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Cento anni dalla morte di Marcel Proust, così Parigi lo ricorda

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Ultimo aggiornamento 18 Novembre, 2022, 21:40:00 di Maurizio Barra

La Francia rende omaggio a Marcel Proust, il grande scrittore scomparso esattamente 100 anni fa, il 18 novembre 1922, lasciando ai posteri uno dei capolavori della letteratura: “Alla Ricerca del Tempo Perduto”. 

Su Twitter, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, annuncia che al cimitero Père Lachaise di Parigi, verrà reso un omaggio “solenne e commosso” al grande scrittore morto all’ età di 51 anni, per “salutare il suo genio che non smette di ispirarci, di elevarci e di meravigliarci“.  

Tra le tantissime iniziative previste per il centenario della morte, è inoltre prevista per lunedì prossimo, 21 novembre, la commemorazione dei funerali di Proust nella vecchia chiesa di Saint-Pierre de Chaillot, nell’ottavo arrondissement di Parigi. Un evento organizzato da Padre Jacques Ollier, sotto al patrocinio della storica “Société des amis de Marcel Proust” presieduta da Jérôme Bastianelli. La serata, aperta a tutti, si svolgerà tra letture e musica in omaggio allo scrittore.

Nella capitale francese, gli attori Didier Sandre della Comédie Française e Alix Bénézech leggeranno testi proustiani. Thierry Escaich dell’Académie des Beaux-Arts e Samuel Liégeon, organista titolare dei GrandiOrgani di Saint-Pierre de Chaillot, interpreteranno le sue opere musicali preferite. Mentre prosegue fino al 23 gennaio alla Bibliothèque Nationale de France la mostra eccezionale, “MarcelProust. La fabrique de l’œuvre”.

Proust lavora al suo capolavoro a partire dal 1908, pubblicandone la prima parte nel 1913. L’uscita dei libri seguenti viene interrotta dallo scoppio della prima guerra mondiale.

Ne “La Recherche”, misurandosi col passare degli anni, Marcel Proust pensava di poter ritrovare il tempo perduto e anche le persone, a cominciare dalla mamma e la nonna, per ritrovar anche se stesso, fissando tutto con la sua arte. Gli approfondimenti dell’autore sui sentimenti, la memoria, i pensieri, i vizi e i gesti quotidiani, raccolti in un opera di quasi quattromila pagine, scritte in prima persona e divise in sette parti (Dalla parte di Swann; All’ombra delle fanciulle in fiore; I Guermantes; Sodoma e Gomorra; La prigioniera; La fuggitiva; Il tempo ritrovato), creano, nella lunga narrazione, una visione unitaria, con un taglio legato sia alla tradizione moralista dei saggi francesi, sia ad un approccio benevolo, velato d’ironia, verso le fragilità umane. 

A lungo mi sono coricato di buonora” è l’incipit dell’opera che porta il lettore dentro la situazione in cui fu scritta: quella di Proust sofferente di gravi attacchi d’asma e sdraiato in un letto di ottone, chiuso in una stanza con pareti ricoperte di sughero e per ripararsi da polveri e rumori. Lo stesso luogo in cui morirà poi di polmonite, oggi ricostruito con molti parti originali al museo Carnevalet di Parigi. 

 

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