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Al Galli di Rimini Le Presbytère col Béjart Ballet Lausann

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Ultimo aggiornamento 21 Ottobre, 2022, 11:38:13 di Maurizio Barra

(ANSA) – RIMINI, 20 OTT – Al Teatro Galli di Rimini torna la
grande danza internazionale con il Béjart Ballet Lausanne in
una creazione ormai storica, nata dal sodalizio tra il
coreografo francese Maurice Béjart con lo stilista Gianni
Versace, ‘Le Presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le
jardin de son éclat’. Sabato 22 ottobre alle 21 (l’evento è già
sold out) la compagnia di Losanna, diretta da Gil Roman dopo la
scomparsa del grande maestro, propone un lavoro travolgente e
struggente, sulle note di Mozart e dei successi dei Queen. Un
balletto che si immerge con una vitalissima speranza negli
imponderabili e sfuggenti territori al confine fra la vita e la
morte, dedicato alla memoria di Jorge Donn, storico e amato
danzatore di Béjart e di Freddie Mercury, icona universale dei
Queen, entrambi uccisi dall’Aids a 45 anni.
“Questo balletto – raccontava Maurice Béjart – lo vedo come
un balletto gioioso, né sinistro né disfattista. Se non dico che
è un balletto sulla morte, il pubblico non se ne accorgerà.
   
Ispirato da Freddie Mercury e Jorge Donn, non sarà un balletto
sull’Aids, ma su persone morte giovani. Metterò tra i brani dei
Queen alcuni brani di Mozart al pianoforte, o brani strumentali,
ma senza voce, perché tutti i brani dei Queen sono cantati.
   
Anche Mozart è uno morto giovane, a trentacinque anni, dieci
anni prima degli altri due. Lavoro su tutto questo, scavo più a
fondo, brancolo, guardo le videocassette dei Queen, ascolto
sistematicamente tutti i loro dischi, confronto diverse
registrazioni dello stesso pezzo e ho un debole per le
registrazioni dal vivo. Quando registrano in studio, sono più
lenti, meno trascinati dal pubblico”.
   
I costumi dello spettacolo, per Béjart, dovevano essere
semplici e colorati, per questo li fece disegnare a Gianni
Versace. Iniziata nel 1984, la collaborazione tra i due artisti
aveva già dato lustro ad una serie di balletti, tra cui
Dionysos, Malraux, Chéreau-Mishima-Perón e Pyramide. “Mi piace
lavorare con lui perché il suo entusiasmo e il suo fervore sono
contagiosi”. (ANSA).
   

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