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Un migrante siriano si butta dalla nave Geo Barents: a bordo stavo per impazzire

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Novembre, 2022, 15:45:37 di Maurizio Barra

“Dopo giorni e giorni su quella nave stavo impazzendo. Avevo la sensazione che il mio corpo ed i miei sogni si stavano sgretolando. Sono grato per tutta l’assistenza che ho ricevuto a bordo, ma non potevo più supportare quella situazione”. Così Youssuf, il migrante siriano che ieri – insieme ad altri due naufraghi – si è tuffato dalla Geo Barents ed è stato portato sul molo del porto di Catania. Lui è tra quelli (oltre 200 migranti) ai quali non è stato dato il permesso per lo sbarco perché non ritenuto un soggetto fragile. Ha trascorso la notte all’aperto in banchina rifiutando da questa mattina cibo e acqua, rende noto il team di Medici Senza Frontiere.

“La mia figlia più piccola ha solo sei anni. Negli ultimi anni abbiamo visto le bombe cadere sulla nostra città – prosegue Youssouf – i miei figli non possono andare a scuola perché la zona continua a non essere sicura. I gruppi armati sono ovunque, rapiscono le persone per chiedere il riscatto, la situazione è fuori controllo e ogni giorno ho paura per la loro vita. Voglio semplicemente trovare un posto dove possano essere libere dalla paura e sentirsi al sicuro. Questo è il mio sogno e non permetterò a nessuno di portarmelo via”, conclude Youssouf.

L’altro naufrago che ieri si è gettato in mare, nelle acque del porto di Catania, insieme a lui, si chiama invece Ahmed, “ha lasciato Damasco, in Siria, un anno fa per fuggire dalla situazione pericolosa e insostenibile nel suo paese, dove non poteva più restare – fanno sapere dal team di Medici Senza Frontiere – è andato in Libia e da lì, per sei volte, ha tentato di attraversare il Mar Mediterraneo a bordo di imbarcazioni instabili; è stato intercettato e portato in centri di detenzione in Libia dove ha subito violenze e abusi prolungati. Ci ha raccontato che da allora ha forti dolori alla schiena a causa delle violenze che ha subito”.

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