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Covid, Schillaci: "Per tornare alla normalità, accortezze come per l'influenza"

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Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2022, 23:30:08 di Maurizio Barra

Siamo in una fase “endemica del Covid” e “per tornare alla normalità dobbiamo avere le stesse accortezze che avevamo prima per l’influenza”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite alla puntata di Porta a porta in onda stasera su Rai1. “Quando si stava male con l’influenza – ha aggiunto – appena i sintomi finivano si rientrava a lavoro. Oggi siamo ancora più responsabilizzati in questo e usiamo la mascherina quando siamo in presenza di persone più fragili”.

Multe ai no vax

“Austria e Grecia sono gli unici due stati che hanno messo multe ai non vaccinati e le hanno poi revocate. Per il momento da noi sono rimaste. Vediamo se ci saranno provvedimenti, in tal senso, da parte del Parlamento” ha detto ancora il ministro in merito alle sanzioni previste a chi non si è vaccinato contro il Covid-19. Da ricordare che l’eliminazione delle sanzioni era stata prevista con un emendamento del Governo nel decreto legge Aiuti ter che poi non è stato presentato.

Vita normale dopo 4-5 giorni

“La situazione Covid è cambiata”. È quanto emerge dalle parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale sottolinea la nuova linea per i pazienti asintomatici: dopo 4-5 giorni ci sarà la fine dell’isolamento e “potranno tornare alla normale attività”. E anche chi presenta una sintomatologia lieve potrà tornare alla “vita normale”, considerando però “almeno 24 ore di assenza di febbre e sintomi, magari con qualche precauzione come la mascherina per proteggere i fragili”. Le indicazioni saranno precisate e confermate tramite un’ordinanza in via di pubblicazione. Il ministro ha annunciato poi che a breve partirà una campagna per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione per Covid e influenza. 

Università: se serve aumentare accessi

“Prima della pandemia entravano tra gli 8 e i 10 mila medici. Dai conti che abbiamo oggi ne mancano 50 mila, il che vuol dire che all’epoca ne avremmo dovuti reclutare tra i 12 e i 15 mila per cui bisogna aumentare il numero dei nuovi medici, da programmare a seconda di quelle che sono le esigenze, inoltre bisogna programmare adeguatamente anche gli accessi alle scuole di specializzazione dove possano arrivare più neolaureati”. 

Gemmato in linea con il governo

“Il sottosegretario alla Salute ha chiarito la sua posizione” rispetto ai vaccini, che è “in linea con quella del Governo”, espressa anche “a Bali dalla premier Giorgia Meloni”. Marcello Gemmato “si è vaccinato” contro Covid-19 ed “è un farmacista, categoria che ha contribuito moltissimo alla vaccinazione antipandemica”. “Credo che la sua posizione sia ora completamente chiara”, ha sottolineato Schillaci, aggiungendo che, “come ha detto il primo ministro, l’Italia contribuirà moltissimo alla lotta futura contro le pandemia. Si è costituito un fondo internazionale e noi siamo i terzi contribuitori dopo Usa e Ue”. 

Aumentare gli stipendi

“La carenza di medici è il risultato di una programmazione sbagliata degli ultimi 10 anni e riguarda anche gli infermieri. Ci siamo accorti che servivano i medici quando è arrivata la pandemia. Dobbiamo ridare attrattività al Servizio sanitario nazionale, uno dei migliori. È importante operare in questo sistema e dobbiamo farlo capire ai giovani”. “Sui medici a gettone, trovo assurdo che nella stessa struttura ci siano persone che svolgono lo stesso lavoro e abbiano diversi compensi – aggiunge il ministro – inoltre medici e infermieri hanno stipendi che sono tra il 30 e il 40% di meno rispetto ai paesi europei”. 

Ridurre burocrazia per farmaci e terapie

“Dobbiamo ridurre la burocrazia per far sì che medicinali salvavita arrivino con tempi più brevi. Ci sono farmaci innovativi e noi abbiamo gli strumenti per personalizzare la cura ma abbiamo bisogno di avere percorsi più veloci”. 

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