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L'ultimo saluto al cooperante Alberto Fedele morto in Perù

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Ultimo aggiornamento 5 Novembre, 2022, 21:10:18 di Maurizio Barra

(ANSA) – PAVIA, 05 NOV – “Amavi le montagne, come le ha amate
Gesù, in una continua salita verso l’alto. Oggi ci congediamo da
te, in questa tua ultima ascesa verso il cielo”. Così don
Giuseppe Volponi, parroco della chiesa di San Luigi Orione a
Pavia, ha ricordato questa mattina, durante i funerali, Alberto
Fedele, il cooperante pavese morto lo scorso 4 luglio in
un’escursione in alta montagna in Perù.
   
In tanti, tra familiari e amici, erano presenti all’ultimo
saluto al volontario il cui corpo è stato ritrovato, a metà
settembre, su un lato della laguna Juchuyccoha, nel settore del
Chicòn della provincia di Urubamba. Il giorno della sua
scomparsa Fedele era partito da solo per una camminata verso la
laguna, a 4.800 metri di altitudine.
   
Il 30enne, di professione ingegnere gestionale, da circa un
anno si era trasferito a Cusco, in Perù, per collaborare con
l’ong We World a un progetto di cooperazione. “La tua vita, caro
Alberto, è sempre stata proiettata in impegni a favore del
prossimo – ha sottolineato don Volponi nella sua omelia -. Amavi
viaggiare per conoscere ed esplorare, ma soprattutto per aiutare
gli altri: per questo hai lasciato il tuo lavoro e hai speso la
tua professionalità a favore di chi ha bisogno di aiuto. Hai
dato il tuo tempo per la giustizia, la solidarietà umana e la
difesa del creato. La tua storia continua anche oggi, perchè
porti frutto in tutti coloro che hai incontrato”. (ANSA).
   

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