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L'accoltellatore di Assago: "Provavo invidia per quelle persone felici"

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Ultimo aggiornamento 28 Ottobre, 2022, 16:40:02 di Maurizio Barra

“Pensavo di star male, di essere ammalato. Ho visto tutte quelle persone felici, che stavano bene, e ho provato invidia”. E’ quello che ha detto Andrea Tombolini, l’uomo che ieri ha accoltellato cinque persone al centro commerciale di Assago, al pm di Milano, Paolo Storari che lo ha arrestato. 

L’accusa è di omicidio e tentato omicidio plurimo: una delle vittime della sua furia, Luis Fernando Ruggieri, dipendente del supermercato, è morto mentre lo portavano in ospedale a causa della gravità delle ferite riportate. Le altre persone colpite non sono in pericolo di vita. 

Tra loro, il calciatore del Monza Pablo Marì, aggredito tra gli scaffali, mentre era in compagnia della moglie e del figlio di 4 anni seduto nel carrello. Sarà operato in giornata. 

L’aggressore ora si trova piantonato all’ospedale San Paolo nel reparto di Psichiatria.

Chi è l’aggressore

Di Andrea Tombolini, 46 anni, non si sa molto. Incensurato, di Milano, conduceva una vita riservata e solitaria, con i genitori e la sorella, che non fanno che ripetere: “Non era mai stato aggressivo”. 

Prima dell’aggressione nel centro commerciale, però, era stato ricoverato in pronto soccorso – era il 18 ottobre – per atti autolesionisti: si era colpito la testa e il volto con i pugni.

Sembra fosse in cura per la depressione. Nel suo fascicolo sanitario, acquisito dai carabinieri, risulta un altro episodio simile, una “crisi”, dopo un intervento di routine alla schiena che lo aveva spaventato a tal punto da fargli credere di essere in pericolo di vita. 

E’ quello che ha ripetuto al pm durante l’interrogatorio ricordando i fatti di ieri: “Erano tutti felici, pensavo di essere ammalato. Ho provato invidia”.

Tombolini era arrivato in bicicletta al centro commerciale ‘Milanofiori’ di Assago, meno di dieci minuti prima dell’aggressione, poi aveva sfilato un coltello dall’espositore nel reparto casalinghi e si era gettato su chi gli capitava a tiro urlando e accoltellando.

“Urlava, urlava e basta”, ha raccontato Massimo Tarantino, il coraggioso ex calciatore che lo ha placcato, disarmato e consegnato alla polizia con l’aiuto di altre persone. 

E urlava anche quando sono arrivati i carabinieri: “Ammazzatemi”. Poi, docilmente si era fatto portare via dalle forze dell’ordine e all’interrogatorio non si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il comunicato di Carrefour: “Rimossi oggetti taglienti”

“Tutti gli oggetti taglienti sono stati rimossi da tutti i punti vendita”. Lo comunica, in una nota, Carrefour Italia. 

“A seguito di quanto accaduto nell’Ipermercato Carrefour di Assago, la direzione aziendale ha deciso che oggi il punto vendita resterà chiuso al pubblico, in segno di rispetto per il dipendente Luis Fernando Ruggieri, deceduto a seguito dell’aggressione, per i suoi familiari e per tutti gli altri feriti coinvolti nell’accaduto – si legge nella nota – Il supporto psicologico è stato attivato ieri sera per tutti i collaboratori che sono stati testimoni di questo episodio”.

“L’azienda ha indetto due momenti di silenzio nella giornata di oggi, alle ore 12.00 e alle 17.00, che verranno rispettati in tutti i punti vendita sul territorio nazionale, per ricordare la vittima di questo episodio drammatico. Il giorno del funerale, l’Ipermercato di Assago rimarrà chiuso per le ore del servizio funebre – viene sottolineato –  Siamo in stretto e costante contatto con le famiglie coinvolte per supportarle in ogni modo possibile e siamo a completa disposizione delle autorità competenti per far sì che la giustizia faccia il suo corso”.

“Siamo felici di apprendere che l’altro nostro collaboratore rimasto ferito non è più in pericolo di vita, e ci auguriamo che possa rimettersi presto – conclude la nota – Ringraziamo di cuore tutti coloro che ieri sono intervenuti con grande coraggio per fermare l’aggressione, rischiando di rimanere feriti”.

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