Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:29:42 di Maurizio Barra
La stretta non va giu’ alle imprese costruttrici
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:29:42 di Maurizio Barra
La stretta non va giu’ alle imprese costruttrici
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:27:46 di Maurizio Barra
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:23:04 di Maurizio Barra
Pd, M5s e Alleanza Verdi e Sinistra si compattano alla Camera sul voto per le mozioni sul salario minimo. Tutte e tre i gruppi hanno infatti votato in modo incrociato a favore di tutte le mozioni presentate per l’introduzione del salario minimo.
In particolare, il testo impegna il Governo “a raggiungere l’obiettivo della tutela dei diritti dei lavoratori non con l’introduzione del salario minimo, ma attraverso le seguenti iniziative: a) attivare percorsi interlocutori tra le parti non coinvolte nella contrattazione collettiva, con l’obiettivo di monitorare e comprendere, attraverso l’analisi puntuale dei dati, motivi e cause della non applicazione; b) estendere l’efficacia dei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi, avvalendosi dei dati emersi attraverso le indagini conoscitive preventivamente svolte a livello nazionale, alle categorie di lavoratori non comprese nella contrattazione nazionale; c) avviare un percorso di analisi rispetto alla contrattazione collettiva nazionale, che, soprattutto in certi ambiti, coinvolge un gran numero di lavoratori, alla luce della frequente aggiudicazione di gare che recano in loro seno il concetto della migliore offerta economica”.
Il governo dovrà quindi “mettere in atto una serie di misure di competenza volte al contrasto dei cosiddetti contratti pirata in favore dell’applicazione più ampia dei contratti collettivi, con particolare riguardo alla contrattazione di secondo livello ed ai cosiddetti contratti di prossimità; favorire l’apertura di un tavolo di confronto che assicuri il pieno coinvolgimento delle parti sociali e del mondo produttivo sul tema cruciale delle politiche finalizzate alla riduzione del costo del lavoro e all’abbattimento del cuneo fiscale, al fine di rilanciare lo sviluppo economico delle imprese, incrementare l’occupazione e la capacità di acquisto dei lavoratori; porre in essere interventi e azioni volti a liberare risorse da altre voci della spesa pubblica per destinarle al mercato del lavoro e favorire l’occupazione che rappresenta il volano di crescita del nostro Paese, nonché implementare una serie di politiche attive volte a garantire una più veloce collocazione dei giovani nel mondo del lavoro (ad esempio, alternanza scuola lavoro).
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:22:52 di Maurizio Barra
(ANSA) – NEW YORK, 30 NOV – Il momento per moderare la
velocità dei rialzi dei tassi di interesse potrebbe essere già
in dicembre. Lo afferma il presidente della Fed Jerome Powell
intervenendo al Brookings Institution. Ma avverte che
l’inflazione resta troppo alta e la Fed potrebbe dover mantenere
una politica monetaria restrittiva per diverso tempo. Powell
sottolinea che la strada è ancora lunga per far calare
l’inflazione ma “non ci sono dubbi sul fatto che abbiamo fatto
sostanziali progressi”. (ANSA).
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:21:30 di Maurizio Barra
In questo modo il nuovo reato 633 bis risulta riferito a situazioni precise, viene collegato alla violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene negli eventi e a quelle sulle sostanze stupefacenti. L’ipotesi di maggiore rigore viene circoscritta agli organizzatori e promotori dei rave party; i partecipanti saranno, invece, sempre punibili ma solo in base all’articolo 633 del codice penale, che rigarda l’invasione di terreni o edifici. Il nuovo testo riformula anche la norma che già prevedeva la confisca obbligatoria, estendendo il provvedimento anche ai profitti dei rave party, per fungere da ulteriore deterrente. Non cambia invece la pena, che resta da 3 a 6 anni, restano in questo modo possibili le intercettazioni, circoscritte alle eventuali indagini sull’organizzazione dell’evento.
Resta la pena massima di 6 anni per chi organizza o promuove l’occupazione di terreni o edifici per lo svolgimento dei rave, prevede l’emendamento del governo. Resta pertanto possibile attivare le intercettazioni telefoniche nelle indagini sui presunti organizzatori e promotori dell’evento. Oltre alla reclusione da 3 a 6 anni, è prevista una multa da mille a 10mila euro ed è “sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché delle cose che ne sono il prodotto o il profitto”.
“Con quest’emendamento al decreto-legge anti-rave, il Governo perfeziona la norma, rendendo più efficace il contrasto delle condotte illecite che si vuole perseguire”: così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo il deposito di un emendamento del Governo alla legge di conversione del dl 31 ottobre 2022.
