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Con Sgarbi l'incontro tra Pasolini e Caravaggio

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Ultimo aggiornamento 29 Novembre, 2022, 01:03:41 di Maurizio Barra

(ANSA) – ROMA, 28 NOV – Si gioca tutto sul terreno della
realtà, come elemento essenziale sia per l’arte che per la vita
di entrambi, l’incontro tra Pier Paolo Pasolini e Michelangelo
Merisi da Caravaggio che Vittorio Sgarbi ‘celebrerà’ sul palco
del Teatro Olimpico di Roma dal 2 al 4 dicembre nello spettacolo
da lui scritto e interpretato intitolato “Pasolini Caravaggio”.
   
La rappresentazione – un progetto artistico di DoppioSenso,
prodotto da Corvino Produzioni con le musiche composte ed
eseguite dal vivo da Valentino Corvino e la video scenografia di
Tommaso Arosio – vuole condurre lo spettatore direttamente
‘dentro’ le vite di Caravaggio e Pasolini attraverso
un’immersione nelle loro opere.
   
Giocando con le parole, le immagini e la musica, come una
autentica guida, il sottosegretario alla cultura e critico
d’arte racconterà le analogie tra i due grandi personaggi. “Li
vedo in continuità con la stessa faccia, la stessa vita, sul
piano psicologico credo ci siano molte ragioni di consonanza tra
Pasolini e Caravaggio”, afferma Sgarbi presentando lo spettacolo
al Teatro Olimpico, “il modo migliore di parlare di entrambi è
focalizzarsi sulla realtà perché è lo scenario su cui entrambi
si muovono. La contemporaneità di Caravaggio è ormai acclarata,
il pensiero di Pasolini non si consuma, e continua a
interrogarci. La sua capacità di dirci la verità lo rende
attuale, profetico”. Dopo i focus su Michelangelo, Raffaello,
Dante, Giotto e Leonardo, a Roma Sgarbi porterà un aggiornamento
in chiave pasoliniana, in occasione del centenario della nascita
del poeta, del suo primo spettacolo realizzato anni fa, dedicato
appunto a Caravaggio. “Nell’immaginario di Pasolini ci sono
artisti come Giotto, Pontormo, Rosso Fiorentino e in Caravaggio
egli trovò quel mondo che era già dentro di lui. Il critico
d’arte Longhi all’università di Bologna consacrò Caravaggio come
il pittore della realtà e Pasolini fu suo allievo. Sentendo
parlare di Caravaggio ebbe una sorta di identificazione,
sentendosi Caravaggio per tutta la vita”, racconta ancora
Sgarbi. (ANSA).
   

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