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Musk, sempre più vicini i licenziamenti a Twitter

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Ultimo aggiornamento 31 Ottobre, 2022, 21:12:32 di Maurizio Barra

Elon Musk azzera il consiglio di amministrazione di Twitter: estromessi tutti i 9 membri del board. Lo riporta il Wall Street Journal, citando una comunicazione alla Sec, nella quale Musk risulta l’unico amministratore della società. Nella nota Musk spiega che il fatto di essere l’amministratore unico era previsto dal contratto di acquisto di Twitter.

E tra smentite e conferme, dal Washington Post arriva la notizia che stia davvero per arrivare la prima ondata di licenziamenti su Twitter da parte di Elon Musk. Secondo il quotidiano statunitense il miliardario con i suoi alleati, tra cui l’avvocato Alex Spiro, noto per essere “il legale delle star”, hanno lavorato l’intero fine settimana per stilare la lista delle teste da tagliare. 

I licenziamenti riguarderanno tutti i dipartimenti, in particolare le vendite e gli ingegneri. In totale l’azienda conta, escluso il board, circa 7.500 dipendenti e, secondo fonti interne riportate dal Washington Post, si tratterebbe di una riduzione del 25%.

La scorsa settimana il patron di Tesla ha acquisito per 44 miliardi di dollari la piattaforma di social media dopo mesi di dispute legali, operazione che ha comportato l’immediato licenziamento di alcuni top manager, tra cui il ceo, Parag Agrawal.

Il tycoon pare poi stia valutando di far pagare agli utenti di Twitter 20 dollari al mese o 240 dollari all’anno per gli account verificati di Twitter Blue (versione che consente di accedere a funzioni premium), contraddistinti dalla spunta blu.

Stando alle prime informazioni raccolte dalla newsletter tech Platformer, le tariffe mensili vedranno un aumento da 4,99 a 19,99 dollari e gli utenti dovrebbero avere 90 giorni di tempo per adeguarsi. 

“L’intero processo di verifica viene rinnovato in questo momento”, questo il laconico messaggio di Musk sull’argomento. Il miliardario ha quindi anche lanciato un sondaggio chiedendo agli utenti se ripristinare Vine, l’app di condivisione video vista come un precursore di TikTok ma chiusa da Twitter nel 2016.

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