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Dietro le quinte della polizia, i reportage anni '30 di Simenon

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Ultimo aggiornamento 23 Novembre, 2022, 05:06:58 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 22 NOV – GEORGES SIMENON, DIETRO LE QUINTE
DELLA POLIZIA (ADELPHI, PP 281, EURO 16,00)
Casi giudiziari clamorosi, celebri inchieste, appunti per i
futuri romanzi e aneddoti di George Simenon sono raccolti in
‘Dietro le quinte della polizia’, quarto libro di reportage
dello scrittore che include articoli apparsi su diverse testate
fra il 1933 e il 1937 dai quali emerge uno spaccato della
Parigi dell’epoca. Nel libro, che esce il 29 novembre per
Adelphi nella traduzione di Lorenza di Lella e Maria Laura
Vanorio, con una nota di Ena Marchi, con all’interno preziose
foto d’epoca, ci sono tre reportage delle visite dello scrittore
al Quai des Orfèvres a Parigi che negli anni Trenta indicava per
metonimia il Palazzo di Giustizia.
   
In un gioco metaletterario, Simenon fa scrivere al
commissario Maigret ormai in pensione le sue Memorie nelle quali
troviamo il racconto di come gli fosse capitato di far visitare
i locali della Polizia giudiziaria a uno scrittorello dotato di
“giovanile sfrontatezza”, tale Georges Sim. Nella realtà fu
Xavier Guichard, che ne era il direttore, a proporre, all’inizio
degli anni Trenta, a un Simenon che di Maigret ne aveva già
pubblicati una mezza dozzina, di trascorrere qualche giorno al
Quai des Orfèvres, giusto per rendere più verosimili il suo
personaggio e l’ambiente in cui si muoveva. Lo scrittore non se
lo fece ripetere due volte e ne approfittò anche per scrivere
una serie di articoli.
   
Come nei precedenti tre volumi di reportage: “Il Mediterraneo
in barca” (2019), “Europa 33” (2020) e “A margine dei meridiani”
(2021), tutti usciti per Adelphi che sta ripubblicando le opere
dello scrittore, spesso il romanziere eclissa il giornalista. In
‘Dietro le quinte della polizia’ troviamo la Parigi di quegli
anni con la fauna dei suoi quartieri malfamati, gli immigrati
delle periferie, i ricchi borghesi delle strade eleganti, i
piccoli artigiani degli arrondissement più poveri: una città che
già allora cominciava a cambiare profondamente e che oggi è
quasi del tutto scomparsa. Così com’è scomparsa quella polizia
di cui Simenon ci mostra all’opera gli ultimi esemplari e della
quale non nasconde di rimpiangere i metodi sbrigativi ma
efficaci.
   
“Ciò non toglie che forse mi resterà la nostalgia dei
poliziotti dalle scarpe grosse e dei commissari che hanno fatto
la gavetta, che parlano nel gergo dei quartieri popolari, che
bevono al bancone accanto ai malviventi, gli offrono una
sigaretta e, se necessario, li prendono a schiaffi” dice
Simenon, morto a Losanna nel 1989. (ANSA).
   

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