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A Napoli scritta ultrà contro Maroni "Ci volevi vedere morti…"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 24 Novembre, 2022, 08:26:16 di Maurizio Barra

Uno striscione offensivo verso la memoria dell’ex Presidente della Lombardia, Roberto Maroni, morto a 67 anni nella sua casa nel Varesotto, è stato esposto la scorsa notte a Napoli in via Vespucci, poco lontano dall’ospedale Loreto Mare.   

“Maroni, volevi vederci morti – la scritta con spray blu su drappo bianco – ma noi abbiamo visto morire te! Mai tesserati”. Sul posto è intervenuta la polizia che ha rimosso il drappo. Lo striscione non è firmato, tuttavia la foto compare in diversi gruppi social legati agli ultrà del Napoli dove si ricorda come fosse stato proprio Maroni, all’epoca ministro dell’Interno, a introdurre nel 2009 la tessera del tifoso.

Roberto Maroni gettyimages

Roberto Maroni

Le reazioni

“Gli autori dello striscione sul compianto Maroni sono degli squallidi vigliacchi. È stata infangata la memoria di un uomo dello Stato, di una città intera e di una delle tifoserie più apprezzate d’Italia. Certa gente non ha rispetto dei morti, figuriamoci dei vivi. Non è questa la vera Napoli: città di amore, di tolleranza e di valori. Voi non siete napoletani!”. Così in una nota il gruppo regionale della Lega Campania.

“La stupidità, la maleducazione e la cattiveria gratuita è purtroppo monocolore e la stessa da nord a sud, senza eccezioni. Proviamo rabbia e disgusto di fronte allo striscione esposto a Napoli che offende la memoria di Roberto Maroni, non colpevolizziamo un’intera tifoseria o un’intera città, ma solo un branco di imbecilli e di delinquenti travestiti da tifosi. Ora ci attendiamo una netta condanna unanime e trasversale e un’analoga presa di distanza di fronte a questa vergogna.” Lo dichiara Fabrizio Cecchetti, coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier.

“Al peggio non ci si abitua mai, nemmeno agli insulti ai morti, a chi ci ha appena lasciato come Roberto Maroni”. Scrive il senatore della Lega, Roberto Calderoli.  “Vergogna e disgusto per lo striscione ripugnante esposto oggi a Napoli. E una riflessione: fino al 2007 negli stadi italiani ricordiamo tragedie con morti come l’agente Raciti e violenze continue, poi con la tessera del tifoso e coni daspo, strumenti fortemente voluti dall’allora ministro Roberto Maroni, a partire dal 2008 la situazione si è normalizzata e oggi allo stadio non ci sono forze dell’ordine all’interno e non si registrano più le consuete guerriglie intorno agli stadi, nelle nostre città, pur rimanendo sacche di delinquenti irriducibili come dimostrano gli incidenti che hanno portato alla morte di due tifosi nel 2014 e nel 2018, a Roma e Milano, ma non nei pressi degli stadi ma in altri quartieri. Per cui grazie a Roberto Maroni per aver ripulito i nostri stadi e aver restituito il calcio alle famiglie e ai bambini”.

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