L’emendamento presentato al decreto anti-rave da Forza Italia che prevede l’impossibilità per il Pm di fare ricorso in caso di sentenza di assoluzione passa il vaglio di ammissibilità in Commissione Giustizia del Senato. All’inizio, infatti, si pensava che potesse essere considerato estraneo per materia. Ma siccome anche il Governo ha presentato proposte di modifica alla parte del decreto che riguarda la riforma Cartabia, cioè il processo civile, l’emendamento del capogruppo in Commissione Pierantonio Zanettin resta e verrà messo ai voti giovedì prossimo 6 dicembre.
Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:21:18 di Maurizio Barra
(ANSA) – NEW YORK, 30 NOV – Elon Musk dovrebbe visitare
l’Ucraina e vedere con i suoi occhi i danni causati dalla
Russia. Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
intervenendo a un evento del New York Times, durante il quale è
stato interpellato sul piano di pace ipotizzato in ottobre da
Musk. Zelensky comunque si è detto grato a Musk per i satelliti
Starlink, grazie ai quali la “vita è stata mantenuta”. (ANSA).
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:19:39 di Maurizio Barra
(ANSA) – BRUXELLES, 30 NOV – Twitter ha ancora “molto lavoro
da fare” per “implementare politiche trasparenti, rafforzare in
modo significativo la moderazione dei contenuti, proteggere la
libertà di parola, affrontare la disinformazione con
determinazione e limitare la pubblicità mirata” secondo le norme
Ue. E’ il monito che il commissario Ue al Mercato interno,
Thierry Breton, ha rivolto a Elon Musk in videoconferenza.
“Tutto ciò richiede l’impiego dell’AI e di risorse umane
sufficienti”, ha evidenziato Breton.
I due hanno convenuto che i servizi della Commissione Ue
effettueranno uno stress test presso la sede di Twitter
all’inizio del 2023. (ANSA).
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:18:04 di Maurizio Barra
La clausola che lega l’uscita anticipata dal lavoro al numero dei figli continua a far discutere e il governo è al lavoro per trovare una soluzione. La partita si giocherà tutta in Parlamento, dove la manovra con i suoi quasi 36 miliardi di risorse e un tesoretto limitato di 400 milioni per le modifiche inizia il suo iter: un percorso ad ostacoli con molti nodi ancora aperti, a partire dal superbonus; ma anche una corsa contro il tempo, con l’approdo in Aula alla Camera già fissato per il 20 novembre. L’ultima versione di Opzione donna, oggetto nei giorni scorsi di varie riscritture da parte del governo, appare molto restrittiva rispetto alla versione originaria, limitando la possibilità di andare in pensione anticipatamente a tre sole categorie di lavoratrici (caregiver, invalide almeno al 75% e licenziate o dipendenti di aziende in crisi); l’età è fissata a 60 anni, soglia che può scendere di un anno per ogni figlio fino ad un massimo di due. A preoccupare è proprio quest’ultima clausola, che rischia di penalizzare le donne che non ne hanno. L’argomento è stato al centro di riunioni informali alla Camera tra la ministra del lavoro Marina Calderone e alcuni esponenti della maggioranza. La strada appare stretta, legata anche al tema delle coperture, ma si sta cercando una mediazione e tra le ipotesi ci sarebbe quella di eliminare il passaggio, rinviando comunque l’intero tema alla riforma complessiva delle pensioni da fare il prossimo anno. Tema quest’ultimo che vede i sindacati già sul piede di guerra: con i tagli alle rivalutazioni si tolgono al sistema 17 miliardi in tre anni, attacca la Cgil, che con la Uil è già pronta alla mobilitazione (più cauta la Cisl).

Renzi: ‘Surreali le crtiche al Terzo polo’. Letta vede le associazioni e annuncia una contromanovra del Pd. Berlusconi rilancia su assunzioni e pensioni (ANSA)
La manovra approderà nell’Aula della Camera il prossimo 20 dicembre alle 10.30 con la discussione generale, secondo quanto ha stabilito la conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Le votazioni avranno inizio dalle 14.
PENSIONI –Nel 2023 “a fronte di 726,4 milioni” che finanziano gli interventi sulle pensioni pevisti in manovra (Quota 103, Opzione donna, Ape sociale), “si sottraggono al sistema 3,7 miliardi tra taglio della rivalutazione delle pensioni in essere (-3,5 miliardi) e abrogazione del fondo per l’uscita anticipata nelle Pmi in crisi (-200 milioni). Se si considera il triennio, le mancate rivalutazioni ammonteranno a 17 miliardi”. Queste le stime dell‘Osservatorio previdenza di Cgil e Fondazione Di Vittorio, secondo cui “le risorse che saranno effettivamente spese saranno poco più di un terzo: 274,3 milioni, con un risparmio di 452,1 milioni”. “Per sostenere le piattaforme unitarie sul lavoro, fisco e welfare anche oltre la manovra e per chiedere al governo di modificare le scelte in corso di discussione in Parlamento, la Uil chiede a Cisl e Cgil di avviare un percorso di mobilitazione regionale eo territoriale e di categorie sui posti di lavoro. Percorso da articolare in accordo con i territori e non escludendo nessuno degli strumenti di mobilitazione sindacali”: così il documento approvato dall’esecutivo nazionale Uil, secondo cui la legge di bilancio “contiene molte scelte” che giudica “sbagliate” e “iniquo” il blocco della rivalutazione per le pensioni.
