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Nasce la guida turistica ai "Deserti d'Italia"

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Ultimo aggiornamento 25 Ottobre, 2022, 02:20:39 di Maurizio Barra

L’Italia è un paese a rischio desertificazione per oltre il 20% del suo territorio e le condizioni climatiche e meteorologiche anche dell’ultima stagione estiva non ha fatto altro che esacerbare la situazione.

Il progetto “Acqua nelle nostre mani” vuole lanciare un allarme e spingere ad una riflessioni. Negli ultimi mesi il fotografo, Gabriele Galimberti, vincitore nel 2021 del World Press Photo con il progetto “The Ameriguns”, con la sua collaboratrice Camilla Miliani, è stato in Sicilia, Abruzzo, Marche, Toscana, Lombardia, Umbria, Emilia-Romagna e Molise per documentare e raccontare delle “mete turistiche” anomale per il nostro paese, in via di desertificazione.

E’ nata così la Guida Turistica ai Deserti d’Italia – in formato cartaceo e digitale– che invita le persone a visitare questi territori: fiumi diventati sentieri da trekking, laghi ridotti ad aride distese, paesaggi che nessuno si aspetterebbe di vedere e che, invece, sono reali. Del resto, sono i dati, oltre che le immagini, a raccontarlo, con il 70% della Sicilia, il 57% della Puglia, il 58% del Molise e il 55% della Basilicata a rischio desertificazione. Territori e scenari di cui l’Italia, indubbiamente, non avrebbe bisogno. 

Il progetto “Acqua nelle nostre mani”, negli ultimi anni ha sviluppato un profondo impegno sul tema della tutela della risorsa idrica, con progetti concreti sul territorio volti a sostenere l’agricoltura e a combattere, grazie a interventi mirati e al supporto della tecnologia, la desertificazione come per esempio quello svolto in Puglia – tra le regioni a maggior rischio desertificazione (57% del territorio) – che ha visto la piantumazione diretta di oltre 500 alberi resistenti al batterio della Xylella in terreni ormai in disuso a causa della desertificazione e un intervento di monitoraggio idrico delle coltivazioni su un totale di 500 ettari distribuiti nella provincia di Brindisi, che garantirà un risparmio annuale (considerate le 20 settimane di stagione estiva) di oltre 150 milioni di litri d’acqua. A supporto di questo intervento la tecnologia “Daiki” di SmartIsland, startup siciliana selezionata nel 2021 nell’ambito di una Call for Startup dedicata, che è in grado di rilevare, fin dal momento della piantumazione, dati climatici e idrici utili a monitorare il fabbisogno idrico delle piante, gestire l’apporto irriguo e prevenire le malattie.

Ma ognuno di noi può fare la sua parte e dare un contributo concreto, anche a casa. Ad esempio, utilizzando lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, riutilizzando l’acqua e bagnando fiori e piante con acqua utilizzata per altri scopi, irrigando campi e giardini la sera ed evitando di lavare i piatti a mano prima di metterli in lavastoviglie. Un semplice gesto che contribuisce al risparmio di 38L d’acqua a ogni lavaggio1 e che ha determinato importanti risultati di preservazione della risorsa idrica in questi anni.

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