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L'Orchestra di Santa Cecilia con Lisa Batiashvili a Rimini

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Ultimo aggiornamento 15 Novembre, 2022, 15:55:22 di Maurizio Barra

(ANSA) – RIMINI, 15 NOV – Dopo il grande successo al Parco
della Musica di Roma e all’Auditorio Nacional de Música di
Madrid, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
guidata dal suo direttore musicale Sir Antonio Pappano, con la
violinista georgiana Lisa Batiashvili, prosegue la tournée in
Italia il 17 novembre al Teatro Galli di Rimini (ore 20,30)
nell’ambito della Sagra Malatestiana, al Teatro dei Rinnovati di
Siena (18/11) e alla Scala di Milano (19/11).
   
Il programma è comune alle tre serate e comprende il Concerto
per violino e orchestra di Beethoven e la Seconda Sinfonia di
Robert Schumann. Quello fra Antonio Pappano e Lisa Batiashvili è
un sodalizio artistico iniziato nel 2015 che nelle scorse
stagioni è stato festeggiato, oltre che a Roma, anche in tournée
a Francoforte, Essen, Vienna, Praga, Ingolstadt e Dresda, e
negli anni è divenuto un appuntamento che si rinnova quasi
annualmente. Lisa Batiashvili (una delle musiciste che fin
dall’invasione della Crimea e dall’inizio della guerra in
Ucraina si è schierata con nettezza contro Putin, presentandosi
ai concerti con abiti con i colori della bandiera ucraina), ha
in Antonio Pappano uno dei suoi direttori di riferimento: “Sa
unire il perfezionismo alla grande passione per la musica, e non
si arrende finché l’uno non confluisce nell’altro, in un unico
corpo”. Per l’artista georgiana, che a sedici anni si è
aggiudicata il secondo premio del Concorso Sibelius di Helsinki,
il Concerto di Beethoven (registrato nel 2009 per Sony
Classical) è da tempo un cavallo di battaglia: tra le opere più
amate del compositore di Bonn e più ammirate dai pubblici di
tutto il mondo, anche grazie alle espansioni cantabili e alle
suggestioni dei passi virtuosistici e al fascino che esercita il
lirismo del violino, in questo caso il Guarneri del Gesù del
1739 imbracciato dalla celebre strumentista. “Un prolungamento
della mia anima e della mia voce. Amo tantissimo – ha detto
l’artista – questo strumento per il quale ho molta attenzione e
rispetto sapendo che è ben più vecchio di me e ha vissuto tante
epoche musicali”. (ANSA).
   

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