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Imballaggi: D'Amato,posizione Ue devastante anche per l'ambiente

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Ultimo aggiornamento 25 Novembre, 2022, 00:15:36 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 24 NOV – Il regolamento sugli imballaggi su
cui sta lavorando la Commissione Europea “sarebbe devastante per
l’ambiente, per l’economia e per milioni di lavoratori”, ed
è “assolutamente contraddittorio con gli obiettivi di riduzione
dell’impatto ambientale che la stessa Commissione cerca di
portare avanti”. Il past presidente di Confindustria Antonio
D’Amato, industriale nel settore del packaging con la Seda,
società leader a livello internazionale nella produzione di
imballaggi alimentari, rilancia così l’allarme per l’industria
di settore e per l’effetto a catena su tutto il sistema
industriale che avrebbe “una proposta che di fatto colpisce
tutta la filiera del packaging e quindi tutte le filiere
industriali, dall’alimentare alla sanità, dalla cosmesi ai
prodotti di qualunque natura”. Un allarme lanciato più volte,
nei giorni scorsi, anche dal presidente di Confindustria, Carlo
Bonomi.”Siamo in una fase estremamente delicata ed importante”,
commenta D’Amato con l’ANSA dal forum di Coldiretti, dopo aver
ascoltato l’intervento del vicepresidente della Commissione
Europea Frans Timmermans.

“Ci sembra proprio, anche sentendo le dichiarazioni di questa
mattina di Timmerman, che si predichi una teoria e si pratichi
una politica assolutamente contraddittoria. C’è veramente una
summa di ideologie e di demagogia”, dcie D’Amato, che spiega: la
scelta di previlegiare il riuso rispetto al riciclo è un
cambiamento di direzione estremamente pregiudizievole per
l’ambiente. Specialmente per l’imballaggio alimentare abbiamo
dati scientifici, inoppugnabili, certificati, documentati anche
con tutte le più stringenti richieste della Comunità europea in
termini di studi di impatto ambientale, che dimostrano
chiaramente che il monouso in carta, soprattutto nella
ristorazione e nella ristorazione veloce, è nettamente migliore
dal punto di vista della produzione di CO2 e del consumo di
acqua, ed in modo significativo, parliamo parlando dicirca
quattro volte in meno per emissioni di C02 e di oltre cinque o
sei volte in meno per consumo di acqua. E sono le due grandi
priorità con le quali non solo l’Europa ma il mondo intero si
confronta”
Il sistema industriale chiede di “riconsiderare” queste scelte:
“Tutta l’industria europea e italiana si è mobilitata, tutte le
filiere industriali si sono mobilitate, e sono arrivate numerose
proposte” ma l’impostazione che è stata datata “sembra come
bandiera ideologica che debba resistere nonostante le evidenze
scientifiche che noi abbiamo dimostrato e portato all’attenzione
della Commissione. Una sorta di tabù”. (ANSA).

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