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Le mani della 'ndrangheta su Milano: eseguite 49 misure cautelari

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Ultimo aggiornamento 22 Novembre, 2022, 13:03:05 di Maurizio Barra

“Ti mangio il fegato a te e a questi due infami”. “Vengo a casa tua e ti ammazzo di botte”. Sono alcune delle intercettazioni che hanno portato all’arresto di quarantanove persone in un’operazione della Polizia. Dalle indagini è emersa la ricostituzione della struttura territoriale di ‘ndrangheta detta la ‘locale di Rho’, sotto indagine nel 2010.

Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, al traffico di droga, a estorsione, incendio e porto illegale di armi.

Il prefetto Messina sottolinea come oramai la ‘ndrangheta nel Nord Italia si muova e abbia la stessa organizzazione come quella del Sud Italia. Qualcosa però è cambiato nel gruppo criminale, che si è evoluto al punto da “abbandonare l’aspetto militare – spiega il prefetto – in favore di strategie criminali più sofisticate”. 

La ‘ndrangheta si muove con aggressioni per accumulare patrimoni illeciti, che ne costituiscono la sua “linfa vitale”. Altro dato emerso da questa indagine, aggiunge il prefetto, ”come ancora una volta la detenzione carceraria non riesca a recidere il legame tra affiliato e struttura mafiosa di appartenenza”.

Dalle indagini, inoltre, emerge che tra i capi del clan c’era una donna anche “più spietata degli uomini”. Lo ha detto il pm della Dda di Milano Alessandra Cerretti nella conferenza stampa. “Uno degli elementi di novità è proprio il ruolo delle donne – ha spiegato – abbiamo 5 donne tra le arrestate e ad una di loro è stato contestato il ruolo di capo e promotore dell’associazione mafiosa”. Sarebbe “il braccio destro di Cristian Bandiera, figlio di Gaetano, e lo sostituisce in una serie di attività; sotto di sè ha anche due associati ai quali dà direttive”.

E’ la “prima volta – ha detto il pm – che in Lombardia verifichiamo il ruolo operativo e organizzativo di un donna” nei clan. 

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