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Il j'accuse di Letta: "Tutti contro il Pd"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2022, 14:46:23 di Maurizio Barra

“Caro direttore, 
come prima, peggio di prima. Per M5S e Terzo polo la nuova legislatura è iniziata come era finita la precedente”. 

Inizia così la lettera firmata da Enrico Letta e pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Per il segretario Dem fare opposizione al Pd è “più redditizio che fare opposizione al governo più a destra della storia della Repubblica”.
Letta punta il dito verso i vicini antagonisti che manifestano di essere privi “del senso di responsabilità istituzionale” e lo afferma per “le ripercussioni certe sull’Italia. Chi fosse Giorgia Meloni e che tipo di posizionamento avesse la sua coalizione era noto prima del voto. Noto a noi, quantomeno. L’esordio del governo ha surclassato ogni previsione. Un debutto a base di selezione anticostituzionale dei migranti, tentativi di compressione della libera espressione del dissenso, afonia sul lavoro e contro il caro vita, tentennamenti sulla politica economica”.

Serve una opposizione, invece, doppiamente solida per Enrico Letta, in grado di contrastare le scelte del governo su recessione, inflazione e malessere sociale. E questa opposizione viene solo dal Pd: “È un ruolo che rivendichiamo con orgoglio: prima, sempre, viene il Paese. Anche quando la convenienza contingente suggerirebbe il contrario”. Un Partito democratico che sta sulla soglia di un profondo e coraggioso rinnovamento “Quali partiti hanno fatto di recente o fanno ancora congressi veri con leadership contese da più candidati? Nessuno. È prassi scontata negli altri Paesi Ue. È rarità nell’Italia dei partiti personali o proprietari di oggi. Anzi è un fatto unico, eccezionale, di cui siamo orgogliosi e per cui pretendiamo rispetto. Noi abbiamo una vera democrazia interna, gli altri no. Nessuno sa chi diverrà il nuovo segretario del Pd perché saranno aderenti, iscritti ed elettori a deciderlo. Il nostro Congresso è una sfida alla politica”.

Quindi, la conclusione, secondo cui il Pd “è un grande partito nazionale capace di unire il Paese e non di dividerlo tra Curva Nord e Curva Sud, coi rispettivi ultrà a soffiare sul fuoco del rancore, del disagio, della paura”.

Subito la replica di Calenda sul Twitter: “Caro ⁦@EnricoLetta⁩ c’è una sola cosa che un grande partito come il ⁦Pd non può davvero mai fare: il piagnisteo. Dalle bollette, alle regionali vi abbiamo offerto collaborazione sui contenuti. Decidete liberamente. Ma senza vittimismi”. 

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