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Siccità:Basso Valdarno fuori da emergenza ma teme piogge '23

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Ultimo aggiornamento 10 Novembre, 2022, 20:08:55 di Maurizio Barra

(ANSA) – OSPEDALETTO (PISA), 10 NOV – “Con la fine
dell’estate, e dopo il ritorno delle (provvidenziali) piogge tra
agosto e settembre, nel Basso Valdarno può di fatto ritenersi
conclusa la fase di emergenza per il servizio idrico integrato,
legata alla grave siccità degli ultimi mesi”, tuttavia “anche se
non c’è più criticità elevata, l’assenza di piogge già preoccupa
per il 2023”. Lo afferma Acque spa in una nota diffusa dalla
sede di Ospedaletto (Pisa), affermando di continuare a mantenere
“ancora alta l’attenzione, viste le elevate temperature del
periodo”.”In tutti questi mesi – spiega il presidente di Acque,
Giuseppe Sardu – abbiamo monitorato costantemente la
disponibilità della risorsa idrica, rimanendo in stretto
contatto con l’Autorità Idrica Toscana e con le amministrazioni
comunali, i cui sindaci avevano emanato le ordinanze
anti-spreco, anche a seguito dello stato di emergenza
idropotabile proclamato dalla Regione. Guardando indietro, oggi
si può affermare che nel nostro territorio è stato possibile
uscire indenni da quella che è stata la siccità più estrema
dell’ultimo secolo. Acque è riuscita a adempiere al suo compito
principale: garantire con continuità l’erogazione idrica alle
utenze, anche nelle condizioni più critiche”.

Tra le azioni intraprese durante la siccità, Acque spa ha
fatto ricorso alle autobotti che per mesi hanno rifornito
centrali e depositi, per integrare la risorsa idrica
disponibile, inoltre dal ‘telecontrollo’ sono stati monitorati
giorno e notte i livelli delle falde mentre l’interconnessione
delle reti idriche (le tubature) ha consentito di destinare di
volta in volta parte della risorsa nelle zone più vicine ai
livelli di emergenza. Nei momenti più critici sono state
adottate soluzioni ad hoc, alcune persino “estreme”, come la
parzializzazione dell’erogazione idrica nelle ore notturne, che
non è un razionamento bensì una riduzione della portata a
impatto pressoché nullo presso le utenze ma fondamentale per
rialzare i livelli dei depositi quando l’acqua scarseggiava.

(ANSA).

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