Ultimo aggiornamento 8 Novembre, 2022, 19:20:24 di Maurizio Barra
La Francia aprirà il porto di Marsiglia all’Ocean Viking
La Francia “si prepara ad aprire il porto di Marsiglia alla nave Ocean Viking, o nella notte fra mercoledì e giovedì o nella giornata di giovedì”, ha detto all’ANSA una fonte del ministero dell’Interno francese. “Lo sbarco a Marsiglia si svolgerà sotto la supervisione della Prefettura. Saranno fatti scendere tutti i migranti dalla nave e poi registrati come richiedenti asilo”, spiegano all’ANSA fonti del ministero dell’Interno francese. Non ci sarà quindi alcuna selezione fra i passeggeri della Ocean Viking, non saranno fatti scendere i deboli e lasciati a bordo gli altri: “Non ci sono restrizioni possibili, tutti hanno diritto di presentare la domanda di asilo”, aggiungono le fonti francesi.
Salvini, Francia apre porto? Bene così, l’aria è cambiata
Il vicepremier e ministro delle infrastrutture saluta positivamente la decisione della Francia di aprire il porto di Marsiglia all’Ocean Viking sulla quale ci sono 234 persone, tra cui 55 minori dei quali 43 non accompagnati. “Bene così. – scrive Salvini sui social – L’aria è cambiata”.
Presidente Migrantes, sbarchi selettivi incostituzionali
“La situazione è drammatica, anticostituzionale che non rispetta anche le famiglie che sono su queste navi, che non rispetta il diritto fondamentale al soccorso della Convenzione di Ginevra quindi si spera che questa situazione si sblocchi e che l’Italia insieme all’Europa continui quel progetto di condivisione di solidarietà nei confronti dei migranti che sono richiedenti asilo e che sono rifugiati, l’identificazione non può essere fatta a bordo ma deve essere fatta a terra e anche con tutte le tutele di ogni persona”. Così il presidente della Fondazione Cei Migrantes, mons. Giampaolo Perego.
Piantedosi: non accettiamo lezioni su diritti umani
“Se vi volete fermare all’esegesi delle espressioni burocratiche fate pure, ma non accettiamo lezioni da nessuno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a margine della presentazione del calendario della Polizia, rispondendo a chi gli chiedeva conto dell’espressione “carico residuale” usata in riferimento ai migranti rimasti a bordo delle navi ong a Catania. In proposito Piantedosi ha precisato che i migranti “non sono in mare, sono al sicuro”. “Ci sono ricorsi in atto, si deciderà nelle sedi competenti”. Così il ministro replicando a chi ha definito illegale la selezione dei migranti arrivati sulle navi ong a Catania.

“I cittadini di Paesi terzi presenti sul territorio Ue hanno la possibilità di presentare domanda di riconoscimento di asilo e in quel caso gli stati membri hanno il dovere di garantire l’accesso alle procedure previste”. (ANSA)
A REGGIO CALABRIA PORTATI IN SALVO 89 MIGRANTI, UN EVENTO SAR
Gli 89 migranti salvati dalla nave Rise Above sono scesi a terra perché l’intervento dell’imbarcazione della Ong tedesca Mission Lifeline è considerato un evento Sar (Search and rescue) a differenza della situazione delle altre due navi – Geo Barents e Humanity one – ferme a Catania. L’acronimo Sar deriva dall’inglese search and rescue e indica un insieme di operazioni di salvataggio.
A CATANIA LA GEO BARENTS E LA HUMANITY ONE
A bordo della Geo Barents è in corso un’ispezione: sono psichiatri e psicologi dell’Asp di Catania i medici saliti sulla nave per eseguire un nuovo triage specialistico per conto dell’Usmaf del ministero della Salute. La decisione, si apprende, è stata adottata dopo la segnalazione dei responsabili dell’ong di Medici senza frontiere di casi da valutare. Per lo stesso motivo, la segnalazione di casi di sgabbia a bordo, salirà a bordo anche un infettivologo. Conclusi i controlli, la competenza medica passerà all’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Catania.
“Help… help” urlano i migranti a bordo della Geo Barents. Sulla nave della Ong i naufraghi mostrano due cartelli, in uno c’è scritto “Help” e nell’altro “Disembark 4 all”.
Nel porto di Catania sono tornati a manifestare gli attivisti. Per motivi di sicurezza però il presidio rispetto ai giorni scorsi si tiene all’esterno dell’area di accoglienza nel molo dieci, perché ci sono turisti e pullman. Gli attivisti urlano “tutti liberi, tutte libere” e “assassini in giacca e cravatta”.
A Catania anche un’altra nave, la Humanity One. Oltre trenta delle 35 persone a bordo dell’Humanity 1 hanno iniziato ufficialmente lo sciopero della fame e a pranzo hanno rifiutato il cibo. Lo hanno riferito componenti dell’equipaggio della nave della ong tedesca che hanno incontrato alcuni degli attivisti che protestano davanti il piazzale del molo dove è ormeggiata la Geo Barents di Medici senza frontiere.
“Non abbiamo ancora avuto risposta né siamo stati convocati sulla richiesta di asilo politico che abbiamo presentato domenica scorsa per i 35 migranti rimasti a bordo della Humanity One”. Lo ha detto il legale della ong tedesca Sos Humanity, Riccardo Campochiaro.
YOUSSUF: ‘MI SONO TUFFATO IN MARE PERCHE’ STAVO IMPAZZENDO’
“Dopo giorni e giorni su quella nave stavo impazzendo. Avevo la sensazione che il mio corpo ed i miei sogni si stavano sgretolando. Sono grato per tutta l’assistenza che ho ricevuto a bordo, ma non potevo più supportare quella situazione”. Così Youssuf, il migrante siriano che ieri – insieme ad altri due naufraghi – si è tuffato dalla Geo Barents ed è stato portato sul molo del porto di Catania. Da questa mattina, informa Medici senza frontiere, l’uomo sta rifiutando cibo ed acqua.
L’APPELLO DELLA CEI
“Non possiamo permettere assolutamente che ancora una volta i nostri fratelli migranti che vengono dalla fame, dalle guerre ancora una volta vengono trattati come scarti, come carichi residuali, e non come persone”. Lo dice, a margine della presentazione del Rapporto italiani nel Mondo curato dalla Fondazione Migrantes, monsignor Savino, vescovo di Cassano allo Jonio e vice presidente della Cei.
“La situazione è drammatica, anticostituzionale che non rispetta anche le famiglie che sono su queste navi, che non rispetta il diritto fondamentale al soccorso della Convenzione di Ginevra quindi si spera che questa situazione si sblocchi e che l’Italia insieme all’Europa continui quel progetto di condivisione di solidarietà nei confronti dei migranti che sono richiedenti asilo e che sono rifugiati, l’identificazione non può essere fatta a bordo ma deve essere fatta a terra e anche con tutte le tutele di ogni persona”. Così il presidente della Fondazione Cei Migrantes, mons. Giampaolo Perego.
LO SCONTRO POLITICO
Cresce lo scontro politico sulla gestione dei flussi migratori, con l’opposizione che attacca “l’inumanità” del governo. “Avanti così. L’Italia non sarà complice del traffico di esseri umani. Qualcuno inizia a capirlo?”. Così il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Matteo Salvini, in un tweet, commentando la notizia della Ong spagnola Salvamento Maritimo Humanitario (Smh) che ha deciso di rinviare la missione prevista nel Mediterraneo. Il tweet è corredato da una foto del ministro degli interni Matteo Piantedosi con la scritta “prima vittoria”.
