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Serie A: Fiorentina-Inter 3-4, decide Mkhitaryan nel recupero

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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2022, 06:34:36 di Maurizio Barra

L’Inter espugna Firenze nella partita più pazza di questo campionato e raggiunge momentaneamente Lazio e Udinese a quota 21, scavalcando la Juventus: il gol decisivo, dopo la rete in apertura di Barella e la doppietta di Lautaro, è arrivato al 95′ quando la Fiorentina era riuscita a rimontare per tre volte con Cabral, Ikoné e al 90′ con Jovic. Un gol di Mkhitaryan fortunoso (si è ritrovato tra i piedi il pallone respinto da Venuti) e contestato fortemente dai viola per un precedente fallo di Dzeko su Milenkovic. Comunque per la squadra di Inzaghi, al terzo successo consecutivo, è una notte di festa, per quella di Italiano al terzo ko nelle ultime tre gare una notte di rabbia. Il tutto in una gara vietata ai deboli di cuore.

Con Handanovic in panchina per un problema al dito (spazio a Onana) e Lukaku rimasto a Milano per ritrovare la condizione dopo il lungo stop (obiettivo convocarlo per la sfida di mercoledì in Champions con il Plzen) Simone Inzaghi in attacco ha preferito inizialmente Correa a Dzeko nel tandem offensivo con Lautaro, mentre sulle fascia spazio a Darmian a destra e Dimarco a sinistra. Italiano ha dato fiducia a Cabral nel tridente con Gonzalez e Kouamé e preferito Duncan a Barak in mediana. In difesa Martinez Quarta anziché Igor accanto a Milenkovic. Proprio il serbo, al pronti via, ha ‘favorito’ con un suo errore l’azione in contropiede che ha portato i nerazzurri in vantaggio: a segno Barella (quarto gol in campionato) dopo un minuto e 32 secondi.

Inizio arrembante per la squadra di Inzaghi e choc per quella di Italiano che ha pure perso all’8′ Nico Gonzalez, uscito (tra qualche fischio) toccandosi dietro la coscia sinistra: al suo posto Ikoné. Proprio il francese ha avuto subito un paio di occasioni che però non ha saputo sfruttare.

Al contrario dii Lautaro che sull’ennesima leggerezza difensiva degli avversari ha vinto l’uno contro uno con il connazionale Quarta e colpito poi Terracciano: terza gara di fila in cui sono andati in gol fra i nerazzurri Barella e Lautaro. Nonostante la spinta dei propri tifosi (in curva Fiesole solita coreografia ad effetto e nella circostanza pure polemica per via dei numerosi Daspo ricevuti) la Fiorentina schiacciata ovviamente dal doppio svantaggio faticava a ricompattarsi al cospetto di un’Inter che sembrava in serata di grazia, capace di gestire e controllare. Al 30′ però l’episodio che ha riaperto la partita: fallo da cartellino rosso di Di Marco su Bonaventura e rigore per la Fiorentina dopo controllo del Var: avrebbe voluto batterlo Kouamé che ha preso subito il pallone in mano, invece sul dischetto è andato a Cabral che non ha fallito. L’attaccante brasiliano non segnava in campionato dallo scorso 10 aprile a Napoli.

Gli animi in campo si surriscaldavano: accenno di rissa con raffica di ammonizioni compreso Inzaghi per proteste. Come nel primo tempo, anche nella ripresa l’Inter ha iniziato a testa bassa puntando a colpire di nuovo, Italiano ha cercato di giocare il tutto per tutto inserendo Jovic per Duncan: il serbo si è inserito alle spalle del tridente. Una Fiorentina a trazione anteriore che, complice anche un colpevole rilassamento dei nerazzurri, trovava il pari con uno splendido tiro di Ikoné. Esplodeva il popolo viola e Inzaghi inseriva subito Dzeko. Il risultato di lì a poco cambiava di nuovo: tra gli applausi del presidente Zhang e di Diego Milito seduti in tribuna, Lautaro riportava avanti l’Inter su rigore concesso dopo una lunga consultazione al Var per valutare una posizione di fuorigioco dello stesso argentino, atterrato da Terracciano. Inzaghi poi toglieva Lautaro che uscendo si toccava la gamba, e inseriva Bellanova, l’Inter perdeva così il suo riferimento e la Fiorentina ne approfittava rimontando ancora al 90′ con un tiro in acrobazia di Jovic. Pareva finita (il pari non avrebbe fatto gridare allo scandalo), ma Mikhaitaryan pescava il jolly in pieno recupero, scatenando l’ira di Italiano e accendendo tensioni fra le due squadre.

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