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Papa, il presepe è un no al consumismo

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Ultimo aggiornamento 3 Dicembre, 2022, 17:36:01 di Maurizio Barra

(ANSA) – CITTA DEL VATICANO, 03 DIC – “L’albero e il presepe
sono due segni che continuano ad affascinare piccoli e grandi.
   
L’albero, con le sue luci, ricorda Gesù che viene a rischiarare
le nostre tenebre, la nostra esistenza spesso rinchiusa
nell’ombra del peccato, della paura, del dolore. E ci suggerisce
un’ulteriore riflessione: come gli alberi, così anche gli uomini
hanno bisogno di radici”. Così papa Francesco nell’udienza
nell’Aula Paolo VI in cui ha ringraziato i donatori dell’Albero
di Natale e del Presepio allestiti in Piazza San Pietro. “Poiché
solo chi è radicato in un buon terreno, rimane saldo, cresce,
‘matura’, resiste ai venti che lo scuotono e diventa un punto di
riferimento per chi lo guarda. Ma senza radici nulla di ciò
avviene: senza basi salde si rimane traballanti. È importante
custodire le radici, nella vita come nella fede”, ha detto,
aggiungendo: Ecco che cosa ci ricorda l’albero di Natale!”.
   
Passando poi al presepe, “che ci parla della nascita del Figlio
di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi”, il
Pontefice ha sottolineato che “nella sua genuina povertà, il
presepe ci aiuta a ritrovare la vera ricchezza del Natale, e a
purificarci da tanti aspetti che inquinano il paesaggio
natalizio. Semplice e familiare, il presepe richiama un Natale
diverso da quello consumistico e commerciale, è un’altra cosa;
ricorda quanto ci fa bene custodire dei momenti di silenzio e di
preghiera nelle nostre giornate, spesso travolte dalla
frenesia”. Secondo Francesco, “il silenzio favorisce la
contemplazione del Bambino Gesù, aiuta a diventare intimi con
Dio, con la semplicità fragile di un piccolo neonato, con la
mitezza del suo essere adagiato, con il tenero affetto delle
fasce che lo avvolgono”. “Radici e contemplazione: l’albero ci
insegna le radici, il presepe ci invita alla contemplazione. Non
dimentichiamo questi due atteggiamenti umani e cristiani”, ha
detto il Papa ‘a braccio’. “Se vogliamo festeggiare davvero il
Natale riscopriamo attraverso il presepe la sorpresa e lo
stupore della piccolezza di Dio, che non nasce nei fasti
dell’apparenza, ma nella povertà di una stalla. Per incontrarlo
bisogna raggiungerlo lì, dove Egli sta; occorre abbassarsi,
occorre farsi piccoli, lasciare ogni vanità”, ha aggiunto.
   
All’udienza erano presenti le Delegazioni ufficiali dei luoghi
di origine del Presepe e dell’albero, provenienti
rispettivamente da Sutrio, in Friuli-Venezia Giulia e da
Rosello, in Abruzzo. Partecipava anche una Delegazione del
Guatemala – guidata da Mario Bucaro Flores, ministro delle
Relazioni Estere – che ha allestito il presepe nell’Aula Paolo
VI. In particolare, per il Presepe artistico – realizzato
interamente in legno – hanno presenziato, tra gli altri, il
presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano
Fedriga, e il sindaco di Sutrio, Manlio Mattia. Presepe e albero
di Piazza San Pietro saranno inaugurati questo pomeriggio.
   
(ANSA).
   

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