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Scala presenta per la prima volta stagione 2022-2023 a New York

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Ultimo aggiornamento 21 Ottobre, 2022, 02:09:38 di Maurizio Barra

(ANSA) – NEW YORK, 20 OTT – Per la prima volta la Scala di
Milano presenta il programma della stagione 2022-2023 a New
York, e il direttore artistico Dominique Meyer nella sede del
Consolato Generale d’Italia racconta anche le novità del Teatro,
con “piani che puntano su tecnologia, ambiente e inclusione”.
   
Il primo – spiega Meyer – riguarda la piattaforma streaming
‘LaScala TV’, che andrà online in febbraio con un catalogo di
opere, balletti e concerti sia live che pre-registrati, perché
“vogliamo raggiungere tutti in qualsiasi luogo, e comunicare con
le scuole”. Inoltre ci sara’ un sistema per i sottotitoli
rinnovato in 8 lingue: “Abbiamo il 30% di visitatori stranieri,
ed è molto importante fornire la traduzione in diverse lingue”.
   
Per quanto riguarda il lato ‘Green’, il Teatro ha iniziato una
transizione ecologica per raggiungere la migliore efficenza
energetica possibile, e quest’anno ha gia’ “dimezzato il consumo
di carta”.
   
Fondamentale è anche la promozione del turismo
internazionale, e per questo la Scala si è unita con altre
istituzioni milanesi come il Duomo, l’Accademia di Brera e il
Cenacolo Vinciano per offrire prenotazioni integrate in numerosi
weekend. Infine, l’attenzione è rivolta a giovani e famiglie,
con programmi ad hoc per usufruire di biglietti a pezzi
scontati.
   
La stagione che verrà inaugurata ufficialmente il 7 dicembre,
invece, porterà in scena 14 opere, 7 balletti (oltre il Gala
dedicato a Carla Fracci), e più di 40 concerti. La prima della
stagione lirica della Scala sarà il Boris Godunov di Modest
Petrovic Musorgskij, diretto da Riccardo Chailly. “Un progetto
bellissimo iniziato due/tre anni fa – precisa il direttore
artistico e sovrintendente – e che peraltro è totalmente contro
la ‘cancel culture'”.
   
Il console generale Fabrizio Di Michele, aprendo la serata,
si è detto da parte sua “orgoglioso di presentare l’eccellenza
italiana in diversi campi, e in questo caso della cultura e
dell’opera”. (ANSA).
   

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