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Baia di Guanabara, dopo l'incidente del ponte è allarme: rischio impatto per altre navi alla deriva?

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Novembre, 2022, 00:23:18 di Maurizio Barra

L’incidente di lunedì scorso, 14 novembre, in cui una nave alla deriva si è schiantata contro il ponte Rio-Niterói (causando la chiusura della circolazione in entrambe le direzioni, fortunatamente senza conseguenze più gravi) potrebbe non restare un caso isolato. Quello che alcuni esperti ambientalisti brasiliani hanno sottolineato nelle ultime ore, infatti, è che il potenziale di rischio che altri episodi simili si possano verificare in futuro è molto alto. E questo perché la Baia di Guanabara, il grande specchio d’acqua attraversato dall’imponente struttura (oltre 13 chilometri, è la più lunga dell’emisfero meridionale), è diventata “un cimitero di imbarcazioni abbandonate”, come ha denunciato l’attivista ecologista Sérgio Ricardo Potiguara, uno dei fondatori della ong Baia Viva, attiva da oltre trent’anni a Rio de Janeiro e nei suoi dintorni.

 

La gestione delle navi abbandonate e i rischi per la baia

“Secondo gli ultimi dati disponibili, vecchi ormai di vent’anni” ha infatti dichiarato Potiguara “circa 200 imbarcazioni, o ciò che rimane di esse, si trovano nella regione della baia. E questo costituisce un grande rischio per l’ecosistema marino, per la salute pubblica, per non parlare dei problemi relativi alla navigabilità della baia e all’impatto negativo sul turismo, oltre alle perdite economiche nel settore ittico”.

L’impatto della grande imbarcazione con il ponte, hanno rilevato i tecnici della società concessionaria della struttura, non ne ha compromesso la stabilità. Ma l’allarme per altri bastimenti alla deriva, che si possano scontrare con i piloni o l’impalcato, desta non poche preoccupazioni tra esperti e semplici cittadini.

Spetta alla Marina brasiliana la gestione e la responsabilità delle imbarcazioni ancorate (o eventualmente alla deriva) nella Baia di Guanabara: a dirlo è l’Istituto nazionale per l’ambiente, lo stesso che interviene nel caso di sversamento di petrolio o di altre sostanze nocive, per eventuali danni ambientali.

In attesa che la Marina brasiliana risponda alle sollecitazioni circa un eventuale censimento o un piano di smantellamento delle navi lì presenti, la ong Baia Viva ha intanto comunicato che la São Luiz, il bastimento che si è scontrato con il ponte (lungo oltre 244 metri e largo 42), era sotto il proprio monitoraggio. La ong ambientalista l’ha definita “una nave fantasma, completamente arrugginita”. Si è scoperto, per di più, che la Marina ha rivelato che la São Luiz si trovava a Guanabara dal febbraio 2016, senza tuttavia costituire rischi per la navigazione. In quell’anno, tra l’altro, le Olimpiadi organizzate a Rio de Janeiro spinsero le autorità marittime a smantellare alcune delle navi abbandonate nella baia.

Brasile: ponte Rio-Niteroi, Rio de Janeiro (GettyImages)

Brasile: ponte Rio-Niteroi, Rio de Janeiro

Il ponte più lungo dell’emisfero meridionale

Il lungo ponte che collega Rio de Janeiro alla città di Niterói unisce le due sponde di Guanabara, alla cui imboccatura occidentale si trova Ipanema, Copacabana e l’agglomerato urbano carioca. L’infrastruttura è dedicata al presidente Artur da Costa e Silva (al potere tra il 1967 e 1969, durante la dittatura militare), colui che ne volle la costruzione. Il ponte fu poi inaugurato nel 1974. Una piccola curiosità: l’inizio dei lavori si deve alla compianta Regina Elisabetta II che, nel corso della sua visita di Stato in Brasile nel 1968, partecipò all’inaugurazione del grande cantiere che lo avrebbe realizzato.

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