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Cop27: Greenpeace e attivisti, Paesi arabi frenano

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Ultimo aggiornamento 18 Novembre, 2022, 21:38:50 di Maurizio Barra

(ANSA-AFP) – SHARM EL SHEIKH, 18 NOV – Alla COP27 di Sharm
el-Sheikh, giovani attivisti arabi per il clima hanno invitato i
loro leader a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili
proprio mentre Greenpeace accusa i paesi del mondo arabo di
“compromettere gli sforzi” in atto per ridurre le emissioni di
gas serra .Per l’Ong ambientalista, i 21 Paesi del gruppo arabo “sono
fermamente contrari a riaffermare l’impegno a limitare il
riscaldamento globale a 1,5°C” e “sono contrari alla menzione
dei combustibili fossili”. Questo gruppo di Stati “spende buona
parte delle sue energie cercando di compromettere gli sforzi
sulla mitigazione”, termine che indica la riduzione delle
emissioni di gas serra, aggiunge l’Ong.

Per l’attivista marocchina Fatima Zahrae Tarib, “i giovani
arabi non sono soddisfatti del ruolo del gruppo arabo nei
negoziati” in questo vertice Onu sul clima, al quale, secondo il
calcolo di una ong, sta partecipando un 25% in più dei lobbisti
del settore petrolifero e del gas rispetto a quanti ne erano
stati contati all Cop26 dell’anno scorso a Glasgow.

“È folle che il Paese che guida il gruppo arabo, uno dei più
grandi produttori di combustibili fossili, usi l’economia come
scusa per continuare ad estrarre idrocarburi”, ha detto,
riferendosi all’Arabia Saudita. (ANSA-AFP).

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