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I partigiani sfilano a Predappio: "Mai più fascismi"

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Ultimo aggiornamento 29 Ottobre, 2022, 04:27:32 di Maurizio Barra

Si è conclusa poco dopo le 16 la manifestazione organizzata dall’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani d’Italia, a Predappio per ricordare l’anniversario della Liberazione del paese, il 28 ottobre 1944, quando i partigiani dell’ottava brigata Garibaldi e i polacchi dell’ottava armata giungevano nel paese sulle colline del Forlivese. Una data non casuale quella scelta dai liberatori che coincideva con la marcia fascista su Roma, avvenuta nel 1922 nello stesso giorno.

Intonando “Bella ciao” e altri cori della resistenza il corteo ha sfilato senza problemi – un migliaio le persone – né si sono registrati momenti di tensione. In testa lo striscione dell’Anpi: “Mai più fascismi, mai più razzismi”. Tante le bandiere italiane e  della pace. “Siamo qua per difendere la libertà e la democrazia, è nostro dovere, lo dobbiamo alle future generazioni”, ha detto dal palco la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Emma Petitti, che poi ha ricordato le parole di Liliana Segre: “Non abbiate paura di lottare per la libertà”. 

Il segretario dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, ha ricordato invece che “la lotta al fascismo non fu fatta solo da uno sparuto gruppo di partigiani, ma da tutti i lavoratori che si batterono per la libertà. E il fascismo colpì proprio i lavoratori per primi”.

Tra i manifestanti anche Nara Lotti, 94 anni, che ai tempi della Liberazione faceva la staffetta partigiana per l’VIII Brigata Garibaldi. Il corteo si è fermato per una tappa simbolica davanti al Palazzo delle Poste, dove il 27 ottobre del 1944, giorno prima della Liberazione, si erano asserragliati i partigiani, in attesa dell’arrivo degli alleati. 

“Questa liberazione – ribadisce l’Anpi provinciale di Forlì-Cesena – reca un poderoso carico simbolico: la cacciata di Mussolini dal suo paese natale, nella retorica fascista luogo aurorale del regime, nello stesso giorno fondativo del fascismo, prefigura la liquidazione della repubblichina e dei nazisti che la sorreggono. Prendere Predappio è una promessa di liberazione dell’Italia del nord intera. Per questo, nel nefasto centenario della marcia su Roma, non si può non festeggiare la liberazione di Predappio”. 

La giornata di oggi non ha visto il patrocinio da parte del Comune di Predappio guidato da una giunta di centrodestra; domenica sono attese invece centinaia di persone che celebreranno l’anniversario della marcia su Roma. Ma già da questa mattina, davanti la cripta che custodisce le spoglie di Benito Mussolini e della sua famiglia, si è creata una fila di una quarantina di nostalgici in attesa di poter visitare la tomba del duce. 

Le Monde: “Un grande processo al fascismo non c’è mai stato”

“Cento anni dopo la Marcia su Roma, l’Italia tra amnesia e nostalgia di Mussolini”: questo il titolo della quinta ed ultima puntata di una lunga inchiesta che il quotidiano francese Le Monde ha consacrato questa settimana ai 100 anni dall’avvento al potere di Benito Mussolini. “Ogni anno – scrive Le Monde – una manciata di neofascisti celebra il dittatore a Predappio. Ma, al di là di queste manifestazioni, la figura del Duce resta molto presente. L’amnistia del 1946 ha permesso ai dignitari del regime di farsi dimenticare e il grande processo al fascismo non c’è mai stato”. L’articolo segue un altro pezzo di Le Monde consacrato alla promulgazione delle leggi razziste, riprendendo, in particolare, il discorso che Mussolini tenne il 18 settembre 1938 a Trieste, proclamando la necessità “di una chiara, severa coscienza razziale, che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime”. Qualificando gli ebrei “nemici irriconciliabili del fascismo”, ricorda Le Monde, “Mussolini condannò, in qualche giorno, gli italiani di confessione ebraica a subire una serie di discriminazioni: divieto dei matrimoni misti, esclusione dall’amministrazione e da tutta una serie di professioni (tra cui il giornalismo), ritiro della nazionalità… la morte sociale”. 

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