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Presunte plusvalenze fittizie Juventus: chiuse le indagini preliminari. 16 indagati, anche Agnelli

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Ultimo aggiornamento 26 Ottobre, 2022, 10:33:09 di Maurizio Barra

Falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato: sono le accuse in virtù delle quali la Procura di Torino ha notificato ai componenti del board della Juventus l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Un’attività di inchiesta iniziata lo scorso anno. Sotto la lente dei magistrati del capoluogo piemontese il presunto “anomalo ricorso, tra il 2019 e il 2021, ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale”. E’ quanto fa sapere in una nota il Procuratore Capo, Anna Maria Loreto.

Ammontano a 155 milioni di euro le presunte plusvalenze fittizie. Ipotizzate, tra l’altro, violazioni dei principi di contabilità internazionale relative alla esposizione nel conto economico degli importi derivanti dalle cessioni dei calciatori Emre Canal al Borussia Dortmund (14 milioni) e Simone Muratore all’Atalanta(3,8 milioni), entrambi non indagati.
Sedici gli indagati, tra questi ci sono il presidente dei bianconeri Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved. Ad alcuni fra loro è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni insistenti.

Secondo gli inquirenti le “operazioni di scambio, che, non generano flussi finanziari di sorta, risultano, concluse a valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario e con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio del momento: tali operazioni sono state ritenute fittizie”. Sempre secondo la Procura, “le plusvalenze generate, sono state rivisitate secondo i principi contabili internazionali, cui Juventus Fc, quale società quotata, deve comunque attenersi”. Per gli inquirenti ci fu un ulteriore intervento per alterare i risultati di bilancio attraverso ‘manovre stipendi’, negli anni 2020 e 2021. “Sussistono concreti elementi per ritenere che i calciatori, in accordo con la società, abbiano rinunciato a percepire, in concomitanza con il periodo pandemico, una sola mensilità e non quattro, come per contro – concludono gli inquirenti – comunicato da Juventus Fc nel marzo 2020”. E le restanti tre mensilità, “non sarebbero oggetto di rinuncia, bensì di differimento ad esercizi successivi”.

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