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Biden alla Cop27: "Faremo la nostra parte per evitare inferno climatico, mio impegno è incrollabile"

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Ultimo aggiornamento 11 Novembre, 2022, 17:08:44 di Maurizio Barra

Joe Biden intervenendo alla Cop27 ha chiesto scusa per il ritiro dall’accordo di Parigi sul clima da parte del suo predecessore, ricordando che la propria amministrazione ha varato il più grande pacchetto di investimenti climatici della storia Usa.

“La crisi climatica riguarda la sicurezza umana, la sicurezza economica, la sicurezza ambientale, la sicurezza nazionale e la vita stessa del pianeta. Lottare contro il cambiamento climatico è un imperativo”. Ha detto il presidente americano ringraziando l’inviato speciale Usa, John Kerry per il lavoro svolto. “La nostra missione” è “evitare una catastrofe climatica. Puntiamo a ridurre le emissioni del 50-52% entro il 2030 e gli Stati Uniti raggiungeranno il loro obiettivo alla data prevista. Il mio impegno sul clima è incrollabile, faremo la nostra parte per evitare l’inferno climatico”, ha detto ancora.

“La Cop 27 è un momento per scrivere una storia migliore per il mondo. Il governo Usa sta mettendo i soldi là dove sono i suoi impegni sulla responsabilità  climatica”.

L’incontro con Al Sisi

Prima del suo intervento alla Cop 27 il presidente americano ha incontrato il suo omonimo egiziano.

“Oggi discuteremo di una serie di  questioni bilaterali e continueremo il nostro dialogo sui diritti  umani”. Lo ha detto Joe Biden prima del suo colloquio bilaterale con Abdel Fattah al-Sisi a Sharm-El-Sheik, dove il presidente è arrivato  per intervenire alla Cop27. Da parte sua, il presidente egiziano ha  rivendicato, rivolgendosi in particolare ai media stranieri, di avere  sui diritti umani “un approccio comprensivo”, con una “strategia  nazionale”, dicendosi comunque “desideroso di migliorare”.       

Nei giorni scorsi Biden aveva detto che intendeva unirsi agli altri leader internazionali intervenuti per chiedere la scarcerazione di Alaa Abd El-Fattah, l’attivista egiziano-britannico dallo scorso  aprile in sciopero della fame, e da domenica anche della sete. Le  autorità egiziane lo stanno sottoponendo all’alimentazione forzata,  hanno denunciato i familiari che hanno rivolto un appello al  presidente americano.       

Biden ha inoltre ringraziato al Sisi “per ospitare la Cop27 in una  regione che per lungo tempo è stata chiamata la culla del mondo, sembra così appropriato”. Il presidente ha poi ricordato “la forte  partnership” tra Usa ed Egitto, lodando il ruolo di mediazione degli egiziani per Gaza e come “di fronte alla guerra della Russia in  Ucraina, l’Egitto abbia parlato con forza all’Onu”

Il presidente americano ha anche colto l’occasione per ringraziare l’Egitto per aver “parlato con forza alle Nazioni Unite sulla guerra della Russia contro l’Ucraina”. 

Anche il presidente egiziano ha definito l’incontro di oggi “una grande opportunità per rafforzare la relazione strategica  tra i nostri due Paesi”, ricordando di aver già incontrato, sempre a  margine della Cop27, la Speaker Nancy Pelosi ed altri parlamentari Usa con cui “abbiamo parlato di molteplici questioni”.       

“Vorrei anche cogliere l’opportunità di parlare ai media americani di  questioni generali sul Medio Oriente e su come vanno le cose”, ha  concluso il presidente egiziano, riferendosi appunto ai diritti umani, parlando di “un approccio comprensivo di cui vorrei che sentisse  quello che abbiamo da dire, perché noi siamo desiderosi di migliorare”.       

“Abbiamo lanciato una strategia nazionale per i diritti umani – ha  concluso – e poi un’iniziativa per il dialogo nazionale, che ha coinciso con un comitato per l’amnistia presidenziale”, una strategia dichiaratamente incentrata su aspetti socio-economici lasciando in secondo piano le questione di restrizioni e abusi denunciati a livello internazionale.

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha sottolineato la forza e la solidità delle relazioni tra Egitto e Stati Uniti d’America, affermando che queste “relazioni non sono cambiate da più di 40 anni, e che trai due (paesi) c’è una convergenza di visioni su diverse questioni paesi”: lo riferisce l’agenzia statale egiziana Mena.

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