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Luis Fernando Ruggieri, il dipendente ucciso, "non doveva essere alle casse"

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Ultimo aggiornamento 28 Ottobre, 2022, 16:28:58 di Maurizio Barra

Non doveva trovarsi alle casse al momento dell’aggressione. Luis Fernando Ruggieri, il dipendente di Carrefour, ucciso ieri nel centro commerciale di Assago, lavorava nel reparto delle acque minerali, al riparo dal contatto col pubblico.

“E’ stato sfortunato”. Ripetono i colleghi sotto shock. 

Ruggieri è stato l’unica vittima della furia dell’aggressore, Andrea Tombolini, 46 anni, entrato al supermercato con l’intenzione di ferirsi con uno dei coltelli venduti tra le corsie, ma che poi ha finito con l’aggredire sei persone. “Pensavo di essere malato”, ha detto al pm, “invidiavo quelle persone felici che stavano bene”. 

Luis Fernando Ruggieri aveva 47 anni. Era cresciuto in Lombardia. “L’ho adottato da piccolino, l’ho amato sempre e lui mi voleva un bene dell’anima”, piange il padre Federico. “Ha sempre cercato di migliorarsi”.

Negli ultimi cinque anni Luis aveva vissuto a Trezzano sul Naviglio, poi, dopo la separazione dalla compagna, era tornato a Milano. 

Grande lavoratore, era sempre stato occupato nel settore della grande distribuzione, più di 20 anni in Esselunga, uno in Auchan Retail Italia. Da poco era arrivato a Carrefour. 

Durante il lockdown aveva sfruttato il tempo libero per rimettersi sui libri e concludere il suo percorso di studi iniziato da ragazzo alla facoltà di Ingegneria informatica per virare su Scienze biologiche. “Per non sprecare il tempo in attesa di un lavoro nel periodo del lockdown – scriveva ai suoi contatti – ho ricominciato a studiare. Per interesse privato, in futuro vedremo”.

Oggi alle 12  tutti i negozi Carrefour d’Italia hanno osservato un minuto di silenzio in memoria Luis Fernando Ruggieri. 

La sindaca di Assago Lara Carano ha indetto il lutto cittadino. “Siamo tutti profondamente addolorati per quanto successo e tutta l’amministrazione comunale è vicina alla famiglia della persona uccisa e ai feriti. Oggi è giornata di lutto cittadino e qui sono tutti sconvolti per quanto successo”, ha detto.

Ad Assago oggi bandiere a mezz’asta e minuto di silenzio, osservato a mezzogiorno e alle 17. “È un posto che è sempre stato tranquillo – aggiunge la prima cittadina – quanto avvenuto è una cosa assurda. La follia delle persone è imprevedibile”. “So che l’aggressore, che è di Milano, era seguito da personale sanitario e non so cosa sia successo – prosegue – Non sono competente in materia e non posso entrare nel merito, ma spiace che questa persona non sia stata seguita nel modo giusto, perché è accaduta una cosa che non doveva succedere”.

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