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Migranti, il viaggio della Ocean Viking verso un porto francese

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2022, 12:29:54 di Maurizio Barra

La Ocean Viking sta navigando in prossimità delle coste orientali della Corsica in direzione nord, dopo essere ripartita due giorni fa dal limitare delle acque territoriali italiane al largo della Sicilia.   A bordo ci sono 234 migranti. Il primo intervento di soccorso della nave di Sos Mediterranee risale ormai a 20 giorni fa. La ong ha sollecitato la Francia a concederle un porto definendo critica la situazione a bordo, con gli ospiti esasperati dalla lunga attesa di una soluzione.

Non solo Marsiglia e Tolone. Anche il porto di Bastia, in Corsica, “si prepara” ad un possibile sbarco della nave anche se al momento non è arrivato alcun via libera da parte delle autorità francesi: è quanto riferisce radio France Info, secondo cui la città di Bastia, nel nord della Corsica, si starebbe “preparando ad accoglierla anche se le città di Marsiglia e Tolone restano privilegiate”. 

Martedì sera, il Presidente del consiglio esecutivo della Corsica, Gilles Simeoni, si era detto pronto ad accogliere lo sbarco dei naufraghi dell’Ocean Viking rifiutati dall’attuale governo italiano di Giorgia Meloni. “Conformemente  alla sua tradizione di ospitalità e per evitare ogni perdita di vite umane, la Corsica è pronta ad accogliere temporaneamente l’Ocean Viking in uno dei suoi porti”, ha scritto Simeoni in un tweet. Secondo France Info,  la nave di  Sos Méditerranée si trova attualmente in acque internazionali, al largo di Porto Vecchio, dinanzi alla Corsica.

Minniti: ridistribuzione in Europa “strada scivolosa”

La marcia indietro della Francia sulla Ocean Viking “non mi sorprende. È la dimostrazione che in questa fase, puntare tutto sulla ridistribuzione di migranti in Europa è una strada particolarmente scivolosa. Può anzi aumentare il livello di conflittualità tra paesi europei. Occorre altro. Occorre una strategia”. Lo afferma in una intervista a La Stampa Marco Minniti, ex ministro dell’Interno e ora presidente della fondazione Med-Or, centro studi del gruppo Leonardo per i rapporti internazionali tra l’Italia e i Paesi del Nord Africa.

Con l’invasione russa in Ucraina “è cambiato tutto. Paradossalmente tutte queste crisi si giocano nel Mediterraneo. Per l’energia, basti pensare a ruolo che ha assunto l’Algeria o anche in prospettiva quello che può avere l’Egitto, per non parlare della Libia. Alla luce di quello che sta accadendo con la Francia non possiamo dare le chiavi delle nostre democrazie ai trafficanti di esseri umani – avverte -. Occorre superare la Bossi-Fini e prevedere i flussi consistenti di immigrazione legale, gestiti dalle reti consolari. In cambio i paesi di origine dovrebbero impegnarsi a riprendere immediatamente i loro migranti illegali. Uno scambio in cui vincano tutti, anche noi europei che siamo in piena di cessione demografica”.

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