La Cgil prevede che nel corso del 2023 le persone ce accederanno a Quota 103, Ape sociale e Opzione donna saranno nel complesso 25.615 corrispondenti al 40% delle uscite stimate dal governo (90.172) nel Ddl Bilancio 2023. In un report sulle misure in materia previdenziale la Cgil stima per le tre misure una spesa complessiva di 274,3 milioni di euro, ” di gran lunga inferiore rispetto a quella stanziata dal governo (pari a 726,4 milioni) e, di conseguenza, un futuro risparmio di 452,1 milioni”. Le misure previdenziali approvate dal Consiglio dei ministri “sono molto limitate, largamente insufficienti e, in alcuni casi, addirittura peggiorative rispetto al quadro normativo vigente”. Lo sostiene il segretario confederale del sindacato Christian Ferrari presentando un Report sulle misure del Governo secondo il quale a fronte di 726,4 milioni di euro che finanziano i diversi interventi (Quota 103, Opzione donna, Ape sociale e altro), si sottraggono al sistema ben 3,7 miliardi di euro tra taglio della rivalutazione delle pensioni in essere (-3,5 miliardi solo nel 2023) e abrogazione del fondo per l’uscita anticipata nelle PMI in crisi (-200 milioni). Se si considera il triennio, le mancate rivalutazioni ammonteranno a 17 miliardi. In realtà, le risorse che saranno effettivamente spese – sulla base della dell’analisi della Cgil – saranno poco più di un terzo: 274,3 milioni, con un risparmio di 452,1 milioni poiché solo una parte minoritaria della platea stimata dal Governo accederà alle misure per l’uscita. “Non vengono affrontate in alcun modo – afferma Ferrari – le criticità presenti nel nostro sistema pensionistico, e men che meno si prefigurano le condizioni per una riforma complessiva del nostro impianto previdenziale. Nessun superamento della legge Fornero, dunque, e nemmeno la possibilità di accedere al pensionamento con 41 anni di contribuzione. Gli slogan e le promesse elettorali, ancora una volta, si configurano come vera e propria pubblicità ingannevole. In sostanza, non solo non c’è alcun miglioramento né allargamento delle tutele e dei diritti previdenziali, ma c’è un intervento regressivo rispetto alla situazione attuale'”. “Si fa cassa sulle spalle di lavoratori e pensionati – dice – per tagliare le tasse a professionisti da 85.000 euro annui. Intanto, nessuna risposta ai giovani, a chi svolge lavori gravosi e, soprattutto, alle donne, che hanno pagato il prezzo più salato delle “riforme” degli ultimi 15 anni”.
LA MOBILITAZIONE CGIL – ll Comitato direttivo della Cgil “dà mandato alla segreteria nazionale, nel confronto con Cisl e Uil, di mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, nessuna esclusa, per sostenere le piattaforme unitarie e le nostre richieste tese ad ottenere le risposte necessarie ad affrontare questa fase che rischia di peggiorare rapidamente la condizione delle persone, aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali, bloccare lo sviluppo del Paese”. Così l’ordine del giorno approvato dal parlamentino della Cgil, in cui si richiama il giudizio sulla manovra considerata “sbagliata e da cambiare”. l Comitato direttivo impegna, quindi, “tutte le strutture della Cgil a sostenere il percorso di mobilitazione che sarà definito dalla segreteria nazionale” nei prossimi giorni. Alla luce del testo definitivo del disegno di legge di bilancio “condivide e conferma il giudizio già espresso dalla segreteria nazionale della Cgil” nel documento con le prime valutazioni della scorsa settimana: “una manovra sbagliata e da cambiare che non risponde alle reali emergenze del Paese, a partire dalla condizione materiale dei lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, cittadini e cittadine”.
SUPERBONUS – Tra i nodi che rischiano di complicare il lavoro del governo c’è il problema dei crediti incagliati del superbonus. Forza Italia è in pressing da tempo per allargare le maglie delle nuove norme e ora anche FdI chiede di allungare i tempi. Spunta, tra le proposte di modifica al decreto aiuti quater, l’ipotesi di posticipare il deposito delle Cilas – la comunicazione di inizio lavori che consente di utilizzare ancora il 110% da parte dei condomini – almeno al 31 dicembre e sbloccare i crediti d’imposta già maturati attraverso lo strumento degli F24: la palla, spiega il relatore e senatore di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris, è al Mef per le coperture. Resta da capire anche il destino della norma sul Pos contenuta in manovra, oggetto di interlocuzioni con Bruxelles e tema strettamente legato all’attuazione del Pnrr.
Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:16:30 di Maurizio Barra
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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2022, 22:16:18 di Maurizio Barra