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Twitter, migliaia di account scomparsi. Protesta silenziosa o caccia ai "bot"?

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Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2022, 22:03:45 di Maurizio Barra

La notizia del giorno – la definitiva acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, dopo mesi di faticose trattative – è stata subito accompagnata, com’era prevedibile, da reazioni di diverso tenore. Soprattutto sulla piattaforma. Soprattutto dagli utenti. Che hanno reagito chi con freddezza, chi con preoccupazione all’arrivo del nuovo, eccentrico proprietario sul “social del cinguettio”. Al punto da mettere in atto una forma di protesta silenziosa ma non per questo meno d’impatto: cancellarsi da Twitter.

Molti utenti hanno infatti denunciato una improvvisa perdita di centinaia di contatti, alcuni anche migliaia, dai propri account. Le spiegazioni possono essere due: o c’è una fetta consistente di “twittatori” che non ha digerito il passaggio di proprietà di Musk oppure è già cominciata la “pulizia” di profili automatici (i cosiddetti bot), annunciata dal magnate sudafricano come una delle prime cose che avrebbe fatto una volta acquistato il social network.

Senza arrivare a invocare una sorta di “grande purga” di utenti e profili, come pure qualcuno ha fatto.

Il tema è sicuramente molto più ampio e riguarda la policy che il social targato Musk adotterà nel prossimo futuro. Il vulcanico proprietario di Tesla e Space X ha suggerito e proposto di tutto e di più sul nuovo corso che avrebbe impresso al “suo” Twitter, anche in riferimento a uno dei suoi aspetti più controversi: la diffusione di profili contraffatti, automatici (dietro i quali non c’è una persona fisica) o veri e propri fake. Il nuovo patron l’aveva indicata come una delle priorità su cui si sarebbe concentrato. Ma è pur vero che, forse, ha involontariamente innescato un parallelo fenomeno centrifugo.

Il nuovo patron di Twitter Ansa

Il nuovo patron di Twitter

Le altre “grane” che Musk dovrà affrontare

Ma, oltre a questo, sono diversi i temi su cui Elon Musk dovrà confrontarsi: i sempre più numerosi profili inattivi (secondo il report diffuso nelle scorse ore, di cui ha parlato Reuters); il calo dei contenuti informativi e “politici”; la pornografia.

C’è un primo, grande problema di “disaffezione” da Twitter che Musk dovrà fronteggiare: i cosiddetti heavy tweeters, cioè quegli utenti che si collegano alla piattaforma quotidianamente e pubblicano almeno 3-4 contenuti nel medesimo intervallo di tempo, pare che siano in caduta libera. Negli ultimi due anni si è registrato un netto calo della loro presenza sul social network. Una perdita grave, dal momento che si tratta del 10% degli utenti, che però sono autori del 90% di tutti i contenuti pubblicati. Secondo i dati che Reuters ha potuto consultare, infatti, i twittatori frequenti risultano “in declino assoluto” negli ultimi due anni, almeno per ciò che concerne i contenuti in inglese.

L’ultimo report sull’uso di Twitter, diffuso proprio alla vigilia dell’acquisizione del patron di Space X, ha mostrato come il core business della piattaforma, se si vuole il motivo per cui Twitter era nato e si era diffuso, cioè “news e politica”, fosse in crisi, soprattutto nell’ultimo anno. Dopo il gran parlare (virtuale) registrato a inizio 2021, quando ci fu l’assalto dei sostenitori di Donald Trump al Campidoglio, è iniziato un lento e progressivo allontanamento verso altre piattaforme più popolari (adesso anche tra i politici), come Instagram e Tik Tok, dove si preferisce avviare dibattiti pubblici o intavolare discussioni aperte con i propri followers piuttosto che cinguettare a colpi di tweet. E a farlo sono stati soprattutto politici, capi di Stato, premier e tutti coloro che ormai scelgono Twitter per diffondere dichiarazioni ufficiali o annunci che fanno notizia.

Infine, una “patata bollente” da non sottovalutare è la diffusione della pornografia che, pur costituendo solo il 13% dei contenuti presenti sul “social del cinguettio”, non è stato possibile limitare in virtù di quell’assenza di censura e libertà di espressione, che su altre piattaforme è stata gestita diversamente.

Donald Trump AP Photo

Donald Trump

Trump festeggia l’arrivo di Musk

Intanto, tra i primi a commentare con soddisfazione l’arrivo di Elon Musk ai piani alti dell’azienda di San Francisco è stato l’ex presidente Usa Donald Trump: “Sono molto felice che Twitter sia ora in buone mani e non sarà più gestito da folli e maniaci della sinistra radicale che odiano veramente il nostro paese” ha scritto l’ex capo della Casa Bianca sul suo social Truth Social. Trump ha aggiunto che “Twitter deve, ora, lavorare sodo per sbarazzarsi di tutti i bot e gli account falsi che lo hanno danneggiato così gravemente. Sarà molto più piccolo, ma migliore. AMO LA VERITÀ!”.

Nel post, il miliardario newyorkese non ha escluso la possibilità di ritornare su Twitter, anche se lo scorso aprile aveva rifiutato categoricamente la possibilità di accettare un’eventuale riammissione. Trump era arrivato a totalizzare quasi 90 milioni di follower su Twitter, prima di essere bandito. E per Musk è stato un errore cacciarlo a causa della sua retorica sull’attacco del 6 gennaio al Campidoglio, quando l’ex Commander in chief aveva elogiato gli assalitori del palazzo del Congresso statunitense.

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