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Saviano diffamò Meloni nel 2020, il legale della premier: "Valutiamo il ritiro della querela"

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Ultimo aggiornamento 15 Novembre, 2022, 20:32:32 di Maurizio Barra

Poco prima dell’inizio del processo per diffamazione che vede imputato lo scrittore Roberto Saviano per avere diffamato nel 2020 l’attuale presidente del consiglio Giorgia Meloni definendola una “bastarda”, l’avvocato Luca Libra, legale del premier, parla così ai cronisti: “La querela nasce dal livore utilizzato. Io ho insegnato a mio figlio che la parola bastardo è una offesa. Valuteremo comunque se ritirare la querela”.

L’appellativo venne espresso nel corso di una puntata del programma di La7 nel dicembre di due anni fa, dedicata al tema dei migranti e alla gestione dei porti italiani. L’indagine venne aperta dopo la querela presentata dalla stessa Meloni, allora presidente di Fratelli d’Italia. 

Al termine dell’udienza del processo lo scrittore Roberto Saviano ha annunciato che “Matteo Salvini ha presentato istanza per essere parte civile in questo processo”.

“Credo di aver il record di giornalista, personalità, individuo più processato da questo governo”, ha poi detto Saviano lasciando piazzale Clodio.

Saviano ha aggiunto che Salvini lo avrà “contro sia in questo processo sia nel processo l’anno prossimo per la frase ‘il ministro della malavita’. In aula si è detto che non dovevo fare il comizio ma io voglio solo difendermi”. 

L’udienza è durata pochi minuti ed è stata aggiornata al 12 dicembre sempre davanti al tribunale monocratico.

Presenti in tribunale a Roma, tra gli altri, l’attrice Kasia Smutniak, gli scrittori Sandro Veronesi, Michela Murgia, Nicola Lagioia e il direttore de La Stampa, Massimo Giannini. 

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