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>>>ANSA/ Minore l'aspettativa di vita per i bimbi nati al sud

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Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2022, 22:28:31 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 16 NOV – E’ di 3,7 anni in meno l’aspettativa
di vita di un bambino che nasce a Caltanissetta rispetto a uno
che è nato a Firenze. Una differenza di quasi quattro anni tra
nord e sud. Ma non è l’unico divario. Un bambino nato nel 2021
in provincia di Bolzano ha un’aspettativa di vita in buona
salute di 67,2 anni. Mentre uno nato in Calabria di 54,2 anni.
   
Un gap di ben 12 anni. E tra le bambine del sud il divario
aumenta ancora di più, con una differenza di 15 anni. A lanciare
l’allarme è Save The Children durante la presentazione della
XIII edizione dell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) 2022, dal
titolo “Come stai?”.
   
A pesare sulla salute e sul benessere psicologico dei minori
sono povertà e disuguaglianze che si sono accentuate soprattutto
dopo la pandemia. Sono quasi 1 milione e 400mila i bambini in
Italia in povertà assoluta, in questo momento di crisi
economica, e che sono “poveri anche di salute”. Secondo
un’analisi di Coldiretti, sulla base dei dati raccolti
dall’Atlante, 600mila bambini al di sotto dei 15 anni hanno
avuto bisogno di aiuto per bere il latte o mangiare. Un
incremento del 12% in un anno. Questo a causa della povertà e
dell’aumento dell’inflazione che ha messo in difficoltà le
famiglie.
   
Tra i dati riportati nella pubblicazione c’è anche quello che
riguarda i bambini nella fascia 3-10 anni in sovrappeso, oppure
obesi, che rappresentano il 35,2%, mentre le bambine il 33,7%.
   
Un bambino su quattro, poi, non pratica sport. Inoltre, la
povertà alimentare colpisce un bambino su 20. Nonostante questo
dato, la mensa scolastica non è un servizio essenziale gratuito
per tutti i bambini.
   
Save the Children ha ricordato che a essere insufficiente è
anche la rete sanitaria territoriale. Mancano 1400 pediatri. Un
focus poi andrebbe posto sulla salute mentale di adolescenti e
preadolescenti, hanno sottolineato. Ad aver influito
negativamente, peggiorando la situazione, è stata ancora la
pandemia. Secondo il monitoraggio, in nove regioni italiane i
ricoveri per patologia neuropsichiatrica infantile sono
cresciuti del 39,5% in due anni, tra il 2019 e il 2021. Proprio
quelli nel pieno del Covid-19. Le prime due cause di
ospedalizzazione sono psicosi e disturbi del comportamento
alimentare, ma in tutta Italia ci sono soltanto 394 posti letto
in degenza in questo reparto.
   
“Nel panorama mondiale, il nostro servizio sanitario
nazionale si posiziona come un’eccellenza per la cura dei
bambini, ma questo non deve spingerci a ignorare i divari e le
criticità – ha spiegato il presidente di Save Children Italia,
Claudio Tesauro -. I dati dell’Atlante mostrano la necessità di
mettere la salute dei bambini al centro di tutte le scelte
politiche, dalla tutela dell’ambiente urbano alle mense
scolastiche, fino agli spazi per lo sport e il movimento, con
una particolare attenzione al tema della salute mentale degli
adolescenti”.
   
“Credo che sia una priorità assoluta per una società proteggere
la salute dei minori, su cui mettere tutto il nostro impegno”-
ha commentato all’ANSA il presidente dell’Istituto Superiore di
Sanità, Silvio Brusaferro – La dimensione del fenomeno dei
bambini in povertà assoluta è significativa, per noi diventa una
priorità su cui investire e prestare attenzione”. (ANSA).
   

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