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I 70 anni di Roberto Benigni: fanciullo geniale e irriverente del cinema e della tv

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 26 Ottobre, 2022, 16:23:35 di Maurizio Barra

Dalla Toscana con ardore. Da lì arriva Roberto Benigni, l’eterno fanciullo del cinema italiano arrivato, si stenta a crederlo, al traguardo dei 70 anni.

Difficile riassumere Benigni in poche parole. Irriverente, spiazzante, esuberante, logorroico, creativo; diventato negli anni uno degli attori e registi più apprezzati in Italia e all’estero; un personaggio iconico del mondo dello spettacolo che, fuori dal set, ha frequentato poco, tenendosene sempre a debita distanza.

Con la sua maschera ironica e a tratti romantica ha conquistato i più ambiti riconoscimenti. Con scene, gag, dialoghi e monologhi indimenticabili, al cinema, in teatro o negli studi televisivi, è riuscito nell’impresa più difficile: far sorridere facendo anche riflettere, senza smettere mai di stupire.

Le origini 

Nato a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, il 27 ottobre del 1952, da bambino si trasferisce con la famiglia a Prato e, a meno di 20 anni, debutta a teatro. In seguito lavora con Giuseppe Bertolucci in film e spettacoli. 

Il grande successo

Nel 1983 inizia la carriera da regista con il film “Tu mi turbi” e nel 1984 con Massimo Troisi scrive, dirige e interpreta “Non ci resta che piangere”, film che ottiene grande successo. Benigni, poi, recita in alcune pellicole dirette da Jim Jarmusch e da Blake Edwards e collabora, tra l’altro, con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami.

Successo di pubblico anche con la serie di film: “Il piccolo diavolo”, “Johnny Stecchino” e “Il mostro”, di cui Benigni è interprete e regista. Poi l’attore toscano recita con Paolo Villaggio in “La voce della Luna”, diretto da Federico Fellini. 

Il 1997 è l’anno de “La vita è bella”, il capolavoro cinematografico che racconta il dramma dell’Olocausto con un approccio diverso, narrando la storia di un uomo toscano di origini ebraiche che, deportato in un lager nazista, prova a proteggere il figlio dagli orrori della Shoah. Nella pellicola, come in altre dirette da Benigni, recita anche Nicoletta Braschi, attrice e produttrice italiana, moglie del regista dal 1991. Il film riceve tre Oscar, uno per la miglior colonna sonora a Nicola Piovani, uno come miglior film straniero e uno per il miglior attore protagonista a Benigni.

Quando Sophia Loren annuncia il riconoscimento, è subito festa per il regista italiano, in piedi sulle poltrone della sala prima di raggiungere il palco degli Oscar. Poi “La vita è bella”, tra l’altro, vince anche cinque Nastri d’argento, nove David di Donatello e il Grand Prix Speciale della Giuria al 51° Festival di Cannes.

In seguito Benigni dirige e interpreta “Pinocchio”, film uscito nel 2002 e che ha vinto due David di Donatello e un Nastro d’argento. C’è, poi “La tigre e la neve”, diretto e interpretato dal regista-attore toscano nel 2005 e che ha ricevuto due Nastri d’argento.

Benigni mostra anche straordinarie qualità di divulgazione. Indimenticabili le sue letture della Divina Commedia di Dante, e ottiene un gran successo anche il suo intervento al Festival di Sanremo nel 2011 che celebra i 150 anni dall’Unità d’Italia. Nel 2012 torna su Rai 1 con “La più bella del mondo”, show dedicato alla Costituzione italiana e nel 2021 riceve il Leone d’oro alla carriera alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Roberto Benigni cn gli oscar vinti per La vita è bella Tom Stoddart/Getty Images

Roberto Benigni cn gli oscar vinti per La vita è bella

L’omaggio della Rai

In occasione del settantesimo compleanno del toscano più famoso al mondo, secondo solo a Dante Alighieri, la Rai offre una programmazione dedicata. 

Un omaggio partito già da lunedì scorso su Rai Movie con “Visti da Benigni” (ampia selezione delle partecipazioni di Roberto Benigni al programma “L’altra domenica” nei panni di uno stralunato critico cinematografico) in onda alle 21 tutti i giorni fino a venerdì. Domani, giorno in cui Roberto Benigni è nato settant’anni fa a Castiglion Fiorentino, gli spazi dedicati percorreranno l’intera giornata: dall’anteprima di “Uno Mattina” (Rai 1, alle 8.55) a “I fatti vostri” (Rai 2, alle 11) che al compleanno del regista Premio Oscar dedica lo spazio curato dal professor Broccoli con l’ausilio di materiale di repertorio. Dai servizi all’interno delle varie edizioni del notiziario di RaiNews24 alle rubriche di Rai Storia. 

Nello specifico, sul canale 54 del digitale terrestre, “Il giorno e la storia” ricorda due dei grandi successi cinematografici di Benigni: “Non ci resta che piangere” (1984) in coppia con Massimo Troisi e “La vita è bella” (1999). Sempre su Rai Storia, “Eventi” ripropone alle 19.30 sequenze tratte da “L’altra domenica” con Renzo Arbore che intervista Benigni sul cinema mentre alle 19.45 un estratto della “Domenica con” permette di riscoprire una sequenza di “Telepatria international ovvero niente paura… siamo italiani” (1981) dove un giovane Benigni veste i panni di Dante Alighieri. 

Il portale Rai Cultura ripropone la divertente intervista di Alberto Negrin all’attore e regista toscano dal titolo “Benigni sono io”.

RaiPlay, infine, mette a disposizione sulla piattaforma una collezione dedicata che comprende film, speciali e programmi: “Pinocchio” di Matteo Garrone (2019); “Il minestrone” di Sergio Citti (1985); “I giorni cantati” di Paolo Pietrangeli (1979); “Opinioni di un clown”, uno speciale che ripercorre la carriera artistica di Roberto Benigni con rari materiali di repertorio; “Onda libera”, programma in 4 puntate (1976/77) che vede Benigni nei panni del contadino Cioni che interferisce con le frequenze televisive, diffondendo monologhi ivoluzionari; “Vita da Cioni”, programma in 3 puntate (1978) che raccoglie i monologhi teatrali con cui l’attore ha dato vita alle indimenticabili invettive.

 

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