, non si fanno figli perché i figli costano, sono un impegno per la coppia e per la donna, soprattutto per la donna che magari ha studiato, ha aspettative di carriera ma poi magari scopre che queste cose sono in discussione. Cambiano le famiglie: non ci sono più i fratelli, non c’è più la rete familiare. Spariscono le figure collaterali, se i single sono più delle coppie con figli” ha poi concluso Gian Carlo Blangiardo.

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